Le ultime parole di Venturino

“Non abbiamo neanche fatto in tempo a dirlo che veniamo a sapere che questa sera Venturino sarà ospite di Santoro. Ormai lo schema è lo stesso, i fuoriusciti hanno l’esigenza di apparire subito nei salotti televisivi per giustificare le loro “buone” azioni. Nemmeno il tempo di smaltire questa “rottura” che è già in volo su un aereo diretto a Roma. Cosa racconterà? Che è stato cacciato per avere delle idee politiche diverse dalle nostre? Ma chi sta nel Movimento sa bene che noi facciamo tesoro del confronto. La verità è che non è stato coerente con l’impegno preso con i cittadini. Perchè non gli chiedete che fine hanno fatto i circa 20.000 euro di marzo e aprile che si è trattenuto? Per fortuna ci consoliamo con il seguente video che ricorda la sua coerenza.” Giancarlo Cancelleri

Fonte: beppegrillo.it

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Antonio Venturino si pone fuori dal Movimento 5 Stelle. “Ha ignorato una regola fondante”

Prendiamo atto dell’atteggiamento di Antonio Venturino che di fatto lo pone fuori dal Movimento 5 Stelle. Venturino ha infatti violato una delle regole fondanti del Movimento: la restituzione, con rendicontazione, delle somme eccedenti i 2500 euro più rimborsi spese.

L’ultima restituzione di parte degli emolumenti fatta da Venturino è infatti relativa allo stipendio di febbraio. Da allora il black-out, nonostante i pressanti e ripetuti inviti fatti dai tutti i colleghi, ma sempre rimasti lettera morta. Finora Venturino ha restituito circa 13 mila euro a fronte dei circa 30 mila di tutti gli altri componenti del gruppo.

Le presunte divergenze di natura politica accampate da Venturino in una intervista pubblicata da una testata on line sono da ritenersi una foglia di fico posta a copertura di precise scelte evidentemente maturate da tempo.

Se il problema, infatti, non fosse solo, o soprattutto, di natura economica Venturino avrebbe la possibilità di dimostrarlo a noi e, soprattutto, ai cittadini, ricominciando a restituire parte del suo stipendio per alimentare il fondo del micro-credito per le imprese, cui lui ha sempre detto di credere.

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Gas LNG per i pescherecci siciliani. Proposta del Vice Presidente Ars Venturino

La possibilità della conversione dal gasolio al gas criogenico LNG per i pescherecci siciliani.

È quanto proposto le scorse ore dal vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Antonio Venturino all’assessore regionale alle attività produttive Linda Vancheri.

In un grave momento di crisi economica in cui il costo dei carburanti assume la voce più rilevante per l’economia del comparto pesca – afferma Venturino- la Regione Sicilia essendo a Statuto speciale potrebbe con semplicità applicare una deroga normativa sull’utilizzo del LNG ovvero il Gas Naturale Liquefatto sia a terra che a bordo. A guadagnarne sarebbero oltre che la nostra economia anche l’ambiente dato il bassissimo impatto che la conversione a questo sistema di combustione potrebbe portare”.

Si tratta in sostanza di adeguare i motori a gasolio dei pescherecci di un sistema di conversione della combustione, dal gasolio per l’appunto, ad un gas che stoccato ad altissima pressione viene reso liquido e quindi combustibile. Una serie di sperimentazioni rendono tale sistema una valida alternativa ai combustibili tradizionali, economica in termini di costi, consumi ed impatto ambientale. Al momento inoltre a livello nazionale diverse sono le società che operano per l’applicabilità del sistema per la conversione e l’approvvigionamento in porto. Società in grado di proporre agevolazioni fiscali per aziende che utilizzano l’LNG come combustibile ed aiutino lo Stato Italiano a rientrare nei parametri imposti dal “Protocollo di Kyoto” sulle emissioni inquinanti. Il Vicario dell’Ars Venturino insieme al presidente della Commissione Ambiente all’Ars Giampiero Trizzino hanno incontrato la disponibilità dell’Assessore Vancheri a voler in tempi brevi impegnarsi sull’applicabilità della proposta.

“Con una piccola modifica normativa potremmo– conclude Venturino- poter dare una grande boccata d’ossigeno ad un comparto praticamente strozzato dagli altissimi costi dei carburanti. A beneficiarne sarebbe manco a dirlo l’ambiente marino, oggi fortemente minato dall’inquinamento da idrocarburi”. 

