Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Energia

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

ENERGIA

L’attenzione verso un sistema energetico sostenibile nasce dalla consapevolezza degli effetti devastanti sulla biosfera causati da strategie ancorate prevalentemente allo sfruttamento delle fonti fossili. L’enorme crescita della produzione energetica, totalmente imperniata sullo sfruttamento di carbone e petrolio, ha comportato – insieme ad altri fattori – un aumento significativo della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera.

I paesi del mondo, ormai da diversi anni, sono orientati alla promozione di politiche energetiche che siano in grado di coniugare la diversificazione e la sicurezza degli approvvigionamenti con la tutela dell’ambiente. Sulla scorta di questo duplice obiettivo, l’Unione europea ha dato vita ad una copiosa produzione normativa che oggi rappresenta il punto di partenza delle politiche energetiche degli Stati membri. I Libri verdi del 1996, del 2000 e del 2006, i Piani d’azione 2003-2007 e 2007-2013 e le Direttive 2001/77/CE e 2009/28/CE, sono solamente alcuni dei passaggi di un lungo processo di cambiamento che impone uno sforzo non indifferente alla Comunità europea. L’ultima delle citate Direttive, in particolare, impone al nostro Paese di raggiungere entro il 2020 una produzione energetica da fonti rinnovabili pari al 17% sulla produzione complessiva, che secondo il nuovo DM burden sharing equivale al 15,9% per la Regione siciliana.

La Sicilia, secondo le stime del Piano energetico ambientale regionale, è gravata da una pesante condizione di staticità a causa di un sistema di approvvigionamento fortemente legato alle fonti fossili. Dal Piano emerge, infatti, che la produzione di energia elettrica si attesta a circa venticinquemila gigawatt/ora, di cui il 95% da fonte termica (greggio e gas), il 3% da impianti idroelettrici e il 2% da fonti rinnovabili (per lo più eolico). Le otto centrali termoelettriche disseminate nel territorio isolano forniscono un contributo tale da creare un’elevata rigidità del sistema di approvvigionamento, che nei fatti rende difficoltosa ogni manovra di decarbonizzazione, se non affrontata dal basso e con strategie che tengano conto di politiche di contenimento dei consumi.

L’indice di pressione industriale è alimentata dai nove campi per l’estrazione di greggio di cui sei onshore e tre offshore, la cui attività di raffinazione si concentra esclusivamente nel territorio di Siracusa (Augusta, Priolo e Melilli), Caltanissetta (Gela), Ragusa e Messina (Milazzo), dove sono presenti cinque stabilimenti con capacità di conversione primaria pari a 40,9 Mtep/anno contro 100,2 Mtep/anno per l’Italia.

Per quanto riguarda il gas, occorre tener presente che l’isola dispone di risorse limitate rispetto al suo fabbisogno; basti pensare che nel 2004 il consumo complessivo è stato di quasi quattro miliardi di metri cubi, mentre la produzione locale si è fermata a poco più di trecento milioni. Per colmare il disavanzo si fa ricorso alle importazioni attraverso il metanodotto algerino, al quale si è aggiunto di recente quello libico (Green Stream), nonché due rigassificatori di gas naturale liquefatto (GNL), che verranno istallati a Priolo (SR) e a Porto Empedocle (AG), ciascuno con capacità di erogazione fino a dodici miliardi di metri cubi l’anno.

L’implementazione energetica da FER, se non accompagnata da manovre di risparmio, dal completamento della rete di distribuzione, da sistemi di smart grid, da meccanismi di accumulo (tutti aspetti già previsti dal PEARS, ma ad oggi rimasti sulla carta) nonché dalla progressiva riduzione della potenza delle otto centrali termoelettriche alimentate a petrolio e gas, difficilmente potrà dare luogo al processo di decarbonizzazione.

1 – Riordino dell’attuale normativa regionale di recepimento della Direttiva 2002/91/CE sull’efficienza energetica in edilizia. Tale riordino proporrà una nuova normativa che preveda il ripristino degli obblighi di fornitura di attestato di certificazione energetica in caso di compravendita e locazione degli immobili; la creazione di sanzioni per le parti che non dovessero ottemperare (costruttori, progettisti, direttori lavori, proprietari, tecnici comunali); l’istituzione dell’albo dei certificatori energetici degli edifici in sostituzione dell’attuale albo di preaccreditamento, indicando da quali ordini e collegi professionali vi si potrà accedere quale esperienza dovrà essere dimostrata; l’istituzione di un gruppo di ispettori regionali con competenze adeguate che in seno all’ufficio speciale dell’Energy Manager avvii una verifica delle certificazioni depositate in regione, applicando sanzioni pari alla parcella presunta, per le certificazioni energetiche che presentassero errori tali da essere fuorvianti (Epi calcolato errato per oltre il 30% in positivo o negativo); la revisione dell’attuale meccanismo di deposito degli attestati di certificazione energetica predisponendo un portale regionale al quale accedere per depositare i calcoli svolti e i documenti a supporto del calcolo, analogamente a quanto già fatto dalla Regione Lombardia. Solo a seguito del deposito il portale genererà l’attestato di certificazione energetica che potrà essere conse-gnato al cliente, in tal modo si avrà certezza che il deposito avverrà. Introduzione per il raffrescamento estivo di una scala energetica con classificazione da A a G in analogia a quanto fatto per il riscaldamento invernale dalla normativa nazionale.
Individuazione della formazione tecnica e delle competenze degli Energy Manager per poter essere nominati in enti pubblici e privati, considerando in ogni caso quali requisiti minimi quelli previsti per l’iscrizione all’albo dei certificatori energetici, al quale in ogni caso gli Energy Manager dovranno essere iscritti, obbligo per tutti gli Energy Manager di enti pubblici, ivi incluso l’energy manager della Regione Sicilia, di redarre entro 6 mesi dalla nomina, pena decadimento, una relazione riepilogativa del totale dei consumi di energia elettrica e gas dell’ente, con una ripartizione di consumi e di costi legati a consumi per ciascun contratto di fornitura di energia. Tale relazione dovrà essere resa pubblica attraverso l’integrale pubblicazione sul sito dell’ente, inclusi allegati. Gli Energy Manager di enti pubblici che nei 12 mesi successivi alla pubblicazione della relazione non otterranno risultati di contrazione dei consumi di energia per l’ente per cui lavoranodecadranno automaticamente senza necessità di specifico provvedimento dell’ente a meno che non siano in grado di dimostrare un legame dell’insuccesso con fattori esterni da essi indipendenti (ampliamento attività ente, fattori climatici, ecc.).

