Quattro domande ai deputati regionali: perchè non vi decurtate l’indennità? Rispondono solo in quattro.

Abbiamo atteso più di 45 giorni prima di pubblicare questo sondaggio rivolto ai deputati regionali ma alla fine abbiamo deciso di mostrarvelo.

Il sondaggio in questione, che abbiamo inviato via email (in quella istituzionale) il 9 gennaio 2013 a tutti i deputati regionali, comprende quattro domande che vi elenchiamo sotto. A parte i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle sono stati pochissimi quelli che hanno risposto.

1) Secondo Lei è ragionevole la decurtazione delle indennità previste per i deputati regionali attuata dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?

2) In un momento di crisi economica ritiene congrua la somma corrisposta per la Sua attività di parlamentare rispetto alla stragande maggioranza di cittadini che vivono con pensioni minime?

3) Come intende dare esempio di sobrietà così come fatto dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?

4) Rinuncerà a qualche beneficio per destinarlo diversamente magari per costituire un fondo da cui attingere per i più bisognosi?

Solo quattro deputati su novanta hanno risposto alle nostre domande, due sono del Movimento 5 Stelle, per correttezza diciamo che l’email dell’onorevole Pippo Gianni ci è tornata indietro per cui crediamo che lo stesso non l’abbia mai ricevuta o letta, ecco i nomi:

Valentina Palmeri (Movimento 5 Stelle)

Matteo Mangiacavallo (Movimento 5 Stelle)

Nello Di Pasquale (Lista Crocetta)

Bernadette Grasso (Grande Sud).

 

Ed ecco le risposte dei quattro deputati alle nostre domande:

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Valentina Palmeri (Movimento 5 Stelle):

1) Secondo Lei è ragionevole la decurtazione delle indennità previste per i deputati regionali attuata dai cittadini parlamentari del
Movimento 5 Stelle?

Certamente! La buona politica deve tenere conto e farsi anch’essa carico delle difficolta’ sociali e a volte emergenziali in cui versano oggi la maggior parte dei cittadini, aggiungerei anche che la buona politica non ha bisogno di tantissimi soldi ma e’ fatta di idee, equita’, passione, impegno, partecipazione ed anche di maggiore vicinanza alla realta’ che vivono i cittadini, quindi gli stipendi vanno equiparati il piu’ possibile alla media di uno stipendio “normale”.

2) In un momento di crisi economica ritiene congrua la somma corrisposta per la Sua attività di parlamentare rispetto alla stragande maggioranza di cittadini che vivono con pensioni minime?
Ho gia’ risposto sopra, aggiungerei che stiamo sostenendo ritmi di lavoro estenuanti per riuscire a portare a termine i nostri obiettivi, infatti va sottolineato che noi del M5S abbiamo rinunciato a tutti i comfort strutturali e di segreteria di cui dispongono gli altri partiti, abbiamo un’organizzazione totalmente diversa dai partiti tradizionali, infatti noi ci avvaliamo della forza delle informazioni e delle discussioni democratiche che si creano sulla rete, dell’aiuto a titolo volontario degli attivisti dei meetup, che sono cittadini comuni e/o tecnici.

3) Come intende dare esempio di sobrietà così come fatto dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?
Sono tra quelli che danno l’esempio, che, spero, sia seguito da tanti altri volontariamente.

4) Rinuncerà a qualche beneficio per destinarlo diversamente magari per costituire un fondo da cui attingere per i più bisognosi?

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Matteo Mangiacavallo (Movimento 5 Stelle)

Ovviamente noi siamo esclusi dalle domande vero?

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Nello Di Pasquale (Lista Crocetta)

1) Secondo Lei è ragionevole la decurtazione delle indennità previste per i deputati regionali attuata dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?
Decurtare le indennità non solo dei deputati regionali, ma anche di quelli del Parlamento nazionale e diminuirne contestualmente il numero è giusto, doveroso, imprescindibile. È una delle critiche che da tempo muovo all’attuale classe politica, critiche senza risposta che mi hanno spinto a lasciare il partito cui appartenevo, per fondare il Movimento per il Territorio, con il quale sono presente oggi all’ARS.

Detto ciò, ritengo però che si debba distinguere fra i costi eccessivi della cattiva politica e i costi, invece, della democrazia. Chi ricopre una carica pubblica ha diritto a un’indennità che gli permetta di vivere dedicandosi interamente all’impegno che la carica richiede senza svolgere altri lavori; deve poter disporre di una segreteria per incontri con aderenti e cittadini, di cui siamo i rappresentanti e gli interlocutori, deve ricorrere a collaboratori.

L’attività politica per essere democratica deve favorire la partecipazione sia in campagna elettorale sia durante il mandato, e tutto ciò ha i suoi costi. La cifra che i deputati grillini hanno trattenuto forse non consente tutto ciò, ma loro non hanno un’attività politica che si svolga in luoghi fisici, con un contatto diretto con la gente, perchè fanno politica per voce di Grillo tramite un blog.

