E’ Giampiero Trizzino l’assessore designato all’Ambiente per il M5S Sicilia

“Giampiero Trizzino è indiscutibilmente un punto di riferimento, per tutto il Movimento 5 Stelle, per tutti quei temi che riguardano l’ambiente e la sua tutela.  Quando è stato Presidente della Quarta Commissione, nonostante fosse la sua prima esperienza, ha raggiunto risultati eccezionali con numeri mai visti prima. Lui non è solo un esperto (con un curriculum impeccabile), è una persona con una vera passione per l’ambiente e per tutte le tematiche ad esso collegate. Avevamo detto che per governare questa Regione avremmo messo in campo le migliori competenze. Ed è quello che stiamo facendo.
Se il 5 novembre i siciliani sceglieranno il futuro, Giampiero Trizzino sarà l’assessore all’Ambiente di quel futuro.”

Giancarlo Cancelleri
Candidato alla Presidenza della Regione Siciliana per il M5S

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Il piano rifiuti di Crocetta è illegittimo, lo dice l’Unione europea, il M5S e Legambiente presentano ricorso al TAR contro l’ordinanza regionale 5/rif

“Crocetta avvelenerà i siciliani con la scusa dell’emergenza. Il suo piano rifiuti risulta illegittimo, a dirlo è proprio l’Unione europea da noi interpellata”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle, ex presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino. Il ricorso presentato ieri al TAR dal M5S, congiuntamente a Legambiente, evidenzia le illegittimità dell’Ordinanza 5/rif e le violazione delle normativa vigente delle disposizioni in essa contenuta.

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“Sono palesi – afferma Trizzino – le violazioni delle norme che disciplinano il potere di emanare le ordinanze contingibili ed urgenti (come la 5Rif) da parte del presidente della Regione. Si rilevano, ancora, le pericolose violazioni in materia di Valutazione ambientale strategica (VAS), laddove l’ordinanza dispone deroghe al procedimento di formazione del piano regionale rifiuti, che soggiace a precise norme non solo nazionale ma soprattutto di rango europeo. Norme, queste ultime, che non possono essere aggirate o derogate mediante l’utilizzo di una mera ordinanza”.

“Si è evidenziato, – continua il parlamentare Cinquestelle – come vengono disposti interventi correttivi in materia di imposte sui rifiuti di competenza esclusiva dello stato e che esulano dai limiti imposti dall’art. 3bis del Testo unico ambientale all’uso delle ordinanze contigibili ed urgenti”.

“Le disposizioni impugnate e presenti nell’ordinanza 5Rif, dunque, operano al di fuori di quel sistema di garanzie e limitazioni in cui si vede correttamente esercitato il cosiddetto ‘potere derogatorio’, ex art. 191 D.lgs. 152/2006 e su cui si sarebbero dovute fondare le scelte operate dal Governo regionale”.

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Rifiuti, M5S: “Autocompattatori del comprensorio di Sciacca a Lentini? Ennesima decisione paradossale di Crocetta, basterebbe riavviare l’impianto di Siculiana”

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“E’ di ieri l’ennesima decisione paradossale di Crocetta di dirottare gli autocompattatori di 17 comuni del comprensorio di Sciacca alla discarica di Lentini, piuttosto che a quella di Siculiana”. Lo dice il deputato Cinquestelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo. Il parlamentare del M5S parla di scelte incomprensibili e spiega che per raggiungere Lentini, gli autocompattatori devono compiere un percorso di circa otto ore andata e ritorno, con spese oltremodo insostenibili per le già disastrate casse dei Comuni; “per non parlare – aggiunge Mangiacavallo – del danno ambientale che arrecano i rifiuti quando attraversano un territorio così vasto”.

“Basterebbe riavviare l’impianto di Siculiana, a ridosso dei 17 comuni di Sciacca, – continua il portavoce all’Ars – per risolvere il problema, ma è chiaro che la volontà del governo Crocetta/PD è quella di cavalcare questa emergenza affinché si possa costringere i siciliani ad accettare i termovalorizzatori”.

