M5S all’Ars contro i nuovi tagli ai posti letto ospedalieri: “Governo succube di Roma, Gucciardi venga in commissione”

I deputati 5stelle annunciano battaglia contro il nuovo colpo alla sanità siciliana: “Salterebbe tutto, concorsi compresi. Se l’esecutivo pensa di fare finta opposizione alle direttive capitoline solo per far passare le scadenze elettorali, si sbaglia di grosso”.

sanità

“Una rimodulazione che non ci convince affatto e che potrebbe rappresentare un colpo mortale al cuore della già comatosa sanità siciliana. Gucciardi venga a spiegare in commissione” .

Il movimento 5 stelle all’Ars reagisce con veemenza al paventato nuovo taglio di quasi 600 posti letto nell’isola. “Un taglio – dicono Francesco Cappello e Giorgio Ciaccio, componenti della commissione Sanità di palazzo dei Normanni – che potrebbe costare carissimo, perché le piante organiche e le nuove assunzioni sono state modulate anche sui posti letto che ora potrebbero saltare”.

Le assicurazioni arrivate a mezzo stampa dall’assessore alla Sanità, che ha affermato di non di non voler assecondare le direttive romane non convincono il M5S.

Ormai – affermano i due deputati – è diventato un copione rodatissimo: Roma dispone e Crocetta esegue senza battere ciglio. E’ un saccheggio continuo e generalizzato, che sta condannando alla povertà la Sicilia. Non vorremmo che l’opposizione di Gucciardi all’annunciato taglio dei posti letto sia finta e finalizzata soltanto a fare passare il periodo elettorale in modo da consentire al governo di sventolare sotto il naso degli elettori un pugno di posti di lavoro, in gran parte finti e che dopo le urne rischiano di assottigliarsi ancora di più. Se così fosse hanno sbagliato i conti”.

“Vogliamo certezze – dicono Cappello e Ciaccio –, la settimana prossima chiederemo al presidente della commissione Sanità di convocare Gucciardi. Con l’occasione chiederemo anche del perché al Civico nasce una unità di ginecologia oncologica, che a tutto sembra rispondere tranne che alla necessità di coprire vuoti esistenti e di dare risposte ai cittadini”.

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Sicilia in ginocchio, gli autotrasportatori sempre più disperati: “Per colpa dell’assenza di infrastrutture perdiamo 300 euro al giorno per ogni mezzo”

La viabilità al collasso provoca danni incalcolabili all’economia di questa regione, i nostri prodotti diventano poco competitivi sui mercati nazionali ed internazionali. Il M5S all’Ars ha incontrato le sigle dell’Autotrasporto siciliano: “Faremo luce sulle inadempienze. Stiamo predisponendo richieste di accesso agli atti, interrogazioni parlamentari e soprattutto accogliamo le proposte delle sigle al fine di portare avanti nuove metodologie di trasporto”.

autotrasportatori

“Siamo quasi giunti ad un punto di non ritorno, la Sicilia rischia di essere esclusa dai mercati nazionali ed internazionali, agroalimentari e non solo”. Lo dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Ciaccio, subito dopo aver incontrato le sigle dell’Autotrasporto siciliano che compongono la Consulta regionale. All’incontro che si è tenuto ieri mattina nei locali del gruppo parlamentare M5S all’Ars hanno partecipato diversi rappresentanti delle sigle di autotrasportatori, e, appunto, i deputati regionali Cinquestelle Giorgio Ciaccio e Matteo Mangiacavallo.

Gli autotrasportatori hanno evidenziato i problemi derivanti dalla gravissima situazione in cui versa la viabilità siciliana e con essa il trasporto merci su gomma. Dal tavolo sono emerse le criticità del settore e le gravi inadempienze dell’attuale governo e di quelli che lo hanno preceduto. “Il comparto e la filiera delle esportazioni vivono una crisi di non facile soluzione – continua Ciaccio – e a pagarne lo scotto è soprattutto l’agricoltura, con un aumento significativo dei costi dei prodotti sui mercati internazionali, resi poco competitivi”. “La situazione drammatica delle strade ed autostrade siciliane – aggiunge l’attivista Cinquestelle Giuseppe Sicilia, anche lui presente all’incontro –  è sotto gli occhi di tutti. Ogni ditta perde mediamente 300 euro al giorno per ogni mezzo”.

