Zero fondi per i trasporti: così i partiti massacrano la #Sicilia – #M5S #CANCELLERIPRESIDENTE #SCEGLIETEILFUTURO

Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

I politici bussano alla porta dei siciliani solo per chiedere il voto durante la campagna elettorale. Poi, una volta chiuse le urne, di loro se ne fregano. Un esempio? Dei 24 miliardi stanziati per i trasporti europei, zero è destinato alla Sicilia che però è una delle regioni più povere d’Europa e una di quelle più bisognose di infrastrutture.

Il Connecting Europe Facility (CEF), il meccanismo per collegare l’Europa, è un programma di finanziamenti diretti della Commissione Europea attraverso il quale vengono finanziate le infrastrutture di trasporti europee. La programmazione 2014-2020 prevede stanziamenti per 24 miliardi di euro (di cui già assegnati circa 22,5 miliardi) destinati interamente al settore dei trasporti, (marittimo, stradale, ferroviario, aviazione). Alla Sicilia, che fa parte del corridoio scandinavo-mediterraneo, nessun fondo è stato assegnato.

La selezione avviene su base competitiva dei progetti che presentino un elevato valore aggiunto europeo. Possono presentare i progetti imprese private, enti pubblici, società a capitale misto. Gli Stati Membri coordinano e approvano preventivamente la presentazione dei progetti prima di inviarli alla Commissione. Se il Sud è abbandonato la colpa è soprattutto dei partiti di centrodestra e centrosinistra che (mal)governano da anni il nostro Paese.

Ecco una panoramica di quello che la Sicilia ha perso finora:

CEF trasporti 2014
Pubblicata l’11 settembre 2014, stanziati 11,93 miliardi di euro ripartiti sia sul programma di lavoro multi-annuale (11 miliardi) che su quello annuale (930 mil €).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2015
Pubblicata il 5 novembre 2015, stanziati 7,6 miliardi di euro per progetti di interesse comune (Bandi di Coesione e Bandi Generali). Risultati annunciati l’8 luglio 2016.
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2016
Pubblicata il 13 ottobre 2016, stanziati 1,9 miliardi di euro per progetti di interesse comune. Risultati annunciati l’8 luglio 2017 (Bandi di Coesione e Bandi Generali).
Nessun progetto presentato in Sicilia.

CEF trasporti 2017

Pubblicata l’8 febbraio 2017 (scadenze 14 luglio 2017 e 30 novembre 2017). Stanziato 1 miliardo di euro. In attesa dei risultati.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/

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Sciacca esclusa dai fondi europei (PSR). Altro che esperienza e competenza!

I fondi europei sono una grandissima opportunità sia per le aziende che per un territorio quindi gli sforzi degli amministratori devono, oggi più che mai, essere rivolti a intercettare e veicolare i vari strumenti finanziari. Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2014-2020, che prevede risorse per 2.2 miliardi di euro, sarebbe potuto essere un valido strumento sviluppo per il territorio saccense, invece rappresenta l’ulteriore fallimento della nostra classe politica e l’ennesima occasione mancata per i cittadini, per le aziende e per il Comune.

Le misure del PSR sono rivolte a tutti i comuni siciliani in relazione alle aree rurali di riferimento e nella provincia di Agrigento tutti i comuni ricadono nelle macro-aree C e D (aree rurali intermedie o con problemi di sviluppo), a esclusione delle sole città di Sciacca e Agrigento. Tale circostanza permette ai primi di accedere in via esclusiva a molti bandi delle misure previste nel PSR e conseguentemente di avere garantite nuove e importanti opportunità di sviluppo.

Tecnici e contabili esperti, indirizzati da politici trasparenti e lungimiranti, avranno sicuramente identificato le macro-aree in maniera inequivocabile, utilizzando parametri certi e precisi, ma alcuni interrogativi noi saccensi ce li poniamo:

  • Com’è possibile che solo Sciacca sia rimasta nella macro-area B?
  • Come mai molti comuni agrigentini, tra i quali Menfi e Ribera, sono riusciti a transitare dalla macro-area B a quella C?
  • Quali battaglie hanno messo in campo i nostri amministratori per assicurare alle attività saccensi tutte le opportunità offerte dal PSR?

