Il piano di Renzi per bucare il mare. M5S: “145 kmq di trivelle selvagge”

Il M5s presenta al Parlamento europeo il dossier sull’estrazione del petrolio: “Con lo Sblocca Italia decine di progetti anche nel Canale di Sicilia, su un’area grande quanto la Grecia. Useranno detonazioni a ridosso delle aree protette, è un disastro che va fermato”.

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Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera di proprietà Transocean affondata il 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico. Oltre a costare la vita a 11 persone, l’incidente ha generato un gravissimo danno ambientale. In mare si sono riversati circa 5 milioni di barili di petrolio, che hanno provocato la distruzione di un intero ecosistema. L’oro nero ha ucciso migliaia di uccelli marini, mammiferi, tartarughe e pesci e ha gravemente danneggiato i coralli sul fondo del mare. E le operazioni di bonifica hanno fatto più male che bene, devastando i luoghi deputati alla riproduzione della fauna. Un quinto del petrolio giace ancora sul fondo del mare.

Un’area di 145 chilometri quadrati , di cui ben 123 in mare. Un territorio poco più vasto dell’intera Grecia che rischia di venire perforato per estrarre petrolio o per cercarlo attraverso detonazioni subacquee. Un rischio sempre più concreto a causa delle norme scellerate contenute nel decreto del governo Renzi, lo Sblocca Italia, che di fatto è uno Sblocca Trivelle“. E’ quanto denuncia Rosa D’Amato, eurodeputata del Movimento 5 stelle, che cita i dati del dossier ‘145 kmq di trivelle selvagge, il piano Renzi per bucare l’Italia e il suo mare’. Il dossier è stato presentato oggi al Parlamento europeo di Bruxelles nel corso del seminario ‘Don’t fossilize yourself’, promosso dalla stessa eurodeputata e dal gruppo Efdd.

Stiamo assistendo a un vero e proprio assalto dei petrolieri al mare e al territorio italiano – dice D’Amato -. Stando ai dati del ministero dello Sviluppo economico, al momento le compagnie petrolifere hanno presentato 120 richieste di cui 67 per la ricerca di idrocarburi in terraferma, 45 per la ricerca in mare e 8 per la prospezione in mare. Dal Nord al Sud, dall’Adriatico al Tirreno fino al Golfo di Taranto e al Canale di Sicilia, ci sono decine di progetti, alcuni già in fase avanzata, che rischiano di perforare o di usare delle vere e proprie detonazioni subacquee a ridosso di aree marine di fondamentale importanza per la biodiversità del mar Mediterraneo. E’ un disastro che va fermato“.

L’europarlamentare denuncia innanzitutto l’irrilevanza economica della Strategia energetica nazionale, che vuole più che raddoppiare entro il 2020 l’estrazione di idrocarburi in Italia: “A fronte di introiti per le compagnie petrolifere che nel 2013 hanno raggiunto i 6,5 miliardi di euro solo con la vendita delle materie prime estratte – dice D’Amato – i ricavi dalle royalties per lo Stato sono stati, sempre nel 2013, di poco superiori ai 420 milioni di euro. Di questi, ben 93 milioni tornano alle stesse compagnie petrolifere attraverso i buoni benzina rilasciati dal Fondo di riduzione prezzi carburanti. Una beffa nella beffa“. Ci sono poi i danni ambientali delle attività petrolifere che, dice sempre l’eurodeputata, “fanno del Mediterraneo uno dei mari più inquinati da idrocarburi al mondo“.

Eppure, con lo Sblocca Italia, “trivellare sarà sempre più facile. Il cavallo di Troia è essenzialmente uno: togliere alle Regioni il potere di veto sulla ricerca e sulla trivellazione di pozzi di petrolio e di metano. Tra le disposizioni del decreto, infatti, c’è quella che trasferisce d’autorità nel marzo 2015 le procedure di via sulle attività a terra dalle regioni al ministero dell’Ambiente, annullando il potere di veto delle comunità locali“.

Lo Sblocca Italia va fermato – conclude D’Amato -. Questo decreto costituisce una palese violazione delle norme europee, in particolare della Direttiva Offshore 2013/30/UE e dalla nuova Direttiva 2014/52/UE sulla Valutazione di impatto ambientale. Contro queste violazioni abbiamo dato e continueremo a dare battaglia in Europa“.

Fonte: lasiciliaweb.it

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Muos, il 5 Stelle Corrao: “L’Ue si interesserà al caso”

“La Commissione Europea si interesserà direttamente per la prima volta della questione Muos”, annuncia l’eurodeputato.

BRUXELLES – “La Commissione Europea si interesserà direttamente per la prima volta della questione Muos, anziché rimandare eventuali interventi di indagine alle competenze locali, come avvenuto sin ora”. La novità è stata comunicata in queste ore all’europarlamentare siciliano Ignazio Corrao capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, il quale a suon di atti ed interrogazioni alla Commissione Europea, ha più volte in questi primi mesi di legislatura portato all’attenzione degli organi internazionali le questioni ambientali siciliane tra cui quella della sughereta di Niscemi.

