Ddl Acqua pubblica approvato in Commissione Ambiente, grande la soddisfazione del M5S: “Fuori il lucro, no alla mercificazione dell’acqua”

Il presidente della IV commissione Trizzino (M5S): “Abbiamo chiesto tempi brevi perché il commissariamento è alle porte, il testo andrà in Aula già la prossima settimana”.

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E’ giunto ieri il SI dalla Commissione Ambiente e territorio all’Ars al ddl n.455 – discipline in materia di risorse idriche, col solo voto contrario del deputato di FI Giorgio Assenza. Esprimono grande soddisfazione il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino e le due deputate componenti della stessa commissione Angela Foti e Valentina Palmeri, tutti parlamentari M5S che continuano, senza riserve, a difendere il carattere pubblico del servizio idrico. “Tariffa unica, quantitativo minimo vitale e una disciplina agevolata per i meno abbienti” – interviene così la Cinquestelle Valentina Palmeri che spiega le battaglie su cui il Movimento non intende assolutamente cedere. “Adesso attendiamo il passaggio in Aula – aggiunge il presidente Trizzino – che avverrà già la prossima settimana. Abbiamo chiesto tempi brevissimi per l’approvazione visto il rischio di commissariamento alle porte”. Interviene anche la deputata Angela Foti: “Nonostante il parere negativo da parte degli uffici del dipartimento regionale, – conclude – questo ddl contiene uno dei principi su cui non intendiamo derogare: Fuori il lucro, No alla mercificazione dell’acqua”.

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Anomalie nella gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento. Il dipartimento regionale verifica eventuali irregolarità

La vicenda, oggetto di una risoluzione del deputato 5 Stelle Mangiacavallo, è stata discussa questa mattina in commissione Ambiente all’Ars.

Il dipartimento regionale Acqua e Rifiuti verificherà la regolarità delle prassi utilizzate da Girgenti Acque Spa relative la gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento”. Questo l’impegno preso oggi dal dirigente di dipartimento Marco Lupo, in commissione Ambiente e territorio all’Ars, a seguito della risoluzione presentata dal deputato M5s Matteo Mangiacavallo.

Sono previste verifiche dei calcoli sui costi del servizio, – continua il Cinquestelle – dei bilanci economico-finanziari e di tutte le variabili che hanno determinato il vertiginoso aumento delle stesse tariffe; nonché, la verifica delle motivazioni che hanno spinto il gestore Girgenti Acque a interrompere la fornitura dell’acqua alle famiglie morose”.

Ribadiamo che l’acqua, – conclude Mangiacavallo – è un diritto fondamentale, irrinunciabile ed inviolabile dell’individuo e per nessuna ragione dovrebbe essere negato”. Il dipartimento Acqua e rifiuti, così come dichiarato dal dirigente regionale, fornirà una relazione sui risultati ottenuti dalle verifiche entro trenta giorni a decorrere da oggi”.

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Tariffe acqua e rifiuti: aumenti esorbitanti e ingiustificati in provincia di Agrigento

Verranno discusse, mercoledì 25 marzo, in commissione Ambiente e territorio all’Ars, le due risoluzioni a firma del portavoce Cinquestelle Matteo Mangiacavallo che riguardano, la prima, la tariffa relativa alla gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento e, la seconda, quella relativa alla gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel comune di Racalmuto (Ag).

Nella prima risoluzione, – afferma il parlamentare saccense Mangiacavallo – impegniamo il governo ad intervenire immediatamente al fine di verificare la regolarità dei calcoli sui costi del servizio, dei bilanci economico-finanziari del gestore idrico Girgenti Acque Spa, e di tutte le variabili che hanno determinato il vertiginoso aumento delle stesse tariffe”. “Puntualizziamo che lo stesso gestore Girgenti Acque – aggiunge il portavoce – ha proceduto indiscriminatamente alla sospensione del servizio idrico nei confronti dei morosi dimenticando che proprio l’acqua, e lo sancisce la legge, è un diritto fondamentale, irrinunciabile ed inviolabile dell’individuo e per nessuna ragione dovrebbe essere negato. Chiediamo, dunque, al governo di prendere i dovuti provvedimenti, fino alla stessa risoluzione del contratto in essere, in caso di gravi irregolarità e inadempienze”.

Attraverso il secondo atto parlamentare, il Movimento 5 stelle cerca di fare luce nell’intricata matassa di tariffe e disposizioni in materia di raccolta rifiuti a Racalmuto. Ad esempio, in corso d’anno, è stato registrato un aumento della previsione dei costi per più di 300 mila euro, passando da 1.631.262,00 ad 1.956.034,30 di euro. “L’aspetto grave della vicenda – dichiara il parlamentare Matteo Mangiacavallo – è che non vengono indicati documenti in grado di dar conto di quali servizi vengono svolti e non sembra che esistano documenti giustificativi che portino all’esorbitante somma”.

