Lo spot M5S “Un giorno qualunque a Lampedusa”. Secondo e ultimo giorno di riprese

I deputati si recano anche a Linosa, grazie a mezzi di fortuna: “Il governo ha abbandonato la piccola isola e i suoi abitanti, la disperazione è diffusa”. La denuncia: “Anche noi #vogliamolaliscafo”.

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Palermo, 22 giugno 2015 – Seconda ed ultima giornata a Lampedusa per i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars che si trovano sull’isola per realizzare un video spot e un documentario insieme ai cittadini lampedusani, oltre le realtà locali che popolano l’isola. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri e Gianina Ciancio. “Lo scopo del viaggio – commentano i deputati all’Ars direttamente da Lampedusa – è far vedere l’Isola e le sue meraviglie. Far capire ai più, attraverso le immagini, che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa”. Lo spot dei Cinquestelle sarà pubblicato nei prossimi giorni in tutti i canali del Movimento, una diramazione capillare su blog e social per raggiungere quanti più cittadini.

Oltre a riprendere luoghi incantevoli e registrare lo spirito di accoglienza tipico di questa popolazione, sono emerse anche le prime riflessioni rispetto a quelle che sono le vere problematiche per lo sviluppo turistico dell’isola. In un primo incontro con i pescatori emergono difficoltà e sacrifici. L’isola si regge su un delicato equilibrio, turismo e pesca, la crisi di questi due settori sta danneggiando tutti i cittadini. “Ed è impossibile, inoltre, – affermano i parlamentari del M5S – ancor prima di mettere piede a Lampedusa, non notare un aereo di andata praticamente vuoto. Solo noi a bordo. In un volo di linea da 68 posti, una decina di passeggeri a stento”.  “E’ ovvio che i costi elevati per raggiungere l’isola, – continua Mangiacavallo – scoraggino il turismo. Non è concepibile che un volo di andata e ritorno non possa costare meno di 155 euro a persona e che il traghetto costi poco meno con più di 15 ore di viaggio”. “Tutto ciò è assurdo, e pensare che stiamo parlando di cosiddette ‘tratte sociali’. La Regione siciliana e lo Stato italiano dovrebbero assicurare la continuità territoriale con Lampedusa e Linosa”. E la denuncia è ancora più forte in queste ore, Linosa infatti è abbandonata, nessun aliscafo raggiunge l’isola da mesi. Da due giorni i cittadini sono in assemblea permanente, travolti dalla disperazione, bloccati sulla loro terra, addirittura senza nemmeno carne, ormai da 21 giorni. I linosani sono affidati al semplice trasporto privato che ovviamente ha costi esorbitanti, pochi posti a disposizione e difficoltà logistiche evidenti come quelle legate al meteo; un solo traghetto al giorno, anche esso in balia del vento che spesso finisce per non attraccare sull’isola per più di tre settimane. Proprio in questo momento i deputati stanno raggiungendo la piccola isola nel mediterraneo con un traghetto. Obbligati all’affitto di un mezzo privato per il ritorno perché, appunto, non sono previsti altri collegamenti. “Ci batteremo affinché si possa rientrare nella normalità, sia dei collegamenti con Linosa, sia dei costi di trasporto per raggiungere Lampedusa”. I deputati registreranno in un video apposito la denuncia degli abitanti di Linosa che sarà sottoposta immediatamente alla visione dell’assessore regionale ai Trasporti Pizzo, spettatore silenzioso del disfacimento di questa terra.

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“Un giorno qualunque a Lampedusa” – I parlamentari del M5S gireranno uno spot il 21 e 22 giugno

Sette parlamentari del M5S raccolgono il grido d’allarme dell’Isola e gireranno uno spot il 21 e 22 giugno. “Occorre riqualificare l’immagine mediatica e politica di quella terra”. I deputati all’Ars Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio saranno protagonisti delle riprese di “Un giorno qualunque a Lampedusa”, domenica e lunedì – 21 e 22 giugno. Sarà prodotto uno spot della durata di 90 secondi ed un breve documentario per raccontare le vere problematiche dell’Isola in provincia di Agrigento.