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I deputati M5S all’Ars al sit-in per Di Matteo

Ciaccio: “si assegni a noi la presidenza della commissione antimafia dell’Ars”

Alcuni deputati del movimento 5 stelle erano presenti al sit-in di solidarietà al magistrato Nino Di Matteo.

“Ci sono – afferma il deputato Giorgio Ciaccio – analogie allarmanti tra quanto sta accadendo oggi e quanto è accaduto nel ’92, con le stragi di Capaci e via d’Amelio. Anche oggi ci sono poteri forti – non solo mafiosi – che cercano nuovi equilibri. Anche stavolta, più o meno volontariamente, le istituzioni stanno isolando i magistrati che compiono il loro dovere attraverso indagini e processi che mirano a far luce su eventi tragici che hanno segnato la storia italiana. Per questa ragione, come cittadini e come rappresentanti delle istituzioni, abbiamo il dovere di proteggere e sostenere il lavoro di magistrati come Di Matteo. Non vogliamo più martiri da commemorare, i servitori dello Stato bisogna difenderli in vita”.

“La Sicilia – prosegue Ciaccio – ha dimostrato con queste elezioni di desiderare un cambiamento radicale. Non so se mi sono sfuggite, ma mi spiace di non aver letto nessuna dichiarazione a sostegno di Di Matteo. C’è stato in merito un assordante silenzio”.

“E’ un obbligo morale e personale stare accanto alle persone che si battono quotidianamente per difendere la nostra democrazia”,  afferma Antonio Venturino, deputato M5S e vicepresidente vicario dell’Ars.  “Credo sia assolutamente necessario far sentire le istituzioni vicine al pm di Matteo. I balordi autori del gesto ledono in realtà la libertà di tutti i cittadini”.

I deputati  M5S,  intanto, reclamano a gran voce la presidenza della Commissione Antimafia dell’Ars, per la quale si dovrebbe votare a breve scadenza.

“Pensiamo – sostiene Ciaccio – di essere i più titolati per questo. Siamo stufi dei soliti fuoriclasse delle retorica, presenti solo nelle commemorazioni, ma assenti quando c’è da operare in concreto”.

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Il M5S e il ponte sullo Stretto

“In aula si respirava un’atmosfera surreale. Noi e i tesserini. Noi e pochi altri deputati. Noi e la battaglia storica per la città di Messina: il solito, stanco, inutile leit motiv “il ponte porterà sviluppo e turismo!!!”. Oppure ripensare una seria destinazione di denaro pubblico a infrastrutture, al recupero edilizio in chiave antisismica, alla messa in sicurezza del territorio, all’attraversamento pubblico dello Stretto di Messina? E’ facile capire da quale parte stare. Solo alcuni interventi sono stati focalizzati sul problema reale: per il resto l’aula riecheggiava vuote parole e discorsi che risvegliano memorie amare. Aspettiamo martedì pomeriggio, aspettiamo che i deputati dimostrino, con la loro presenza in aula, il senso di responsabilità e la volontà di pervenire a chiari impegni politici, è cioè quello per cui anche loro sono stati eletti.” Antonio Venturino, Vice Presidente ARS, M5S

L’intervento di Antonio Venturino sul ponte di Messina. Seduta dell’ARS N 15 del 17-01-2013.

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Duplicati dei tesserini inseriti nel banchetto di votazione all’ARS

La questione viene denunciata dal Capogruppo M5S Cancelleri
Questione Ponte sullo Stretto. Venturino: il ponte serve sicuramente a qualcuno, ma non alla maggioranza dei siciliani che vorrebbero strade e ferrovie

“57 tesserini di altrettanti deputati inseriti sui banchi all’ARS, ma soli 27 Presenti. Non mi sembra una bella forma di rispetto per i deputati presenti in aula, per i cittadini siciliani, oltre che un buon metodo per risparmiare sui costi della politica”. Questa la denuncia del Capogruppo del Movimento 5 Stelle all’ARS Giancarlo Cancelleri che durante l’odierna seduta d’aula solleva la questione dei deputati assenti in aula ma formalmente presenti grazie ai duplicati dei tesserini, schede magnetiche che vengono inserite nei banchetti di votazione, facendo risultare i deputati formalmente presenti, anche se questi non ci sono, falsando così la possibilità dell’Assemblea di potersi esprimere per mancanza di numero legale e consentendo però ai deputati di percepire per intero la diaria.

