Il M5S opera per competenze specifiche e non per feudi elettorali

In merito alla richiesta di informazioni sui costi delle commissioni, inoltrata al Comune di Sciacca da parte del portavoce Francesco Cappello, attuale capogruppo all’ARS del M5S, si specifica che essa rientra nel quadro di un più ampio progetto ricognitivo, messo in atto dal M5S su scala regionale, finalizzato alla quantificazione del costo complessivo dell’apparato politico dei comuni siciliani.

I dati raccolti saranno attentamente analizzati al fine di individuare chiare linee d’intervento per la riduzione o il taglio radicale di eccessivi e ingiustificabili costi.

Tale richiesta non è stata inoltrata dal deputato saccense Matteo Mangiacavallo ma dal deputato Francesco Cappello in quanto membro della Commissione Affari Istituzionali.

Il M5S opera per competenze specifiche e non per feudi elettorali.

Meetup Sciacca 5 stelle – M5S Sciacca

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Il gradito è servito! La buvette dell’ARS ai tempi della spending review

Nel Parlamento più antico d’Europa esistono anche figure come i “graditi” (a chi poi nei fatti reali rimane un mistero), che perfino la nostra immaginazione più fervida non sarebbe in grado di delineare nei dettagli di un bando di gara dell’ARS. Molti di voi ricorderanno il caso della buvette del senato, ma i politici siciliani hanno giocato di fantasia, riuscendo a superare i “cugini romani”.

Chi sono questi “graditi” e cosa fanno nel servizio ristorazione regionale? In pratica sono camerieri o banconisti che, al momento della stipula del contratto (con la ditta che vince l’appalto), hanno raggiunto “una continuità lavorativa di almeno 10 anni, ancorché con diversi appaltatori” all’interno dell’ARS. Direte voi e cosa c’è di strano?  Posta in questi termini sembrano “lavoratori” assidui da almeno 10 anni. E invece, questi “graditi” percepiscono doppio stipendio rispetto ai loro colleghi pur svolgendo le stesse mansioni, in base ad un “premio di gradimento” (così lo chiamano) disegnato ad hoc per queste figure che ricevono, oltre allo stipendio della ditta appaltante, anche 14 mensilità aggiuntive del valore di 1.800 euro (dato aggiornato in misura al 100% della variazione ISTAT).

Chi paga questo “premio di gradimento” vi starete chiedendo? Ovviamente i cittadini (a loro insaputa). La corrispettiva somma addizionale è elargita dalle spese dell’Assemblea Regionale e quindi perfettamente a carico dei contribuenti. In termini pratici, un lavoratore dopo 10 anni (non si sa bene a quale titolo oggettivo) viene premiato perché “gradito”. Penso che molti di voi in questo momento si stiano chiedendo come diventare “graditi” e se esiste un modulo di “gradimento” da compilare per farsi premiare con una doppia retribuzione. Ironia a parte, non è di certo piacevole scoprire una spesa improduttiva come questa, che entra a pieno titolo tra gli sprechi di una macchina regionale costosa e da rendere efficiente con dei piani programmatici.

Nel bando che potete consultare qui, e nel rispettivo capitolato scaricabile da qui, è possibile constatare una serie di privilegi perfettamente in linea con il principio di “casta” (il solito grillismo penseranno dal PD al PDL e invece è solo buon senso). Nel capitolato troverete gli allegati A, B, D ed E in cui sono presenti i prezzi del servizio ristorante, prezzi che chiaramente sono ritoccati al ribasso, perché è noto che non è facile far quadrare i conti con uno stipendio da deputato regionale (circa 20.000 euro/mese lordi). Ed infatti, i prezzi imposti nel bando alla ditta  e “non suscettibili di revisione se non nei casi individuati dalla normativa vigente”, devono essere “ribassati del 35% rispetto alla media dei prezzi di listino, consigliati dalle associazioni di categoria più rappresentative operanti nella piazza di Palermo, aggiornati alla stipulazione del contratto”. Come fa una ditta a garantire prezzi bassi e un servizio con cristalleria e posate d’argento? Nulla di più semplice, oltre a pagare i “graditi” vuoi che i cittadini non paghino uno “sconticino” ai loro rappresentati parlamentari? Eh certo! Per coprire quei prezzi ribassati nel bando di gara è prevista una quota fissa di 31.000 euro oltre I.V.A. (da corrispondere al netto del ribasso d’asta), che l’ARS paga mensilmente alla ditta aggiudicataria della gara. Ma le fantasie della nostra classe politica non hanno mai fine, è prevista la cucina etnica (previa richiesta) e mensilmente bisogna garantire un pasto siciliano (un po’ di sano regionalismo), oltre al fatto che le discrepanze in termini economici tra la “mensa” dei dipendenti ARS e quella dei deputati, che consumano le stesse pietanze, sono al limite del paradosso confrontando i prezzi del menù (chiaramente a favore degli “onorevoli”).

