M5S: “Sempre più isolati i Comuni dell’Agrigentino”

Scorrimento veloce Palermo–Agrigento, i lavori si fermeranno a Manganaro, per completare l’opera vanno reperiti nuovi fondi. Stamattina l’audizione a Palazzo dei Normanni chiesta dai Cinquestelle.

“Tagliata fuori la provincia di Agrigento, sempre più isolata e distante dagli altri capoluoghi siciliani. E’ un quadro sconfortante quello che emerge dall’audizione di oggi in IV commissione all’Ars, con oggetto il completamento dello scorrimento veloce Palermo – Agrigento”. Lo dice il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo che, insieme al collega parlamentare Giampiero Trizzino, aveva chiesto di sentire l’assessore alle Infrastrutture e il dirigente del dipartimento, nonché i vertici dell’Anas, proprio sugli stanziamenti finanziari previsti per il completamento dell’opera e, quindi, sull’esclusione dalla lista delle opere di interesse nazionale.

“Nonostante le rassicurazioni da parte dell’assessorato sul fatto che la fuoriuscita dal piano delle opere strategiche non comprometterà i lavori già in corso, – afferma Mangiacavallo – lascia molte perplessità e molta amarezza, invece, che buona parte del tratto non abbia ancora una storia certa”. “Durante l’audizione di oggi, – continua il deputato – sono state date garanzie soltanto rispetto ai tempi e finanziamenti per il completamento dei lotti da Palermo fino a Bolognetta e da Bolognetta a Manganaro. Invece, nessun finanziamento e nessuna scadenza certa per completare la Palermo-Agrigento di cui si parla ormai da circa 20 anni; sulle carte della Regione leggiamo solamente ‘risorse da reperire’”.

Il parlamentare 5Stelle è critico anche riguardo il tratto che dovrebbe essere completato, quello che va da Palermo a Bolognetta, e che verrà consegnato, comunque, con due anni di ritardo. “Sette anni di lavori, interruzioni continue e strade inutilizzabili, – conclude Mangiacavallo – tutto questo per avere soltanto una corsia in più. L’attuale strada a due corsie, dalla quale passano oltre 22 mila macchine al giorno, passerà infatti a tre corsie. In pratica, anni di vitaccia per viaggiatori, pendolari e turisti, per un’opera che somiglia sempre di più ad un ‘topolino partorito dalla montagna’”.

Share

Dopo un’attesa durata anni, presentato ieri il primo rapporto registro tumori della provincia di Agrigento. Mangiacavallo (M5s): “I cittadini chiedono dati più concreti”

registri-tumori-in-sicilia-mangiacavallo-m5s-tre-anni-di-silenzi

E’ stato presentato ieri a Racalmuto, presso la sala convegni della Fondazione Leonardo Sciascia, il primo rapporto registro tumori della provincia di Agrigento, alla presenza dei vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e di Trapani (che congiuntamente gestiscono il registro) e diverse autorità, tra le quali il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo. Quest’ultimo è autore, insieme al suo gruppo parlamentare all’ARS, di svariati atti ispettivi per sollecitare l’attivazione dei registri nei liberi consorzi comunali di Enna ed Agrigento, unici in Sicilia, fino a poco tempo fa, ad esserne sprovvisti. Durante il seminario-conferenza stampa sono stati resi noti i dati elaborati relativi alla diagnosi e mortalità per tumori registrati nell’anno 2012 nella ex provincia di Agrigento, suddivisi per distretti sanitari.

“Dopo mesi di pressioni esercitate da noi del M5S, da associazioni cittadine e dai Meetup – dichiara Mangiacavallo – riconosciuteci peraltro dagli interlocutori regionali, finalmente abbiamo visto qualcosa. I cittadini però non possono ritenersi soddisfatti dall’apprendere che la media provinciale di incidenza tumorale è inferiore a quella regionale, che a sua volta è inferiore a quella nazionale”.“La media – continua ironicamente il deputato Cinquestelle – è quella cosa che, se c’è qualcuno che muore di fame e l’altro si mangia due mele, ambedue avranno mangiato una mela. A cosa servono queste medie?”.

