I 17 eletti del M5S al Parlamento Europeo

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I dati definitivi del Ministero dell’interno dicono che il MoVimento 5 Stelle è stato votato da 5.807.362 di italiani, il 21,15% dei voti validi che valgono un totale di 17 seggi al Parlamento Europeo.
Non era mai successo che una forza politica che si presenta alle elezioni europee per la prima volta ottenesse un risultato così importante.
Gli eletti sono 17, hanno un’età media inferiore ai 36 anni e sono 9 donne e 8 uomini. Siamo oltre le quote rosa. Sono giovani, laureati, imprenditori e liberi professionisti, c’è chi ha il master, chi un PHD, chi ha due lauree, chi parla due lingue e chi ne parla tre o quattro. Tutti sono incensurati e sconosciuti alla procure.

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Punto 7 programma elettorale M5S: referendum per la permanenza nell’Euro

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Referendum per la permanenza nell’Euro
Analisi e spiegazione del punto 7 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Non avendo una dottrina, non essendo sorretto da alcuna ideologia, non dovendo rispondere a interessi terzi legati al destino dei colossi della finanza speculativa, la posizione del movimento cinque stelle è molto chiara e duttile in proposito: si rimane nell’euro e lo si difende oppure si rompe e si esce a seconda dell’interesse nazionale. Questa è la motivazione di base che ha determinato la scelta del referendum. Esso non ha alcun valore decisionale, al momento non è legalmente possibile. Ma ha un valore consultivo di enorme importanza.
L’obiettivo è una consultazione informata tra gli aderenti e i sostenitori, perché anche all’interno del movimento esistono opinioni diverse, inoltre è auspicabile che possa diventare occasione di un dibattito sul tema, esteso a tutti i cittadini italiani. Basti pensare che Beppe Grillo, personalmente, ha espresso la sua opinione individuale di contrarietà a mantenere l’euro mentre Gianroberto Casaleggio ha manifestato una posizione maggiormente dubitativa. Queste due posizioni rappresentano i due grandi tronconi, all’interno del Movimento, che ogni giorno si confrontano, dibattono, discutono sulla questione.
Non è casuale il fatto che il referendum consultivo sull’euro sia stato deciso di lanciarlo dopo la consultazione europea, proprio per sottrarla alla retorica della campagna elettorale.
Inoltre, è possibile che l’esito delle elezioni europee possa cambiare il punto di vista su questo argomento. Se il movimento cinque stelle avrà una grande affermazione e avrà quindi la possibilità e l’opportuniutà storica di imporre in Italia e in Europa i primi tre punti del proprio programma, è probabile che aumenteranno di molto i sostenitori dell’euro, perché una volta cancellato il fiscal compact, una volta eliminato il teorema del pareggio di bilancio, una volta lanciati gli eurobond, la moneta unica si trasforma nello strumento di una comunità, sintesi di interessi condivisi fra tutte le nazioni e i popoli, non più al servizio del capitale finanziario di pochi.
La questione va affrontata, combattuta e risolta in sede politica, poiché l’attività politica consiste nel trovare un accordo di compromesso tra forze contrastanti –a condizione, si intende, che non obblighi alla rinuncia della propria progettualità- allora si apre la strada verso una potenziale soluzione pragmatica intermedia.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (edito da Chiarelettere e in versione ebook da Adagio), con l’introduzione diGianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – Disponibile dal 23 maggio

Vai al Punto 1 programma elettorale M5S: Abolizione Fiscal Compact
Vai al Punto 2 programma elettorale M5S: Adozione degli Eurobond
Vai al Punto 3 programma elettorale M5S: Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Vai al Punto 4 programma elettorale M5S: Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo
Vai al Punto 5 programma elettorale M5S: Investimenti per il rilancio dell’attività agricola
Vai al Punto 6 programma elettorale M5S: Abolizione del pareggio di bilancio