Il Movimento 5 Stelle si impegna sin da subito a predisporre tutti i passaggi necessari a gettare luce sulle inadempienze. “Stiamo già predisponendo le richieste di accesso agli atti, – conclude il deputato saccense Matteo Mangiacavallo – interrogazioni parlamentari e, soprattutto, collaboreremo con tutte le sigle dell’Autotrasporto siciliano al fine di portare avanti nuove metodologie di trasporto che possano rendere competitivo il mercato siciliano”. Le idee messe sul tavolo vanno dal potenziamento della viabilità primaria e secondaria, degli interporti, mai avvenuto o fatto alla solita vecchia maniera inconcludente, alla realizzazione fattiva delle autostrade del mare e a un riassetto degli organi rappresentativi del comparto.

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Inceneritore a Bellolampo, nuove prove dal M5S. Ciaccio: “Lupo si dimetta per rispetto dei siciliani”

In un verbale del 18 luglio scorso della commissione Bilancio dell’Ars è riportata la dichiarazione del dirigente generale del dipartimento dell’Energia, Pirillo, che dice che non si può prescindere dai termovalorizzatori.

Nei piani della Regione, c’è, eccome, l’inceneritore a Bellolampo. Parlano le nuove carte. E’ per questo che ora Lupo deve dimettersi. E se non lo fa lui deve essere Crocetta a metterlo alla porta per rispetto dei siciliani”.

Il Movimento Cinque Stelle alza il tiro sulla questione inceneritore a Palermo e chiede la testa del commissario delegato per l’emergenza rifiuti che aveva smentito categoricamente la denuncia fatta qualche giorno fa dal Movimento Cinque Stelle circa un piano delle Regione per la costruzione della struttura.

Dall’Ars arrivano ora nuove prove: i verbali della Commissione Bilancio che smentiscono Lupo e rilanciano alla grande l’ipotesi denunciata dai parlamentari dell’Ars e dal gruppo ambiente del Movimento di Palermo.

E’ tutto nero su bianco – afferma il deputato regionale Giorgio Ciaccio – nei verbali della seduta numero 54 della Commissione Bilancio del 18 luglio scorso, dove il dirigente generale del dipartimento dell’Energia, Pirillo, dice che «a fianco dei diversi strumenti di raccolta dei rifiuti, occorre individuarne uno di chiusura del sistema e che, pertanto, non si può prescindere dagli strumenti di valorizzazione energetica, tra i quali gli stessi termovalorizzatori» ”.

Termovalorizzatori – spiega Ciaccio – è solo un modo elegante di definire gli inceneritori, e proprio per evitare di fare pensare subito a questi nella seduta del 18 luglio Pirillo si esibisce in un vera e propria opera di contorsionismo lessicale per affermare, falsamente, che «valorizzazione energetica non coincide con l’utilizzo degli inceneritori»”.

L’esistenza di un piano che porta alla distruzione della materia – aggiunge Ciaccio – è rimarcato nella stessa seduta da una dichiarazione del dirigente del dipartimento dell’acqua e rifiuti, Ingrassia, che dice che «…il governo ritiene indispensabile per concludere il ciclo dei rifiuti ricorrere al recupero energetico, attraverso impianti di pirolisi o mediante biogassificatori»”.

Non si continui ora – conclude il deputato M5S – a praticare lo sport preferito dai nostri amministratori: il loro campionato mondiale di arrampicata sugli specchi finisce qua. Dicano chiaramente a quale futuro vogliono condannare la cittadinanza, ma lo facciano subito, non quando si cercherà di spacciare la scelta inceneritore come una imposizione della prossima emergenza rifiuti. Modifichino subito il piano gestione rifiuti eliminando definitivamente ogni riferimento alla valorizzazione energetica legata alla distruzione della materia, pirolisi biogassificatori o inceneritori, o peggio altoforni”.

La denuncia del progetto di un inceneritore a Bellolampo era stata fatta dal Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi, dopo un accesso agli atti che aveva “regalato” ai parlamentari ed agli attivisti un preziosissimo verbale del Dipartimento della protezione civile, risalente a gennaio scorso, che prospettava “la necessità di determinare un quadro planimetrico dell’intera piattaforma di Bellolampo… individuando anche un’area per la localizzazione di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB” (le note ecoballe ndr).

