Lo spot M5S “Un giorno qualunque a Lampedusa”. Secondo e ultimo giorno di riprese

I deputati si recano anche a Linosa, grazie a mezzi di fortuna: “Il governo ha abbandonato la piccola isola e i suoi abitanti, la disperazione è diffusa”. La denuncia: “Anche noi #vogliamolaliscafo”.

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Palermo, 22 giugno 2015 – Seconda ed ultima giornata a Lampedusa per i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars che si trovano sull’isola per realizzare un video spot e un documentario insieme ai cittadini lampedusani, oltre le realtà locali che popolano l’isola. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri e Gianina Ciancio. “Lo scopo del viaggio – commentano i deputati all’Ars direttamente da Lampedusa – è far vedere l’Isola e le sue meraviglie. Far capire ai più, attraverso le immagini, che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa”. Lo spot dei Cinquestelle sarà pubblicato nei prossimi giorni in tutti i canali del Movimento, una diramazione capillare su blog e social per raggiungere quanti più cittadini.

Oltre a riprendere luoghi incantevoli e registrare lo spirito di accoglienza tipico di questa popolazione, sono emerse anche le prime riflessioni rispetto a quelle che sono le vere problematiche per lo sviluppo turistico dell’isola. In un primo incontro con i pescatori emergono difficoltà e sacrifici. L’isola si regge su un delicato equilibrio, turismo e pesca, la crisi di questi due settori sta danneggiando tutti i cittadini. “Ed è impossibile, inoltre, – affermano i parlamentari del M5S – ancor prima di mettere piede a Lampedusa, non notare un aereo di andata praticamente vuoto. Solo noi a bordo. In un volo di linea da 68 posti, una decina di passeggeri a stento”.  “E’ ovvio che i costi elevati per raggiungere l’isola, – continua Mangiacavallo – scoraggino il turismo. Non è concepibile che un volo di andata e ritorno non possa costare meno di 155 euro a persona e che il traghetto costi poco meno con più di 15 ore di viaggio”. “Tutto ciò è assurdo, e pensare che stiamo parlando di cosiddette ‘tratte sociali’. La Regione siciliana e lo Stato italiano dovrebbero assicurare la continuità territoriale con Lampedusa e Linosa”. E la denuncia è ancora più forte in queste ore, Linosa infatti è abbandonata, nessun aliscafo raggiunge l’isola da mesi. Da due giorni i cittadini sono in assemblea permanente, travolti dalla disperazione, bloccati sulla loro terra, addirittura senza nemmeno carne, ormai da 21 giorni. I linosani sono affidati al semplice trasporto privato che ovviamente ha costi esorbitanti, pochi posti a disposizione e difficoltà logistiche evidenti come quelle legate al meteo; un solo traghetto al giorno, anche esso in balia del vento che spesso finisce per non attraccare sull’isola per più di tre settimane. Proprio in questo momento i deputati stanno raggiungendo la piccola isola nel mediterraneo con un traghetto. Obbligati all’affitto di un mezzo privato per il ritorno perché, appunto, non sono previsti altri collegamenti. “Ci batteremo affinché si possa rientrare nella normalità, sia dei collegamenti con Linosa, sia dei costi di trasporto per raggiungere Lampedusa”. I deputati registreranno in un video apposito la denuncia degli abitanti di Linosa che sarà sottoposta immediatamente alla visione dell’assessore regionale ai Trasporti Pizzo, spettatore silenzioso del disfacimento di questa terra.

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“Un giorno qualunque a Lampedusa” – I parlamentari del M5S gireranno uno spot il 21 e 22 giugno

Sette parlamentari del M5S raccolgono il grido d’allarme dell’Isola e gireranno uno spot il 21 e 22 giugno. “Occorre riqualificare l’immagine mediatica e politica di quella terra”. I deputati all’Ars Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio saranno protagonisti delle riprese di “Un giorno qualunque a Lampedusa”, domenica e lunedì – 21 e 22 giugno. Sarà prodotto uno spot della durata di 90 secondi ed un breve documentario per raccontare le vere problematiche dell’Isola in provincia di Agrigento.