LAMPEDUSA

Il Movimento 5 Stelle Sicilia aveva effettuato un sopralluogo a Lampedusa meno di due settimane fa. Una serie di incontri tenutisi in quei giorni con associazioni, cittadini e realtà locali hanno evidenziato diverse criticità comuni a tutte le isole, così come comuni alle cittadine siciliane. Ma tra le tante voci si era elevato un grido di allarme: ”Lampedusa è stata ‘sedotta e abbandonata’, soprattutto dalla politica. A Lampedusa è stata creata “l’emergenza migranti” e il “business” che sta sotto gli occhi di tutti. Ma Lampedusa com’è? Cosa è rimasto di un isola che viveva di pesca e turismo? Lampedusa è diversa da come viene dipinta e quel “molto altro”, va oltre la naturale accoglienza degli isolani e dei siciliani in genere”.

“Lampedusa è stata lasciata sola a soffrire l’unica emergenza rimasta, quella di una necessaria riqualificazione mediatica e politica. Lampedusa chiede che si torni ad investire su un territorio ricco di bellezze naturali”. Sono queste le parole dei sette deputati, accogliendo il grido d’allarme rimasto sino ad ora inascoltato, si recheranno, tra domenica e lunedì, 21 e 22 giugno, sull’isola per realizzare un video spot ed un documentario insieme ai lampedusani. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio.

Lo scopo del viaggio è far vedere Lampedusa e le realtà locali. Far conoscere a chi è rimasto fermo all’immaginario collettivo di un’isola “invasa” da ogni tipo di emergenza che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa.

“Lampedusa non è quella di cui parlano i giornali – dichiarano i sette deputati – qualche giorno fa ne siamo rimasti incantati, nello stupore di assistere alla realtà dei fatti e nel constatare coi nostri occhi la verità. Andremo a Lampedusa per farlo vedere a tutti. L’isola ha bisogno della giusta visibilità e ha bisogno che se ne parli nel modo giusto. A chi non crede che Lampedusa sia “altro”, faremo vedere il nostro video. E a tutti, operatori turistici e politica in primis, chiederemo di investire su questa fantastica isola, sedotta e abbandonata.”

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Ars, acque minerali: canoni ridotti alle piccole imprese, nessun ‘regalo’ alle multinazionali. Passa la linea del M5S

I deputati Cinquestelle hanno anche inviato un fascicolo alla Procura della Repubblica contenete i dati anomali e le discrepanze tra l’acqua estratta e quella imbottigliata.

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E’ stato discusso e approvato ieri in commissione Attività produttive all’Ars il ddl 878 che regolarizza i canoni della concessione delle acque minerali in Sicilia. Sarà ora trasmesso in commissione Bilancio per il parere, e quindi approderà in sala d’Ercole per l’esito finale. Un testo di legge nuovo, praticamente stravolto, rispetto all’originale che fu bocciato senza mezzi termini a dicembre scorso proprio dal Movimento 5 Stelle, oggi fautore e promotore di una legge più equa. Nella sua stesura iniziale, infatti, il ddl tentava di “regalare” l’acqua minerale alle società multinazionali azzerando l’attuale canone di 2 euro. Ne prevedeva uno di 30 centesimi a metro cubo per l’acqua imbottigliata, uno di 20 centesimi per l’acqua “non imbottigliata ma comunque utilizzata” mentre nessuno per quella “non imbottigliata e non utilizzata”.

La commissione ieri ha accolto e votato all’unanimità due emendamenti presentati dai deputati Cinquestelle Matteo Mangiacavallo e Claudia La Rocca che istituiscono una soglia di 30 mila metri cubi di consumo. Tariffe inferiori, di circa un euro, per le società che si mantengono sotto la soglia, vicine ai due per chi la supera.

“Le logiche industriali, – ha commentato Claudia La Rocca – secondo le quali i costi si riducono a fronte di un maggiore quantitativo prodotto, non si possono applicare all’acqua che è un bene essenziale e non è certo infinito”. “Grazie ai nostri emendamenti, – aggiunge – siamo andati incontro alle esigenze delle piccole aziende siciliane senza fare regalie alle multinazionali dell’acqua, come forse avrebbe voluto Confindustria”.