In un verbale di qualche giorno prima il responsabile unico del procedimento precisava che “l’impostazione progettuale… produrrà una frazione residuale secca che… dovrà essere inviata ad un impianto di valorizzazione energetica (es pirolisi o altro) da prevedere anche nell’ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del ciclo”.

Già da questi verbali – afferma Ciaccio – è chiarissima la volontà di arrivare all’inceneritore attraverso il TMB, cioè l’Impianto di trattamento meccanico biologico che servirà a produrre le famose ecoballe. Le dichiarazioni di Pirillo e Ingrassia ora chiudono il cerchio e rendono vano qualsiasi goffo tentativo di smentita”.

Le smentite, infatti, erano fioccate dopo la prima denuncia dei 5 Stelle.

Lupo, attraverso la stampa, era stato categorico: “I termovalorizzatori non sono previsti a Bellolampo, non sono previsti nel piano regionale e la Regione siciliana non intende ritornare a discutere di questo argomento che ritiene definitivamente superato”.

Anche il sindaco Orlando aveva provato a mettere una pezza dichiarando che i verbali erano superati e che se ci fosse stato un progetto il Comune lo avrebbe saputo: “Essendo il territorio di Bellolampo del Comune di Palermo – aveva detto il primo cittadino – dubito che qualsiasi scelta di questo tipo possa essere non dico attuata, ma anche solamente pensata, senza il consenso dell’amministrazione comunale

Peccato – sostiene Ciaccio – che questa scelta non solo è stata pensata ma è stata anche scritta, visto che i verbali di cui siamo entrati in possesso risalgono a dicembre e gennaio scorsi, in piena amministrazione Orlando”.

Intanto la questione inceneritore ha varcato lo Stretto per approdare alla Camera, sotto forma di interrogazione presentata dai deputati del Movimento Cinque Stelle (prima firmataria Claudia Mannino) al ministero per l’Ambiente. Già arrivata la riposta che è stata, però, molto deludente.

Il sottosegretario Cirilllo – ha affermato la Mannino – è stato totalmente silente sulla destinazione finale delle ecoballe previste dal piano per Bellolampo, che ad oggi non possono essere smaltite da nessun impianto presente in Sicilia. La risposta del sottosegretario inoltre è stata poco convincente in un altro versante, visto che – dice la Mannino – mostra di credere nella favola che  il flusso dei rifiuti di Palermo raggiungerà il 45% di raccolta differenziata entro dicembre 2013 e il 65% entro dicembre 2015. Nessuna chiarimento – ha aggiunto la Mannino –  è stato fornito su come tali percentuali possano essere mai raggiunte in un così breve termine, tenuto conto che ad oggi, agosto 2013, la percentuale di raccolta differenziata è ferma all’incredibile e miserrima percentuale  del 6%”.

Del piano inceneritore a Bellolampo si parlerà il 4 agosto a Capaci al termine della visione del film “Trashed” presso il lido “Sconzajuoco” di Addio Pizzo. Al dibattito parteciperanno il deputato nazionale Claudia Mannino e quelli regionali Giampiero Trizzino e Giorgio Ciaccio, assieme ad attivisti ed esperti del settore rifiuti.

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Il M5S denuncia i piani segreti della Regione – “Crocetta come Lombardo: lavora a un inceneritore a Bellolampo”

Una richiesta di accesso agli atti fatta dai parlamentari di sala d’Ercole fa luce sui piani del governo per la gestione rifiuti. Giorgio Ciaccio: “Nemmeno Orlando sapeva nulla”.

La Regione starebbe lavorando ad un inceneritore a Bellolampo. E’ quanto risulta dalle carte che i parlamentari all’Ars hanno ottenuto grazie ad una richiesta di accesso agli atti fatta al dipartimento regionale della Protezione civile.

In un verbale del 3 gennaio scorso relativo alla “realizzazione degli impianti e delle infrastrutture di completamento della piattaforma integrata di Bellolampo” il responsabile unico del procedimento “rappresenta la necessità di determinare un quadro planimetrico dell’intera piattaforma di Bellolampo…individuando anche un’area per la localizzazione di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB” (le note ecoballe ndr).