Quindi lasciano fuori dalla loro azione tutti i cittadini che non utilizzano internet o che non si collegano al loro blog, a cominciare da tanti anziani. La loro campagna elettorale l’ha fatta Grillo per loro. Nella politica le cose non funzionano così, direi per fortuna, perchè non mi sembra democratico agire solo via web.

2) In un momento di crisi economica ritiene congrua la somma corrisposta per la Sua attività di parlamentare rispetto alla stragande maggioranza di cittadini che vivono con pensioni minime?

Certamente si tratta di indennità molto elevate, che vanno decurtate in se stesse e nei benefit accessori. Il governo Crocetta ha già previsto una serie di tagli a questo tipo di spese, che sarà discusso in aula in tempi brevi e che troverà tutto il mio gruppo parlamentare favorevole.

Dare un esempio, mentre si chiedono sacrifici ai cittadini è doveroso, ma non ingeneriamo illusioni demagogiche sulla possibilità di risanare i bilanci degli enti pubblici solo con i tagli ai costi dei parlamentari. Purtroppo ci vuole ben altro. Inoltre bisogna riflettere anche sui costi dell’inefficienza di certa politica, per le mancate riforme, per le lungaggini burocratiche, per i fondi europei perduti, ecc…

Il governo Crocetta ha già recuperato 6 miliardi di euro di fondi europei. Il problema è anche di saper governare per dare efficaci risposte al paese. Chi vive di pensione minima troverà vantaggio dall’usufruire di servizi adeguati senza costi aggiuntivi, ad esempio nella sanità e nell’assistenza domiciliare, da sgravi fiscali, più che dalla notizia di una ridotta retribuzione di altri.

3) Come intende dare esempio di sobrietà così come fatto dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?

Io e i componenti del gruppo Territorio abbiamo da subito rinunciato all’auto e all’autista. L’avevo già fatto da Sindaco di Ragusa, rinunciando ad auto blu, a missioni a pagamento, a consulenti esterni ed altro.

Il collega del nostro gruppo che riveste la carica di “deputato segretario” ha rinunciato all’indennità accessoria di 2.089 mensili e all’ufficio all’ARS, che gli sarebbe spettato. Abbiamo anche rinunciato ad ogni eventuale rimborso elettorale.

4) Rinuncerà a qualche beneficio per destinarlo diversamente magari per costituire un fondo da cui attingere per i più bisognosi?

Ritengo opportuno esaminare prima la proposta di tagli del governo, cui accennavo prima; se lo riterremo, potremo anche presentare emendamenti per tagli più incisivi e per proporre la destinazione delle cifre decurtate. Preferirei che si trattasse di una norma per tutti, piuttosto che di iniziative individuali. Definito ciò, ho già concordato con i colleghi del gruppo Territorio di devolvere una parte dei nostri compensi in beneficenza, dobbiamo solo decidere sui destinatari.

Ma ricordo che ancora abbiamo percepito solo l’indennità di dicembre. Che le mie parole sono credibili, lo dimostra il mio operato quando ero Sindaco e destinavo una congrua cifra mensile alla Caritas per l’assistenza diretta alle famiglie in difficoltà, rinunciavo a un’altra cifra che rimaneva nelle casse comunali, per un complessivo 51% delle spettanze.

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Bernadette Grasso (Grande Sud)

1) Secondo Lei è ragionevole la decurtazione delle indennità previste per i deputati regionali attuata dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?
Ragionevole è non tradire la fiducia accordata dagli elettori, sotto ogni profilo. Il movimento cinque stelle ha almeno mantenuto la promessa di restituire parte delle indennità spettanti (le altre aspettative le ha disattese, perdendo dunque credibilità, nell’istante in cui ha cominciato a trattare con quegli stessi partiti che durante la campagna elettorale osteggiava e criticava aspramente).

2) In un momento di crisi economica ritiene congrua la somma corrisposta per la Sua attività di parlamentare rispetto alla stragande maggioranza di cittadini che vivono con pensioni minime?
Assolutamente no. Non la ritengo congrua al punto che la sottoscritta, nella seduta di giorno 18/12/2012, è intervenuta in aula chiedendo l’immediato abbattimento dei costi della politica e la significativa riduzione delle indennità parlamentari, considerando l’opportunità di adeguare i compensi a quelli percepiti dagli amministratori delle regioni virtuose, segnatamente l’ Emilia Romagna e l’Umbria (in allegato trasmetto il testo integrale dell’intervento).