“Il canone andrà calcolato sull’acqua estratta – continua Matteo Mangiacavallo – chi ne utilizza un quantitativo ridotto deve pagare meno, chi invece sfrutta le nostre risorse deve pagarla senza sconti”. “Abbiamo richiesto dati precisi sull’acqua estratta ed imbottigliata – conclude il deputato M5S – ma non ce li hanno forniti. Quelli parziali di cui siamo in possesso evidenziano come solo una parte dell’acqua estratta venga imbottigliata. Ci siamo chiesti: e l’altra che fine fa? Visto che gli uffici non sanno come risponderci, ci siamo rivolti alla Procura della Repubblica di Palermo. Ci risponderanno loro”.

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M5S: “Altro che 1 euro a metro cubo, in Sicilia prima del 2013 acqua minerale praticamente regalata alle multinazionali”

Da una richiesta di accesso agli atti del Movimento 5 stelle la scoperta che ai giganti delle minerali il prezioso liquido nel recente passato veniva dato a 13 centesimi al metro cubo oltre certi limiti. Confindustria chiede ora che si ritorni vicino a quei livelli (attualmente il canone è di 2 euro) facendosi scudo della crisi delle piccole imprese. I deputati : “E’ una scusa per tutelare i big”.

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Gratis o quasi. Oltre i 35 mila metri cubi l’acqua minerale estratta in Sicilia prima della legge del 2013 finiva negli impianti delle multinazionali a prezzi ridicoli: appena 13 centesimi a metro cubo. E’ la scoperta fatta dal Movimento 5 stelle all’Ars, spulciando tra le carte arrivate al gruppo grazie ad una richiesta di accesso agli atti.

Analizzando i dati – affermano i deputati – abbiamo scoperto che la normativa antecedente al 2013 prevedeva un canone fisso di 516,46 euro per l’acqua estratta (emunta) fino a 5000 metri cubi, da 5000 mc a 35000 mc il costo passava a 1,03 euro, mentre oltre i 35mila mc il canone scendeva vertiginosamente a 13 centesimi al metro cubo”.
Un regalo, o quasi, confezionato, però, solo per i colossi. Solo i big del settore, infatti, riuscivano ad estrarre quantità di acqua tali da accedere alle micro tariffe.

I pochi dati incompleti e parziali che abbiamo ricevuto – afferma la deputata Claudia La Rocca –bastano a far capire che i beneficiari di questo canone irrisorio erano le grandi multinazionali dell’acqua. Una di queste infatti estrae 238.545mc di acqua, a fronte dei 15.052mc di un’altra piccola impresa del settore”.

Dall’entrata in vigore della legge di stabilità del 2013 la pacchia per queste imprese è finita grazie ad una norma targata M5S, che ha portato i canoni per l’acqua estratta a 2 euro al metro cubo. Un rospo difficile da ingoiare per Confindustria, che l’altro giorno ha portato alla commissione Attività produttive dell’Ars una proposta per riportare i canoni molto vicini a quelli ‘da saldo’: 30 centesimi al metro cubo.
Per sostenere la sua proposta – afferma Claudia La RoccaConfndustria si fa scudo della crisi delle piccole imprese, ma è chiaro, come dimostrano i dati in nostro possesso, che il suo obiettivo è tutelare gli interessi delle multinazionali. Il M5S – prosegue La Rocca – chiede un canone equo, che non avvantaggi le grandi multinazionali a dispetto delle piccole e medie imprese, una norma che si coniughi pure con il rispetto delle risorse del territorio siciliano”.

Confindustria – afferma il deputato Matteo Mangiacavalloutilizza, di fatto la crisi di alcune aziende come scudo per gli incassi delle multinazionali. Dati alla mano, se mai ce li forniranno, saremo sensibili ai problemi delle piccole imprese che hanno sede e operano in Sicilia, ma non possiamo fare sconti o regalie alle multinazionali che speculano sulle nostre risorse. Se proprio poi si vuole regalare l’acqua alle imprese in crisi, che si applichi la regola anche a tutte le altre migliaia di attività imprenditoriali siciliane che non navigano nell’oro e che sono costrette a pagare tariffe che arrivano anche a 1,80 €/mc. Tagliamo le spese per l’acqua anche a loro“.