Fonte: beppegrillo.it

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Punto 5 programma elettorale M5S: investimenti per il rilancio dell’attività agricola

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Investimenti per il rilancio dell’attività agricola 
Analisi e spiegazione del punto 5 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Un piano di finanziamento, sia comunitario europeo che nazionale, finalizzato al rilancio della produttività agricola e di allevamento, per rilanciare i consumi interni a salvaguardia dei prodotti ortofrutticoli e zootecnici italiani, anche a costo di immettere dei dazi su prodotti concorrenziali provenienti da zone di produzione extra-comunitaria.
Questo punto comporta un cambiamento culturale di mentalità, il cui scopo consiste nel riportare i contadini alla Terra, sottraendoli alla burocrazia, per combattere i furbi che sfruttano la normativa vigente godendo di sovvenzioni a pioggia che non arricchiscono il territorio, non rilanciano i consumi, ma servono esclusivamente a foraggiare clientele locali che ricambiano con voti elettorali e spiananano la strada all’imperialismo delle multinazionali dell’alimentazione che impongono i loro ogm, le loro sementi, a totale detrimento della grande cultura agricola italiana. Si incentivano i giovani che quindi decideranno di rimanere nel proprio territorio, e si rilancia l’occupazione producendo un immediato allargamento del consumo interno.
Il prodotto agricolo italiano, in tal modo, si riappropria di una delle più antiche fonti di ricchezza nazionale da tutti sempre invidiata: il valore aggiunto della qualità del nostro cibo. La grande svolta, infatti, consiste nel combattere contro l’ingresso e l’estensione nel territorio italiano delle grandi organizzazioni multinazionali dell’alimentazione che poi si legano (politicamente) alle diverse mafie agricole.
Da cosa nostra a casa nostra (la rivoluzione con una vocale): vogliamo essere liberi di produrre e mangiare i nostri prosciutti, i nostri salami, i nostri pomodori, le nostre arance, le nostre mele.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (edito da Chiarelettere e in versione ebook da Adagio), con l’introduzione diGianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – Disponibile dal 23 maggio

Vai al Punto 1 programma elettorale M5S: Abolizione Fiscal Compact

Vai al Punto 2 programma elettorale M5S: Adozione degli Eurobond

Vai al Punto 3 programma elettorale M5S: Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Vai al Punto 4 programma elettorale M5S: Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo

Fonte: beppegrillo.it

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In Europa per l’Italia! MoVimento 5 Stelle alle Elezioni Europee #vinciamonoi

Ciao, siamo quelli che in cinque anni sono passati da zero a otto milioni di voti, gli unici che in parlamento si sono dimezzati lo stipendio, che hanno detto no alle decine di milioni di euro che spettavano loro come rimborsi elettorali, che hanno votato contro il regalo alle banche, che non sono né a destra né a sinistra, ma avanti. Siamo il M5S, l’unica vera opposizione ai partiti che da un ventennio bloccano l’Italia. E questo è il nostro programma: per un’Europa a 5 stelle e 7 punti.

Uno. Referendum sulla permanenza nell’Euro.
10 nazioni dell’Unione Europea hanno mantenuto la propria sovranità monetaria. Sono in Europa ma non hanno l’Euro, eppure vivono, commerciano, prosperano. Perché?  I partiti hanno deciso per te di entrare nell’eurozona. Oggi il M5S vuole che tu possa informarti e scegliere se rimanerci.

Due. Abolire il Fiscal Compact, il trattato che ci impone di ridurre il debito pubblico di 40/50 miliardi di euro all’anno per i prossimi 20 anni. Una misura che 6 premi Nobel per l’economia hanno definito recessiva, sostenibile solo con nuove tasse e tagli alla spesa sociale.
I partiti sono i responsabili del debito pubblico. Il M5S non vuole che sia tu a pagarlo.