Siamo certi che a queste domande saranno date risposte che tenteranno di nascondere la drammatica realtà. Infatti, grazie all’impegno e alla caparbietà dei nostri amministratori uscenti, Sciacca, non solo non potrà avere accesso ai bandi, ma subirà anche la competizione dei Comuni limitrofi che si avvarranno delle opportunità del PSR.

Quando andremo al voto ricordiamoci che NESSUN saccense potrà chiedere un contributo con il PSR (per un B&B, per la diversificazione dell’attività̀ agricola, per un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili), a differenza degli abitanti dei nostri comuni vicini.

Chi dobbiamo ringraziare? Noi lo sappiamo bene.

Questo, purtroppo, è uno dei tanti risultati ottenuti grazie “all’esperienza e alla competenza” della VECCHIA classe politica. MANDIAMOLI A CASA!

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Un esercito di dirigenti regionali, ma manca quello che firma i mandati. M5S: “Fondi per le imprese bloccati al dipartimento Territorio”

1800 circa quelli a libro paga della Regione. Il deputato Mangiacavallo: “I documenti sono pronti dopo mesi di attesa. Sono i paradossi di una Regione che ha deciso di non decidere su una terza fascia dirigenziale che andava, da tempo, abolita”.

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Un esercito di dirigenti, ma manca quello giusto per firmare i mandati di pagamento (pronti) e diverse aziende, dopo mesi di attesa,si trovano costrette ancora ad aspettare. Succede al dipartimento Territorio della Regione siciliana, dove la casella del dirigente generale è vuota a dispetto dei circa 1800 dirigenti iscritti a libro paga di mamma Regione. Un “vuoto” inspiegabile, che intanto blocca il pagamento a diverse aziende delle 180 circa che aspettano con ansia l’erogazione dei fondi europei per il rafforzamento della rete ecologica siciliana (linea di intervento 3.2.2.4).

“Sono i paradossi – dice il deputato Cinquestelle Matteo Mangiacavallo – di una Regione che negli ultimi anni ha prodotto stabilizzazioni e promozioni in serie, col risultato solo di zavorrare il bilancio senza ricevere la contropartita di apprezzabili e tangibili risultati. I circa 1800 dirigenti che affollano la terza fascia sono un’anomalia tutta siciliana che non trova riscontro in nessun’altra pubblica amministrazione del nostro Paese. Anomalia che andrebbe eliminata attraverso un concorso pubblico che si attende ormai da tempo. E’ più che un dubbio che la Regione siciliana punti a mantenere questo stato di cose“.

Per sbloccare le somme europee e per impinguare la dotazione economica del progetto (prima le aziende ammesse al finanziamento erano 144) si è interessato anche il Movimento 5 Stelle, che ha prodotto alcuni atti all’Ars, tra cui una mozione a firma di Giancarlo Cancelleri. Le prime pratiche sono finalmente arrivate al capolinea, ma si sono bloccate alla firma del dirigente (che manca).

“La giunta si muova – dice Mangiacavallo – provveda a questa nomina, lo faccia subito e in maniera definitiva. Tra le aziende che aspettano vere e proprie boccate di ossigeno c’è chi ha persino anticipato somme per ottenere le prescritte fidejussioni e non possiamo farle attendere ancora a lungo“.

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Il MoVimento 5 Stelle Sicilia risponde alle 24 domande di La Repubblica Palermo

Il Movimento 5 Stelle siciliano ha deciso di rispondere alle 24 domande suddivise per categoria (Fondi EU, Rifiuti, Burocrazia, Formazione, Agricoltura, Cultura) poste in data 02/10/2012 dal quotidiano “La Repubblica” edizione Palermo. Queste risposte saranno inoltrate anche alla redazione locale del quotidiano, facendo fede che è a discrezione della testata giornalistica decidere di pubblicarle. Da parte nostra abbiamo voluto dare una risposta concreta a temi che conosciamo e che abbiamo affrontato nel nostro programma visionabile sul sito www.sicilia5stelle.it, anche perché riteniamo sia giusto dare ampia informazione sui programmi.