“I cittadini vogliono comprendere se i fattori ambientali – continua Mangiacavallo – risultino determinanti per lo sviluppo della patologia, a prescindere dal fatto che studi effettuati a livello regionale affermano che questi siano inferiori a quelli relativi alla singola predisposizione o meno dei soggetti che si sono ammalati. Per avere una risposta non è sufficiente analizzare le medie provinciali o quelle distrettuali ma è necessario, a mio avviso, fornire un quadro a livello comunale. Il cittadino che nutre la percezione che i fattori di inquinamento dell’ambiente in cui vive stiano contribuendo ad elevare la casistica dei tumori ha bisogno di dati più circoscritti per essere rassicurato”.

“Ho approfittato dell’occasione – conclude Mangiacavallo – per cominciare a chiedere ai responsabili dell’assessorato regionale alla Sanità di prevedere che il personale che si occupa dell’inserimento dei dati nei registri tumori trovi spazio nelle piante organiche. Finora l’ASP di Trapani, con mille difficoltà, ha sopperito in qualche modo a tale carenza ma ciò ha determinato grandi ritardi per l’attivazione e il mantenimento di un servizio che la nostra ex provincia attende ormai da troppi anni”.

Share

Nove depuratori già sequestrati nell’Agrigentino. Mangiacavallo (M5S): “I sindaci applichino la clausola risolutiva espressa prevista dalla convenzione con Girgenti Acque”

Il deputato Cinquestelle ha presentato oltre 25 atti parlamentari ma tutto resta invariato.

girgenti-acque-depuratore-sotto-sequestro

A seguito dell’ennesimo sequestro, il nono per l’esattezza, di uno dei depuratori gestiti da Girgenti Acque nell’Agrigentino, interviene il deputato del Movimento 5 Stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo.

“I numeri si commentano da soli – afferma Mangiacavallo – e sono impressionanti, come impressionante è il silenzio assordante del mondo della politica sulla questione. Ben nove depuratori, ovvero buona parte di quelli gestiti dalla Girgenti Acque nella ex provincia di Agrigento, sono stati sequestrati. Mi chiedo, e se lo chiedono anche i cittadini, quali debbano essere ancora i gravi motivi e le gravi inadempienze del gestore per addivenire alla risoluzione anticipata della convenzione. Ogni depuratore che non funziona produce un danno ambientale e a questo va aggiunto che l’utenza paga i canoni di depurazione per un servizio che non viene offerto; somme che vanno restituite immediatamente”.

“Sono quasi quattro anni – continua il deputato Cinquestelle – che predico nel deserto come deputato regionale, ho sollecitato il governo Crocetta con oltre 25 atti parlamentari ma tutto continua a tacere, nessun riscontro, nessuna risposta. Nel frattempo, mentre l’ATO e Girgenti Acque hanno aumentato le tariffe, l’assessore all’Energia ha pure bloccato l’ispezione che avevo chiesto e ottenuto per verificarle. Per fortuna c’è la magistratura che sta facendo il suo corso e alla quale stiamo affidando buona parte delle speranze per addivenire ad una soluzione visto che politicamente siamo davanti a un muro”.

“In questi giorni, – conclude il parlamentare dell’Agrigentino – siamo di fronte ad una svolta? Staremo a vedere. Dalle ATO stiamo transitando alle Assemblee Territoriali e quindi cambieranno gli interlocutori coi quali ci dovremo rapportare; non sarà più la Regione, infatti, ma i sindaci che dopo i tanti annunci, dovranno passare ai fatti. Alla luce delle gravissime circostanze emerse, sopratutto nelle ultime settimane, grazie all’azione giudiziaria, ci sono tutti i presupposti per applicare l’art.38 della convenzione: ovvero la clausola risolutiva espressa. Tocca adesso ai sindaci fare questo passo e le loro azioni avranno la nostra massima attenzione”.