Con meno di un euro è possibile prendere caffé e cornetto, con 11 euro circa viene servito un pranzo luculliano con antipasto, primo, secondo, frutta e caffé. I prezzi cambiano improvvisamente quando a pagare sono i cittadini. L’ARS annovera banchetti di ogni tipo, e questi banchetti necessitano di posate d’argento, cristalli, vini pregiati delle migliori marche, e quanto di eccellente il mercato abbia in circolazione (non vorremo certo sfigurare di fronte a certi ruoli istituzionali), se non fosse che i prezzi tornano ad essere quelli reali, per intenderci, quelli che riscontreremmo in un ristorante di buona qualità. Il servizio a buffet con le stesse pietanze servite ai deputati da 11 euro diventa 35 euro, per rincarare ulteriormente a 45 euro se servito al tavolo. Le spese chiaramente sono a carico della Presidenza, non più del singolo onorevole, che può quotidianamente godere di una caprese a 1.50 euro (prezzi da mensa universitaria).

Cerchiamo per un attimo di evitare ogni istinto “demagogico” (sarà irrefrenabile consultando il menù lo ammetto) e riflettiamo in termini di spese improduttive che in questo momento la regione deve affrontare per evitare il default. Il caso buvette merita dei chiarimenti, e di certo non risanerà i debiti contratti dalla Regione, ma sicuramente concorre alla reale spending review con principi di equità, che troppo spesso vengono trascurati. I capitoli degli sprechi vanno individuati e sanati, in quanto adducibili ad una gestione insana della “res publica” e ci auguriamo che ciò avvenga in tempi brevi e certi. In un momento in cui la disoccupazione nazionale ha raggiunto livelli record sfiorando l’11% (aumentata del 25% rispetto al 2011), come si può giustificare una “svista” di tale entità da parte di tutte le forze politiche che hanno permesso un doppio stipendio a delle figure “gradite” ? Perché una ditta ha l’obbligo di garantire dei prezzi ribassati per i nostri parlamentari che hanno un reddito di una certa consistenza? Sono domande lecite per i nostri politici o verremo etichettati come “i soliti grillini”? Personalmente ritengono che i siciliani meritino qualche risposta.

I nostri deputati a 5 stelle, dopo l’insediamento, cercheranno di far luce su questa vicenda paradossale, e ci auguriamo tutti che il Presidente Crocetta voglia farsi carico anche di questo caso, forse un po’ “s-gradito” ai politici nostrani, ma di certo “gradito” al risparmio di cui i siciliani beneficerebbero e che merita approfondimento.

Francesco Lupo – M5S Palermo

Fonte: sicilia5stelle.it

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All’Ars stipendi fino a 25 mila euro al mese

Anche dai trasferimenti ai gruppi e intergruppi parlamentari benefici per i singoli deputati che arrivano a 11,8 milioni di euro. Ai deputati residenti a Palermo è pure riconosciuto un rimborso spese trasporto mensile di 277 €

Palermo – Un deputato semplice dell’Assemblea regionale siciliana in questa legislatura arriva a percepire poco più di 20 mila euro mensili. Il dato è frutto di una rielaborazione del Quotidiano di Sicilia su cifre pubblicate sul sito istituzionale di Palazzo reale.

Lo stipendio di un parlamentare regionale comunque può variare da una cifra base di 20 mila euro – in assenza di indennità di funzione – a poco più di 22 mila euro se il deputato è segretario di commissione o presidente, fino a 25 mila euro per il presidente dell’Ars. Sono cifre che però riguardano i deputati residenti a Palermo. Gli altri invece hanno diritto a trecento o quattrocento euro in più come rimborso spese per il trasporto, variabile secondo la distanza che li separa dall’Ars.
Nell’edizione del Quotidiano di Sicilia del 9 novembre, scrivendo di busta paga del parlamentare regionale, abbiamo trattato l’argomento dell’indennità. Retribuzione che è la più alta d’Italia per l’equiparazione del trattamento economico dei deputati dell’Ars ai membri del Senato (legge regionale 44/65). In questo articolo (vedi tabella a parte) trattiamo le altre voci che compongono lo stipendio del deputato.

In questo caso consideriamo l’importo lordo dell’indennità, pari a circa 10 mila euro, tenendo conto della busta paga resa pubblica a settembre dal deputato Cateno De Luca (10.705 euro). Al netto l’indennità è pari a 5.101,68 per via della ritenuta fiscale, del contributo pensionistico e dell’assistenza sanitaria integrativa.

All’indennità si aggiungono la diaria, pari 3.500 euro, il rimborso spese per l’esercizio del mandato di 3.180 euro e l’indennità variabile di trasporto su gomma. Per quest’ultimo è stabilito un importo annuo di 7.989 euro al parlamentare in caso di tragitto superiore ai 100 chilometri e di 6.646,50 euro se il tragitto è inferiore. Per i residenti a Palermo l’importo ammonta a 3.323 euro.