Interviene anche l’ex presidente della commissione Ambiente all’Ars, il deputato Giampiero Trizzino: “Crocetta pensi a risolvere i problemi della nostra Isola, piuttosto che dare improbabili consigli ad altri amministratori. Affermazioni come quelle apparse ieri sui giornali, non sono accettabili, non sono rispettose nei confronti dei siciliani che stanno subendo l’ennesima emergenza sanitaria per evidente incapacità di questo governo”. Il portavoce 5 Stelle si riferisce alle dichiarazioni apparse ieri sulla stampa regionale, attraverso le quali il presidente Crocetta sostiene di aver risolto la crisi rifiuti della nostra regione in un solo mese e propone, addirittura, eventuali consulenze all’amministrazione comunale romana. “A volte – conclude Trizzino – abbiamo come l’impressione che il governatore Crocetta viva in un altro mondo, legga giornali che non esistono e pensi ad azioni politiche che nemmeno il miglior scrittore di fantascienza avrebbe mai immaginato”.

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Ddl acqua pubblica, non passa la pregiudiziale di incostituzionalità. M5S: “Adesso difendiamo e approviamo il testo così com’è”

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In discussione in queste ore all’Ars il ddl sull’Acqua pubblica “mentre, intanto, non passa la vergognosa, quanto ridicola, quanto pretestuosa pregiudiziale di incostituzionalità”. Così i deputati del Movimento 5 Stelle che, sin dal primo giorno di insediamento al parlamento regionale, hanno sostenuto la battaglia per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. “Un banco di prova sulla agibilità a Sala d’Ercole della legge che da domani sarà votata, – afferma Angela Foti, deputata Cinquestelle componente della commissione Ambiente – che è stata brillantemente superata con l’archiviazione di una pregiudiziale che la dice lunga sugli interessi che questo testo sta andando a muovere proprio per i principi innovativi introdotti”.

“35 mila firme raccolte per il referendum, 150 delibere consiliari e 2 disegni di legge di iniziativa popolare, – ricorda il presidente della IV commissione Giampiero Trizzino, deputato Cinquestelle – hanno dimostrato che la Sicilia vuole che l’acqua torni ad essere un bene comune. I deputati siciliani hanno adesso il potere di dare seguito a quella volontà. Fare politica significa avere il coraggio di operare scelte responsabili, significa essere portavoce dell’espressione dei cittadini”.

Interviene anche l’altra deputata del M5S Valentina Palmeri: “Sull’acqua non si devono fare utili – dice la parlamentare – perché è un bene comune oltre che pubblico, si deve sancire questo principio universale in Sicilia, terra da sempre oggetto di forti speculazioni private, per non dire altro”. “Abbiamo inserito, inoltre, nel ddl tutta una serie di principi rivoluzionari – aggiunge Palmeri – e innovativi a sostegno del cittadino, della risorsa acqua e dell’ambiente”.

“Da domani si fa sul serio, – conclude, quindi, il deputato dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – entrando nel merito della norma che ci auguriamo non venga stravolta, soprattutto sulla scelta della modalità di gestione che deve essere affidata in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. Noi del M5S adotteremo una linea dura contro gli emendamenti che vanno nella direzione opposta o che aprano ai privati che stanno già vessando i cittadini siciliani da troppi anni”.

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Ddl Acqua pubblica approvato in Commissione Ambiente, grande la soddisfazione del M5S: “Fuori il lucro, no alla mercificazione dell’acqua”

Il presidente della IV commissione Trizzino (M5S): “Abbiamo chiesto tempi brevi perché il commissariamento è alle porte, il testo andrà in Aula già la prossima settimana”.

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E’ giunto ieri il SI dalla Commissione Ambiente e territorio all’Ars al ddl n.455 – discipline in materia di risorse idriche, col solo voto contrario del deputato di FI Giorgio Assenza. Esprimono grande soddisfazione il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino e le due deputate componenti della stessa commissione Angela Foti e Valentina Palmeri, tutti parlamentari M5S che continuano, senza riserve, a difendere il carattere pubblico del servizio idrico. “Tariffa unica, quantitativo minimo vitale e una disciplina agevolata per i meno abbienti” – interviene così la Cinquestelle Valentina Palmeri che spiega le battaglie su cui il Movimento non intende assolutamente cedere. “Adesso attendiamo il passaggio in Aula – aggiunge il presidente Trizzino – che avverrà già la prossima settimana. Abbiamo chiesto tempi brevissimi per l’approvazione visto il rischio di commissariamento alle porte”. Interviene anche la deputata Angela Foti: “Nonostante il parere negativo da parte degli uffici del dipartimento regionale, – conclude – questo ddl contiene uno dei principi su cui non intendiamo derogare: Fuori il lucro, No alla mercificazione dell’acqua”.