Tra le pieghe delle carte in possesso dei deputati fa capolino un piccolo giallo: della stragrande maggioranza dell’acqua estratta da una multinazionale del settore non si conosce l’utilizzo. “Dei quasi 240 milioni di litri estratti da questa impresa – spiega La Rocca – oltre 26 milioni risultano imbottigliati, oltre 22 milioni risultano ‘non imbottigliati, ma comunque utilizzati’. Nulla è dato di sapere sull’utilizzo degli altri circa 200 milioni di litri emunti”.

Dalla ricerca del Movimento 5 stelle salta fuori anche una curiosità: fino al 2013 nessuno aveva provveduto a convertire i vari scaglioni di canoni da corrispondere in euro, costringendo il servizio regionale competente a fare di volta in volta le conversioni lira/euro per fare i conteggi con le imprese.

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Confindustria: “Acqua minerale gratis per le aziende che la esportano fuori dalla Sicilia”. M5S: “Un affronto per tutti i siciliani alle prese col caro bolletta”.

I rappresentanti degli industriali, ieri, in commissione Attività produttive, hanno tirato fuori dal cilindro l’idea del mega regalo alle imprese del settore. Mangiacavallo e La Rocca: “La nostra isola non è terra di conquista”.

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“Acqua minerale gratis per le aziende che la esportano fuori dalla Sicilia, e a canoni quasi inesistenti per chi la estrae (‘emunge’) e la distribuisce nell’isola”. E’ la proposta shock tirata fuori dai rappresentanti di Confindustria ieri al tavolo della commissione Attività produttive dell’Ars. Nel dettaglio la ricetta degli industriali per aiutare le imprese, una sorta di regalo di Natale anticipato, prevede l’azzeramento dei canoni per chi estrae ed esporta l’acqua e un netto taglio dei canoni per chi commercializza nell’isola. In questo secondo caso i canoni precipiterebbero dagli attuali 2 euro al metro cubo, previsti dalla legge regionale 9/2013, fino a 30 centesimi al mc. E tutto ciò a fronte di un’intera popolazione che continuerebbe a pagare l’acqua carissima.

“Trovo assurda la proposta di Confindustria – dichiara il deputato M5S Matteo Mangiacavallo – e oltremodo offensiva per i cittadini siciliani, che pagano l’acqua, quasi sempre non potabile, in media a oltre 1,50 euro al mc, mentre quella migliore, quella minerale, dovremmo cederla a 30 centesimi o addirittura regalarla se i concessionari riescono a venderla fuori dalla Sicilia. Tutto ciò è ridicolo e pure inaccettabile. Dobbiamo smetterla di pensare alla Sicilia come terra di conquista e ai siciliani come gli ultimi cittadini d’Europa“.

“Facciamo un appello di buonsenso a Confindustria – dice la deputata del Movimento Claudia La Rocca – ricordando che anche la norma antecedente al 2013 prevedeva un canone di 1,03 €/mc: Se proprio si deve rivedere la legge vigente per esigenze delle imprese, pretendiamo comunque che la nostra acqua non venga svenduta. La proposta portata in terza commissione infatti è ben al di sotto della media italiana, cosa che si evince chiaramente dai dati portati dalla stessa Confindustria in sede di audizione, e inoltre non tiene conto dell’accordo previsto dalla conferenza tra regioni del 2006, che prevede canoni da 1 a 2,50 €/mc per l’acqua imbottigliata e da 0,50 a 2,00 €/mc per l’acqua emunta non imbottigliata“.