Share

Resort a Torre Salsa, la Sovrintendenza fa posticipare l’audizione dal 5 al 13 aprile. M5S: “Fare chiarezza con urgenza”

Giallo sulle autorizzazioni. I Cinquestelle: “ Un giornale on line parla di ritiro”.

torre-salsa-740x431

Una cosa è certa, la Sovrintendenza di Agrigento ha già chiesto, proprio questa mattina, di posticipare l’audizione richiesta dal Movimento 5 Stelle, dal 5 aprile al 13 dello stesso mese. E’ dell’ultima ora, invece, l’indiscrezione emersa su una testata giornalistica regionale on line: pare che la stessa Sovrintendenza abbia già ritirato l’ autorizzazione concessa alla società che dovrebbe realizzare il Resort e la motivazione sarebbe da ricercare nell’approvazione del Piano paesaggistico della provincia di Agrigento; l’approvazione del Piano, ad opera degli uffici della Regione, bloccherebbe, infatti, automaticamente le autorizzazioni concesse. Così intervengono i deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle che avevano presentato diverse richieste di accesso agli atti, un atto ispettivo parlamentare e avanzato la richiesta di audizione. “E’ bastato portare la questione a Palazzo dei Normanni per bloccare tutto?” – chiedono i parlamentari Cinquestelle. “Adesso – concludono – attendiamo ulteriori sviluppi di cronaca e quindi l’audizione del 13 aprile per fare chiarezza sulla vicenda”.

Share

Arresti eccellenti in provincia di Agrigento. Mangiacavallo: “E’ la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato”

Il Movimento 5 Stelle Sicilia si complimenta con magistratura e forze dell’ordine.

marco-campione-girgenti-acque

E’ un silenzio surreale ed assordante quello del mondo politico e delle Istituzioni a commento di un’operazione, denominata “Duty Free” che ieri, nella mattinata, ad Agrigento, si è conclusa con 13 ordinanze di custodie cautelari per un giro di reati che includono truffa, corruzione e falso.

Interviene il M5S Sicilia per complimentarsi con le forze dell’ordine, con la Procura e gli inquirenti per l’ottimo lavoro svolto.

“Possiamo definirla come la risposta del mondo giudiziario a chi dubitava che tutto fosse fermo. – dichiara Matteo Mangiacavallo, deputato regionale del M5S – Quanto avvenuto oggi rappresenta un’iniezione di fiducia per tutti coloro i quali, come noi, continuano ad avere massima fiducia nel sapiente lavoro, bistrattato e poco remunerato, svolto dalle forze dell’ordine ogni santo giorno. A loro vanno i nostri ringraziamenti e la nostra riconoscenza”.

Tra gli “arresti eccellenti” anche quello dell’imprenditore Marco Campione, presidente della Girgenti Acque e quello di Pietro Pasquale Leto, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento. “Ci lascia sgomenti il coinvolgimento dei vertici dell’Agenzia delle Entrate, Istituzione che dovrebbe controllare e far applicare la legalità e che invece, nel caso specifico, faceva il contrario. – continua Mangiacavallo – E’ l’indice negativo che esiste un sistema marcio, totalmente marcio, marcio fino all’osso. Se quanto rappresentato dall’accusa sarà confermato ci aspettiamo una pulizia degna di tale nome, a tutti i livelli. Quella pulizia che il mondo politico, assente e stranamente silente in questa vicenda, non ha ancora voluto fare. Tutti i partiti, Movimento 5 Stelle escluso, tengono dentro indagati e condannati e questi poi, in Parlamento, fanno pure le leggi che i cittadini dovrebbero osservare. Tutto assurdo”.

Il deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha prodotto oltre 25 atti parlamentari per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua nel libero consorzio di Agrigento e più volte, col gruppo del M5S Sicilia, è entrato in conflitto con il presidente della Girgenti Acque. “Non ci stupisce che tra le accuse rivolte a Marco Campione possa trovarsi anche quella d’aver assunto la figlia del direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento in cambio di favori. Sarebbe una prova provata di quanto affermato dal procuratore Fonzo, ovvero che la Girgenti Acque si comporta come un “assumificio”. Su questo aspetto abbiamo chiesto di tutto e di più e restiamo fiduciosi, oggi meglio che ieri, nell’ottimo lavoro che sta svolgendo e saprà svolgere la magistratura. Siamo convinti, quanto loro e più di loro, che quanto accaduto in questa operazione rappresenti la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato dalla base”.