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Lo spot M5S “Un giorno qualunque a Lampedusa”. Secondo e ultimo giorno di riprese

I deputati si recano anche a Linosa, grazie a mezzi di fortuna: “Il governo ha abbandonato la piccola isola e i suoi abitanti, la disperazione è diffusa”. La denuncia: “Anche noi #vogliamolaliscafo”.

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Palermo, 22 giugno 2015 – Seconda ed ultima giornata a Lampedusa per i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars che si trovano sull’isola per realizzare un video spot e un documentario insieme ai cittadini lampedusani, oltre le realtà locali che popolano l’isola. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri e Gianina Ciancio. “Lo scopo del viaggio – commentano i deputati all’Ars direttamente da Lampedusa – è far vedere l’Isola e le sue meraviglie. Far capire ai più, attraverso le immagini, che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa”. Lo spot dei Cinquestelle sarà pubblicato nei prossimi giorni in tutti i canali del Movimento, una diramazione capillare su blog e social per raggiungere quanti più cittadini.

Oltre a riprendere luoghi incantevoli e registrare lo spirito di accoglienza tipico di questa popolazione, sono emerse anche le prime riflessioni rispetto a quelle che sono le vere problematiche per lo sviluppo turistico dell’isola. In un primo incontro con i pescatori emergono difficoltà e sacrifici. L’isola si regge su un delicato equilibrio, turismo e pesca, la crisi di questi due settori sta danneggiando tutti i cittadini. “Ed è impossibile, inoltre, – affermano i parlamentari del M5S – ancor prima di mettere piede a Lampedusa, non notare un aereo di andata praticamente vuoto. Solo noi a bordo. In un volo di linea da 68 posti, una decina di passeggeri a stento”.  “E’ ovvio che i costi elevati per raggiungere l’isola, – continua Mangiacavallo – scoraggino il turismo. Non è concepibile che un volo di andata e ritorno non possa costare meno di 155 euro a persona e che il traghetto costi poco meno con più di 15 ore di viaggio”. “Tutto ciò è assurdo, e pensare che stiamo parlando di cosiddette ‘tratte sociali’. La Regione siciliana e lo Stato italiano dovrebbero assicurare la continuità territoriale con Lampedusa e Linosa”. E la denuncia è ancora più forte in queste ore, Linosa infatti è abbandonata, nessun aliscafo raggiunge l’isola da mesi. Da due giorni i cittadini sono in assemblea permanente, travolti dalla disperazione, bloccati sulla loro terra, addirittura senza nemmeno carne, ormai da 21 giorni. I linosani sono affidati al semplice trasporto privato che ovviamente ha costi esorbitanti, pochi posti a disposizione e difficoltà logistiche evidenti come quelle legate al meteo; un solo traghetto al giorno, anche esso in balia del vento che spesso finisce per non attraccare sull’isola per più di tre settimane. Proprio in questo momento i deputati stanno raggiungendo la piccola isola nel mediterraneo con un traghetto. Obbligati all’affitto di un mezzo privato per il ritorno perché, appunto, non sono previsti altri collegamenti. “Ci batteremo affinché si possa rientrare nella normalità, sia dei collegamenti con Linosa, sia dei costi di trasporto per raggiungere Lampedusa”. I deputati registreranno in un video apposito la denuncia degli abitanti di Linosa che sarà sottoposta immediatamente alla visione dell’assessore regionale ai Trasporti Pizzo, spettatore silenzioso del disfacimento di questa terra.