3) Come intende dare esempio di sobrietà così come fatto dai cittadini parlamentari del Movimento 5 Stelle?
Per rimanere in tema con la risposta precedente, mi fa piacere informare che l’intervento si è tradotto in una mozione a firma degli onorevoli Grasso, Lantieri, Cimino, Savona e Tamajo e attraverso la quale si chiede l’istituzione di una commissione di indagine e di studio straordinaria e gratuita, rappresentativa di tutti i gruppi parlamentari presenti all’ ARS,  il cui compito dovrà essere  quello di indagare e verificare le modalità e i cospicui tagli da apportare. Sobrietà ed etica, come vede, non costituiscono prerogativa del movimento cinque stelle.

4) Rinuncerà a qualche beneficio per destinarlo diversamente magari per costituire un fondo da cui attingere per i più bisognosi?
Si certo, l’ho già fatto destinando parte del mio compenso per finalità sociali, naturalmente senza avvertire il bisogno di fare proclami o populismo. Sono sindaco del comune di Capri Leone (ME) e giornalmente vivo e affronto i problemi della gente che, assicuro, sono innumerevoli e spesso drammatici.

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Rimaniamo disponibili alla pubblicazione di altre risposte da parte degli altri 86 (ottantasei) deputati regionali.

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E’ svolta epocale all’Assemblea regionale siciliana. Restituito dai deputati M5S il 70% dello stipendio.

Tenuta una conferenza stampa all’Ars per il Restitution day del M5S. I 15 deputati hanno fatto i bonifici all’Ars e trattenuto solo 2500 euro più rimborsi spese a testa. Mantenuta la promessa elettorale.
Presentato pure un ddl che mira alla riduzione degli emolumenti di tutti i parlamentari.

Il Movimento 5 Stelle ha scritto oggi una pagina di storia all’ARS. Per la prima volta nella vita dell’Assemblea Regionale Siciliana un gruppo parlamentare ha rimandato al mittente gran parte della busta paga. E lo ha fatto con un assegno a quattro zeri. Cancelleri e gli altri 14 deputati hanno girato, tramite bonifico sul conto corrente generale dell’ARS, oltre 123 mila euro in totale, trattenendo per sé 2500 euro più rimborsi spese (documentati), relativi alla mensilità di dicembre.

Su questo tema si è tenuta una conferenza stampa all’Assemblea regionale, trasmessa in diretta streaming anche sul blog nazionale di Beppe Grillo, cui hanno partecipato il capogruppo del Movimento, Giancarlo Cancelleri e i deputati Salvatore Siragusa e Giampiero Trizzino.

Ai giornalisti è stata consegnata una cartella stampa (corredata di alcune buste paga e bonifici) che attesta che oltre il 70 per cento delle somme erogate ai deputati stellati è tornata nella casse dell’ARS, come promesso dal Movimento in campagna elettorale. Non solo, i deputati M5S hanno rinunciato pure all’auto blu per il vice presidente Antonio Venturino e a 6638 euro al mese, derivanti dalla indennità di carica spettante ai segretari, vicepresidente e presidente di commissione e al vicepresidente vicario dell’Assemblea.

“Questo – ha detto il capogruppo del Movimento Cancelleri – per dare un’impronta etica all’attività politica. E’ infatti immorale portare a casa cifre intorno a 15.000 euro al mese, in un momento di crisi economica come quello attuale”.
Le restituzioni all’ARS non si limiteranno solo al mese di dicembre, ma continueranno per l’intera durata della legislatura.

Mentre la politica sempre più spesso riesce a conquistare i riflettori per sprechi, truffe ed appropriazioni indebite il Movimento 5 Stelle si muove in direzione opposta, e lo fa anche col supporto di strumenti legislativi.
I quindici deputati M5S hanno infatti presentato un disegno di legge per la riduzione dei costi della politica. Il ddl n. 97, presentato il 31 dicembre scorso, mira a sganciare l’equiparazione degli stipendi dei deputati dell’ARS da quelli del parlamento nazionale, prevedendo un tetto massimo agli emolumenti erogati ai parlamentari isolani.

“Una volta approvato il disegno di legge – ha sottolineato Cancelleri – presenteremo al Consiglio di presidenza la nostra poposta che prevede retribuzioni di 5000 euro lorde a deputato”.

Le somme restituite dai deputati e attualmente “parcheggiate” nel conto corrente dell’ARS confluiranno successivamente alla Regione, quando sarà approvata la legge di stabilità, per finanziare un progetto di microcredito destinato alle imprese. In coda alla conferenza stampa l’onorevole Trizzino, presidente della commissione Ambiente, ha anche annunciato di volere indagare sulle segnalazioni fatte dal Movimento alla polizia municipale di Palermo per i manifesti abusivi durante le ultime due campagne elettorali e per i quali, finora, non si ha notizia di una sola sanzione.
“E’ inammissible – ha detto Trizzino che solo il semplice cittadino debba rispettare le regole e debba essere costretto, giustamente, a pagare anche le multe per la doppia fila, mentre i politici riescono a farla franca per infrazioni reiterate e di svariate migliaia di euro”.

Movimento 5 Stelle Sicilia

Fonte: sicilia5stelle.it

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