LAMPEDUSA

Il Movimento 5 Stelle Sicilia aveva effettuato un sopralluogo a Lampedusa meno di due settimane fa. Una serie di incontri tenutisi in quei giorni con associazioni, cittadini e realtà locali hanno evidenziato diverse criticità comuni a tutte le isole, così come comuni alle cittadine siciliane. Ma tra le tante voci si era elevato un grido di allarme: ”Lampedusa è stata ‘sedotta e abbandonata’, soprattutto dalla politica. A Lampedusa è stata creata “l’emergenza migranti” e il “business” che sta sotto gli occhi di tutti. Ma Lampedusa com’è? Cosa è rimasto di un isola che viveva di pesca e turismo? Lampedusa è diversa da come viene dipinta e quel “molto altro”, va oltre la naturale accoglienza degli isolani e dei siciliani in genere”.

“Lampedusa è stata lasciata sola a soffrire l’unica emergenza rimasta, quella di una necessaria riqualificazione mediatica e politica. Lampedusa chiede che si torni ad investire su un territorio ricco di bellezze naturali”. Sono queste le parole dei sette deputati, accogliendo il grido d’allarme rimasto sino ad ora inascoltato, si recheranno, tra domenica e lunedì, 21 e 22 giugno, sull’isola per realizzare un video spot ed un documentario insieme ai lampedusani. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio.

Lo scopo del viaggio è far vedere Lampedusa e le realtà locali. Far conoscere a chi è rimasto fermo all’immaginario collettivo di un’isola “invasa” da ogni tipo di emergenza che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa.

“Lampedusa non è quella di cui parlano i giornali – dichiarano i sette deputati – qualche giorno fa ne siamo rimasti incantati, nello stupore di assistere alla realtà dei fatti e nel constatare coi nostri occhi la verità. Andremo a Lampedusa per farlo vedere a tutti. L’isola ha bisogno della giusta visibilità e ha bisogno che se ne parli nel modo giusto. A chi non crede che Lampedusa sia “altro”, faremo vedere il nostro video. E a tutti, operatori turistici e politica in primis, chiederemo di investire su questa fantastica isola, sedotta e abbandonata.”

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L’assessore Bonafede ancora una volta assente in commissione. Zafarana, M5S: “La misura è colma, il Presidente la censuri”

“La misura è colma, il Governo non può continuare a snobbare così il Parlamento e di conseguenza il popolo siciliano. Proporremo ufficialmente la censura dell’assessore Bonafede”. Il provvedimento sarà chiesto ad Ardizzone.

I deputati M5S Valentina Zafarana, Gianina Ciancio e Stefano Zito sono durissimi nei confronti del governo e nella fattispecie dell’assessore al Lavoro Esterina Bonafede, che ha disertato ancora una vota l’appuntamento in commissione Lavoro all’Ars per discutere di sportelli multifunzionali.

Si tratta dell’ennesima volta che succede, e non solo con l’assessore Bonafede– sottolinea Zarafana – e ciò è inammissibile, specie per i gravissimi temi che c’erano sul tappeto e che non possono essere rimandati alle calende greche. E’ ora che comportamenti del genere vengano sanzionati, anche perché nessuno si è presentato in rappresentanza della Regione. Oltre alla Bonafede, infatti, mancava anche il dirigente generale Corsello. I tempi sono ormai maturi e i  lavoratori aspettano da noi portavoce all’Ars risposte concrete”.

La scarsa frequentazione dell’Ars è un’abitudine consolidata per i rappresentanti del Governo. Recentemente il presidente dell’Assemblea, Ardizzone ha strigliato gli assessori per le ripetute assenze in Aula, annunciando una legge statutaria alla quale sarà affidata la regolamentazione dei rapporti tra il parlamento e l’esecutivo.

Il Presidente – dice Zafarana – si riferiva a mancate risposte ad interrogazioni o mozioni in Aula, ma è ovvio che provvedimenti disciplinari vanno inevitabilmente presi anche per chi snobba il lavoro, fondamentale, delle commissioni”.

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M5S: “Parte dei fondi dell’ex tabella H a musica e teatro”

Una mozione per impegnare il governo regionale a correre in soccorso delle associazioni musicali e teatrali.