Antonio Venturino cita invece Flaiano aprendo in aula il suo intervento contro la costruzione del ponte sullo stretto di Messina nella seduta odierna dell’Assemblea Regionale Siciliana: “Non è la lettera da leggere, ma il postino da interpretare”. Un intervento accorato quello del Deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Venturino cui viene data la parola dal presidente Ardizzone a seduta inoltrata. Se gli interventi precedenti citavano la possibilità che grazie al ponte sullo Stretto si potesse completare il corridoio Helsinky-Palermo, Venturino così ribatte: “Grazie al ponte saranno milioni i turisti che partendo direttamente da Helsinky arriveranno a Messina e li dovranno stare perché non potranno raggiungere agevolmente le zone interne della Sicilia, dove ci sono patrimoni di inestimabile bellezza, vedi la Villa romana del Casale di Piazza Armerina, città da dove io provengo, percorrendo delle mulattiere, con una viabilità interna praticamente fatiscente, da dopoguerra e dove le linee ferrate mono binario accolgono ancora i treni a gasolio”. Poi Venturino risponde al collega parlamentare che aveva minimizzando i danni ambientali e faunistici. “Il ponte sullo stretto di Messina servirà sicuramente a qualcuno, a pochi intimi insomma e non alla maggioranza dei cittadini siciliani. Non voglio che i nostri figli – continua Venturino- paghino questo debito, vorrei invece che possano ereditare una Sicilia efficiente da un punto di vista delle infrastrutture”. Sulla questione si è fatto apprezzare l’intervento del deputato Valentina Zafarana che dati alla mano cita un aggravio sui costi di progettazione lievitati dai 4,4 agli 8,5 miliardi di euro. Il deputato del Movimento 5 Stelle Valentina Zafarana, cita inoltre la mancata produzione dei nuovi studi sulla sismicità del territorio come imposto dal Cipe che richiedeva invece un costante monitoraggio. “Qualificati studiosi – ha dichiarato Zafarana- hanno scoperto nel 2012 una nuova faglia, la cui sismicità potrebbe scatenare eventi che superano ben oltre la soglia massima del 7,1 gradi della scala Richter cui la rigidezza strutturale del ponte potrebbe resistere”. Ma la seduta odierna non ha visto solo la questione Ponte di Messina all’ODG, ma anche l’applicazione dell’art.6 comma , lettera h, della legge regionale n. 5 del 2009, relativo al potenziamento e al distacco del P.O. di Augusta da quello di Lentini (SR) alla presenza dell’Assessore Regionale al Ramo Lucia Borsellino. A tal proposito è intervenuto il deputato Stefano Zito che ha chiesto interventi urgenti dal Governo regionale contro il depauperamento dell’Ospedale di Augusta, mozione che verrà discussa entro il 14 Febbraio, con un rinvio che consentirà all’Assessore Borsellino di poter valutare la questione nella sua interezza.

Fonte: sicilia5stelle.it

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M5S Sicilia: il Vice-Presidente 5 Stelle senza privilegi!

Antonio Venturino, citttadino portavoce del MoVimento 5 Stelle Sicilia, è stato eletto Vice-Presidente Vicario dell’ARS: l’Assemlea Regionale Siciliana. Si tratta della seconda carica istituzionale più importante dell’ARS. Ai normali politici conferisce di “diritto” alcuni privilegi che Venturino, come promesso in campagna elettorale, ha immediatamente rifiutato.

“Ho appena firmato la rinuncia (vedi sotto) all’indennità di carica di Vice Presidente, pari a 3.244,22 centesimi di euro al mese, così come avevamo promesso durante la nostra campagna elettorale. Per quanto riguarda l’altro privilegio, quello delle auto blu, l’abbiamo già detto mille volte: noi rinunciamo a questo tipo di benefit. La macchina resterà parcheggiata da qualche parte. A noi non interessa. Non utilizzeremo assolutamente l’auto blu.”