In un verbale di qualche giorno prima il responsabile unico del procedimento precisa che “l’impostazione progettuale…produrrà una frazione residuale secca che…dovrà essere inviata ad un impianto di valorizzazione energetica (es pirolisi o altro) da prevedere anche nell’ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del ciclo”.

La volontà della Regione – afferma il deputato Giorgio Ciaccio – appare evidentissima da questi documenti e mostra una netta continuità col governo Lombardo. Crocetta non può continuare a dire che non vuole l’inceneritore e demandare ai suoi sottoposti di procedere sottobanco nella realizzazione del primo step che invece porta in quella direzione: il TMB, cioè l’Impianto di trattamento meccanico biologico che servirà a produrre le famose ecoballe”.

Quando si parla di parte residuale – continua Ciaccio – ci si riferisce alla parte residua dopo la raccolta differenziata. Se a Palermo la raccolta differenziata è pari al 6% circa, vuol dire che tutto sarà trattato per produrre ecoballe. Ci diranno che l’impianto è pulito che le ecoballe possono essere esportate… Sono frottole. Non si capirebbe perché, allora, prevedere la realizzazione di un impianto del genere in montagna e non vicino al porto o ad una stazione, per ridurre i costi di trasporto. La verità è che vogliono accatastare le ecoballe per farle finire, alla prossima emergenza, nell’inceneritore”.

Dei progetti delle Regione sarebbe all’oscuro pure il sindaco Orlando che recentemente ha tenuto un incontro all’Ars con i responsabile del gruppo Ambiente del Movimento Cinque Stelle di Palermo.

Sia il sindaco che l’assessore alla vivibilità Barbera – sostiene Ciaccio – si sono mostrati sorpresi nel prendere visione dei verbali che abbiamo avuto tramite la nostra richiesta di accesso agli atti. Una cosa è certa: noi non permetteremo mai la realizzazione di un inceneritore. Piuttosto ci incateniamo a Bellolampo”.

Il governo – afferma il deputato Claudia La Rocca – deve fare chiarezza. Chi parla di raccolta differenziata non può parlare, al contempo, di distruzione termica della materia. Ci chiediamo perché si pensa alla costruzione di “impianti di valorizzazione energetica”, invece di impianti di estrusione a freddo per il recupero di gran parte dell’indifferenziato. E tutto ciò contrariamente a quanto previsto nelle direttive europee, che vedono recupero energetico e discariche agli ultimi due posti nella gerarchia della gestione dei rifiuti. Evidentemente la Sicilia è partita dall’ultimo gradino, ampliando le discariche e paventando la costruzione di inceneritori e simili”.

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M5S chiede rimozione di tutti i capi Gabinetto. Giorgio Ciaccio: “Nominati in maniera illegittima”

Il gruppo parlamentare del Movimento ha presentato una mozione all’Ars per impegnare in tal senso il governo regionale. Avanzato pure un esposto alla Corte dei Conti per eventuali danni all’Erario.

I capi di Gabinetto della Regione nominati tutti in maniera illegittima e il Movimento Cinque Stelle all’Ars ne sollecita l’immediata rimozione.

Una mozione, primo firmatario Giorgio Ciaccio, è stata depositata a palazzo dei Normanni dai deputati del M5S per impegnare il governo “a rimuovere con effetto immediato i capi di Gabinetto che ricoprono il ruolo non rispettando la legge regionale 10 del 2000“.

Il decreto del presidente della Regione del 10 maggio del 2001 che ne contiene il regolamento attuativo, relativamente alla “disciplina degli uffici di diretta collaborazione del presidente della Regione e degli assessori regionali” recita, infatti, che “Il capo di Gabinetto è nominato dal presidente e dagli assessori tra i dirigenti di livello non inferiore alla seconda fascia”.

Tutti i capi di Gabinetto in carica, invece – dice Ciaccio – sono stati pescati tra i dirigenti di terza fascia, fatto che è palesemente illegittimo”.

Contestualmente i parlamentari del Movimento hanno presentato una denuncia alla Corte dei conti per riparare eventuali danni causati all’Erario dalle nomine.

Premetto – tiene e a precisare Ciaccio – che non sono atti indirizzati contro qualcuno, ma ci pare perfino lapalissiano che qualsiasi rivoluzione non può prescindere dal pieno rispetto della legalità, specie ai piani alti della Regione. Le regole ci sono e vanno rispettate, soprattutto se queste regole si chiamano leggi”.