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, chiede all’esecutivo di utilizzare parte dei fondi  originariamente impegnati per l’ ex tabella H, impugnata commissario dello Stato, per impinguare i capitoli  relativi alle leggi regionali 44/85 e 25/2007 di importanza strategica per il settore e “figlie – afferma il deputato Gianina Ciancio, prima firmataria dell’atto parlamentare – di un’alta sensibilità culturale e di un’intensa collaborazione tra gli operatori del settore e il legislatore di allora. Esse, infatti, sono leggi care a chi, per sfuggire all’arbitrarietà della politica, rivendica l’esistenza di norme oggettive e funzionanti“.

I fondi andrebbero quantificati al netto di quelli che servono (anzi, sarebbero serviti, data l’impugnativa del commissario dello Stato) alle associazioni che svolgono servizi nel sociale. O ancora di quelli destinati a fondazioni, musei e strutture virtuose che ancora vivono nel limbo post finanziaria, per le quali si sta discutendo un apposito disegno di legge in quinta commissione.

«La Regione siciliana – continua Gianina Ciancio – trascura da anni le associazioni musicali e teatrali, che costituiscono la vera spina dorsale del settore culturale isolano. Ha diminuito drasticamente, negli anni, i fondi destinati ai capitoli di bilancio in questione e inserito quello relativo alle associazioni concertistiche nella tabella H che, notoriamente, si è caratterizzata per rappresentare un sistema di finanziamenti a pioggia senza nessun criterio oggettivo. In un momento di crisi economica ed occupazionale, si rischia di vedere la cultura come qualcosa di “non prioritario”, ma dobbiamo ricordarci sempre del posto in cui viviamo, del clima che abbiamo e delle potenzialità che un singolo evento può avere sul territorio, se organizzato per tempo e in maniera oculata. Insomma con la cultura  si può ottenere tanto con poco, creando benessere e crescita morale, oltre che economica.»

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M5S, presentati all’Ars tre atti parlamentari per mettere ordine nel demanio marittimo

Un disegno di legge, un’interpellanza ed una mozione per mettere ordine nel demanio marittimo siciliano.

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle ha presentato tre atti parlamentari all’Ars che hanno lo scopo, tra le altre cose, di imprimere un’accelerazione all’adozione ed approvazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo nei comuni siciliani.

Con la mozione – spiega il deputato Francesco Cappello – si punta ad impegnare il governo a dare esecuzione alla legge n.15 che prevede la nomina di commissari ad acta nei comuni inadempienti che non abbiano proposto il piano di utilizzo del demanio marittimo, cosa che dovevano fare già dal 2005”.

L’atto dei 5 Stelle impegna il governo anche a verificare il rispetto delle concessioni demaniali antecedentemente rilasciate alla riforma del 2009 ed escluse dalle linee guida imposte per i PUDM, (piani di utilizzo del demanio marittimo) procedendo quindi alla loro revoca in caso di abusi, verificando il rispetto del diritto di accesso alle spiagge ai cittadini ancora oggi spesso violato.

Sulla stessa falsa riga il disegno di legge che mira a ripristinare due articoli della legge 15 del 2005, modificati nel 2009.

In questo modo si porrà uno stop al rinnovo automatico delle concessioni delle spiagge, allo scopo di garantire ai cittadini il libero acceso al mare, oggi spesso non consentito dai numerosi stabilimenti balneari, costruiti secondo una logica privatistica dell’arenile, in netta contrapposizione con lo spirito di leggi regionali e nazionali che vanno in direzione diametralmente opposta.

Con l’interpellanza i deputati del movimento Cinque Stelle intendono invece comprendere in che modo il governo voglia intervenire per sopperire alla carenza di organico determinata negli uffici dall’assessorato Territorio ed Ambiente dopo lo stop alla proroga dei 46 contratti arrivata a gennaio per opera del Commissario dello Stato.

Di fatto – spiega il deputato Gianina Ciancio – si è bloccata l’ordinaria attività del servizio di valutazione ambientale strategica e di impatto ambientale, determinando un accumulo di pratiche molto importanti, tra le quali proprio quelle relative ai piani di utilizzo del demanio marittimo”

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M5S: “Altro che crack del modello Sicilia. Ieri in aula la migliore espressione”

Cancelleri: “Noi abbiamo sempre votato e sempre voteremo le buone leggi per i siciliani  e ieri la legge  senza gli opportuni correttivi da noi proposti non era buona poiché apre le porte al voto di scambio”. Cappello: “Il modello Sicilia siamo noi”.