FONDI EUROPEI

La Sicilia ha ottenuto dal 2000 ad oggi circa 20 miliardi di euro da Bruxelles e ha speso pochissimo COSA FARE PER VELOCIZZARE LE SPESE? La Sicilia è stata dal 2007 al 2013 “regione ad obiettivo convergenza” e lo sarà per la prossima tornata dei fondi strutturali. Il nostro programma mira alla creazione di una task force di esperti, reclutati all’interno della stessa amministrazione (senza accedere a consulenze esterne), che sarà dedita alla gestione e al controllo dei progetti da sottoporre ai fondi europei. Occorre responsabilizzare un’amministrazione che ha dato prova di essere poco o niente responsabile.

La Regione non riesce a esercitare controlli rigorosi sulla spesa, QUALI CONTROLLI VANNO FATTI SULLA EFFETTIVA REALIZZAZIONE DEI PROGETTI E SUI MECCANISMI PER OTTENERE I FONDI? C’è una risposta semplicissima e valida: programmare progetti sulla base della loro concreta fattibilità. Il controllo sui progetti non deve fermarsi alla loro programmazione, ma deve coprire tutto il loro iter, fino alla completa realizzazione dell’opera. Inoltre, dopo la realizzazione, bisogna verificare attraverso sistemi di feedforward, la capacità di soddisfare i bisogni dei cittadini, in relazione ai quali il progetto è stato realizzato.

Troppi cambi ai vertici della burocrazia regionale COME GARANTIRE LA CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA? La proposta del M5S è di ripristinare un sistema di controlli preventivi, dando voce in primo luogo agli utenti, coi quali dovranno essere negoziati tutti gli obiettivi delle direttive presidenziali e assessoriali da dare agli uffici, per verificarne la significatività per l’utenza. D’altro canto, per consentire una congrua programmazione dell’attività, le direttive, di norma, dovranno avere cadenza pluriennale, con obbiettivi di più breve durata e la possibilità di modifiche solo se necessarie.
In pratica l’attività “macro” dell’amministrazione regionale dovrà essere negoziata tra tre parti: 
la politica, 
le associazioni di interessi (sindacati, associazioni di consumatori, associazioni datoriali),
i vertici amministrativi, i quali dovranno avere incarichi temporanei, non rinnovabili ma non rimovibili se non per gravi, documentate responsabilità.

Nonostante la mole dei finanziamenti il pil della Sicilia è sceso COME SI FA A CAMBIARE IL TIPO DI SPESA INDIRIZZANDO I FINANZIAMENTI SULLE INFRASTRUTTURE DAVVERO UTILI ANZICHE’ SU SAGRE E MANIFESTAZIONI? Ascoltando i cittadini, che sono da sempre omessi dalle decisioni politiche. Noi crediamo nel modello delle “public inquiry” che garantisce una partecipazione dal basso sulle scelte strategiche da fare sul territorio: si può riprogrammare sulla base delle reali esigenze della comunità soltanto ascoltando chi vive il territorio, tenendo conto sia dei classici indicatori economici quali il PIL, sia di indicatori che misurano in modo alternativo ma altrettanto importante l’efficacia e l’efficienza della spesa pubblica, quali ad esempio il Better Life Index sviluppato dall’OCSE e il BES sviluppato dal CNEL e dall’ISTAT.

RIFIUTI

La raccolta è in crisi in tutta l’isola BISOGNA CONTINUARE AD AFFIDARE LA GESTIONE ALLE DIECI SOCIETA’ REGIONALI INDIVIDUATE NELLA RIFORMA DEGLI ATO, OPPURE BISOGNA TORNARE A FARLA GESTIRE DIRETTAMENTE DAI COMUNI? Il Movimento 5 Stelle, così come riportato nel programma elettorale, auspica che la raccolta sia gestita dai comuni o consorzi fra comuni. In ogni caso, una sana gestione dei rifiuti richiede, in primo luogo, una seria campagna di informazione, in modo da estendere immediatamente la Raccolta Differenziata (RD) su tutto il territorio (come è stato fatto dai comuni che hanno aderito alla Strategia verso Rifiuti Zero 2020), inoltre si deve avere la possibilità di sanzionare gli inadempimenti contrattuali e revisionare a breve scadenza (5-6 anni) i contratti stessi. Infine è interesse del Comune avere ottimi risultati dalla Raccolta Differenziata, poiché maggiore è la RD e la sua qualità, maggiori sono i relativi contributi, che il Comune/consorzio percepirà dal CONAI.

