Emendamenti su commissariamenti e mutui Ircac presentati da Mangiacavallo (M5S)

matteo_mangiacavallo

Sono numerosi gli emendamenti presentati dai 14 deputati del M5S alla manovra finanziaria TER – Legge di stabilità DDL. 782 – tendenti al sostegno delle famiglie e delle imprese siciliane, al risparmio per la spesa pubblica e alla buona amministrazione.

Una selezione di norme è stata proposta al presidente della Regione Rosario Crocetta. Due di queste portano la prima firma del deputato regionale Matteo Mangiacavallo del M5S.

Il primo cerca di mettere fine ai commissariamenti infiniti. Attraverso questa norma, un commissario di enti, aziende e organismi i cui organi si sono sciolti, non potrebbe rimanere in carica oltre i primi sei mesi. Allo scadere di questi, non solo non potrebbe essere più riconfermato ma dovrebbe essere sostituito da un altro commissario per un massimo di ulteriore sei mesi. Il presidente della Regione a quel punto dovrebbe ricostituire gli organi societari.

L’altro emendamento prevede un sostegno al pagamento delle rate di mutuo e affitto ed è rivolto alle cooperative edilizie che hanno acceso mutui con l’IRCAC negli anni passati e che adesso presentano insoluti di pagamento. Da uno studio del M5S, diverse famiglie dell’agrigentino risultano trovarsi in uno stato di sofferenza tale che la sospensione di queste rate fino al 31 dicembre 2015 sarebbe per loro vitale. La norma punta alla rimodulazione delle rate scadute e in scadenza.

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Mancano i bandi: 130 milioni fermi nei cassetti della Regione. Cancelleri: “Qualcuno paghi per questo, non gli imprenditori”

Il Movimento Cinque Stelle chiederà subito conto al governo delle notizie apprese dalla stampa. Ma intanto le imprese boccheggiano. Caltanissetta, fuori dalle zone franche urbane, dovrebbe avere 50 milioni. “Sapere che è tutto bloccato dalla burocrazia indigna e provoca rabbia”.

Imprese alla canna del gas e soldi, tanti soldi, fermi nei cassetti della Regione,

L’ennesima notizia beffa rimbalzata sui media fa sobbalzare dalla sedia i deputati del Movimento Cinque Stelle che si sono attivati subito per scrivere una interpellanza e convocare l’assessore alle attività produttive a riferire in Aula sulla vicenda.

Secondo quanto riportato oggi da una testata on line, infatti, la Regione avrebbe pronti da spendere 80 milioni di euro per i cosiddetti contratti di sviluppo finanziati con fondi comunitari e finora rimasti solo sulla carta. E questo perché non sarebbero mai stati approntati i relativi bandi. A fare le ragnatele in un cassetto, secondo la testata, sarebbero pure 50 milioni di euro destinati alla zona franca di legalità della Sicilia centrale, ovvero di Caltanissetta e delle aree limitrofe.

I ritardi burocratici – afferma il capogruppo M5S, Giancarlo Cancelleri – stanno ammazzando le nostre imprese. Oramai fare l’imprenditore, il commerciante, l’agricoltore, l’allevatore o in generale buttarsi nel mondo del fare impresa, assomiglia più ad un atto eroico che ad una semplice possibilità di crearsi e garantirsi un futuro. Indigna però sapere che chi mette i bastoni fra le ruote delle aziende siciliane è proprio chi dovrebbe garantirle e supportarle e cioè l’amministrazione regionale, la diabolica burocrazia che blocca tutto e lascia 130 milioni di euro in un cassetto mentre le aziende affannano e muoiono, chiudendo e mettendo in strada i lavoratori”.

Per il capogruppo Cinque stelle è assurdo che episodi del genere si ripetano con preoccupante continuità senza che nessuno paghi. Appena una settimana fa il Movimento 5 Stelle aveva raccolto l’allarme lanciato da 1184 imprese, cui un banale guasto informatico aveva bloccato i fondi del credito di imposta.

E’ la solita storia.”, osserva Cancelleri. “Non è possibile che chi non opera per garantire futuro e appoggio alle imprese non rischi mai nulla. Chi ha responsabilità paghi. E’ inammissibile che a pagare siano sempre e solo cittadini ed imprese”.

I ritardi della Regione rischiano di creare sconquassi soprattutto per la zona di Caltanissetta, l’unica area rimasta fuori dalle zone franche urbane.

La settimana scorsa – racconta Cancelleri – sono state ufficializzate le zone franche urbane che erano state definite nel 2008 sulla base di parametri che avevano individuato alcune località in difficoltà. Caltanissetta, in virtù di quei parametri, era stata esclusa perché virtuosa. Oggi, purtroppo, le cose sono cambiate, e di parecchio. La zona centrale della Sicilia sta annaspando con fortissime difficoltà e le aziende chiudono per mancanza di soldi. La zona franca della legalità, sbandierata come la possibilità di uscire dalla crisi per le aziende operanti nella zona del nisseno, è di fatto ferma al palo, ma sapere che non parte perché i soldi sono bloccati per un intoppo burocratico e sarebbero immediatamente utilizzabili fa gridare allo scandalo, oltre ad alimentare un’enorme rabbia”.

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