Tre. Adozione degli Eurobond.
Abbiamo una moneta unica ma ogni nazione paga interessi diversi sul proprio debito pubblico. La Germania meno, l’Italia di più. Gli Eurobond sono l’unico modo per essere davvero uniti, nella buona e nella cattiva sorte.  Ora con l’Europa condividi solo obblighi, il M5S pretende anche i benefici.

Quattro. Alleanza tra paesi mediterranei per una politica comune.
L’Italia e i paesi del Sud Europa hanno esigenze simili, spesso lontanissime da quelle tedesche. Portare avanti le stesse azioni è fondamentale per far valere le proprie ragioni. Abbiamo un mare di idee in comune, il M5S vuole renderlo navigabile.

Cinque. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% di deficit di bilancio.
Secondo il Fiscal Compact ci si può discostare dal limite del 3% in caso di grave crisi economica. E noi, stiamo aspettando la fine? Il M5S vuole ridiscutere oggi i parametri per dare slancio alle imprese bloccate dalla politica del rigore.

Sei. Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni.
L’Italia produce solo il 70% degli alimenti che consuma. Il resto è importato dall’estero, magari con marchio made in Italy. Per difendere i lavoratori e il territorio, il M5S chiede di favorire le produzioni locali. La filiera corta allunga la vita, anche all’Europa.

Sette. Abolizione del pareggio di bilancio.
Con la modifica dell’articolo 81 della Costituzione, qualsiasi investimento pubblico fatto nel nostro paese è conteggiato come debito, anche se dovuto a calamità naturali. Per l’Europa è un pareggio, per lo stato sociale una sconfitta.

Se vuoi vincere vota M5S alle elezioni europee del 25 Maggio. Fai una X sul nostro simbolo e indica da 0 fino a 3 preferenze. Uomini e donne che credono nell’onestà, cervelli che non fuggono ma partono per l’Europa per cambiare l’Italia.

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Punto 4 programma elettorale M5S: investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Investimenti in innovazioni e attività produttive escluse dal 3% del deficit annuo 
Analisi e spiegazione del punto 4 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

E’ la clausola capestro che tutti i governi italiani, con grave atto di totale incoscienza e irresponsabilità, hanno sottoscritto negli ultimi 15 anni. Da una parte l’Unione Europea costringe il governo italiano a non sforare il 3% e da un’altra parte incita al rinnovamento e modernizzazione del tessuto produttivo sapendo che è impossibile realizzarlo senza investimenti.
Questo dispositivo ha creato e prodotto lo stallo perenne della nostra economia, danneggiando la comunità nazionale.
Il Movimento 5 Stelle si propone, invece, di lanciare un poderoso piano di investimento nazionale nella ricerca scientifica, nell’innovazione tecnologica, che potrebbe, oltretutto, assorbire una considerevole porzione di giovani laureati disoccupati. E per farlo è necessario mettere a disposizione risorse finanziarie sul territorio, per il territorio, da gestire localmente.
La barriera del 3%, come obbligo e imposizione, è uno sbarramento che uccide l’economia nazionale, impedisce il rilancio dell’occupazione, e privilegia la concorrenza extra-italiana. Non si tratta di teorie economiche, bensì di sopravvivenza.
Seguitando ad applicare questo modello di logica attuale, l’Italia non si riprenderà mai.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

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Fonte: beppegrillo.it

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Ma cos’è il Fiscal Compact?