“Chiediamo – continua La Rocca – un atto di responsabilità e di etica nei confronti della nostra terra, già abbastanza saccheggiata per spietate logiche di mercato. La nostra controproposta è quella di adottare una normativa che si avvicini a quella della regione Calabria, che mantiene canoni in linea con le altre regioni, ovvero 60 euro per ettaro, 1 euro per l’acqua emunta, 50 cent per l’acqua imbottigliata in vetro, incentivando così meccanismi virtuosi in materia di riduzione a monte dei rifiuti“.

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M5S: Il governo s’è “giocato” le “Greenways

Le Greenways per quest’anno non si faranno più. Non ci sono più i tempi – secondo l’assessorato regionale  per le Infrastrutture – per far ripartire entro la fine dell’anno il meccanismo che avrebbe dovuto portare la Regione  a finanziare  con fondi europei la creazione di percorsi naturalistici o piste ciclabili recuperati dalla riconversione di ferrovie dismesse e abbandonate.

I fondi europei (17 milioni di euro) che sarebbero dovuti servire per finanziare le opere non sarebbero comunque persi, ma, secondo alcune indiscrezioni e notizie pubblicate dalla stampa, potrebbero venire dirottati alla realizzazione di un casinò in Sicilia.

Per sgomberare il campo da ogni equivoco i deputati Vinciullo del Pdl, e Zafarana e La Rocca  del Movimento 5 Stelle, hanno presentato una interrogazione all’Ars diretta al presidente della Regione, e agli assessori al Bilancio, al Turismo e alle Infrastrutture per sapere “se  risponde al vero la notizia, apparsa su alcuni organi di stampa, secondo la quale, le somme già stanziate per le Greenways sarebbero state destinate alla realizzazione di un Casinò in Sicilia, perché in questo caso oltre al danno subito ci sarebbe la beffa, in quanto si sottrarrebbero somme  destinate a tutte le fasce di popolazione siciliana e al turismo di qualità per destinarle  a fasce sociali ricche e soprattutto dedite al vizio del gioco, con effetti sicuramente diseducativi sulla popolazione siciliana”.

Crocetta – afferma Claudia La Rocca – risponda al più presto e smentisca le voci che  sarebbero nettamente contraddittorie con quanto  appreso da noi all’assesorato  Infrastrutture, dove ci hanno detto che  i  17 milioni previsti per  il “Piano strategico regionale per la mobilità dolce e/o non motorizzata (greenways)”, con la delibera di giunta 63, sarebbero stati spostati alla linea per “Interventi strutturali e infrastrutturali attuazione portualità turisitica”.

Le Greenways si sarebbero arenate a partire dal 2009. Da allora per l’esame dei progetti si sono succedute tre commissioni che hanno fallito il loro compito.

“Non è possibile – commenta Valentina Zafarana –  che si debba procedere alla nomina di ben tre commissioni per approdare a un nulla di fatto. E la cosa è ancora più grave se si pensa che i progetti presentati erano tutti esecutivi”.

“La Sicilia  – afferma La Rocca – non può essere ancora vittima della burocrazia, chiediamo concretezza. E’ obbligo e dovere del governo usare al meglio i fondi comunitari per investire sul territorio al fine di innescare meccanismi virtuosi. Dopo la norma sull’Albergo Diffuso, dobbiamo, in maniera trasversale, continuare a puntare sul turismo sostenibile.”

I primi step per la programmazione 2014-2020 intanto sarebbero già stati concordati: a settembre è infatti stata calendarizzata una conferenza di servizi  per coinvolgere i comuni interessati e le ferrovie per risolvere il problema della proprietà delle reti ferroviarie dismesse.

Se ci fosse la volontà politica – afferma Valentina Zafarana – si potrebbe ripartire già da ora, senza aspettare la nuova programmazione”.

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Greenways, deputati 5 stelle al lavoro per salvare il progetto

Fermi nei cassetti della Regione 17 progetti. I parlamentari 5 stelle studiano soluzioni per sollecitare l’azione dell’assessore alle Infrastrutture. “Si può creare un indotto di 120 milioni di euro l’anno coinvolgendo 13 milioni di utenti”. Zafarana – La Rocca: “A rischio 17 milioni di finanziamenti europei”.

A rischio i 17 milioni di euro per le Greenways.