Altro che naufragio del modello Sicilia. Anzi, ieri in aula se n’è vista, forse, la migliore espressione. Abbiamo sempre detto in tutte le salse che  avremmo appoggiato tutte le buone idee e le buone leggi, da qualsiasi parte arrivate. E quella di ieri non era una buona legge, senza gli opportuni correttivi che noi avevamo proposto. Il doppio voto di genere, senza il centro unificato per lo spoglio, spiana la strada al voto di scambio, proiettando l’isola indietro di parecchi anni”.

Giancarlo Cancelleri, capogruppo, del Movimento Cinque Stelle all’ARS, commenta cosi il voto di ieri in aula, “che ha mostrato ai siciliani la vera anima della maggioranza, che per approvare le leggi è pronta a raccattare voti ovunque”.

Ieri – afferma Cancelleri – abbiamo visto di tutto. Chiedere dieci minuti di sospensione, come ha fatto Musumeci, per chiudersi in una stanza col presidente della Regione per trovare la quadra, per noi è inammissibile e non l’avremmo mai fatto”.

Per il deputato Francesco Cappello non esiste il modello Sicilia sbandierato da Crocetta. “Il vero Modello Sicilia – dice – siamo noi. Ieri il centrodestra  ci ha accusato di essere venduti per aver votato contro la sua pregiudiziale.  Ci hanno urlato vergogna, salvo poi votare assieme al centrosinistra in favore della legge. Abbiamo agito con coerenza e non dobbiamo vergognarci di nulla. Anzi cominceremo a vergognarci quando capiremo di cominciare ad assomigliare a loro”.

Il M5S non contesta lo spirito della legge approvata, ma censura assolutamente i pericoli che si celano dietro ad essa.

C’è certamente bisogno di una partecipazione più numerosa alla vita della politica del Paese da parte delle donne – afferma Cancelleri –  ma le controindicazioni ora potrebbero essere devastanti. Per assicurare legalità  e trasparenza avevamo proposto, oltre al seggio unificato per lo spoglio, anche la rimozione delle tendine dalle cabine elettorali per scongiurare l’uso di telefonini e apparecchi fotografici, ma, evidentemente, non se ne avverte la necessità”.

Spirito buono, ma legge non indispensabile per il deputato Gianina Ciancio. “Noi siamo la prova vivente – dice – che non c’è bisogno di una legge per aumentare il numero di donne nelle istituzioni, perché se si lasciano i cittadini liberi di scegliere, questi guardano non al sesso, ma al merito”.Il seggio unificato proposto dal Movimento Cinque Stelle  prevedeva, a  chiusura delle urne, il trasferimento delle schede elettorali, tramite forze di polizia,  dalle varie sezioni in cui si votava presso un’unica sezione unificata per i Comuni con meno di 10 mila abitanti e in sezioni unificate di 15 mila cittadini aventi diritto al voto per città più grandi.  Qui sarebbe avvenuto lo spoglio delle schede, alla presenza dei presidenti di seggio.

La legge approvata ieri  – commenta il deputato Claudia La Rocca – è solo un apparente passo avanti  avanti per le pari opportunità, perché non è la soluzione al problema della presenza delle donne in politica, ma è un concreto passo indietro sul fronte legalità  poiché questo testo, così elaborato, espone al potenziale controllo del voto”.

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L’educazione antimafia dal prossimo anno materia di insegnamento nelle scuole siciliane

Dal prossimo anno scolastico l’educazione antimafia tra le materie di insegnamento delle scuole siciliane medie e superiori.

Lo prevede un disegno di legge del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, presentato all’Assemblea regionale siciliana. Il Ddl, primo firmatario il deputato Gianina Ciancio, mira a introdurre per la prima volta in maniera sistematica nelle scuole dell’isola l’“Educazione allo sviluppo della coscienza democratica contro le mafie e i poteri occulti” e nasce in risposta alle sollecitazioni a più riprese avanzate da centinaia di scuole della Sicilia e da migliaia di docenti e alla condizione di inadeguatezza da essi avvertita rispetto al diffondersi in tutto il paese delle organizzazioni mafiose e antidemocratiche.