Antonio Venturino, M5S, Vice-Presidente Vicario dell’ARS

 

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La carica dei 15 grillini (armati di webcam)

NELLA REGIONE SICILIA ECCO CHI SONO I DEPUTATI ELETTI DAL MOVIMENTO

Gli emigranti ritornati Ci sono artisti, ingegneri e una ragazza che voleva aprire un campeggio

Beppe Grillo durante un comizio in Sicilia (Reuters/Massimo Barbanera)
Beppe Grillo durante un comizio in Sicilia (Reuters/Massimo Barbanera)

PALERMO – Altro che «zitelle acide», come ironizza il capopattuglia di Beppe Grillo, il geometra-deputato Giancarlo Cancelleri. Eccole tutte giovani, sorrisi solari, scarpe da ginnastica, giacche sagomate sui jeans, semplici e determinate, le sei stelle siciliane pronte con gli altri nove eletti del Movimento 5 Stelle a varcare la soglia di un santuario del potere come Palazzo dei Normanni.
La rivoluzione scattata con la nuotata del lider maximo ha i riccioli dorati di Claudia La Rocca, il caschetto biondo di Valentina Palmeri, il taglio sbarazzino di Angela Foti, la serenità di Valentina Zafarana, ma anche l’estro di un artista tornato da Londra come Antonio Venturino, autorizzato, assicura, da Dario Fo alla traduzione sicula del «Mistero buffo», e ancora il talento di un ingegnere elettronico come Sergio Troisi, rientrato pure lui da Londra dove collabora all’installazione di treni-navetta negli aeroporti di tutto il mondo anche dalla sua casa di Trapani, «potenza di Internet».

A molti professionisti della politica sembreranno dei marziani piazzati fra i banchi di Sala d’Ercole, ma sono loro, piaccia o non piaccia, la novità di queste elezioni che segnano un prima e un dopo, turbando il sonno della Regione col parlamento più antico del mondo.
E si capisce parlando con Claudia La Rocca che, a 31 anni, arrivata da Bagheria, si danna di aver piantato Samanta e Giampiero, gli amici del cuore, per le pratiche sull’eco-camping: «Tutti e tre senza lavoro, per non partire, per non abbandonare la nostra Sicilia, stavamo per impiantare un campeggio, credendo nel turismo, puntando sul nostro territorio, la città di Guttuso e Buttitta, di Tornatore e Dacia Maraini…». E ora si tormenta perché le resta poco tempo. «Ma non abbandono. Anche perché quello è il mio futuro». E Palazzo dei Normanni? «Mica posso fare politica per tutta la vita. Passeranno cinque anni, ma poi io torno al mio campeggio, se riusciamo a farlo partire». Diploma allo Scientifico, un anno a Lettere, poi il lavoro in una finanziaria, quindi segretaria e sempre precaria «anche 8 ore al giorno per 300 euro al mese», Claudia si considera di passaggio dal «santuario» dei Normanni: «Vorrei solo fare sentire il fiato sul collo degli altri deputati. Noi con lo stipendio ridotto a 2.500 euro e le webcam in mano, terminali di una rete per portare i cittadini dentro il Palazzo mostrando cosa succede. Chissà che non serva a tutti, per evitare intrallazzi».
Auspicio condiviso da Valentina Palmeri, 36 anni, roccaforte ad Alcamo, laurea in Scienze naturali, un ingrosso per pasticcerie in famiglia, leader di uno dei 61 «gruppi» del pianeta Grillo in Sicilia: «Venti attivisti, cento iscritti al ”meetup”, tutti giovani, da 25 a 40 anni, studenti, avvocati, professionisti e due neodisoccupati, due contrattisti del Comune non riconfermati…».

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È lo stesso quadro che pure Venturino l’artista fa di Enna, la città dove, tornato da Londra, insegnando recitazione, s’è ritrovato a 47 anni davanti a diciotto giovani impegnati già prima dell’estate a cliccare con Grillo e preparare le amministrative del prossimo anno: «Mi sono offerto per aiutarli. ”Se c’è bisogno di me…”». A un tratto tutto precipita, Lombardo si dimette da governatore, scatta l’allarme elezioni e il «maestro» viene colto di sorpresa: «Mi chiesero loro di provare a candidarmi. Dovettero insistere. Per me era solo una testimonianza. E ho cominciato a credere che davvero ero stato eletto solo lunedì pomeriggio, con un sms di un’amica ai seggi che diceva “Bum, bum, bum”». Si danna pure lui, al telefono con i ragazzi di un liceo di Caltanissetta: «Forse quest’anno salta il corso su Agamennone e Aristofane…».

Chissà, forse dovrà mollare il suo lavoro anche Matteo Mangiacavallo, 40 anni e due bimbi piccoli, attivista a Sciacca del Forum per il «movimento acqua bene comune». Un cervellone di cui dovrà fare a meno la ditta che si occupa di assistenza informatica presso gli uffici giudiziari nel Sud Italia. Con lui da dieci anni impegnato sui pc dei tribunali di Caltanissetta, Sciacca, Marsala e Agrigento: «Dati sensibili e segreti. Lavoriamo sotto giuramento».