Spero solo – conclude Ciaccio – che il governo non proponga ora leggine “ad dirigentem” per fare un regalo definitivo a chi fino a poco tempo fa magari era solo funzionario, prima di transitare in una terza fascia inventata ad hoc e che non ha riscontri altrove in Italia, fascia da dove ha poi spiccato il volo per il posto di capo di Gabinetto”.

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Ciaccio (M5S) eletto segretario della commissione antimafia. “I componenti devono avere un casellario immacolato”

Il deputato ha già presentato un emendamento per cambiare il regolamento

Tutti i membri della commissione antimafia devono essere al di sopra di ogni sospetto ed avere un casellario giudiziale immacolato”.

Il deputato del Movimento Cinque Stelle, Giorgio Ciaccio, ha ringraziato tutti i componenti della commissione per la fiducia accordatagli con la nomina a segretario, in sostituzione del dimissionario Salvino Caputo, e ha subito presentato, a nome del gruppo parlamentare, un emendamento a tutela dell’immagine dell’istituzione che rappresenta.

L’emendamento – racconta Ciaccio – prevede che tutti i componenti dell’Ufficio di presidenza abbiano casellari giudiziali immacolati. Non è credibile una commissione che contrasti il malaffare con la benché minima ombra al suo interno”.

L’iniziativa del Movimento Cinque Stelle non si limita comunque all’Ufficio di presidenza.

Abbiamo presentato un ddl – dichiara Ciaccio – per cambiare la legge istitutiva della commissione, al fine di poter pretendere casellari vergini per tutti i componenti della commissione”.

Sulle priorità operative della Commissione Ciaccio e il Movimento hanno le idee chiare.

I suoi poteri sono limitati – dice – ma si deve fare molto per chi si espone contro la mafia. Ad essi dobbiamo dimostrare di essere vicini, sempre, ed in tutti i modi”.

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Credito di imposta per le imprese, parere rinviato dalle commissioni dell’Ars

Le commissioni Bilancio e Attività produttive dell’Ars, riunite in seduta congiunta, hanno rinviato il parere sul credito di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese.

La richiesta è stata avanzata dalla commissione Bilancio.

Abbiamo ritenuto opportuno – hanno affermato il vicepresidente della commissione Vincenzo Vinciullo e i deputati Cinque Stelle Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio – chiedere al governo di rivedere il decreto, in quanto in alcuni punti il provvedimento merita alcuni approfondimenti. Per potere esprimere il parere di competenza – hanno sottolineato i parlamentari – occorre assicurare equità di trattamento per tutti i richiedenti, nel rispetto delle eventuali precedenze riconosciute dalla legge”.

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Diretta streaming, nulla di fatto in Commissione Ambiente

La diretta streaming della commissione Ambiente si arena davanti al numero legale. Ciaccio: “Chiederemo la decadenza dei deputati assenteisti”.

La questione, messa al quarto punto  dell’ordine  del giorno dal presidente della Commissione, il 5 Stelle Giampiero Trizzino, si è bloccata davanti alla richiesta del numero legale, avanzata dal deputato PD Concetta Raia.

Evidentemente – afferma Trizzino  – questo è l’interesse che i nostri deputati hanno per la trasparenza, visto che ben 10 dei 15 componenti non hanno ritenuto di dovere presenziare”.

Durissimo l’attacco di Giorgio Ciaccio, il deputato M5S che ha portato avanti la battaglia per portare le telecamere  nelle commissioni, incassando il “sì” per le riprese in commissione  Bilancio: “Le commissioni sono spessissimo disertate senza che accada nulla. Chiederemo il report ufficiale delle presenze per vedere se, ai sensi dell’articolo 36 del regolamento, ci sono i presupposti per la censura dei deputati assenteisti e, addirittura, della decadenza. L’articolo, infatti, prevede che il deputato non può assentarsi, senza giustificato motivo, per tre volte di fila, pena la censura prima e, in caso di ulteriore assenza ingiustificata, la decadenza

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I deputati M5S all’Ars al sit-in per Di Matteo

Ciaccio: “si assegni a noi la presidenza della commissione antimafia dell’Ars”

Alcuni deputati del movimento 5 stelle erano presenti al sit-in di solidarietà al magistrato Nino Di Matteo.