“Le ricadute di questo sistema marcio pesano esclusivamente sui cittadini e sulle famiglie del nostro libero consorzio – conclude Mangiacavallo – che con le fatture dell’acqua, giusto per citarne una, pagano probabilmente anche le spese di tanti “favori” al politicante di turno. Vorrei invitare i “complici” di questo sistema a ritornare sui loro passi e a lasciare il campo. Quanto accaduto ieri deve farli riflettere e ricredere. Vorremmo tornare alla gestione pubblica dell’acqua, ora e subito, e con l’acqua pubblica anche ad una gestione sana dei beni comuni”.

Share

Agrigento. Ripristinato il finanziamento regionale al Cupa grazie al M5S. In discussione anche due emendamenti aggiunti sulle Terme di Sciacca e sul Toscanini di Ribera

matteo_mangiacavallo_m5sApprezzato ieri in commissione bilancio, con l’impegno del governo regionale a trovare opportuna copertura finanziaria, l’emendamento presentato dal parlamentare Matteo Mangiacavallo e sottoscritto dal gruppo del M5S all’ARS, per ripristinare il finanziamento al Cupa di Agrigento e agli altri sei poli distaccati siciliani. Quest’anno il governo Crocetta aveva, infatti, previsto uno stanziamento di circa 4 milioni e trecento mila contro i circa 5 milioni e centomila dello scorso anno. L’emendamento aumenta di 800 mila euro i fondi diretti ai consorzi universitari.

Ulteriori emendamenti, presentati dal deputato saccense, saranno valutati nelle prossime ore dalla II commissione legislativa Ars. Due sono gli aggiuntivi che riguardano la provincia di Agrigento, col primo si cerca di finanziare l’Istituto musicale “Arturo Toscanini” di Ribera per garantirne l’offerta formativa nell’anno in corso; attraverso il secondo, come annunciato da Mangiacavallo più volte negli scorsi mesi, si intende garantire una gestione transitoria ordinaria alle Terme di Sciacca revocando lo stato di liquidazione dell’azienda autonoma e trasferendo ad essa beni e servizi attualmente in dotazione alle Terme di Sciacca Spa in liquidazione.

Anche sul mini bando di affidamento temporaneo di 8 mesi di parte del patrimonio termale – commenta Matteo Mangiacavallo – come il Grand Hotel e le piscine, il governo regionale sta perdendo troppo tempo. La stagione, si può dire, è già iniziata e Crocetta continua a cincischiare. Il mio emendamento guarda al futuro. L’attuale stato di liquidazione sta depauperando il valore delle Terme di Sciacca e non ce lo possiamo permettere, vogliamo garantire una gestione ordinaria alle Terme fin quando non sarà pubblicata una manifestazione di interesse degna di tale nome“. “Anche stavolta, purtroppo, – conclude il deputato regionale del M5S – ho il sospetto che lo stesso emendamento non verrà preso in considerazione da questo governo, come è stato per coloro che l’hanno preceduto; d’altronde, a questo governo non piacciono proposte serie ma preferisce “campare alla giornata”. Si accorgeranno più avanti, con buona pace dei saccensi, che non esistono soluzioni allo stato attuale di crisi finanziaria della struttura, se non quella di un ritorno al passato. Il ritorno all’azienda autonoma, infatti, è l’unica possibilità attraverso la quale la Regione può risanare i debiti e rilanciare le Terme. Dopodiché, la politica dovrebbe fare armi e bagagli e lasciare i beni a chi sa e può gestirli al meglio; è ormai evidente che la politica delle lottizzazioni partitiche ha fallito“.