Revisione della normativa edilizia regionale con un riesame dei criteri di concessione di bonus di cubature per nuove costruzioni conseguenti particolari efficienze energetiche; l’introduzione di obbligo di rinnovabili per nuove costruzioni e per le costruzioni oggetto di ristrutturazioni rilevanti[2]; introduzione dell’obbligo di schermatura di tutte le superfici vetrate esposte a sud, est ed ovest, introduzione di percentuale massima di superficie vetrata rispetto al totale della superficie con uguale esposizione per le porzioni di involucro edilizio esposte a sud. Forte limitazione della possibilità di realizzare lucernai sovrastanti zone climatizzate.

2 – Introduzione dell’obbligo, per tutti i distributori di energia elettrica e gas, di inserire nelle bollette, oltre al consumo medio annuo dell’utente, come già accade, la media di consumi degli utenti della stessa città per immobili con stessa destinazione d’uso. In tal modo si con-sentirà agli utenti di avere una percezione dei propri consumi medi annui non in assoluto, ma rispetto alla media cittadina, evidenziando, a chi risulterà particolarmente energivoro, la situa-zione critica. Tale obbligo potrà avere grandi risultati in particolare sul settore del consumo e-lettrico, nel quale in consumi degli utenti sono legati alle dimensioni dell’alloggio in modo modesto.

3 – Realizzazione di studi di fattibilità di impianti di teleriscaldamento da realizzarsi a servizio di città (quale può essere Termini Imerese) che si trovano in prossimità di centrali termoelettri-che che hanno esubero di calore quale scarto di produzione di energia elettrica.

4 – Predisposizione di un tavolo tecnico con l’Autorità Energia Elettrica e Gas che motivi le modalità di formazione del prezzo del gas metano in Italia al fine di chiarire i divari tra zone temperate quale mediamente è la Sicilia e le zone meno temperate del Paese. Tale tavolo tecnico trova giustificazione nel fatto che nelle grandi città siciliane il gas metano ha un sovracosto dell’ordine del 20% rispetto alle zone del nord Italia nonostante l’approvvigionamento in Sicilia avvenga direttamente dall’Algeria, si desidera valutare se tali differenze di prezzo abbiano ragione di esistere alla luce delle attuali norme sul federalismo che riducono di fatto il mutuo soccorso economico tra le regioni.

5- Introduzione di un regolamento regionale che preveda per ogni provincia la costituzione di alcuni gruppi di tecnici, da scegliere tra le numerose risorse umane già a disposizione della regione, che eseguano verifiche sulle caldaie esistenti negli immobili privati, segnalando le inadempienze per mancata manutenzione periodica obbligatoria ad un organo regionale preposto ad erogare sanzioni. In tal modo si ridurranno le emissioni dovute al malfunzionamento di impianti di riscaldamento, che si ricordano essere la principale fonte di inquinamento delle città. Il mancato adempimento a tale regolamento produrrà sanzioni in capo ai dipendenti pubblici che verranno individuati in tale proposta come responsabili, che dovessero risultare inadempienti.

6- Recepimento del D.lgs. 387/2003 (cosí come modificato dal D.lgs. 28/2011) nonché aggiorna-mento del PEARS alla luce degli obiettivi burden sharing e completa attuazione delle misure in esso contenute.

7- Nuove royalties e maggiore partecipazione. Individuare nuove royalties a favore delle comunità locali per i grossi impianti nonché meccanismi di trasparenza, informazione diretta e partecipazione attiva (attraverso public inquiry) delle comunità in materia, di nuovi impianti da realizzare nei territori ad essi limitrofi.

8- Chiusura dell’anello energetico. Massima priorità alla chiusura dell’anello ad altissima tensione (punto già previsto dal PEARS, nonché dal PO FERS 2007-2013) che consentirà di avere una rete elettrica più efficiente, in grado di sopportare la connessione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili attualmente progettati e non allacciabili per i limiti della rete elettrica attuale per il trasporto dell’energia.

9- Incentivare la creazione di comitati-cooperative di quartiere che istallino in parte con fondi propri ed in parte con approvvigionamento di capitali sul mercato impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che coprano una consistente quota di fabbisogno del quartiere, anche con riferimento all’illuminazione pubblica.

10- Creazione di tavoli tecnici per massimizzare lo sforzo regionale per la creazione in Sicilia di smartgrid, mediante convocazione degli operatori del settore, utilizzo degli immensi incentivi attualmente disponibili per l’implementazione di tali reti, capaci di gestire in modo intelligente i flussi di energia, ottimizzando il trasporto con una riduzione delle perdite di trasporto, mas-simizzando l’utilizzo e consumo immediato di energie da fonti rinnovabili con una riduzione dell’energia fornita dalle centrali a turbogas.

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