La totale confusione in merito alla cattiva gestione di acqua e rifiuti, – conclude – ingenera inquietudine, paure e angoscia nei cittadini; il Governo deve agire immediatamente”.

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“Acqua pubblica senza se e senza SpA”. Movimento 5 stelle irremovibile sulla gestione

Tenuta all’Ars una conferenza stampa per chiarire i dubbi fatti circolare da altri partiti sui lavori della commissione Ambiente.

“Acqua pubblica senza se e senza SpA”.

La conferenza stampa odierna del Movimento Cinque stelle all’Ars spazza via ogni dubbio che “comunicazioni fatte circolare artatamente nei giorni scorsi da altri gruppi politici, Pd, in primis” hanno sollevato sul tema cercando di far passare la notizia che il M5S spingesse per la gestione privatistica dell’acqua.

“Nulla di più falso”, afferma Giampiero Trizzino, il presidente della commissione Ambiente che sta portando avanti i lavori sul ddl, “noi siamo e saremo sempre a favore della gestione pubblica dell’acqua”.

Per sgomberare il campo dagli equivoci Trizzino – che ha partecipato alla conferenza stampa assieme al deputato M5S Valentina Palmeri e Salvatore La Spisa, dell’associazione Libera acqua onlus” – ha ripercorso la storia dei lavori in commissione.

“Siamo partiti – ha detto – con 4 disegni di legge (quello di iniziativa consiliare, quello di iniziativa popolare e due parlamentari, tra cui quello dell’On. Panepinto (Pd), optando a maggioranza di lavorare su quello di Panepinto. Dopo sei mesi di lavoro il governo Crocetta, anziché depositare emendamenti al ddl, ha depositato un disegno di legge ex novo, spiazzando la commissione e i deputati che la compongono, soprattutto quelli del Pd”.

“A questo punto – ha proseguito Trizzino – la soluzione migliore per il Pd per uscire indenne dal pantano era una sola: fare credere che il ddl governativo sarebbe stato scelto discrezionalmente dal presidente della commissione. Cosa totalmente falsa, visto che il ddl è stato scelto scelto con votazione a maggioranza dei suoi componenti. Anzi, e i verbali parlano, con il voto favorevole dell’onorevole Cirone”.

“A noi – ha chiuso Trizzino – non interessano le polemiche, né tantomeno la bandiera politica che sventola dietro una norma. Una buona legge è quella che è riconosciuta come tale da tutti i cittadini. L’acqua deve essere pubblica, punto”.

“Siamo stati vittime – ha detto Valentina Palmeri – dei giochi di partito e della corsa a rivendicare la paternità dei lavori. Cosa che a noi non interessa. Noi vogliamo solo che la politica rimanga fuori dalla gestione dell’acqua, la gestione deve essere tecnica e non politica. Solo così si può consentire una gestione ottimale che consenta di contemperare i costi di gestione e ottenere larghe economie di scala che possano riverberarsi direttamente sui cittadini con notevole contenimento delle tariffe”.

“In ogni caso – ha aggiunto Palmeri – incalzeremo il governo perché Siciliacque ritorni in mano pubblica e sia di fatto superata. Noi non vogliamo gestioni in house, né enti di diritto privato”.

Sintetica la “ricetta” di Salvatore La Spisa che può essere riassunta in pochi punti: gestione pubblica tramite enti di diritto pubblico, tariffa unica regionale e 50 litri gratuiti giornalieri a persona.

Avv. Giampiero Trizzino

presidente Commissione Ambiente Ars
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Ddl acqua pubblica, all’Ars pioggia di telegrammi dai Comuni. Giampero Trizzino: “Li rispedirò tutti a Crocetta”

A decine arrivano giornalmente alla commissione Ambiente per sollecitare l’approvazione del progetto popolare.

Il vero destinatario di queste lamentele non è la commissione, che lavora alacremente da gennaio, ma il presidente della Regione. E’ a lui che devono essere inviate queste richieste: se il ddl governativo non fosse arrivato in commissione all’ultimo momento, probabilmente saremmo alla fine del cammino e non in mezzo al guado. Non è a me, pertanto, che i Comuni devono scrivere, ma a Crocetta”.

Il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino, si riferisce alle decine di telegrammi che quotidianamente gli arrivano da quasi tutti i Comuni dell’isola.

Standard la frase, frutto, evidentemente, di un copia e incolla concordato.