Questi gli emendamenti presentati:

Share

La Regione invia gli ispettori all’Ato Idrico di Agrigento e alla Girgenti Acque. La soddisfazione del M5S: “Era ora! Adesso si riducano le tariffe, da tempo insostenibili”

matteo_mangiacavallo

Era stata presentata, lo scorso mese di novembre, un’interpellanza parlamentare, a firma del parlamentare Matteo Mangiacavallo e degli altri 13 deputati regionali del M5S, con la quale si richiedevano misure urgenti per calmierare le tariffe idriche in tutti quei Comuni che, loro malgrado, in provincia di Agrigento, avevano dovuto consegnare le proprie reti alla Girgenti Acque Spa. Per fronteggiare quella che si rappresenta come una vera e propria emergenza sociale, dovuta ai frequenti distacchi delle utenze morose, con l’atto parlamentare si chiedeva di verificare i conteggi relativi ai costi sostenuti dalla Girgenti, che, di conseguenza, incidono sull’aumento tariffario.

Stavolta, la risposta del governo non si è fatta attendere. Con decreto del dirigente generale del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, per quanto contenuto nell’interpellanza n.229, nella giornata di ieri è stata costituita una commissione ispettiva che avrà lo specifico compito di eseguire le verifiche richieste dal M5S e dal deputato saccense.

Sono soddisfatto di questo piccolo risultato – dichiara Matteo Mangiacavallo – e della risposta indiretta ricevuta attraverso questo decreto. Durante questa prima parte del mio mandato, ho prodotto 14 azioni tra atti ispettivi e parlamentari, riguardanti la materia della privatizzazione dell’acqua in provincia di Agrigento. Tra questi anche tre risoluzioni approvate all’unanimità ma sistematicamente disattese. Finalmente, però, le nostre sollecitazioni al governo regionale stanno producendo i loro frutti”.

Adesso non ci resta che attendere che gli ispettori vadano in fondo alla questione – conclude Mangiacavallo – mi auguro che possano riscontrare anomalie tali da determinare un ribasso immediato delle tariffe del servizio idrico, ormai arrivate alle stelle e non più sostenibili per le famiglie agrigentine. Tutto questo nelle more di addivenire alla risoluzione del contratto con la Girgenti Acque, sia per le inadempienze contrattuali e i numerosi disservizi, sia per effetto della legge regionale, adesso in discussione presso la IV Commissione all’ARS”.

Decreto costituzione della commissione ispettiva.

Share

Enna e Agrigento ancora senza registri tumore. Scatta l’interrogazione M5s all’Ars

Registro_TumoriSette province su nove in Sicilia li hanno già predisposti, eppure nei territori di Agrigento ed Enna i Registri tumore sono tuttora assenti all’appello. Il deputato dell’Agrigentino all’Ars Matteo Mangiacavallo interroga, ancora una volta, il governo regionale. Infatti, già nel 2013, il parlamentare M5s interrogava l’assessore alla sanità sulla medesima questione ottenendo in risposta rassicurazioni circa un’imminente attivazione. Ebbene, sono passati ormai più di 21 mesi da quando il deputato ha ricevuto risposta, protocollata al n. 48543 nel mese di giugno del 2013, ma del Registro tumori nemmeno l’ombra. Ancora un appello, dunque, parte dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle: “Completare urgentemente la realizzazione della rete regionale prevista dalla legge regionale n.5 del 14 aprile 2009, indispensabile per far fronte ad una delle piaghe peggiori del nostro secolo”.

Share

Il gruppo parlamentare M5S all’Ars interviene a seguito della questione sollevata da un gruppo di sedicenti attivisti denominati “Grilli” in merito alla possibilità o meno di svolgere le elezioni primarie cittadine nel Comune di Agrigento

logo_5_stelle_perfetto“Preferisco non alimentare quella che potrebbe solo rappresentare una squallida polemica tra me e non meglio precisati componenti o sedicenti tali di un Meetup che parlano, senza averne titolo, a nome del Movimento e che ottengono, inspiegabilmente credito attraverso la stampa – commenta Matteo Mangiacavallo, il deputato dell’Agrigentino all’Ars – desidero, piuttosto, ritornare sul merito delle prossime elezioni amministrative ad Agrigento”.

