Ddl Acqua pubblica, questa mattina l’ok in commissione Bilancio all’Ars. La soddisfazione del M5S

Continua l’iter per la pubblicizzazione dell’acqua in Sicilia. Il presidente della commissione Ambiente Giampiero Trizzino (M5S): “Il disegno va approvato entro luglio, stiamo lottando contro il tempo perché il commissariamento è alle porte”. Interviene anche la deputata Cinquestelle Valentina Palmeri: “Basta rallentamenti, adesso dobbiamo pensare solo agli interessi dei siciliani”.

La IV Commissione è convocata per giovedì 16 luglio, a quel punto il testo sarà trasmesso in conferenza Capigruppo e, quindi, discusso in Aula martedì 21 luglio.

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La nostra battaglia per l’approvazione di una legge per l’acqua pubblica in Sicilia ha incassato questa mattina anche il parere favorevole della commissione Bilancio; i componenti, infatti, hanno espresso voto favorevole all’unanimità”. Grande la soddisfazione dei deputati M5S Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente e territorio, e Valentina Palmeri, componente della stessa Commissione. “Non è stato semplice – afferma Valentina Palmeri – dal momento in cui abbiamo dovuto fare i conti con il parere del ragioniere generale Sammartano, il quale poneva, comunque, solo qualche criticità sulla quantificazione dei costi del personale e sull’accantonamento dello 0,2% dei ricavi del servizio per la creazione di un fondo per i meno abbienti, per l’alleggerimento della bolletta di queste categorie di utenti”. “Si tratta di criticità – aggiunge – che saranno facilmente superabili con degli emendamenti ad hoc”. Interviene anche il presidente Trizzino, che sottolinea: “Dalla nostra, continueremo a difendere instancabilmente la tariffa per i meno abbienti”. “Il dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti Armenio, invece, – continua Palmeri – non presentandosi in commissione, ha inviato una nota con la quale poneva un mare di criticità che si riassumevano nel concetto dell’incostituzionalità del concetto di “servizio pubblico” e soprattutto della parte dove noi ribadiamo che il servizio idrico non ha connotazione di servizio “a rilevanza economica”. Considerazioni – precisa la parlamentare M5S – che comunque non entravano nel merito della scelta della commissione Bilancio. Adesso bisogna pensare solo al bene dei siciliani”. In conclusione, il deputato Giampiero Trizzino rende noti i prossimi passaggi di questo ddl: la IV Commissione, infatti, è convocata per giovedì 16 luglio, a quel punto il testo sarà trasmesso in conferenza Capigruppo e, quindi, discusso in Aula martedì 21 luglio: “Stiamo lottando contro il tempo perché il commissariamento è alle porte”.

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Agrigento. Ripristinato il finanziamento regionale al Cupa grazie al M5S. In discussione anche due emendamenti aggiunti sulle Terme di Sciacca e sul Toscanini di Ribera

matteo_mangiacavallo_m5sApprezzato ieri in commissione bilancio, con l’impegno del governo regionale a trovare opportuna copertura finanziaria, l’emendamento presentato dal parlamentare Matteo Mangiacavallo e sottoscritto dal gruppo del M5S all’ARS, per ripristinare il finanziamento al Cupa di Agrigento e agli altri sei poli distaccati siciliani. Quest’anno il governo Crocetta aveva, infatti, previsto uno stanziamento di circa 4 milioni e trecento mila contro i circa 5 milioni e centomila dello scorso anno. L’emendamento aumenta di 800 mila euro i fondi diretti ai consorzi universitari.

Ulteriori emendamenti, presentati dal deputato saccense, saranno valutati nelle prossime ore dalla II commissione legislativa Ars. Due sono gli aggiuntivi che riguardano la provincia di Agrigento, col primo si cerca di finanziare l’Istituto musicale “Arturo Toscanini” di Ribera per garantirne l’offerta formativa nell’anno in corso; attraverso il secondo, come annunciato da Mangiacavallo più volte negli scorsi mesi, si intende garantire una gestione transitoria ordinaria alle Terme di Sciacca revocando lo stato di liquidazione dell’azienda autonoma e trasferendo ad essa beni e servizi attualmente in dotazione alle Terme di Sciacca Spa in liquidazione.