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“Un giorno qualunque a Lampedusa” – I parlamentari del M5S gireranno uno spot il 21 e 22 giugno

Sette parlamentari del M5S raccolgono il grido d’allarme dell’Isola e gireranno uno spot il 21 e 22 giugno. “Occorre riqualificare l’immagine mediatica e politica di quella terra”. I deputati all’Ars Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio saranno protagonisti delle riprese di “Un giorno qualunque a Lampedusa”, domenica e lunedì – 21 e 22 giugno. Sarà prodotto uno spot della durata di 90 secondi ed un breve documentario per raccontare le vere problematiche dell’Isola in provincia di Agrigento.

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Il Movimento 5 Stelle Sicilia aveva effettuato un sopralluogo a Lampedusa meno di due settimane fa. Una serie di incontri tenutisi in quei giorni con associazioni, cittadini e realtà locali hanno evidenziato diverse criticità comuni a tutte le isole, così come comuni alle cittadine siciliane. Ma tra le tante voci si era elevato un grido di allarme: ”Lampedusa è stata ‘sedotta e abbandonata’, soprattutto dalla politica. A Lampedusa è stata creata “l’emergenza migranti” e il “business” che sta sotto gli occhi di tutti. Ma Lampedusa com’è? Cosa è rimasto di un isola che viveva di pesca e turismo? Lampedusa è diversa da come viene dipinta e quel “molto altro”, va oltre la naturale accoglienza degli isolani e dei siciliani in genere”.

“Lampedusa è stata lasciata sola a soffrire l’unica emergenza rimasta, quella di una necessaria riqualificazione mediatica e politica. Lampedusa chiede che si torni ad investire su un territorio ricco di bellezze naturali”. Sono queste le parole dei sette deputati, accogliendo il grido d’allarme rimasto sino ad ora inascoltato, si recheranno, tra domenica e lunedì, 21 e 22 giugno, sull’isola per realizzare un video spot ed un documentario insieme ai lampedusani. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio.

Lo scopo del viaggio è far vedere Lampedusa e le realtà locali. Far conoscere a chi è rimasto fermo all’immaginario collettivo di un’isola “invasa” da ogni tipo di emergenza che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa.

“Lampedusa non è quella di cui parlano i giornali – dichiarano i sette deputati – qualche giorno fa ne siamo rimasti incantati, nello stupore di assistere alla realtà dei fatti e nel constatare coi nostri occhi la verità. Andremo a Lampedusa per farlo vedere a tutti. L’isola ha bisogno della giusta visibilità e ha bisogno che se ne parli nel modo giusto. A chi non crede che Lampedusa sia “altro”, faremo vedere il nostro video. E a tutti, operatori turistici e politica in primis, chiederemo di investire su questa fantastica isola, sedotta e abbandonata.”

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M5S, la mozione all’Ars: “Salviamo il Canale di Sicilia da altre trivellazioni offshore”

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La deputata Cinquestelle Angela Foti: “Le richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno le attuali aree soggette a concessioni a più che raddoppiarsi, da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq”. Il presidente della IV commissione Giampiero Trizzino: “Accendiamo i riflettori sul progetto ‘Piano Blu’ ideato con Greenpeace che prevede l’istituzione di una zona di protezione ecologica”.

Stop a nuovi permessi di ricerca di idrocarburi nel Canale di Sicilia”. Così il Movimento cinque stelle all’Ars, da sempre contrario alle trivellazioni offshore e allo scempio delle coste e dei mari italiani, chiede al governo regionale siciliano di predisporre tutte le iniziative necessarie alla salvaguardia dell’ecosistema e delle attività produttive inerenti lo stretto isolano.
La mozione, a firma della deputata Cinquestelle Angela Foti, è già stata depositata all’Ars e richiede il ripristino urgente e la nuova costituzione di Zone a tutela biologica nello Stretto di Sicilia (ZBT). “Il nostro obiettivo, – afferma la deputata Foti – è quello di far ritirare le passate concessioni e, ovviamente, di non concederne di nuove”.

Negli ultimi anni sono state introdotte, ai fini della salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, limitazioni alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie. “Ma non è sufficiente” – aggiunge Foti. Infatti, il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, “Norme in materia ambientale” stabilisce che “sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare”. Questo divieto, però, è valido unicamente per le istanze presentate successivamente all’emanazione del D.Lgs. 128 2010. “Si rappresenta che quasi tutte le istanze che riguardano il Canale di Sicilia sono antecedenti al 2010, buona parte di esse riguardano zone estremamente vicine alla costa”. Continua la parlamentare.

