Il grido del M5s: in pericolo le imprese agricole e l’economia isolana tutta

A rischio la campagna irrigua siciliana per l’anno in corso, ancora nessuna copertura finanziaria per i lavoratori appartenenti alle Garanzie occupazionali. Il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo chiede che venga stralciato e discusso subito in Aula l’articolo “Salva aziende agricole siciliane”.

Mentre governo e aula hanno già salvato le imprese perlopiù con sede legale fuori dal territorio regionale, attraverso il tanto discusso ddl 500 “Salvaimprese”, le vere imprese siciliane, quelle agricole, asse portante e prevalente dell’economia della nostra Regione, manifestano tutta la loro sofferenza”. Così il deputato del Movimento cinque stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo denuncia il rischio in cui incorre l’avvio della campagna irrigua per l’anno in corso. Tutto questo per via del fatto che la copertura finanziaria prevista per il personale attualmente in servizio risulta essere insufficiente e che manca la copertura sia normativa che finanziaria per l’avvio dei lavoratori appartenenti alle Garanzie occupazionali. “Il comparto delle Garanzie occupazionali – continua Mangiacavallo – è costituito da lavoratori precari da quasi un ventennio ma che grazie alla loro stagionale opera hanno garantito una tranquillità alle nostre imprese agricole”.

Il parlamentare Cinquestelle invia, quindi, una richiesta al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone: “Per tentare di salvare il salvabile occorre accelerare i tempi di approvazione di almeno una parte del DDL 724 fermo in commissione bilancio. Stralciare l’art. 6 (Salva aziende agricole siciliane) , sì da poterlo discutere ed approvare immediatamente in aula, in tempi celeri e prima che sia troppo tardi”; detta urgenza, peraltro, è emersa ancor più evidente in seguito ad un incontro che il deputato M5s ha avuto con le organizzazioni sindacali di Flai-Cgil, Fai-Cisl E Filbi-Uil, lo scorso 2 Maggio 2014 presso gli uffici del Gruppo parlamentare del M5S sul tema dei consorzi di bonifica siciliani.

Se il governo e l’aula dovessero restare ciechi e sordi di fronte a tale richiesta, – conclude Mangiacavallo – parecchie colture sarebbero compromesse in maniera irreparabile, arrecando un notevole danno alle nostre imprese agricole ed all’intera economia della nostra isola”.

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