“Come riferito diverse volte agli organi di informazione, – aggiungono tutti e 14 i parlamentari all’Ars Cinquestelle – il Movimento 5 Stelle ha avviato da tempo, anche in quell’importante Comune, un percorso che punta all’obiettivo finale della presentazione di una lista e di un candidato a sindaco alle prossime consultazioni amministrative. Essendo presenti diversi gruppi di lavoro sul territorio, che noi denominiamo Meetup, è stata costituita un’assemblea congiunta che li racchiude tutti. Come in ogni partito, o forza politica, o Movimento, o gruppo di persone, l’assemblea è l’unico luogo democratico in cui avviene il confronto e vengono prese le decisioni. Non è una regola del Movimento, è una regola di sana convivenza civile tra persone che possono anche non pensarla allo stesso modo”.

“Ad Agrigento esiste un’assemblea – conclude Mangiacavallo – alla quale non è stata sottoposta la candidatura del dott. Aurelio Bruno, non è stato proposto un metodo di scelta dei candidati e non è stato chiesto se svolgere o meno le primarie cittadine. Fin quando ciò non avverrà e l’assemblea non ratificherà le decisioni prese al suo interno in maniera collegiale, ogni tentativo di “imporre” scelte diverse attraverso comunicati stampa, verrà rigettato al mittente. Ciò premesso, non escludiamo altri candidati che non siano Emanuele Dalli Cardillo, ma desideriamo che qualunque proposta, proveniente anche dai singoli cittadini, sia sottoposta alle valutazioni dell’assemblea”.

Share

Dimissioni di massa, decade il Consiglio comunale di Agrigento. Esulta il M5S: “Vince la Buona Politica”

comune-di-agrigento

L’inchiesta, giunta alla ribalta della cronaca nazionale, è scaturita da una serie di richieste di accesso agli atti del M5S presso il Comune di Agrigento. “Scoperte” 1133 sedute di commissioni consiliari solo nell’anno 2014 (contro le 109 del Comune di Trento) per una spesa complessiva vicina ai 400 mila euro (comprensiva dei rimborsi spese, oltre il gettone di presenza). Uno scandalo al quale i cittadini agrigentini hanno risposto, indignati, riversandosi nelle piazze.

Dopo le dimissioni di alcuni consiglieri negli scorsi giorni, arriva adesso l’annuncio, l’intero Consiglio comunale è decaduto, oltre la metà dei consiglieri ha rinunciato. Esulta il Movimento 5 Stelle: “E’ la vittoria della buona politica – così i 14 deputati del M5S all’ARS – se non ci fosse stato il nostro gruppo, degnamente rappresentato da diversi cittadini, simpatizzanti ed attivisti, nel Comune di Agrigento, quella che viene vista oggi come una vergogna a livello nazionale, non avrebbe mai visto la luce e quanto avvenuto nelle ultime ore non sarebbe stato possibile commentarlo. Le dimissioni in massa del Consiglio Comunale di Agrigento, è l’unico atto di dignità che i cittadini, stanchi, potevano accettare, anche se, a onor del vero, è arrivato con estremo ritardo”.

“Una politica per la collettività si può ancora portare avanti – aggiunge il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo – basta credere nel cambiamento e ricordarcene al momento del voto. Per il Movimento 5 Stelle la coerenza e l’onestà sono valori che nessuno potrà mai toccare. Anche ad Agrigento ci proponiamo come alternativa allo sfascio provocato dai partiti e siamo pronti a dare il buon esempio anche in quella piazza importante. La buona politica parta dal nostro buon esempio”.
Conclude Mangiacavallo “Quanto accertato nel Comune di Agrigento si tratta di un “campione” preso a caso, perché abbiamo contezza che in altri civici consessi si è addirittura superato tale limite. Sarà cura dei cittadini scoprire queste ed altre magagne. Nel frattempo, però, il “caso agrigentino” si è rivelato come l’occasione propizia per “sensibilizzare” ed invitare i consiglieri degli altri consigli comunali, qualora non lo fossero, a “ritornare” sulla retta via. Non servono altri atti eclatanti, basta il “fiato sul collo dei cittadini” sulle pubbliche amministrazioni e il buon esempio di chi ama la politica per il bene comune”.

Share