Approvazione legge ripubblicizzazione acqua senza consentire ai comuni di decidere il modello di gestione è un tradimento ai referendum e alla rivoluzione di Crocetta”.

La commissione Ambiente – afferma Trizzino – lavorava da mesi al testo da portare in aula ed è incredibile che, anziché favorire l’iter di approvazione, la solita vecchia politica faccia il possibile per rallentarlo. Al M5S, come ad ogni cittadino, non interessa quale bandiera di partito sventola dietro una norma. Esiste solo una legge giusta, ed è quella che è riconosciuta come tale da tutti i cittadini, a prescindere da chi la presenta. Su questa cosa alcuni politici dovrebbero riflettere. L’acqua è, e deve essere, di tutti”.

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Abusi edilizi in Sicilia, dati da paura: quasi 800 mila le istanze di sanatoria

Trizzino: “Riforma urbanistica indispensabile, presto arriverà all’Ars”

Settecentosettantamila istanze di sanatoria, di cui 52.000 per strutture edificate entro i 150 metri dalla costa. Fanno paura gli ultimi dati sull’abusivismo edilizio in Sicilia comunicati  dall’Assessorato regionale al Territorio nel corso dell’audizione tenuta oggi alla commissione Ambiente dell’Ars.

Questo soprattutto – dice il presidente della commissione Giampiero Trizzino – se si pensa che queste cifre sono solo la punta dell’iceberg del fenomeno, dal momento che la maggior parte degli abusi non sono noti. Il solo modo per porvi rimedio è quello di approdare ad una legge quadro sull’urbanistica  sulla quale stiamo lavorando e che al più presto porteremo in commissione e quindi in Aula. La soluzione, infatti, non può più passare attraverso leggi “tappabuchi”, ma deve essere demandata  ad una manovra organica che rinnovi tutta la materia del paesaggio e dell’urbanistica, alla luce del minimo consumo del suolo e del ripristino di tutti quei territori che subiscono il degrado degli abusi”.

Nel corso della seduta della commissione di oggi è stato chiesto di riesaminare i vecchi disegni di legge in materia.

E’ una cosa che vaglieremo – afferma Trizzino –  sottolineando, comunque, che discuteremo solo ed esclusivamente quelli compatibili con il rispetto dell’ambiente, in linea con i principi della commissione e del Movimento Cinque Stelle, che, è quasi pleonastico sottolinearlo, è assolutamente contrario a qualsiasi forma di sanatoria”.

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Diretta streaming, nulla di fatto in Commissione Ambiente

La diretta streaming della commissione Ambiente si arena davanti al numero legale. Ciaccio: “Chiederemo la decadenza dei deputati assenteisti”.

La questione, messa al quarto punto  dell’ordine  del giorno dal presidente della Commissione, il 5 Stelle Giampiero Trizzino, si è bloccata davanti alla richiesta del numero legale, avanzata dal deputato PD Concetta Raia.

Evidentemente – afferma Trizzino  – questo è l’interesse che i nostri deputati hanno per la trasparenza, visto che ben 10 dei 15 componenti non hanno ritenuto di dovere presenziare”.

Durissimo l’attacco di Giorgio Ciaccio, il deputato M5S che ha portato avanti la battaglia per portare le telecamere  nelle commissioni, incassando il “sì” per le riprese in commissione  Bilancio: “Le commissioni sono spessissimo disertate senza che accada nulla. Chiederemo il report ufficiale delle presenze per vedere se, ai sensi dell’articolo 36 del regolamento, ci sono i presupposti per la censura dei deputati assenteisti e, addirittura, della decadenza. L’articolo, infatti, prevede che il deputato non può assentarsi, senza giustificato motivo, per tre volte di fila, pena la censura prima e, in caso di ulteriore assenza ingiustificata, la decadenza

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M5S: la Commissione Ambiente si occupi del crollo del ponte sul fiume Verdura

La questione ponte sul fiume Verdura approdi alla commissione Ambiente”.

I deputati del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle dell’ARS chiedono che la faccenda del ponte crollato tra Sciacca ed Agrigento, all’altezza di Ribera, venga inserita all’ordine del giorno dell’audizione della commissione guidata da Giampiero Trizzino, che il prossimo 22 marzo si occuperà della messa in sicurezza della strada statale 624 Sciacca/ Palermo.

La concomitante presenza a tale audizione – dicono i deputati M5S – di numerosi amministratori e tecnici in grado di dare risposte sullo stato dell’arte dei lavori in corso è un’occasione che va colta al volo per favorire una più celere definizione delle opere”.