Il Ddl – cui hanno collaborato la professoressa Maria Pia Fiumara, docente di lettere e da anni impegnata in progetti di educazione alla legalità, Domenico Palermo, i dirigenti scolastici Alfredo Pappalardo e Giuseppe Di Stefano e vari attivisti del MoVimento 5 Stelle, tra cui Nunzia Catalfo e Giuseppe Scarcella – riempirebbe parte dei vuoti della quota oraria della dotazione scolastica riservata dalle leggi nazionali alle regioni e da queste, finora, largamente inutilizzata.

Le mafie – si legge nell’introduzione del ddl – strangolano il tessuto sociale e culturale del Paese e l’economia sottraendole ingenti risorse: esse sono in grado, infatti, di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro all’anno, con un utile che supera i 100 miliardi di euro netti e una liquidità di circa 65 miliardi.

«La scuola, pertanto – dichiara Maria Pia Fiumara – deve essere in grado di attuare strategie utili a garantire tutte le occasioni di crescita, riflessione, operatività regolare e quotidiana, in un tema così delicato come l’educazione antimafia, che deve essere curricolare e non affidato alle risorse e alle energie di pochi.»

Per l’insegnamento della disciplina sono previsti specifici moduli didattici, suddivisi in unità teoriche e di laboratorio, caratterizzati da itinerari di carattere storico-sociale e artistico-culturale, atti ad illustrare i fenomeni delle mafie, delle organizzazioni criminali, dei poteri occulti e delle azioni politiche e sociali di contrasto. Il ddl prevede l’insegnamento della nuova materia per una durata non inferiore alla due ore settimanali.

«Il ddl – afferma Gianina Ciancio – prevede la creazione di un fondo nel quale potranno confluire, oltre a finanziamenti regionali, statali o donazioni volontarie, anche i proventi dei beni confiscati alla mafia. È un modo di restituire alla società, sotto forma di educazione e cultura, quanto dalle organizzazioni criminali le è stato sottratto».

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Lettera aperta delle cittadine a 5 Stelle elette in Sicilia

“Per la prima volta nella storia entreranno all’Ars 15 donne, 6 delle quali del MoVimento 5 Stelle. Insomma il MoVimento che viene a più riprese tacciato da TV e giornali di maschilismo rappresenta il 40% delle donne di tutto il parlamento regionale. Se poi consideriamo i gruppi parlamentari, siamo quello con maggiore rappresentanza femminile. Che ci possiamo fare? Il MoVimento è il futuro. Questa è senza dubbio una risposta importante all’attuale scenario politico che vede purtroppo ridotta al minimo la presenza e la partecipazione delle donne. In più, il risultato dai noi ottenuto è lo specchio delle tante le attiviste che da anni si spendono in prima linea per portare avanti questo coraggioso progetto di Cambiamento. Le donne che vogliono essere protagoniste, nel MoVimento troveranno un luogo dove le barriere sono abbattute. Noi vogliamo andare oltre: in Piemonte il M5S sta promuovendo il Progetto Equal (proposto da Dejanira Piras), che parla anche di una Rete di Donne per le Pari Opportunità. Nella nostra terra, in cui lavora solo il 34,7% delle donne, sicuramente è importante contestualizzare e promuoverne le linee guida per la Sicilia. Noi faremo della nostra terra l’eccellenza della partecipazione delle donne grazie al nostro lavoro al parlamento regionale e a quello esemplare di migliaia di attiviste in tutta l’isola…e sarà un piacere!”
Lettera aperta firmata da Claudia La RoccaValentina PalmeriAngela FotiGianina Ciancio,Vanessa FerreriValentina Zafarana

 

Fonte: beppegrillo.it

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La carica dei 15 grillini (armati di webcam)

NELLA REGIONE SICILIA ECCO CHI SONO I DEPUTATI ELETTI DAL MOVIMENTO

Gli emigranti ritornati Ci sono artisti, ingegneri e una ragazza che voleva aprire un campeggio

Beppe Grillo durante un comizio in Sicilia (Reuters/Massimo Barbanera)
Beppe Grillo durante un comizio in Sicilia (Reuters/Massimo Barbanera)

