Audizione pubblica all’ARS – Trivellazioni nel canale di Sicilia dannosissime e nemmeno remunerative

Canale di Sicilia, audizione pubblica all’ARS per fermarle. L’incontro tenuto oggi nella sala rossa dell’Assemblea regionale è stato organizzato dal presidente della commissione Ambiente su invito di Greenpeace. “Guadagni per la Sicilia inesistenti. Le compagnie pagano la ridicola cifra di 5 euro l’anno per perforare un km quadrato”.

Trivellazioni nel canale di Sicilia dannosissime e nemmeno remunerative”. Il presidente della commissione Ambiente dell’ARS, Giampiero Trizzino, ha commentato duramente le risultanze di un’audizione – tenuta oggi a palazzo dei Normanni, su invito di Greenpeace – con tecnici e associazioni ambientaliste.

E’ scandaloso, stanno distruggendo l’ambiente – ha detto Trizzino – e senza che la Sicilia abbia il minimo ritorno. Basti pensare che alcune compagnie hanno franchigie per l’estrazione fino 50 mila tonnellate di greggio e che per la perforazione di aree di un chilometro quadrato pagano cifre assurde, valutabili nell’ordine di 5 euro l’anno”.

Per cercare di risolvere il problema secondo Trizzino è opportuno creare un raccordo tra Stato e Regione che razionalizzi il sistema delle normative e delle autorizzazioni.

Cercheremo al più presto – ha affermato Trizzino – di coinvolgere nella nostra azione il prossimo governo nazionale

Bisogna decidere – ha sottolineato Giannì, responsabile delle campagne di Greenpeace – cosa vogliamo fare del nostro mare. Se vogliamo farne una fonte di ricchezza e reddito o andare in direzione opposta, con l’imbrattamento costante e con la creazione di inquinamento che sta producendo sconvolgimenti climatici, i cui segni già sono evidentissimi”.

In questa fase – ha proseguito – è importante che la Regione siciliana sposi la lotta anti trivelle assieme alle altre regioni italiane. E’ una causa comune e solo unendo le forze si può arrivare a bersaglio”.

Per cercare di fermare le trivelle nel canale di Sicilia e di salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterraneo, Greenpeace ha già raccolto le adesioni di 49 sindaci siciliani, del precedente governo regionale, di numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini.

Se esistono zone indenni dalle perforazioni nel canale di Sicilia – ha detto Giannì – è grazie alle lotte che abbiamo fatto assieme alla gente”.

All’incontro di oggi erano presenti rappresentati del WWF, di Legambiente, dell’associazione L’AltraSciacca, del Comitato Stoppa la Piattaforma e di altre associazioni ambientaliste, alcuni rappresentanti della commissione Ambiente e di aree protette. Hanno partecipato all’audizione pure alcuni dirigenti della Regione, inviati a rappresentare il governo regionale in sostituzione del presidente Crocetta e degli assessori Marino e Lo Bello.

Palermo, 12 febbraio 2013

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Fermare le trivellazioni nel canale di Sicilia – Audizione pubblica all’ARS

Il presidente della commissione Ambiente dell’ARS. il deputato del Movimento Cinque Stelle Giampiero Trizzino,  ha convocato per domani, 12 febbraio 2013, alle ore 10.00, una audizione pubblica con associazioni ambientaliste, autorità ed esperti per cercare di fermare le trivellazioni nel canale di Sicilia.

L’incontro – che si terrà nella sala rossa dell’Assemblea regionale siciliana – fa seguito ad un appello lanciato da Greenpeace per cercare di salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterraneo.  A tal fine l’associazione ambientalista ha già  raccolto le adesioni di 49 sindaci siciliani, del precedente governo regionale, di numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini.

In questa fase – sostiene Greenpeace – è importante che la nuova giunta regionale confermi al più presto l’opposizione della Regione Sicilia a questi progetti che mettono a rischio non solo l’ambiente, ma anche  l’economia delle comunità locali. E’ importante creare un fronte comune contro questa minaccia e rilanciare una discussione pubblica e informata sui temi dell’energia, del cambiamento climatico e della protezione del mare”.

All’incontro  parteciperanno anche rappresentanti del WWF e di Legambiente.

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