“Ci sono – afferma il deputato Giorgio Ciaccio – analogie allarmanti tra quanto sta accadendo oggi e quanto è accaduto nel ’92, con le stragi di Capaci e via d’Amelio. Anche oggi ci sono poteri forti – non solo mafiosi – che cercano nuovi equilibri. Anche stavolta, più o meno volontariamente, le istituzioni stanno isolando i magistrati che compiono il loro dovere attraverso indagini e processi che mirano a far luce su eventi tragici che hanno segnato la storia italiana. Per questa ragione, come cittadini e come rappresentanti delle istituzioni, abbiamo il dovere di proteggere e sostenere il lavoro di magistrati come Di Matteo. Non vogliamo più martiri da commemorare, i servitori dello Stato bisogna difenderli in vita”.

“La Sicilia – prosegue Ciaccio – ha dimostrato con queste elezioni di desiderare un cambiamento radicale. Non so se mi sono sfuggite, ma mi spiace di non aver letto nessuna dichiarazione a sostegno di Di Matteo. C’è stato in merito un assordante silenzio”.

“E’ un obbligo morale e personale stare accanto alle persone che si battono quotidianamente per difendere la nostra democrazia”,  afferma Antonio Venturino, deputato M5S e vicepresidente vicario dell’Ars.  “Credo sia assolutamente necessario far sentire le istituzioni vicine al pm di Matteo. I balordi autori del gesto ledono in realtà la libertà di tutti i cittadini”.

I deputati  M5S,  intanto, reclamano a gran voce la presidenza della Commissione Antimafia dell’Ars, per la quale si dovrebbe votare a breve scadenza.

“Pensiamo – sostiene Ciaccio – di essere i più titolati per questo. Siamo stufi dei soliti fuoriclasse delle retorica, presenti solo nelle commemorazioni, ma assenti quando c’è da operare in concreto”.

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La doppia preferenza di genere, un pericolo senza i correttivi degli emendamenti del M5S Sicilia

Nuda e cruda spianerebbe la strada al controllo del voto, che può essere evitato solo con un centro unificato per lo spoglio. I deputati M5S pressano pure per togliere le tendine dai seggi.

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’ ARS, Giancarlo Cancelleri, illustra i pericoli che si celano dietro l’approvazione del nuovo sistema elettorale per le elezioni comunali in dirittura d’arrivo all’ Ars, che domani è chiamata ad esprimersi in merito: “C’è certamente bisogno di una partecipazione più numerosa alla vita della politica del Paese da parte delle donne – afferma Cancelleri –  ma le controindicazioni potrebbero essere devastanti se il provvedimento non fosse accompagnato da opportuni correttivi”.

Cancelleri si riferisce al pericolo del ricorso ad accoppiate con alcuni nomi “civetta”, che consentano ai ras del voto di controllare l’operato degli elettori nel segreto delle cabine elettorali.

Il nostro correttivo – spiega Cancelleri- si chiama spoglio unificato, il vero argine al voto di scambio. Lo abbiamo inserito in un emendamento alla legge e prevede, a chiusura delle urne, il trasferimento, tramite forse di polizia,  delle schede dalle varie sezioni in cui si è votato presso un’unica sezione unificata per i Comuni con meno di 10 mila abitanti e in sezioni unificate di 15 mila cittadini aventi diritto al voto per città più grandi.  Qui avverrebbe lo spoglio delle schede, alla presenza dei presidenti di seggio”.

Il Movimento Cinque Stelle mira a portare a casa anche un altro risultato sul fronte trasparenza in sede di elezioni: l’abolizione delle tendine dalla cabine.

Si deve votare – dice il deputato Giorgio Ciaccio – senza le tendine nelle cabine, come avviene in tantissimi paesi, come, ad esempio, negli Usa.  La privacy sarà comunque garantita e si scongiurerà l’uso di telefonini o apparecchi telefonici, eccezionali strumenti di prova nelle mani  dei burattinai del voto”.

I deputati del Movimento Cinque Stelle sono fiduciosi nel benevolo accoglimento degli emendamenti da parte dell’Aula.

Non vediamo – afferma Cancelleri – chi potrebbe bocciarli. Un voto contrario, infatti, sarebbe spiegabile solo con interessi che viaggiano in direzione diametralmente opposta a quella della trasparenza e della democrazia”.

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