Si tratta della prima significativa vittoria del trasversale fronte No Muos – spiega Corrao – che in Sicilia da anni conduce una incessante battaglia contro i rischi di natura ambientale derivanti dalla istallazione della base americana all’interno della riserva naturale Sughereta di Niscemi a pochi passi dal centro cittadino. Ho sposato la causa dapprima come privato cittadino, consapevole della tracotanza che si sta perpetrando nei confronti degli abitanti di una intera regione italiana, poi da componente del gruppo parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana ed oggi da parlamentare europeo ho più volte incalzato Bruxelles su vari aspetti della vicenda. Ho chiesto alla Commissione Europea se fosse al corrente del fatto che una delle falde acquifere che rifornisce il comprensorio niscemese, quella di contrada Polo, adiacente alla base USA, sottoposta ad analisi, sia risultata essere piena di idrocarburi pesanti (C12-C40) con valori oscillanti tra i 25,1 e 495,5 mg/kg, ben oltre i limiti di legge. Tutte scoperte effettuate dagli attivisti del fronte No Muos. Inoltre, un comunicato ufficiale della base di Sigonella nel 2012 ordinava al personale militare di non bere più dai rubinetti per la presenza nell’acqua di inaccettabili livelli di bromato, classificato dall’OMS come possibile cancerogeno per l’uomo”.

Questa la risposta della Commissione Europea alla interrogazione di Ignazio Corrao: “La Commissione non è a conoscenza dei presunti problemi di potabilità dell’acqua nelle vicinanze del Mobile User Objective System (MUOS) a Niscemi (Caltanissetta, Sicilia). La direttiva 98/83/CE obbliga gli Stati membri a garantire che le acque destinate al consumo umano siano conformi ai valori parametrici fissati in detta direttiva. Il livello di bromato corrispondente al valore stabilito dall’orientamento provvisorio dell’OMS è di 10 μg/l. In caso di inosservanza dei valori parametrici, gli Stati membri devono adottare provvedimenti correttivi per ripristinare la qualità dell’acqua. La Commissione contatterà le autorità italiane per chiedere chiarimenti al riguardo”.

Fonte: livesicilia.it

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Più chiaro di così! Lo dice il Presidente del Consiglio Europeo in carica negli ultimi 5 anni

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Indovinate chi ha protetto sinora l'”Unione Europea”? Non siete in grado di farlo? La risposta ci è fornita da Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo degli ultimi 5 anni che, pertanto, parla con cognizione di causa.

L’Europa cambi rotta: protegga i lavoratori e non solo gli affaristi.

Aquisgrana, 29 maggio 2014

L’Europa deve proteggere i lavoratori di tutti i paesi e di tutti i gradi di istruzione. L’appello al ‘cambiamento di rotta’ viene dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy che riceve oggi il premio Carlo Magno.

E’ urgente e essenziale – ha continuato – che l’Unione europea sia anche protettiva, non solo degli affaristi, ma anche degli impiegati e dei lavoratori, non solo quelli con i diplomi e che sanno le lingue, ma di tutti i cittadini“.

Il Carlo Magno è un premio annuale che viene conferito dalla città tedesca di Aquisgrana a persone che si sono distinte per meriti particolari in favore dell’integrazione e dell’unione in Europa.

Fonte: rainews.it

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Punto 3 programma elettorale M5S: alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Alleanza fra i Paesi mediterranei per una politica comune
Analisi e spiegazione del punto 3 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Si esce fuori dalla logica corrente dottrinaria, quella in salsa teutonica tanto per intendersi, sulla quale poggia la gestione attuale dell’euro, basata sulla piatta esecuzione servile, da parte di tutti gli stati membri, degli ordini impartiti da Berlino.
Si prende atto, perciò, che le economie dell’Europa meridionale, quelle della fascia mediterranea, Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo non sono in grado di poter sopravvivere alla pari con la Germania, allora l’euro viene scisso in due monete diverse. Un euro a due vie. Una alla quale aderiscono Germania, Olanda, Belgio e le nazioni del settentrione europeo. Un’altra alla quale aderiscono i paesi del Mediterraneo che formano una federazione con forte spirito comunitario, prendendo atto della inderogabile necessità di affrontare la situazione su basi realistiche, pragmatiche –quindi specifiche- e non più dottrinarie o subalterne agli interessi tedeschi.
O in Europa ci si sta insieme perché conviene a tutti, oppure è meglio uscirne.
Per il movimento cinque stelle, infatti, la locuzione nessuno verrà lasciato indietro vale per le esistenze di tutti, per ogni cittadino italiano, ma vale anche e soprattutto per tutti i popoli europei, perché questo è il Senso dell’Europa delle Comunità. Uniti si ma nel nome della condivisione, non per seguire gli interessi di gruppi oligarchici di finanziari.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