PALERMO – Altro che «zitelle acide», come ironizza il capopattuglia di Beppe Grillo, il geometra-deputato Giancarlo Cancelleri. Eccole tutte giovani, sorrisi solari, scarpe da ginnastica, giacche sagomate sui jeans, semplici e determinate, le sei stelle siciliane pronte con gli altri nove eletti del Movimento 5 Stelle a varcare la soglia di un santuario del potere come Palazzo dei Normanni.
La rivoluzione scattata con la nuotata del lider maximo ha i riccioli dorati di Claudia La Rocca, il caschetto biondo di Valentina Palmeri, il taglio sbarazzino di Angela Foti, la serenità di Valentina Zafarana, ma anche l’estro di un artista tornato da Londra come Antonio Venturino, autorizzato, assicura, da Dario Fo alla traduzione sicula del «Mistero buffo», e ancora il talento di un ingegnere elettronico come Sergio Troisi, rientrato pure lui da Londra dove collabora all’installazione di treni-navetta negli aeroporti di tutto il mondo anche dalla sua casa di Trapani, «potenza di Internet».

A molti professionisti della politica sembreranno dei marziani piazzati fra i banchi di Sala d’Ercole, ma sono loro, piaccia o non piaccia, la novità di queste elezioni che segnano un prima e un dopo, turbando il sonno della Regione col parlamento più antico del mondo.
E si capisce parlando con Claudia La Rocca che, a 31 anni, arrivata da Bagheria, si danna di aver piantato Samanta e Giampiero, gli amici del cuore, per le pratiche sull’eco-camping: «Tutti e tre senza lavoro, per non partire, per non abbandonare la nostra Sicilia, stavamo per impiantare un campeggio, credendo nel turismo, puntando sul nostro territorio, la città di Guttuso e Buttitta, di Tornatore e Dacia Maraini…». E ora si tormenta perché le resta poco tempo. «Ma non abbandono. Anche perché quello è il mio futuro». E Palazzo dei Normanni? «Mica posso fare politica per tutta la vita. Passeranno cinque anni, ma poi io torno al mio campeggio, se riusciamo a farlo partire». Diploma allo Scientifico, un anno a Lettere, poi il lavoro in una finanziaria, quindi segretaria e sempre precaria «anche 8 ore al giorno per 300 euro al mese», Claudia si considera di passaggio dal «santuario» dei Normanni: «Vorrei solo fare sentire il fiato sul collo degli altri deputati. Noi con lo stipendio ridotto a 2.500 euro e le webcam in mano, terminali di una rete per portare i cittadini dentro il Palazzo mostrando cosa succede. Chissà che non serva a tutti, per evitare intrallazzi».
Auspicio condiviso da Valentina Palmeri, 36 anni, roccaforte ad Alcamo, laurea in Scienze naturali, un ingrosso per pasticcerie in famiglia, leader di uno dei 61 «gruppi» del pianeta Grillo in Sicilia: «Venti attivisti, cento iscritti al ”meetup”, tutti giovani, da 25 a 40 anni, studenti, avvocati, professionisti e due neodisoccupati, due contrattisti del Comune non riconfermati…».

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È lo stesso quadro che pure Venturino l’artista fa di Enna, la città dove, tornato da Londra, insegnando recitazione, s’è ritrovato a 47 anni davanti a diciotto giovani impegnati già prima dell’estate a cliccare con Grillo e preparare le amministrative del prossimo anno: «Mi sono offerto per aiutarli. ”Se c’è bisogno di me…”». A un tratto tutto precipita, Lombardo si dimette da governatore, scatta l’allarme elezioni e il «maestro» viene colto di sorpresa: «Mi chiesero loro di provare a candidarmi. Dovettero insistere. Per me era solo una testimonianza. E ho cominciato a credere che davvero ero stato eletto solo lunedì pomeriggio, con un sms di un’amica ai seggi che diceva “Bum, bum, bum”». Si danna pure lui, al telefono con i ragazzi di un liceo di Caltanissetta: «Forse quest’anno salta il corso su Agamennone e Aristofane…».

Chissà, forse dovrà mollare il suo lavoro anche Matteo Mangiacavallo, 40 anni e due bimbi piccoli, attivista a Sciacca del Forum per il «movimento acqua bene comune». Un cervellone di cui dovrà fare a meno la ditta che si occupa di assistenza informatica presso gli uffici giudiziari nel Sud Italia. Con lui da dieci anni impegnato sui pc dei tribunali di Caltanissetta, Sciacca, Marsala e Agrigento: «Dati sensibili e segreti. Lavoriamo sotto giuramento».