Solo il 60% dei 13.500 lavoratori del settore è addetto alla raccolta in strada COSA FARE DEL PERSONALE IN ESUBERO? Tra i 10 punti previsti dalla Strategia Rifiuti Zero 2020, vi è la costituzione di alcuni centri adibiti alla Riparazione e Riuso (punto 6). Si potrebbe, quindi, riconvertire il personale in esubero.

Discariche in via di esaurimento BISOGNA PUNTARE SUI TERMOVALORIZZATORI O CERCARE SOLUZIONI ALTERNATIVE? Il Movimento 5 Stelle approva e promuove la strategia “verso rifiuti zero 2020″ non ammette l’incenerimento dei rifiuti (sia che avvenga in impianti “dedicati” che in cementifici o impianti a “biomassa”) poiché ritenuto impopolare non solo per la sua nocività, ma anche perché esso distrugge risorse preziose per l’ambiente e per l’economia. Infatti, non casualmente, il Parlamento Europeo ha recentemente approvato indirizzi che, muovendo dalla crescente crisi di approvvigionamento di materie prime, spinge gli Stati membri a massimizzare il riutilizzo ed il riciclaggio dei materiali, arrivando per la prima volta a parlare di “messa al bando entro il 2020″ di inceneritori e discariche. Inoltre, con un decimo dei soldi necessari a costruire un inceneritore ,che sarebbe pronto in non meno di 4-5 anni (vedi Parma), ed in Sicilia sarebbero certamente il doppio, si possono fare serie campagne di informazione, comprare carrellati per i condomini, realizzare compostiere di quartiere, oltre al fatto che proponiamo il passaggio dalla Tarsu alla TIA che mira ad incentivare il cittadino stesso a produrre meno rifiuti (meno rifiuti indifferenziati si producono meno si paga).

La differenziata è ferma al 10% DOVE TROVARE LE RISORSE PER INCREMENTARLA RAPIDAMENTE? Incrementare la differenziata ha dei costi che possono essere ammortizzati nel tempo e produrre sviluppo in questo settore trasformando i rifiuti in risorsa, ma i comuni devono anche credere nel concetto di Differenziata e quindi  tagliare le spese inutili (vedi fondi per associazioni fantasma, spettacoli di dubbio valore, ecc.) per costituire un fondo dedicato alla RD. I comuni ad oggi incassano (o peggio ancora “pensano di incassare”) dalla Tarsu meno di quanto spendono. La causa è da ritrovare nel fatto che molta gente evade questa tassa sia per problemi economici, in quanto non equamente distribuita, sia perché non credono di usufruire di alcun servizio. Occorre quindi una campagna informativa e, come difatti proponiamo nel nostro programma regionale, il  passaggio a TIA (obbligatorio dal 2013), concordato anche con le attività commerciali (attualmente le stesse, ad eccezione della ristorazione, pagano già una tarsu più elevata, in quanto gli immobili hanno una destinazione urbanistica commerciale ed in più, sottoscrivono dei contratti con privati, per lo smaltimento dei rifiuti speciali che producono: es. lampade uv, neon, cartucce, batterie esauste ecc.). 

BUROCRAZIA

I tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi fissati dalla riforma non vengono rispettati dagli uffici BISOGNA PREVEDERE UNA DEROGA PER ALCUNE PRATICHE OPPURE LA RIFORMA VA RIVISTA IN TOTO? La riforma va rivista in toto, è necessario ripensare alla Regione, superando definitivamente la legge regionale 10/2000 e le sue parziali modifiche successive.

Le Pratiche gestite on line restano una minoranza  E’ GIUSTO CHE IL SERVIZIO CONTINUI AD ESSERE AFFIDATO AD UNA SOCIETA’ ESTERNA? Bisogna ricercare gli informatici già presenti all’interno dei ruoli regionali, inquadrarli in un profilo professionale (come già previsto dal contratto vigente – generalmente inapplicato su questo punto) aggiornarli e inserirli in uffici al servizio del Dipartimento funzione pubblica. Altri eventuali inserimenti dall’esterno solo in base a concorsi pubblici.