Le somme previste dal piano operativo del fondo europeo per lo sviluppo regionale per il periodo 2007/2013 sono ormai appese ad un filo.

Gli stanziamenti sarebbero serviti a finanziare la creazione di percorsi naturalistici o piste ciclabili recuperati dalla riconversione di ferrovie dismesse e abbandonate. Un tracciato non indifferente, che in Sicilia avrebbe potuto distendersi per circa 1.000 km.

Nei cassetti della Regione sono fermi 17 progetti che avrebbero potuto ricoprire un quinto del tracciato totale (200 km) e che ad oggi rischiano di diventare carta straccia.

Per cercare di evitarlo i deputati M5S all’Ars Valentina Zafarana e Claudia La Rocca stanno studiando le possibili soluzioni per sollecitare l’azione dell’assessore alle Infrastrutture Nino Bartolotta, col quale si sono già incontrate. Un nuovo incontro è in programma la prossima settimana.

Dobbiamo continuare a puntare – afferma Claudia La Rocca – sul turismo sostenibile. Secondo l’analisi condotta nel 2004, relativamente al potenziale della presenza di Greenways in Sicilia, si rileva che si creerebbe un indotto di 120 milioni di euro annui, ovvero 40 mila €/km. Riteniamo che dovremmo puntare su un turismo sano e di qualità, prima di pensare alla realizzazione di casinò”.

Intendiamo sollecitare l’azione degli assessori Bartolotta e Stancheris – sostiene Valentina Zafarana – perché prendano in considerazione quelle che sono le varie prospettive del turismo, anche nel senso della valorizzazione della mobilità dolce. Si stima che l’offerta di nuovi percorsi naturalistici da percorrere in bici o a piedi coinvolgerebbe oltre 13 milioni di utenti all’anno. All’interno di una progettazione sistematica e di lungo periodo, l’obiettivo del Movimento 5 Stelle è quello di permettere a siciliani e non di poter passare da un capo all’altro della Sicilia in bici”.

 

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Sì dall’Ars all’albergo diffuso. Arriva dalla Sicilia la prima legge in Italia del M5S

Dopo aver fatto il pieno di parlamentari regionali il Movimento 5 Stelle firma una legge autonoma. La Rocca: “Faremo rinascere i centri storici”. Trizzino: “Dai giovani «inesperti» arriva la prima legge di iniziativa parlamentare”.

Dopo numerosi rinvii e un nuovo passaggio in commissione, arriva finalmente il “sì” dall’Aula all’albergo diffuso. Con questa legge la Sicilia scrive un’altra pagina di storia del Movimento Cinque Stelle. E’ nell’isola, infatti, che, norme della Finanziaria a parte, si “battezza” la prima legge targata M5S. Dopo aver eletto il più grosso numero di parlamentari regionali e “brevettato” il modello Sicilia, l’isola fa registrare un altro primato: la prima legge “italiana”del Movimento.

La legge, che arriva dopo le importanti norme inserite nella legge di stabilità, quali le royalties petrolifere, le tariffe sulle acque minerali e il micro-credito, è pure la prima legge di iniziativa parlamentare di questa legislatura e vede come prima firmataria Claudia La Rocca.

L’albergo diffuso è un nuovo modo di concepire l’ospitalità, complementare al turismo tradizionale, che rilancia la fruibilità dei centri storici delle città e dei paesi e pone le basi per nuova occupazione.

La legge punta a dislocare gli alloggi per i turisti nelle abitazioni del centro storico e dei borghi marinari e rurali, garantendo a pochi metri da essi la presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro).

I vantaggi principali dell’albergo diffuso – afferma Claudia La Rocca – sono il recupero del patrimonio edilizio dei centri storici per ricavarne degli alloggi per i turisti e l’argine allo spopolamento dei piccoli comuni, spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali. La nascita degli alberghi diffusi punta inoltre a creare nuove opportunità occupazionali”.