In definitiva, le richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno le attuali aree soggette a concessioni a più che raddoppiarsi (da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq). Dobbiamo evitare, a tutti i costi, – conclude Foti – l’aumento del numero di piattaforme presenti nel Canale di Sicilia che potrebbero causare danni incalcolabili soprattutto nel settore turistico e della pesca”.

Si tratta dell’ennesimo atto sostenuto dal Movimento 5 stelle contro le trivellazioni. Lo stesso presidente della commissione Ambiente all’Ars, il Cinquestelle Giampiero Trizzino, ha predisposto nel tempo numerose audizioni in merito alla questione, partecipando inoltre a diverse campagne di sensibilizzazione predisposte da Greenpeace; tra queste “U mari nun si spirtusa”, un appello rivolto ai sindaci e a tutti gli amministratori, per bloccare le trivellazioni. L’appello fu firmato anche dall’allora candidato alla presidenza della Regione Rosario Crocetta. “Semplice, chiediamo al presidente Crocetta di rispettare, almeno questa volta, un patto già firmato”. In chiusura, il presidente Trizzino accende ancora una volta i riflettori su “Piano Blu”, il progetto sviluppato l’anno scorso con Greenpeace, arenatosi poi negli uffici dell’ex assessore Lo Bello. Il Piano prevede la creazione di una zona di protezione ecologica, uno specchio d’acqua esclusivo all’interno del quale la bio diversità diventa l’oggetto principale di tutela, sul modello del Santuario dei cetacei nel mare ligure. “Non è tardi, – conclude Trizzino – chiediamo al neo assessore per l’Ambiente Sgarlata di portare avanti l’istanza e trasmettere tutto al Ministero quanto prima”.

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“Potrebbero innescarsi terremoti. La Regione blocchi tutte le trivellazioni in Sicilia”. Mozione M5S all’Ars

Lo stop per le nuove attività è già avvenuto in Emilia Romagna, dove è stata istituita una commissione di inchiesta dopo il sisma del 2012. La deputata Palmeri, prima firmataria dell’atto: “Le attività estrattive potrebbero essere pericolose in una terra a rischio sismico come la nostra isola”.

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“Potrebbero innescarsi terremoti, la Regione blocchi tutte le trivellazioni in via di autorizzazione, come avvenuto in Emilia Romagna, e pure quelle in corso”. Il Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars ha presentato una mozione per chiedere al governo regionale di fermare la ricerca e il prelievo di idrocarburi nell’isola, terra ad alto rischio sismico.

In particolare, il Movimento mira ad impegnare il presidente della Regione e la giunta regionale a stoppare tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi sul territorio regionale in via di rilascio e a revocare quelle già rilasciate.

“Questo tipo di attività – afferma la parlamentare Cinquestelle Valentina Palmeri, prima firmataria della mozione – potrebbe produrre una sismicità indotta o innescata, anche a diversi chilometri di distanza. Le estrazioni e le attività di ricerca potrebbero essere molto pericolose in una terra ad alto rischio sismico come la Sicilia, dove sono ancora vivi i ricordi dei disastrosi sismi di Messina nel 1908 e della Valle del Belice del 1968, e, per andare più indietro nel tempo, quello della Val di Noto del 1693”.

L’atto del Movimento 5 Stelle prende le mosse da quanto successo in Emilia Romagna, dove tutte le attività estrattive in via di autorizzazione sono state bloccate in seguito alle risultanze di una commissione di inchiesta (ICHESE), istituita dopo il sisma del maggio 2012, che sulla base della revisione di una ricca letteratura scientifica e dei rapporti disponibili, ha evidenziato, tra le altre cose, che “estrazioni e/o iniezioni legate allo sfruttamento di campi petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicità indotta o innescata”.

La commissione ha concluso i suoi lavori con una serie di raccomandazioni che in Sicilia non trovano applicazione (le nuove attività di esplorazione per idrocarburi devono essere precedute da studi preliminari, devono essere accompagnate da attività di monitoraggio, etc).

