L’assegno di solidarietà

Pensavate di esservi liberati di loro e dei loro grassi faccioni: dite la verità. Pensavate che fosse tutto finito, che adesso con Crocetta e la sua rivoluzione siciliana, i grillini e tutte quelle facce nuove e rispettabili, non avreste più sentito parlare di loro, del vecchio Parlamento, dei Lombardo e lombardiani, degli Alfano e gli Alfaniani, dei Cuffaro e cuffariani, e di tutti i loro amici e gli amici degli amici. E invece no, quelli che… prendevano 15.000 euro netti lavorando (?) due tre volte al mese in commissioni fantasma, quelli che… producevano anche zero atti e disegni di legge con le auto blu ed ogni altro tipo di privilegio, quelli che… ci costavano 170 milioni l’anno, quelli che… ci hanno portato definitivamente al default, quelli… ritornano sempre.

Si, proprio nel giorno in cui viene certificato il debito ad una cifra irrisoria di 7,5 miliardi e si declassa la Regione al rating BBB con un buco previsto per il 2014 di 14 miliardi, proprio oggi, la Regione dovrà trovare altri due milioni e 170 mila euro: per pagare chi? Sempre loro, i nostri cari deputati che, poiché trombati e rimandati a casa a furor di popolo, dovranno essere adeguatamente indennizzati.

Lo chiamano assegno di solidarietà, e proprio per questo viene erogato a tutti coloro che hanno effettuato anche un solo giorno di “lavoro (?)”, calcolato nella percentuale dell’80% dell’indennità lorda, moltiplicata per il numero degli anni di mandato effettivi. Pensate che al decano dell’ARS Lillo Speziale, presente da 21 anni, verranno erogati ben 180.000 euro: proprio una bella solidarietà non c’è che dire.

I poveracci, al contrario, quelli che hanno solo la scorsa legislatura alle spalle, prenderanno ahimè appena la modica cifra di 38.000 euro. Insomma, li avete voluti mandare a casa? Ed allora ben vi sta! Dovrete adeguatamente e profumatamente ricompensarli.

Credo che sia già ora di mettersi al lavoro, cari amici del 5 stelle. Battiamo un colpo sin da subito, alziamo la voce e che si senta fin oltre lo stretto. Forza ragazzi! E’ ora; Forza Matteo, fatti sentire.

Francesco Ciaccio

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