A queste cifre bisogna sommare il contributo mensile di 3 mila euro (erano 3.750 prima dei tagli di ottobre del consiglio di Presidenza) per il funzionamento del gruppo parlamentare di appartenenza a supporto dell’attività. Il totale di cui beneficia il deputato semplice ammonta così a poco più di 20 mila euro mensili, ma occorre aggiungere anche i benefici indiretti dall’appartenenza a gruppi e intergruppi parlamentari (capitolo VI del bilancio preventivo dell’Assemblea).

L’Ars eroga i contributi anche agli intergruppi, voce che rientra nel capitolo di bilancio dei trasferimenti ai gruppi parlamentari. Nel 2011, come risulta dal rendiconto dell’Ars, la spesa è stata pari a 85 mila euro. Nel bilancio preventivo del 2012 è prevista un’uscita di 100 mila euro. La spesa totale preventivata nel 2012 per i gruppi parlamentari, compreso il personale, ammonta a 12,6 milioni di euro. Da questa cifra bisogna sottrarre 810 mila euro (750 euro mensili in meno per ciascun deputato con i tagli di ottobre) per arrivare ad una previsione di spesa in bilancio di 11,8 milioni di euro. La quantificazione dei contributi ai gruppi parlamentari tiene conto dell’equiparazione dell’Ars al Senato.

Il QdS sostiene da anni che per tagliare i costi della politica alla radice bisogna intanto abrogare la legge 44/65 che allinea il trattamento economico dei deputati dell’Ars alle Camere, nello specifico caso al Senato. E’ l’unico caso in Italia. Non esiste un privilegio del genere nelle altre regioni autonome (Qds del 2 ottobre e del 9 novembre). Le retribuzioni sono più basse, così come lo sono nelle regioni a statuto ordinario.

Contrari, come hanno detto al QdS, sono Nicola D’Agostino (Partito dei siciliani ex Mpa) e Francesco Cascio (Pdl). Marco Falcone (Pdl) ha annunciato che ha “già pronto” un disegno di legge per modificare la norma e che presenterà il testo “all’indomani dell’insediamento” all’Ars. Il deputato non parla di abrogazione. Sostiene che occorre “passare ai fatti, modificando proprio quella legge (L.R. 44/65) che è l’alibi per chi ostacola l’eliminazione delle specificità e dei privilegi riservati ai parlamentari dell’Ars”.

di Giovanna Naccari

Articolo pubblicato il 17 novembre 2012

Fonte: qds.it

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L’assegno di solidarietà

Pensavate di esservi liberati di loro e dei loro grassi faccioni: dite la verità. Pensavate che fosse tutto finito, che adesso con Crocetta e la sua rivoluzione siciliana, i grillini e tutte quelle facce nuove e rispettabili, non avreste più sentito parlare di loro, del vecchio Parlamento, dei Lombardo e lombardiani, degli Alfano e gli Alfaniani, dei Cuffaro e cuffariani, e di tutti i loro amici e gli amici degli amici. E invece no, quelli che… prendevano 15.000 euro netti lavorando (?) due tre volte al mese in commissioni fantasma, quelli che… producevano anche zero atti e disegni di legge con le auto blu ed ogni altro tipo di privilegio, quelli che… ci costavano 170 milioni l’anno, quelli che… ci hanno portato definitivamente al default, quelli… ritornano sempre.

Si, proprio nel giorno in cui viene certificato il debito ad una cifra irrisoria di 7,5 miliardi e si declassa la Regione al rating BBB con un buco previsto per il 2014 di 14 miliardi, proprio oggi, la Regione dovrà trovare altri due milioni e 170 mila euro: per pagare chi? Sempre loro, i nostri cari deputati che, poiché trombati e rimandati a casa a furor di popolo, dovranno essere adeguatamente indennizzati.

Lo chiamano assegno di solidarietà, e proprio per questo viene erogato a tutti coloro che hanno effettuato anche un solo giorno di “lavoro (?)”, calcolato nella percentuale dell’80% dell’indennità lorda, moltiplicata per il numero degli anni di mandato effettivi. Pensate che al decano dell’ARS Lillo Speziale, presente da 21 anni, verranno erogati ben 180.000 euro: proprio una bella solidarietà non c’è che dire.

I poveracci, al contrario, quelli che hanno solo la scorsa legislatura alle spalle, prenderanno ahimè appena la modica cifra di 38.000 euro. Insomma, li avete voluti mandare a casa? Ed allora ben vi sta! Dovrete adeguatamente e profumatamente ricompensarli.

Credo che sia già ora di mettersi al lavoro, cari amici del 5 stelle. Battiamo un colpo sin da subito, alziamo la voce e che si senta fin oltre lo stretto. Forza ragazzi! E’ ora; Forza Matteo, fatti sentire.

Francesco Ciaccio

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