Il deputato regionale Matteo Mangiacavallo torna quest’oggi sulla definizione di “Agrigento, laboratorio politico del Movimento 5 Stelle”

Provincia_di_Agrigento

La provincia di Agrigento è diventata l’ultima provincia d’Italia per colpa dei suoi amministratori. Pure un bambino sa che dalle nostre parti mancano le infrastrutture basilari. Ma la politica nell’agrigentino ha sempre, purtroppo, guardato altrove. Il Movimento 5 Stelle vuole abbattere questa visione miope di una pubblica amministrazione che si è solo preoccupata di svendere i nostri beni comuni.

Non è a caso che una forza politica nuova come il M5S si stia radicando nell’agrigentino e, grazie al lavoro di tanti cittadini sia presente, soprattutto laddove le Istituzioni non sono vicine alla gente.

Anche questo fine settimana scenderemo nelle piazze, come è nostra sana abitudine, e spiegheremo alla gente perché vogliamo consultare il popolo italiano sulla permanenza o meno nel sistema Euro. E’ un nostro diritto poter scegliere ed invitiamo tutti a firmare.

Saremo presenti in particolar modo ad Agrigento, con diversi presidi. Nel capoluogo della ex provincia vogliamo dare un segnale ancora più forte, visto che parteciperemo senz’altro, così come a Licata ed in altre realtà importanti del territorio che ha dato i natali a Pirandello, alle elezioni amministrative programmate per la prossima primavera.

Il segnale più chiaro è che il Movimento 5 Stelle c’è e ci sarà. Ha raccolto negli scorsi mesi il malcontento di una provincia devastata da una cattiva politica ma è un Movimento 5 Stelle di proposte più che di proteste. Un Movimento 5 Stelle che invece di lamentarsi, come fanno le forze politiche di opposizione, si sbraccia le mani e si propone come alternativa ad un sistema che ha fallito su tutta la linea. Anche Agrigento avrà una sua lista a 5 Stelle e un candidato a sindaco che presenterà un programma scritto con e dai cittadini. E noi inviteremo questi ultimi a partecipare assieme a noi a questa voglia di cambiamento basata sua una speranza che se facciamo morire, non lascerà futuro al nostro territorio“.

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