Nessuna regione ha tanti dipendenti quanti ne ha la Sicilia e il bilancio non riesce più a sopportare la spesa E’ OPPORTUNO RIDURRE IL NUMERO DI PERSONALE E DIRIGENTI? COME FARE? La Regione deve smettere di essere vista come un ammortizzatore sociale. Si deve definire la struttura ed il fabbisogno di risorse, anche umane in base ad un piano industriale chiaro trasparente e discusso pubblicamente. Non se ne può più del balletto: “troppi impiegati”, “no, ci sono moltissime competenze”. Bisogna, quindi, iniziare a misurare le reali

risorse in relazione ai reali bisogni della popolazione. In base a tale valutazione si decideranno i provvedimenti necessari.

Negli ultimi 4 anni sono state assegnate 900 consulenze per una spesa di 8,5 milioni di euro COME RIDURRE IL NUMERO DEI CONSULENTI? Bisogna eliminare le consulenze esterne e ritrovare le competenze tra ai componenti del ruolo unico dei dirigenti, incrementando il numero degli incarichi di studio e rivedendo gli importi delle componenti del salario accessorio, riequilibrando i compensi per i diversi incarichi dirigenziali. Legiferare affinché l’attribuzione di una consulenza sia effettuata (previo accertamento della mancanza del profilo richiesto e previa pubblicazione in gazzetta e sui maggiori quotidiani nazionali dell’intenzione di reperire una consulenza), con contestuale comunicazione alla procura della Corte dei Conti.

LA FORMAZIONE

I dipendenti in Sicilia sono oltre 10 mila, la metà del personale in servizio in tutta Italia COME RIDURRE IL NUMERO? Applicando la legge; gli enti abilitati a svolgere le attività formative devono esistere almeno dal 1975 e non avere fine di lucro; tutti gli altri non hanno titolo per ricevere finanziamenti a fondo perduto e ciò che è stato loro erogato è frutto di abuso e fonte di responsabilità erariale. Questi soggetti giuridici (ed il personale che ne fa parte) può essere utilizzato in attività esterne presso le pubbliche amministrazioni e/o impiegato in progetti finanziati dal FSE.

La riforma voluta da Lombardo si è rivelata inefficace a ridurre il numero degli enti di formazione COME FARE AD ACCORPARLI? Lombardo non ha voluto alcuna riforma né ve ne è stata alcuna; Centorrino ed Albert hanno esclusivamente mirato a distruggere un sistema “per consentire” agli uomini del PD di impadronirsi delle macerie a buon prezzo. Non c’ è nulla da accorpare: gli enti aventi diritto erano solo 49, oggi sono 48, visto che il centro radio, presieduto in passato dal padre del candidato alla presidenza della regione Sturzo, si è estinto. Basterebbe applicare la legge e si tornerebbe al numero esistente nel 2001, perfettamente gestibile.

Gli enti sono in larga parte controllanti da politici o loro familiari  SI Può RICORRERE AD UN CODICE ETICO CHE REGOLAMENTI I RAPPORTI TRA ENTI E DEPUTATI? I deputati non devono avere alcun interesse nel settore; sono come la peronospera per la vite, distruggono senza costruire ed il conflitto di interessi è sempre dietro l’angolo. Poiché le assunzioni devono essere giustificate da esigenze oggettive, il tocco di professionalità in più per corsi altamente qualificanti, si potrà avere con specialisti esterni, con poche ore, senza ricorrere a nuove assunzioni. Il M5S è a favore di un codice etico che regolamenti questi rapporti in maniera chiarissima.

Solo nove corsisti su cento trovano lavoro E’ POSSIBILE CONCEDERE FONDI SOLO AGLI ENTI CHE GARANTISCANO RISULTATI CONCRETI? E’ possibile premiare gli enti che ottengono migliori risultati collocando più corsisti in modo da incentivare la loro attività, spingendoli a seguirli anche post formazione, sottraendo risorse per gli anni successivi agli enti che si curano solo di pagare gli stipendi al loro personale. D’altronde è previsto per legge  che il PROF sia oggetto di valutazione ed un punteggio premiale, costituito da un elevato numero di successi nell’inserimento lavorativo, potrà essere determinante nell’affidamento dei corsi successivi e dei relativi finanziamenti.