Anche sul mini bando di affidamento temporaneo di 8 mesi di parte del patrimonio termale – commenta Matteo Mangiacavallo – come il Grand Hotel e le piscine, il governo regionale sta perdendo troppo tempo. La stagione, si può dire, è già iniziata e Crocetta continua a cincischiare. Il mio emendamento guarda al futuro. L’attuale stato di liquidazione sta depauperando il valore delle Terme di Sciacca e non ce lo possiamo permettere, vogliamo garantire una gestione ordinaria alle Terme fin quando non sarà pubblicata una manifestazione di interesse degna di tale nome“. “Anche stavolta, purtroppo, – conclude il deputato regionale del M5S – ho il sospetto che lo stesso emendamento non verrà preso in considerazione da questo governo, come è stato per coloro che l’hanno preceduto; d’altronde, a questo governo non piacciono proposte serie ma preferisce “campare alla giornata”. Si accorgeranno più avanti, con buona pace dei saccensi, che non esistono soluzioni allo stato attuale di crisi finanziaria della struttura, se non quella di un ritorno al passato. Il ritorno all’azienda autonoma, infatti, è l’unica possibilità attraverso la quale la Regione può risanare i debiti e rilanciare le Terme. Dopodiché, la politica dovrebbe fare armi e bagagli e lasciare i beni a chi sa e può gestirli al meglio; è ormai evidente che la politica delle lottizzazioni partitiche ha fallito“.

Questi gli emendamenti presentati:

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Ars, acque minerali: canoni ridotti alle piccole imprese, nessun ‘regalo’ alle multinazionali. Passa la linea del M5S

I deputati Cinquestelle hanno anche inviato un fascicolo alla Procura della Repubblica contenete i dati anomali e le discrepanze tra l’acqua estratta e quella imbottigliata.

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E’ stato discusso e approvato ieri in commissione Attività produttive all’Ars il ddl 878 che regolarizza i canoni della concessione delle acque minerali in Sicilia. Sarà ora trasmesso in commissione Bilancio per il parere, e quindi approderà in sala d’Ercole per l’esito finale. Un testo di legge nuovo, praticamente stravolto, rispetto all’originale che fu bocciato senza mezzi termini a dicembre scorso proprio dal Movimento 5 Stelle, oggi fautore e promotore di una legge più equa. Nella sua stesura iniziale, infatti, il ddl tentava di “regalare” l’acqua minerale alle società multinazionali azzerando l’attuale canone di 2 euro. Ne prevedeva uno di 30 centesimi a metro cubo per l’acqua imbottigliata, uno di 20 centesimi per l’acqua “non imbottigliata ma comunque utilizzata” mentre nessuno per quella “non imbottigliata e non utilizzata”.

La commissione ieri ha accolto e votato all’unanimità due emendamenti presentati dai deputati Cinquestelle Matteo Mangiacavallo e Claudia La Rocca che istituiscono una soglia di 30 mila metri cubi di consumo. Tariffe inferiori, di circa un euro, per le società che si mantengono sotto la soglia, vicine ai due per chi la supera.

“Le logiche industriali, – ha commentato Claudia La Rocca – secondo le quali i costi si riducono a fronte di un maggiore quantitativo prodotto, non si possono applicare all’acqua che è un bene essenziale e non è certo infinito”. “Grazie ai nostri emendamenti, – aggiunge – siamo andati incontro alle esigenze delle piccole aziende siciliane senza fare regalie alle multinazionali dell’acqua, come forse avrebbe voluto Confindustria”.

“Il canone andrà calcolato sull’acqua estratta – continua Matteo Mangiacavallo – chi ne utilizza un quantitativo ridotto deve pagare meno, chi invece sfrutta le nostre risorse deve pagarla senza sconti”. “Abbiamo richiesto dati precisi sull’acqua estratta ed imbottigliata – conclude il deputato M5S – ma non ce li hanno forniti. Quelli parziali di cui siamo in possesso evidenziano come solo una parte dell’acqua estratta venga imbottigliata. Ci siamo chiesti: e l’altra che fine fa? Visto che gli uffici non sanno come risponderci, ci siamo rivolti alla Procura della Repubblica di Palermo. Ci risponderanno loro”.

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Credito di imposta per le imprese, parere rinviato dalle commissioni dell’Ars

Le commissioni Bilancio e Attività produttive dell’Ars, riunite in seduta congiunta, hanno rinviato il parere sul credito di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese.

La richiesta è stata avanzata dalla commissione Bilancio.

Abbiamo ritenuto opportuno – hanno affermato il vicepresidente della commissione Vincenzo Vinciullo e i deputati Cinque Stelle Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio – chiedere al governo di rivedere il decreto, in quanto in alcuni punti il provvedimento merita alcuni approfondimenti. Per potere esprimere il parere di competenza – hanno sottolineato i parlamentari – occorre assicurare equità di trattamento per tutti i richiedenti, nel rispetto delle eventuali precedenze riconosciute dalla legge”.