All’Audizione del 22 – cui saranno presenti il presidente della Regione Crocetta, l’assessore alle Infrastrutture, Bartolotta, i vertici di Anas e delle Province regionali di Agrigento, Palermo e Trapani – i parlamentari regionali del M5S chiedono che sia ammessa pure una delegazione di cittadini appartenenti al comitato “No Ponte, No voto”.

In attesa delle definizione della questione Verdura, per alleviare i disagi degli automobilisti, i parlamentari del gruppo hanno chiesto intanto, con una lettera al presidente Crocetta, l’immediata asfaltatura delle strade alternative di collegamento, le vie Scirinda e Musiti.

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Audizione pubblica all’ARS – Trivellazioni nel canale di Sicilia dannosissime e nemmeno remunerative

Canale di Sicilia, audizione pubblica all’ARS per fermarle. L’incontro tenuto oggi nella sala rossa dell’Assemblea regionale è stato organizzato dal presidente della commissione Ambiente su invito di Greenpeace. “Guadagni per la Sicilia inesistenti. Le compagnie pagano la ridicola cifra di 5 euro l’anno per perforare un km quadrato”.

Trivellazioni nel canale di Sicilia dannosissime e nemmeno remunerative”. Il presidente della commissione Ambiente dell’ARS, Giampiero Trizzino, ha commentato duramente le risultanze di un’audizione – tenuta oggi a palazzo dei Normanni, su invito di Greenpeace – con tecnici e associazioni ambientaliste.

E’ scandaloso, stanno distruggendo l’ambiente – ha detto Trizzino – e senza che la Sicilia abbia il minimo ritorno. Basti pensare che alcune compagnie hanno franchigie per l’estrazione fino 50 mila tonnellate di greggio e che per la perforazione di aree di un chilometro quadrato pagano cifre assurde, valutabili nell’ordine di 5 euro l’anno”.

Per cercare di risolvere il problema secondo Trizzino è opportuno creare un raccordo tra Stato e Regione che razionalizzi il sistema delle normative e delle autorizzazioni.

Cercheremo al più presto – ha affermato Trizzino – di coinvolgere nella nostra azione il prossimo governo nazionale

Bisogna decidere – ha sottolineato Giannì, responsabile delle campagne di Greenpeace – cosa vogliamo fare del nostro mare. Se vogliamo farne una fonte di ricchezza e reddito o andare in direzione opposta, con l’imbrattamento costante e con la creazione di inquinamento che sta producendo sconvolgimenti climatici, i cui segni già sono evidentissimi”.

In questa fase – ha proseguito – è importante che la Regione siciliana sposi la lotta anti trivelle assieme alle altre regioni italiane. E’ una causa comune e solo unendo le forze si può arrivare a bersaglio”.

Per cercare di fermare le trivelle nel canale di Sicilia e di salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterraneo, Greenpeace ha già raccolto le adesioni di 49 sindaci siciliani, del precedente governo regionale, di numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini.

Se esistono zone indenni dalle perforazioni nel canale di Sicilia – ha detto Giannì – è grazie alle lotte che abbiamo fatto assieme alla gente”.

All’incontro di oggi erano presenti rappresentati del WWF, di Legambiente, dell’associazione L’AltraSciacca, del Comitato Stoppa la Piattaforma e di altre associazioni ambientaliste, alcuni rappresentanti della commissione Ambiente e di aree protette. Hanno partecipato all’audizione pure alcuni dirigenti della Regione, inviati a rappresentare il governo regionale in sostituzione del presidente Crocetta e degli assessori Marino e Lo Bello.

Palermo, 12 febbraio 2013

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Fermare le trivellazioni nel canale di Sicilia – Audizione pubblica all’ARS

Il presidente della commissione Ambiente dell’ARS. il deputato del Movimento Cinque Stelle Giampiero Trizzino,  ha convocato per domani, 12 febbraio 2013, alle ore 10.00, una audizione pubblica con associazioni ambientaliste, autorità ed esperti per cercare di fermare le trivellazioni nel canale di Sicilia.

L’incontro – che si terrà nella sala rossa dell’Assemblea regionale siciliana – fa seguito ad un appello lanciato da Greenpeace per cercare di salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterraneo.  A tal fine l’associazione ambientalista ha già  raccolto le adesioni di 49 sindaci siciliani, del precedente governo regionale, di numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini.

In questa fase – sostiene Greenpeace – è importante che la nuova giunta regionale confermi al più presto l’opposizione della Regione Sicilia a questi progetti che mettono a rischio non solo l’ambiente, ma anche  l’economia delle comunità locali. E’ importante creare un fronte comune contro questa minaccia e rilanciare una discussione pubblica e informata sui temi dell’energia, del cambiamento climatico e della protezione del mare”.

All’incontro  parteciperanno anche rappresentanti del WWF e di Legambiente.

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