L’AGRICOLTURA

In 10 anni sono andati in fumo 200 mila posti di lavoro SI Può IPOTIZZARE DI SPOSTARE L’UTILIZZO DEI FONDI UE DAL SOSTEGNO AL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI AGLI INVESTIMENTI? I Fondi strutturali sono organizzati sulla base di piani operativi, i quali a loro volta sono distribuiti in settori dove è particolarmente importante il riequilibrio con il quadro economico europeo. La Regione ha un peso nella indicizzazione dei fondi, ma chiaramente è tenuta al rispetto delle prescrizioni dell’UE. I fondi devono essere destinati in tutti gli ambiti che pagano il prezzo del loro dissesto. In Sicilia purtroppo sono troppi, a partire dall’agricoltura, al turismo, all’energia. La realtà agricola siciliana sia per produzioni che per orografia è molto varia. Molto spesso l’agricoltore ha difficoltà a competere con prodotti di natura estera, poiché le superfici sono piccole e non si possono meccanizzare le raccolte. Il sostegno al reddito dell’agricoltore evita la definitiva migrazione dalle campagne. Cosa si deve fare? In primis creare  presupposti per lo sviluppo di nuove aziende di trasformazione, rendendo più competitivo il prodotto locale, e ridurre la burocrazia a livello della presentazione dei progetti (perché i fondi ci sono ma spesso non si sa come accedere a questi finanziamenti) solo dopo aver fatto funzionare il settore, si può immaginare di togliere il contributo per sfruttarlo su nuovi piani di sviluppo.

COME PUO’ INTERVENIRE LA REGIONE NELLA CREAZIONE DI FILIERE CHE RIDUCANO AL MINIMO I PASSAGGI DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE RIDUCENDO ANCHE I COSTI? Possiamo certamente promuovere e incentivare la nascita di mercatini agricoli a chilometro zero in ogni comune, per garantire qualità dei prodotti legati al territorio siciliano e la premialità degli agricoltori che si misurano sul mercato, ottenendo un risparmio per le famiglie e un guadagno diretto del mondo contadino. Possiamo, inoltre, incentivare la nascita di mense pubbliche e private con prodotti eco-compatibili e a chilometro zero, soprattutto per gli asili, le scuole, gli ospedali, enti pubblici e aziende.

Pochi controlli sulla provenienza dei prodotti COME MIGLIORARLI? E’ OPPORTUNO IL PROLIFERARE DEI MARCHI DOC E IGP O E’ MEGLIO INCENTIVARE SOLO POCHI MARCHI? Oltre alla promozione dei prodotti legati al territorio attraverso la loro valorizzazione e commercializzazione come DOP e IGP il movimento auspica, come già avvenuto in altre realtà con enorme successo, la creazione di un marchio cappello per i prodotti del territorio siciliano finalizzato, oltre che alla sensibilizzazione del consumatore locale, anche alla promozione dei prodotti del territorio in un mercato più ampio, anche con campagne di promozione a livello Nazionale ed Europeo utilizzando i fondi comunitari relativi.

In Sicilia non c’è un centro di lavorazione ed imballaggio di prodotti agricoli E’ POSSIBILE PREVEDERE UNO STANZIAMENTO AD HOC? E’ più che mai auspicabile e da sostenere ogni iniziativa volta al mercato che potenzi o addirittura implementi la nascita di ciò che in marketing vengono definiti “nuovi prodotti” e in questo senso i prodotti ortofrutticoli di quarta gamma si inseriscono come un modo per valorizzare le produzioni locali e andare incontro al mercato che chiede prodotti che indossino l’abito del Fast food, senza rinunziare ai benefici propri dei prodotti ortofrutticoli freschi, confezionati, pronti per il consumo e che rispettano le norme di eco-imballaggi a vantaggio di un’agricoltura sostenibile.