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Analisi Cliniche. Costi quadrupli rispetto ai convenzionati

La denuncia nel corso di un’audizione congiunta delle Commissioni Bilancio e Sanità dell’Ars. M5S: “Partano subito le attività ispettive”

I costi delle analisi cliniche nelle strutture pubbliche costerebbero 4 volte in più rispetto alle strutture private convenzionate. E’ quanto hanno denunciato oggi alcuni rappresentanti del coordinamento della specialistica convenzionata esterna nel corso di un’audizione congiunta tenuta dalle Commissioni Bilancio e Sanità dell’Ars.

“Se i fatti fossero come sono stati esposti – afferma il deputato M5S Claudia La Rocca – sarebbe una gravissima anomalia. Occorre subito verificare e individuare le eventuali responsabilità di quello che potrebbe prefigurarsi come un grave danno erariale”.

Il Movimento Cinque Stelle chiede anche un cambio di passo del lavoro delle Commissioni “ridotto spesso a poco più che sterili centri di ascolto”“E’ la terza volta – afferma Stefano Zito – che questa gente viene ad esporre le stesse problematiche senza che dopo succedesse qualcosa. Non può funzionare così. Le commissioni devono tradurre le audizioni in fatti concreti per dare risposte nel più breve tempo possibile. La questione dei costi abnormi nel pubblico potrebbe essere un ottimo punto di partenza”.

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È sempre più ARS a Cinque Stelle. “Sì” alla diretta della Commissione Bilancio

Dopo l’abolizione delle Province, fortemente voluta dai parlamentari del Movimento, arriva l’ok alla diffusione in streaming dei lavori della seconda Commissione. E’ la prima volta che succede.

E’ sempre più ARS a Cinque Stelle. Dopo lo stop alle Province, votato ieri dall’Aula e voluto fortemente dai quindici deputati del Movimento, da palazzo dei Normanni arriva un’altra decisione storica. Per la prima volta le sedute della commissione Bilancio (relative alla sessione che appronterà lo strumento finanziario) andranno in diretta streaming. Ad avanzare la richiesta è stato il deputato Giorgio Ciaccio, che oggi ha incassato il sì definitivo della Commissione, dopo quello del presidente dell’Assemblea.

Dobbiamo solo stabilire le modalità – commenta Ciaccio – ma ormai è fatta. E’ una decisione storica, che apre sempre di più il Palazzo ai cittadini. Finalmente si spezza il meccanismo che fino a oggi ha portato parecchi deputati a promettere pubblicamente una cosa e ad operare privatamente in tutt’altra direzione”.

A Roma – prosegue Ciaccio – le riprese delle Commissioni sono già una realtà, non capisco perché non dovevano  diventarlo anche qui. Se ci si vuole equiparare al Parlamento nazionale lo si faccia sempre a 360 gradi, non soltanto sul versante dei privilegi economici”.

E non finisce qui. Il germe della trasparenza inoculato dai deputati a 5 Stelle potrebbe propagarsi presto alle altre commissioni.

So che la stessa istanza – riferisce Ciaccio – è stata presentata anche per la Commissione Attività produttive e per quella Ambiente”.

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Le sedute della Commissione Bilancio dell’ARS si trasmettano in diretta

Le decisioni della commissione Bilancio dell’ARS sotto gli occhi di tutti. Per la prima volta nella storia dell’Assemblea regionale siciliana le sedute di una delle commissioni più importanti di Palazzo dei Normanni potrebbero essere viste in diretta dai cittadini. Giorgio Ciaccio, deputato del Movimento Cinque Stelle, ha infatti chiesto l’autorizzazione alla trasmissione in diretta delle sedute  della sessione di Bilancio, che partirà la settimana prossima.

Ho chiesto  – racconta Ciaccio – l’autorizzazione al presidente Ardizzone, il quale, a sua volta, ha girato la richiesta al Consiglio di presidenza, che dovrebbe pronunciarsi domani. Sono fiducioso in una risposta positiva. Non vedo, infatti, quale motivazione negativa potrebbe essere addotta, visto che anche quella economica è sgonfiata in partenza, dal momento che siamo anche disposti a fornire le attrezzature per poter consentire le trasmissioni in streaming”.

“A Roma – prosegue Ciaccio – le riprese delle Commissioni sono già una realtà, non capisco perché non debbano diventarlo anche qui. Se ci si vuole equiparare al Parlamento nazionale lo si faccia a 360 gradi, non  soltanto sul versante dei privilegi economici”. 

“Se dovesse arrivare il via libera – conclude Ciaccio – sarebbe una svolta epocale nella storia dell’ARS. Finora, infatti, solo le trasmissioni delle sedute d’Aula, vengono effettuate in diretta. Ma mai ciò è avvenuto per le sedute delle Commissioni, dove, cioè, si possono concretizzare accordi poco cristallini e scelte non sempre per il bene della collettività”.

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