Le ragioni della città

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L’Assessore Monte qualifica come ‘cattiverie’ le numerose voci levatesi attraverso social e media locali relative all’Azzurro Fest. Il Meetup Sciacca 5 stelle ritiene estremamente semplicistica e superficiale l’analisi, se così si può definire, di un evidente malumore che, se le statistiche tratte dai social non ingannano, riguarda gran parte della cittadinanza.

Gli spunti di riflessione su quanto accaduto sono diversi e riteniamo meritino da parte dell’Assessore Monte in primis, e dell’intera Amministrazione poi, una doverosa attenzione e delle risposte nelle sedi opportune.

Il primo punto di riflessione riguarda la concessione a privati, a fine di lucro, di un bene pubblico comunale. In tempi di ristrettezze economiche potremmo ritenere giustificabile simili concessioni (sia che riguardino l’organizzazione di cerimonie che eventi) laddove queste determinino un equo e chiaro vantaggio economico per le casse comunali e quindi, cosa che non è affatto ovvia, direttamente per i cittadini. Tuttavia, nel caso specifico, si rilevano due grosse anomalie, del tutto incomprensibili per il comune cittadino: la prima è che il contributo versato nelle casse comunali è solamente quello relativo all’occupazione di suolo pubblico, quindi dovuto per legge, senza ulteriori vantaggi economici da parte della nostra Amministrazione; la seconda è che il bene in questione non è un bene qualsiasi, ma si tratta della Piazza A. Scandaliato, vetrina della nostra città, che a memoria di tutti noi non è mai stata concessa per simili iniziative.

La concessione della Piazza in maniera così superficiale, caro Assessore Monte, è stato un errore clamoroso e una singolarità di specie che lascia qualche sospetto. Sarà mica che in questa città esistono ‘figli e figliastri’? Il Meetup Sciacca 5 stelle ritiene che su temi così sensibili l’Amministratore non dovrebbe giocare il ruolo del ‘one man show’ ma coinvolgere, nei modi e nelle forme più opportune, l’intera cittadinanza.

Non ci stupisce, inoltre, la mancanza di qualunque spirito ‘imprenditoriale’ da parte dell’Amministrazione di questa città, basta ricordare in tal senso (Amministrazioni Cucchiara e Turturici) la concessione ventennale di oltre 300 parcheggi pubblici, il cui fatturato annuo potenziale è di oltre 400.000€, a una cooperativa privata senza alcun ritorno per il Comune di Sciacca. L’incapacità di un’amministrazione pubblica di far cassa con le proprie risorse, laddove non in mala fede per favorire gli interessi di qualcuno, oggi è del tutto inaccettabile.

Il secondo punto di riflessione riguarda l’oggetto della manifestazione che chiaramente rappresenta l’aspetto soggettivo della questione. La città di Sciacca, per veicolare il suo ruolo di polo turistico, può aver bisogno anche di eventi come il Carnevale, delle sagre alimentari, dei concerti di Piazza e così via, ma non si può per questo relegare ad un angolo la cultura, che rappresenta, in egual misura, un volano di sviluppo sociale, economico e turistico. Constatiamo, invece, che quando si tratta di trovare i fondi per la sponsorizzazione di certe manifestazioni culturali, nate e sviluppatesi spesso grazie al mecenatismo di pochi volontari e sponsor privati, sembra venir fuori tutto il peso della crisi economica dei Comuni. Più agevole sembra invece il percorso di finanziamento di certi eventi, secondo criteri non immediatamente comprensibili, che sembrano trascendere l’oggetto ma non i soggetti. Ritorniamo a chiedere: sarà mica che in questa città esistono ‘figli e figliastri’?

Il terzo e ultimo punto di riflessione riguarda il ruolo del Consiglio Comunale. Purtroppo dall’esterno non è facile accedere per tempo a certe informazioni, ma ci fa sorridere che chi vive all’interno del Palazzo Comunale, sia che si tratti di maggioranza che di opposizione, salti sulla sedia solo a cose fatte. Chi si stupisce e chiede spiegazioni della gestione di questo evento solo adesso avrebbe invece dovuto farlo a suo tempo pretendendo che la questione, vista la rilevanza, fosse sottoposta almeno al parere del Consiglio Comunale. Ci chiediamo l’utilità del voto che la città ha voluto riservare a certi consiglieri ‘sbadati’.

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