L’ARS dice no al ponte sullo stretto

PONTE STRETTO: L’ARS MOVIMENTISTA, DOPO ‘NO’ AL MUOS STOP A OPERA

(AGI) – Palermo, 22 gen. – L’Ars di lotta e di governo. Due settimane fa lo stop unanime al Muos, il sistema di difesa satellitare degli Stati Uniti che si vorrebbe realizzare a Niscemi. Adesso il no al ponte sullo stretto. Posizioni che hanno trasformato, almeno in queste circostanze, il piu’ antico parlamento del mondo in un’assemblea movimentista. Complice il pressing dei grillini e dei settori piu’ avanzati del Pd.
L’aula di Sala d’Ercole ha infatti approvato oggi pomeriggio il testo “Interventi finalizzati al ritiro del progetto relativo alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”, presentata da alcuni deputati del Pd, primo firmatario Fabrizio Ferrandelli. Il centrodestra al momento del voto ha abbandonato polemicamente l’Aula al termine di un acceso dibattito. Il governo Crocetta, attraverso l’assessore alle Infrastrutture Antonino Bartolotta, aveva spiegato che l’opera “non e’ prioritaria nell’agenda del governo regionale, rimettendosi all’Aula. Il documento impegna la giunta “a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina ed alla contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo sviluppo e la sostenibilita’ del nostro territorio”. Approvato anche l’emendamento sullo scioglimento della Societa’ Stretto di Messina con la previsione che sull’argomento, il presidente della Regione partecipi al Consiglio dei ministri, come prevede lo Statuto, con il rango di ministro. Il presidente dell’Ars Giovani Ardizzone ha annunciato la possibile formazione di una Commissione di studio e di approfondimento. (AGI) Mrg

Fonte: agi.it

Passa la mozione anti-Ponte – C’è il sì di un pidiellino

Martedì 22 Gennaio 2013 – 21:27

Oltre al voto favorevole dei democratici, la mozione è stata approvata con i voti del centrosinistra, del Movimento Cinque Stelle e del deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo.

PALERMO – L’Ars ha approvato una mozione che impegna il governo della Regione “a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e alla contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio”.
La mozione, presentata dal Pd, con primo firmatario Fabrizio Ferrandelli, è stata approvata col voto favorevole del centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle, che ha presentato tre emendamenti accolti dal governo e passati al voto d’aula. A favore anche il deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo, che a differenza degli altri parlamentari del centrodestra che hanno abbandonato l’aula al momento del voto, Vinciullo è rimasto e ha votato a favore della mozione. I deputati del centrodestra hanno abbandonato sala d’Ercole, dopo che il Parlamento non aveva approvato la proposta della Lista Musumeci di rinviare il voto sulla mozione chiedendo la presenza del governatore Rosario Crocetta, rappresentato in aula dall’assessore Nino Bartolotta. Intervenendo, Nello Musumeci ha sollevato il problema dell’articolo 21 dello Statuto inserito in uno dei tre emendamenti dei ‘grillini’ che prevede lo scioglimento senza costi aggiuntivi della società Stretto di Messina Spa: Musumeci ha ricordato che non esistono le norme di attuazione della legge che concede al governo della Regione la rappresentanza del potere centrale dello Stato e dunque non potrebbe commissariare la società Stretto di Messina. Dopo la votazione, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha affermato la necessità di costituzione di una commissione d’indagine e di studio sulle eventuali penali a carico della Regione in seguito alla revoca del progetto del Ponte.
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