I BENI CULTURALI

Tutti i siti culturali della Regione incassano meno del solo sito di Pompei COME SI Può AUMENTARE IL NUMERO DEI VISITATORI I SITI POSSONO ESSERE AFFIDATI AI PRIVATI?

C’è da dire che Pompei ed Ercolano non rappresentano il termine di paragone più corretto in quanto sono, malgrado la vicinanza geografica, la 6° attrazione turistica più visitata al mondo con 2,5 milioni di visite annue, mentre gli arrivi totali nelle nostre strutture ricettive sono di 4 milioni, che si suddividono tra turismo balneare, congressuale, eno-gastronomico, montano ed anche culturale. Il problema quindi non è da ravvisare in chi gestisce i siti, ma nelle motivazioni per cui la Sicilia non ospita un numero maggiore di turisti. Queste cause, secondo sondaggi realizzati dagli esercenti, vengono individuate principalmente nella fortissima pressione fiscale, che nella ricettività non permette di offrire prezzi più bassi, ma anche nella scarsezza di infrastrutture che, talvolta, rende quasi irraggiungibili molti dei nostri siti.

La Regione ha 1750 custodi, in media 11 per ogni sito eppure molti musei non riescono ad aprire di pomeriggio COME SI Può REDISTRIBUIRE IL PERSONALE? Non si può generalizzare equiparando un sito archeologico ad es. di Agrigento con uno dell’entroterra palermitano come quello di San Giuseppe Jato. La differenza non sta nella bellezza o nel valore artistico-storico del sito, ma nell’affluenza di persone che insistono su quella zona. Quindi, premettendo una più oculata e mirata redistribuzione del personale nei vari siti, è importante diffondere la conoscenza dell’esistenza di molte aree che spesso risultano completamente ignorate. Credo che nessuno dei siciliani sia a conoscenza ed abbia visitato ognuno dei siti (anche naturalistici) che si trovano sulla nostra isola.

Mancano i soldi per la manutenzione ordinaria a musei ed aree archeologiche COME TROVARE I SOLDI NECESSARI? Purtroppo vediamo come il denaro sia una componente molto importante nella società odierna, e se esso non viene gestito da persone virtuose è facile arrivare ad un decadimento anche materiale della società (si veda il crollo della Domus pompeiana del Novembre 2010). I governi si stanno orientando verso i finanziamenti privati ed i finanziamenti alle banche. Tutto ciò non può che influire negativamente su tutto il resto. I fondi ci sono, ma sono gestiti male, sperperati e resi inaccessibili per lungaggini burocratiche che vanno abbattute.

Per riprendere l’esempio del sito di San Giuseppe Jato, se non fosse intervenuta l’Università di Zurigo, nessuno avrebbe mai rinvenuto i reperti disseminati per 200 ettari in quelle le campagne. Questo è inammissibile in un paese di arte e di artisti. Iniziamo col togliere i finanziamenti ai partiti (come era già stato deciso tramite referendum), ai giornali, alle aziende private, alle banche. Si tratta di miliardi di euro, credo sarebbe un buon inizio perché è la cultura che ha reso grande la storia di questo paese e della regione Sicilia.

Ci sono molte aree archeologiche e beni abbandonati e non aperti al pubblico COME RENDERE FRUIBILI QUESTE AREE? È necessario sensibilizzare i cittadini comunicando loro, a partire dalla formazione scolastica, che tutte le meraviglie di cui è dotata la Sicilia non sono opere obsolete e vecchie, ma beni antichi e di unico valore. È indispensabile iniziare ad applicare il DDL del 2011 che prevede il ritorno dell’insegnamento della lingua e della cultura siciliana, affidare poi alle Università (sotto la supervisione di esperti e professionisti del settore) la fase di recupero e di restauro dei siti e, una volta resi fruibili, consegnarli alla Regione e ai cittadini che sentiranno quegli stessi monumenti come figli propri. La fruibilità bisogna ricercarla nell’informazione scolastica, migliorando i percorsi e restituendo ai cittadini beni di inestimabile valore, dimenticati dagli organi preposti, vigilando sul loro operato.

Movimento 5 Stelle Sicilia

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