In un difficile momento storico come questo – continua La Rocca – è necessario dare un segnale di novità, di idee che guardino sia allo sviluppo, sia alla sostenibilità. Inoltre il nostro territorio deve puntare sul turismo per la sua rinascita. Come Movimento promuoviamo l’ospitalità diffusa, espressione del concetto di turismo sostenibile. L’iter di questa legge, proposto in maniera trasversale anche da altre forze politiche, dimostra che in parlamento si può lavorare bene su progetti che guardano il bene comune. Colgo l’occasione per ringraziare il dott. Giancarlo Dall’Ara, promotore in Italia dell’albergo diffuso, nonché presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, il dott. Michele Esposto, i responsabili degli alberghi diffusi di Scicli e Modica e tutti gli attivisti che hanno messo a disposizione le loro professionalità per il miglioramento del testo”.

L’albergo diffuso – si legge nella premessa dell’atto parlamentare – accoglie il turista facendolo immergere nelle atmosfere autentiche della vita dei piccoli borghi e centri storici, aiutandolo a conoscere abitudini e usanze originarie, a vivere la quotidianità locale e a degustare prodotti enogastronomici tipici. Inoltre guarda alla salvaguardia dell’ambiente, al recupero urbanistico, alla valorizzazione delle tradizioni, dando al tempo stesso opportunità occupazionali e imprenditoriali, con ricadute positive sulle attività commerciali esistenti, nonché sui centri commerciali naturali”.

Nella stesura del ddl, come avviene per tutti gli atti presentati dal gruppo parlamentare M5S, sono stati coinvolti cittadini ed attivisti.

Questa legge – afferma Giampiero Trizzino, presidente della commissione che ha incardinato il ddl (la commissione Ambiente che ha la delega al Turismo) – non è importante solo perché norma l’albergo diffuso, ma perché il riconoscimento giuridico di questo istituto consente di attingere ai fondi europei, cosa sui cui focalizzeremo la nostra attenzione. Un’altra cosa che tengo a far notare è che i giovani «inesperti» della politica sono i primi, e finora gli unici – tra tutti e 90 i deputati dell’Ars – ad aver fatto una legge parlamentare in questa legislatura. Non è auto-celebrazione, ma i fatti parlano da soli”.

Questo – afferma il capogruppo M5S Giancarlo Cancelleri – è un provvedimento che favorisce la creazione dei posti di lavoro attraverso lo sviluppo del turismo e delle buone pratiche di decrescita. Servirà a far ripartire l’economia anche nelle piccole realtà che, grazie a questa legge, potranno dotarsi di veri e propri impianti di ricezione senza però dover spendere enormi capitali per la costruzione di mastodontici hotel. La ricchezza sta nei centri storici e riscoprirla e valorizzarla è un dovere di chi fa le leggi”.

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Perchè tutti hanno la possibilià di scegliere, quindi di cambiare

La politica non ha etica e moralità. L’ho già scritto una volta, la politica vista da dentro non è un bello spettacolo.

Preciso una cosa, non tutti i politici sono uguali, ci sono anche delle brave persone, che magari hanno iniziato il loro percorso con buoni propositi, ma poi si sono adeguati al sistema, magari qualcuno ha ceduto al fascino del potere e qualcun altro semplicemente si sentiva solo e si è arreso. La nostra forza è non essere soli.

La politica è ipocrita, molto ipocrita, in una maniera disarmante… E’una scenata da uno scranno, un proclamo ai mezzi di informazione, la copertura di un interesse. Il quadro è demoralizzante.

Io chiedo etica e moralità alla politica… E non per fare un proclama, ma perchè la Sicilia, l’Italia intera ne ha bisogno.

Delle volte mi chiedo che ci faccio in un posto che profondamente non mi appartiene, ma poi (anche grazie a chi mi scrive e sostiene) mi ricordo perché sono (siamo) qui.

Siamo qui in prima linea, per scardinare qualcosa di marcio che non funziona, e solo da dentro ho capito realmente che questo non è populismo né demagogia.

Siamo qui soprattutto perché nessuno di noi riesce a vedere un futuro per se stesso e per gli altri… Si è persa la possibilità di progettare la propria vita. Ma la politica è ipocrita, la colpa non è mai di nessuno.