“Lei sa cosa è il Fiscal Compact? Lei sa cosa è il MES? E cosa vuol dire pareggio di bilancio?Nessuno o quasi nessuno sa di cosa stiamo parlando. Eppure il Mes, il Fiscal compact e il pareggio di bilancio fanno parte delle nostre vite molto più di quanto pensiamo. Il Fiscal Compact costa all’Italia 50 miliardi ogni anno. Per il MES abbiamo già pagato 15 miliardi di euro e ci siamo indebitati per altri 125!!! I nostri governi, gli attuali partiti, (tutti gli attuali partiti senza differenze) hanno fatto questi compromessi (chiamiamoli così). Questi patti assurdi che noi cittadini paghiamo sulla nostra pelle ogni giorno nel nome dell’Unione Europea! Nei primi 9 mesi del 2013 hanno chiuso 32.500 stalle e aziende italiane con 36 mila nuovi disoccupati a causa dell’importazione mal regolamentata dall’Unione Europea di prodotti di ogni genere. L’Italia importa il 59% di “pomodoro fresco”; il 50% di grano per il pane; il 40% di grano per la pasta; il 40% di latte e carne. In poche parole 1 piatto di pasta su 2 di quelli che mangiamo ci viene venduto dall’estero! In sostanza, in nome dell’Unione europea, i prodotti nazionali sono svantaggiati fiscalmente rispetto agli stessi provenienti da altri paesi. Il riso della Romania costa meno, le arance del Portogallo prendono il posto di quelle siciliane e così via. L’Italia è diventato un paese non sostenibile: le campagne si spopolano, le merci viaggiano su mezzi inquinanti o che devastano il territorio, il cemento sta divorando il paese. Perché tutto questo? Perché l’Europa è un’unione basata sulle lobby e sulla finanza che non cura affatto gli interessi dei cittadini! I nostri governi e i nostri premier sono servi di poteri finanziari! Renzi è andato dalla Merkel e anziché difendere l’Italia ha calato le brache. Ha baciato la mano dei poteri forti. Renzi e questo governo sono figli della Troika!
Il M5S vuole un’Europa solidale o nessuna Europa! Il M5S vuole il ritorno ai principi di solidarietà e di comunità in cui siano rispettate le culture millenarie dei popoli che compongono il vecchio continente! Per questo il voto europeo è anche un voto nazionale. Il 25 maggio è un bivio: o noi o loro!”
Paola Taverna, M5S Senato

Fonte: beppegrillo.it

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Punto 3 programma elettorale M5S: alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Analisi e spiegazione del punto 3 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Si esce fuori dalla logica corrente dottrinaria, quella in salsa teutonica tanto per intendersi, sulla quale poggia la gestione attuale dell’euro, basata sulla piatta esecuzione servile, da parte di tutti gli stati membri, degli ordini impartiti da Berlino.
Si prende atto, perciò, che le economie dell’Europa meridionale, quelle della fascia mediterranea, Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo non sono in grado di poter sopravvivere alla pari con la Germania, allora l’euro viene scisso in due monete diverse. Un euro a due vie. Una alla quale aderiscono Germania, Olanda, Belgio e le nazioni del settentrione europeo. Un’altra alla quale aderiscono i paesi del Mediterraneo che formano una federazione con forte spirito comunitario, prendendo atto della inderogabile necessità di affrontare la situazione su basi realistiche, pragmatiche –quindi specifiche- e non più dottrinarie o subalterne agli interessi tedeschi.
O in Europa ci si sta insieme perché conviene a tutti, oppure è meglio uscirne.
Per il movimento cinque stelle, infatti, la locuzione nessuno verrà lasciato indietro vale per le esistenze di tutti, per ogni cittadino italiano, ma vale anche e soprattutto per tutti i popoli europei, perché questo è il Senso dell’Europa delle Comunità. Uniti si ma nel nome della condivisione, non per seguire gli interessi di gruppi oligarchici di finanziari.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

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Fonte: beppegrillo.it

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Agorà CinqueStelle a Sambuca e Sciacca

Candidati alle europee, deputati e senatori del M5S incontrano i cittadini a Sciacca. L’appuntamento è in Piazza della Vittoria a Sambuca di Sicilia, alle 17:00, e in Piazza Angelo Scandaliato a Sciacca, alle ore 20:00. Ampio spazio sarà dato alle domande che gli intervenuti vorranno rivolgere ai portavoce del parlamento italiano e siciliano.

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