Lo stop della attività estrattive e di indagine in Emilia Romagna era stato chiesto invano già nel 2011 (prima del terremoto, quindi) dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea De Franceschi, con un emendamento (bocciato) al piano energetico regionale.

“Fermare le trivellazioni – afferma Valentina Palmeri – è necessario, considerato che la politica europea in materia ambientale è fondata sul principio di precauzione, come strategia di gestione del rischio, quando i dati disponibili non consentono una valutazione completa del rischio per l’ambiente o per la salute degli esseri umani”.

La necessità di fermare le trivellazioni non nasce solo da pericolo terremoti.

“Continuare a discutere di trivellazioni ed estrazione di idrocarburi senza considerare le conseguenze sul territorio – afferma il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampietro Trizzino – è fuori da ogni logica. Chiederemo la trattazione d’urgenza della mozione che abbiamo depositato: è necessario votarla il prima possibile per dare modo all’Assemblea di determinarsi su un tema che non può più essere differito”.

“A prescindere dal rischio di eventuali sismi – afferma la deputata Cinquestrelle Angela Foti – la certezza è che questo tipo di trivellazioni danneggia le falde acquifere e ne provoca l’abbassamento . Questo comporta maggiori costi per il raggiungimento delle stesse. Solo questo basta ed avanza ad essere più che cauti con queste attività”.

“L’approvazione da parte dell’ARS della mozione – afferma l’Ing. Mario Di Giovanna, portavoce del comitato ‘Stoppa la Piattaforma’ – è un atto doveroso, occorre puntare decisamente verso forme di produzione di energia alternativa e distribuita nel territorio, che al contrario delle estrazioni petrolifere, non costituiscono un pericolo per l’uomo e che portano un reale sviluppo economico compatibile con l’ambiente”.

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Acqua, “si” alla gestione da parte degli enti di diritto pubblico. M5S: “E’ la vittoria dei cittadini e dell’esito referendario”

Via libera dalla quarta commissione dell’Ars all’articolo 7 che spiana la strada alla gestione pubblica dell’acqua: saranno gli enti di diritto pubblico a gestire il servizio, come chiesto sempre a gran voce dal Movimento Cinque Stelle, che da sempre si è battuto per ottenere il rispetto dell’esito referendario.

E’ questa un’altra vittoria per il Movimento, dopo l’approvazione della tariffa unica regionale, che mette fine alla distinzione tra cittadini di serie A e di serie B che prevedeva tariffe diverse nei vari comuni. Al definitivo licenziamento del ddl ora mancano pochissimi articoli, di secondaria importanza, prima dell’approdo in Aula.

Finalmente – afferma Valentina Palmeri, che ha presieduto la sottocommissione acqua durante il travagliato iter del disegno di legge – si è dato un indirizzo chiaro verso la gestione pubblica del servizio idrico, con la scelta, fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, degli enti di diritto pubblico come modello di affidamento. Siamo particolarmente contenti, inoltre, di aver fatto inserire nel ddl strumenti che contemplano la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione del servizio, nell’ottica della massima trasparenza e democrazia”.

Il M5S – afferma il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino – sì è battuto con ferrea determinazione affinché la figura chiamata a gestire il sistema rispondesse ai criteri del diritto pubblico. La gestione privatistica ha fallito e non rispecchia più il volere dei cittadini, che si sono espressi in modo chiaro col il referendum del 2011”.

Dalla commissione di oggi arriva pure una buona notizia per gli abitanti dell’Agrigentino. E’ stata approvata, infatti, una risoluzione del deputato M5S Matteo Mangiacavallo che impegna il governo a vietare a Girgenti Acque i distacchi delle allacciature degli utenti morosi.

La risoluzione, puntando sulla recente LR 2/2013, che sancisce il diritto all’acqua come fondamentale, irrinunciabile e, per nessuna ragione, negabile a ogni singolo individuo, chiedeva al governo regionale un impegno a intervenire, per mezzo del commissario straordinario pro tempore dell’Ato Idrico di Agrigento. “L’approvazione – commenta Mangiacavallo – rappresenta un importante risultato che porrà un freno a un’insostenibile situazione degenerata in un vero e proprio “allarme sociale” per numerose famiglie dell’intera provincia, già notevolmente vessate dall’attuale crisi economica”.

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