Vai al Punto 1 programma elettorale M5S: abolizione Fiscal Compact
Vai al Punto 2 programma elettorale M5S: Adozione degli Eurobond

Fonte: beppegrillo.it

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Punto 2 programma elettorale M5S: adozione degli eurobond

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Adozione degli Eurobond
Analisi e spiegazione del punto 2 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Per consentire di applicare nella zona euro il principio di comunità economica, per condividere e suddividere i rischi e gli interessi, il movimento cinque stelle chiede formalmente alla Banca Centrale Europea l’istituzione degli eurobond, ovvero di BPT europei e comunitari che abbiano un unico valore secco.
Gli stati si finanziano, oltre che attraverso il meccanismo retributivo del carico fiscale imposto ad aziende e persone fisiche, vendendo BPT (Buoni Poliennali del Tesoro) sul mercato internazionale. Regolarmente vengono fatte aste per piazzare questi titoli attirando investitori, e lo Stato paga degli interessi a chi acquista questi titoli. Se l’economia della nazione va molto bene, gli interessi sono molto bassi. Se l’economia va male, gli interessi sono molto alti perché il rischio è maggiore per chi investe. Il più basso interesse praticato sul pianeta sui BPT è quello del Giappone: 0,657%, nazione solida che ha un pil intorno agli 8.500 miliardi di dollari e un indebitamento pubblico intorno ai 20.000 miliardi, pari a un – 234%. Basterebbe questo dato per comprendere la falsità delle argomentazioni liberiste che sostengono come la ricchezza di una nazione derivi da una spesa pubblica contenuta. Il Giappone investe ogni anno circa 3.500 miliardi di dollari (stampando yen) nella ricerca scientifica, nell’istruzione avanzata, nell’alta tecnologia, in infrastrutture ad uso pubblico, e il consumo interno aumenta costantemente garantendo la circolazione della moneta, oltre al fatto di avere il tasso di disoccupazione più basso al mondo, intorno al 2% della popolazione attiva.
In virtù di questo principio, le discrepanze e le diseguaglianze tra situazioni economiche diverse di nazioni che si trovano sulla stessa barca vengono annullate.
In tal modo non sarebbe più la Germania con tassi molto bassi ad attirare capitali (mentre il Portogallo, la Grecia, la Spagna, l’Italia sono costretti a praticare un interesse tre volte superiore dissanguandosi) ma la comunità di nazioni nel suo insieme. La Germania è contraria al varo degli eurobond, perché mantenendo una situazione come quella attuale si avvantaggia pagando il danaro internazionale tre volte di meno dell’Italia e quindi diventando più competitiva in termini finanziari. Il Movimento Cinque Stelle ufficialmente chiede e pretende il varo immediato di eurobond e di consentire alla Banca Centrale Europea di stampare buoni del tesoro.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

Vai al Punto 1 programma elettorale M5S: abolizione Fiscal Compact

Fonte: beppegrillo.it

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In Europa per l’Italia – #VINCIAMONOI

Il MoVimento 5 Stelle (M5S) promuove la partecipazione alle elezioni europee 2014, attraverso la presentazione sotto il simbolo di liste di candidati scelti in Rete secondo le seguenti regole.

I candidati dovranno essere in possesso dei necessari requisiti di candidabilità e dovranno aderire al Codice di comportamento dei candidati e degli eletti del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo.

La selezione dei candidati verrà effettuata attraverso votazione in Rete a cui potranno partecipare gli aderenti al MoVimento 5 Stelle aventi i requisiti, secondo l’apposita procedura di selezione dei candidati e formazione delle liste.

Beppe Grillo, quale capo politico del MoVimento 5 Stelle e suo rappresentante, si occuperà degli adempimenti tecnico-burocratici necessari a consentire l’effettiva presentazione e partecipazione alle prossime elezioni europee 2014 delle liste dei candidati scelti in Rete, avvalendosi a tal fine di un gruppo di iscritti al MoVimento 5 Stelle che si sono resi disponibili a farsi carico di detti adempimenti, rinunziando preventivamente a presentare la propria candidatura alle prossime elezioni europee.

#VINCIAMONOI! Clicca sul banner per scaricare il volantino:

 

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M5S rinuncia al viaggio a Bruxelles per ritirare la bandiera UE

“Ringraziamo Ardizzone, ma è un viaggio dal sapore anacronistico”

Il Movimento 5 Stelle non farà parte delle delegazione che andrà a Bruxelles per ritirare la bandiera della Ue che manca a Palazzo dei Normanni.

Il gruppo lo comunicherà con una lettera indirizzata al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, con cui declina formalmente l’invito.

Ringraziamo Ardizzone per l’invito – dicono i deputati del gruppo – ma il metodo istituzionale di comunicazione che prevede lo spostamento di una delegazione di cinque persone ci sembra, oggi, un po’ dal sapore anacronistico. Scriveremo al presidente Schultz per motivare la nostra assenza e per spiegare le nostre ragioni”.

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