Siamo qui perché la Vita è fatta di scelte ed io ho scelto nella mia vita di rendere questo mondo un posto migliore, o meglio, di fare la mia parte perché lo possa diventare.

Non è bello pensare che nella vita si possa scegliere? C’è chi sceglie di curare il proprio orticello, c’è chi sceglie di curare la Terra, bene… Il mondo non sarebbe un posto migliore, se più gente, il cittadino, il giornalista, il burocrate, il funzionario, il politico, scegliessero la seconda opzione? Tutti hanno la possibilità di scegliere, quindi di cambiare.

Per cambiare però, è necessario ammettere l’esistenza del problema, qualcosa che non va. Questo vale per tutto, tutti possiamo scegliere, tutti ne abbiamo la possibilità.

Ci vuole coraggio per andare contro certe cose, ci vuole molto coraggio.

Fra poche ore ricorrerà la commemorazione della Strage di Via D’Amelio, strage che ha ucciso Paolo Borsellino, Manuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. In queste occasioni si spendono tante belle parole, sono importanti momenti per ricordare… Ma sarebbe grandioso dare un vero senso alla loro morte, al loro sacrificio… Anche loro sono Vittime dell’ipocrisia del Sistema. La loro vera commemorazione deve avvenire ogni giorno nelle nostre vite, attraverso le nostre scelte.

C’è una bellissima frase, credo un proverbio indiano, che dice, “Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro”, la qualità della nostra vita, il concetto di felicità, in questo mondo sembra non avere posto, sembra demagogia, ideologia.

Per il Sistema, l’unico dio è il Denaro.

La cosa peggiore che condanno alla Politica? L’assenza di lungimiranza. Oggi piangiamo i peccati di ieri, lo si vede negli scandali che scoppiano, nella tragedia dei precari ed esodati, nel vivere in un perpetuo stato d’emergenza. Solo mancanza di lungimiranza.

Io voglio vedere un futuro, voglio vedere grandi uomini coraggiosi, ognuno di noi deve essere Paolo, Manuela, Agostino, Vincenzo, Walter, Claudio ed ogni altra vittima… Semplicemente perché tutti abbiamo il dovere morale di costruire un mondo più sano, legale, sostenibile e sicuro.

 

Claudia La Rocca
Cittadina 5 Stelle all’Ars
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“Ddl sull’Albergo diffuso boicottato in Aula. Basta ipocrisie, ci si dica cosa c’è dietro”

Il deputato M5S Claudia La Rocca spara a zero conto l’immobilismo dell’Assemblea e le pretestuose argomentazioni che hanno impedito di approvare una delle pochissime leggi di questo poverissimo scorcio di legislatura.

Basta con le ipocrisie, sul ddl sull’albergo diffuso c’è un vero e proprio boicottaggio. Vorremmo capire cosa c’è dietro”.

È un fiume in piena Claudia La Rocca, il deputato che ha messo la prima firma su quella che dovrebbe essere la prima legge targata Movimento Cinque Stelle e una delle pochissime di questo poverissimo scorcio di legislatura.

La rispedizione in commissione del ddl per pretestuose argomentazioni che non tengono in alcun conto le esigenze dei siciliani ha lasciato l’amaro in bocca al deputato e dato la stura al suo sfogo contro “l’immobilissimo dell’Assemblea”.

Quanto è accaduto ieri in aula – dice La Rocca – è un fatto gravissimo, poiché è l’emblema dell’immobilismo dell’Assemblea. Il disegno di legge ha percorso un iter regolare, i problemi sollevati non esistono. Il disegno di legge si attiene perfettamente alle caratteristiche basilari dell’Albergo diffuso, quali la distanza breve fra le unità abitative e l’edificio centrale, o come la collocazione in centri e borghi abitati e di valore. Non ci sono problemi “urbanistici” o “fiscali”, non c’è nulla di diverso dalle altre leggi regionali o rispetto alle altre strutture extra-alberghiere. Cosa c’è dietro al boicottaggio avvenuto in Aula? Noi abbiamo già un’idea, basta con le ipocrisie”.

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