E che dire di Troisi, l’ingegnere dei treni-navetta della «Bombardier» di Pittsburgh che lavora per Heathrow e tanti altri aeroporti da Trapani, come prima da Londra si occupava dei grillini siciliani: «Notti insonni. Magia di Internet». Una vita lavorativa cominciata alla StMicroelectronics di Catania, poi a Roma, all’Alitalia: «Mollai prima che fallisse. Capii che non c’erano speranze. E volai a Londra per dieci anni. Tornato poi per questa avventura». Ma con un curriculum che, come altri della pattuglia, stona con quelli del Palazzo. Non uno stage come portaborse.

Felice Cavallaro, 31 ottobre 2012

Fonte: corriere.it (articolo e foto)

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M5S prima forza politica a Menfi

Siamo la prima forza politica a Menfi! Con 1096 voti al nostro candidato presidente Cancelleri, il Movimento 5 Stelle si pone davanti a tutti, nonostante la presenza di ben 5 candidati locali. In termini di voti di lista, 758 voti, ci attestiamo al secondo posto, subito dopo l’MPA, trascinata dal buon risultato di Saverio Ardizzone, il più votato fra i candidati menfitani all’ARS.

Una vittoria per i cittadini menfitani a 5 stelle, e una vittora per Matteo Mangiacavallo, neoeletto deputato regionale, con 2997 voti di prederenza nel collegio di Agrigento, di cui 231 presi a Menfi.
Un ragazzo per bene, una persona semplice e competente. Un cittadino volenteroso e capace, che insieme a quel gruppo di pazzi scatenati rappresentati dai ragazzi del meetup Sciacca 5 Stelle, è riuscito nell’impresa di farsi strada fra i volponi della politica per entrare all’ARS. Anche Menfi ha dato il suo piccolo, grande, contributo, sia in termini di vicinanza, di stima, e di entusiasmo, sia in termini di preferenze. Questa grande vittoria di Matteo e di tutti i cittadini del Movimento 5 Stelle è frutto di un impegno e di un entusiasmo senza precedenti. Di un’organizzazione perfetta, di un amore estremo per la propria terra e di un attaccamento morboso alla propria gente. Ma soprattutto, è frutto di una collaborazione Sciacca-Menfi che forse non si era mai vista. Il meetup di Menfi è orgoglioso di aver contribuito alla causa del Movimento 5 Stelle, ed è felice di essere rappresentato da una persona straordinaria come Matteo Mangiacavallo.

Questa volta il presidente napolitano (volutamente minuscolo) il boom lo deve per forza sentire. Il M5S è stato il primo partito in Sicilia, con quasi il 14,87% dei voti di lista. Giancarlo Cancelleri è stato il terzo candidato a presidente più votato, con il 18,17% dei consensi. Abbiamo conquistato 15 seggi all’ARS, così ripartiti:
– AG: Matteo Mangiacavallo;
– CL: Giancarlo Cancelleri;
– CT: Angela FotiGianina CiancioFrancesco Cappello;
– EN: Antonio Venturino;
– ME: Valentina Zafarana;
– PA: Claudia La RoccaSalvatore SiragusaGiorgio CiaccioGiampiero Trizzino;
– RG: Vanessa Ferreri;
– SR: Stefano Zito;
– TP: Valentina PalmeriSergio Troisi.

Ragazzi e ragazze (ben 6!) straordinari, che rivoluzioneranno il modo di fare politica in regione. Cittadini normali, umili, giovani e competenti, che insieme a tutti i cittadini attivi del Movimento 5 Stelle hanno fatto una campagna elettorale su scala regionale con 30mila euro, senza avere un euro di finanziamento pubblico.
La legge elettorale regionale purtroppo assegna una maggioranza esigua al neoeletto Crocetta, e ciò predispone al rischio di inciuci politici che sono la causa della regressione economico-politica a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni in Sicilia. Ma stavolta ci saranno i nostri portavoce consiglieri a fare la guardia.

Fonte: menfi5stelle.it

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I 15 Cittadini eletti all’Assemblea Regionale Siciliana per il MoVimento 5 Stelle

Questi i 15 Cittadini a 5 Stelle eletti a rappresentarci all’Assemblea Regionale Siciliana:

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