E che dire di Troisi, l’ingegnere dei treni-navetta della «Bombardier» di Pittsburgh che lavora per Heathrow e tanti altri aeroporti da Trapani, come prima da Londra si occupava dei grillini siciliani: «Notti insonni. Magia di Internet». Una vita lavorativa cominciata alla StMicroelectronics di Catania, poi a Roma, all’Alitalia: «Mollai prima che fallisse. Capii che non c’erano speranze. E volai a Londra per dieci anni. Tornato poi per questa avventura». Ma con un curriculum che, come altri della pattuglia, stona con quelli del Palazzo. Non uno stage come portaborse.

Felice Cavallaro, 31 ottobre 2012

Fonte: corriere.it (articolo e foto)

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M5S prima forza politica a Menfi

Siamo la prima forza politica a Menfi! Con 1096 voti al nostro candidato presidente Cancelleri, il Movimento 5 Stelle si pone davanti a tutti, nonostante la presenza di ben 5 candidati locali. In termini di voti di lista, 758 voti, ci attestiamo al secondo posto, subito dopo l’MPA, trascinata dal buon risultato di Saverio Ardizzone, il più votato fra i candidati menfitani all’ARS.

Una vittoria per i cittadini menfitani a 5 stelle, e una vittora per Matteo Mangiacavallo, neoeletto deputato regionale, con 2997 voti di prederenza nel collegio di Agrigento, di cui 231 presi a Menfi.
Un ragazzo per bene, una persona semplice e competente. Un cittadino volenteroso e capace, che insieme a quel gruppo di pazzi scatenati rappresentati dai ragazzi del meetup Sciacca 5 Stelle, è riuscito nell’impresa di farsi strada fra i volponi della politica per entrare all’ARS. Anche Menfi ha dato il suo piccolo, grande, contributo, sia in termini di vicinanza, di stima, e di entusiasmo, sia in termini di preferenze. Questa grande vittoria di Matteo e di tutti i cittadini del Movimento 5 Stelle è frutto di un impegno e di un entusiasmo senza precedenti. Di un’organizzazione perfetta, di un amore estremo per la propria terra e di un attaccamento morboso alla propria gente. Ma soprattutto, è frutto di una collaborazione Sciacca-Menfi che forse non si era mai vista. Il meetup di Menfi è orgoglioso di aver contribuito alla causa del Movimento 5 Stelle, ed è felice di essere rappresentato da una persona straordinaria come Matteo Mangiacavallo.

Questa volta il presidente napolitano (volutamente minuscolo) il boom lo deve per forza sentire. Il M5S è stato il primo partito in Sicilia, con quasi il 14,87% dei voti di lista. Giancarlo Cancelleri è stato il terzo candidato a presidente più votato, con il 18,17% dei consensi. Abbiamo conquistato 15 seggi all’ARS, così ripartiti:
– AG: Matteo Mangiacavallo;
– CL: Giancarlo Cancelleri;
– CT: Angela FotiGianina CiancioFrancesco Cappello;
– EN: Antonio Venturino;
– ME: Valentina Zafarana;
– PA: Claudia La RoccaSalvatore SiragusaGiorgio CiaccioGiampiero Trizzino;
– RG: Vanessa Ferreri;
– SR: Stefano Zito;
– TP: Valentina PalmeriSergio Troisi.

Ragazzi e ragazze (ben 6!) straordinari, che rivoluzioneranno il modo di fare politica in regione. Cittadini normali, umili, giovani e competenti, che insieme a tutti i cittadini attivi del Movimento 5 Stelle hanno fatto una campagna elettorale su scala regionale con 30mila euro, senza avere un euro di finanziamento pubblico.
La legge elettorale regionale purtroppo assegna una maggioranza esigua al neoeletto Crocetta, e ciò predispone al rischio di inciuci politici che sono la causa della regressione economico-politica a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni in Sicilia. Ma stavolta ci saranno i nostri portavoce consiglieri a fare la guardia.

Fonte: menfi5stelle.it

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