Il M5S di Sciacca chiede al Sindaco di avviare la procedura di risoluzione del contratto con Girgenti Acque

Il 13 luglio scorso, la nostra portavoce in Consiglio comunale Teresa Bilello ha partecipato alla riunione di coordinamento di Inter.Co.PA, Comitato Intercomunale per la Gestione Pubblica dell’Acqua, che da anni conduce battaglie su scala provinciale, per denunciare le problematiche connesse alla gestione del servizio idrico da parte della Girgenti Acque spa.

L’argomento principale della riunione ha riguardato le vicende giudiziarie in cui la Girgenti Acque si trova indagata per truffa, sia presso la Procura della Repubblica di Sciacca, in merito a somme non dovute che sarebbero state pagate dagli utenti, che presso la Procura della Repubblica di Agrigento, in merito a tariffe idriche che sarebbero state applicate in maniera illegittima.

Inter.Co.PA si costituirà parte civile nel processo di Agrigento e richiederà all’Assemblea Territoriale Idrica di Agrigento (ATI), presieduta dal Sindaco di Menfi Vincenzo Lotà, di fare altrettanto.

A margine della riunione si è appreso che la Procura della Repubblica di Agrigento ha revocato alla Girgenti Acque la gestione degli impianti di depurazione, già posti sotto sequestro preventivo, per aver accertato l’inadempimento delle prescrizioni imposte nei decreti di sequestro. Si tratta di un fatto gravissimo che testimonia ancora una volta, laddove ve ne fosse bisogno, l’incapacità della Girgenti Acque spa di porre rimedio alle gravi inefficienze gestionali riscontrate.

Il M5S di Sciacca ritiene inaccettabile che l’ATI, ex ATO, sino a oggi non abbia mostrato alcun intervento chiaro a tutela dei cittadini e nel rispetto del ruolo di controllore del gestore idrico e della sua attività. Semmai si è sempre e solo occupato di avallare gli aumenti tariffari, a esclusivo vantaggio della Girgenti Acque.

Alla luce di quanto sopra, riteniamo necessario che il sindaco Francesca Valenti sposi in pieno la linea portata avanti da Inter.Co.PA e le chiediamo un intervento deciso in seno all’ATI per avviare la procedura di risoluzione anticipata del contratto, per le gravi e numerose inadempienze testimoniate dai fatti di cronaca.

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Assemblea permanente M5S: “Il Sindaco Di Paola blocchi i distacchi fognari anche a Sciacca”

Una recente sentenza del Tar, dando ragione a una ordinanza del Comune di Grotte, afferma che Girgenti Acque non può disattivare i collegamenti fognari per le utenze in stato di morosità.

Per il Tribunale amministrativo regionale la decisione di staccare i collegamenti fognari “non trovava fondamento giustificativo nel regolamento d’utenza, il cui punto 2.6.6 prevedeva il distacco per morosità solo per l’allaccio idrico e non anche per quello fognario“. Distacco che, secondo i giudici amministrativi,“poteva dar luogo a un grave pericolo per la salute pubblica. Non sussisteva, infatti, nessuna alternativa per lo sversamento dei reflui come si verifica per l’approvvigionamento dell’acqua, relativamente al quale il regolamento di utenza prevede, infatti, espressamente la possibilità del distacco in caso di morosità“. “Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente – si legge nella sentenza – il sindaco del Comune di Grotte ha inteso semplicemente scongiurare il pericolo di un’emergenza sanitaria“.

L’Assemblea permanente del Movimento Cinque Stelle Sciacca chiede al Sindaco della nostra città di provvedere immediatamente a emettere identica ordinanza per scongiurare possibili emergenze sanitarie, così come hanno già fatto i sindaci del M5S di Favara e Porto Empedocle.

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Di nuovo uno sversamento in zona Stazzone

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Attraverso delle foto un nostro attivista ci segnala la presenza di sversamenti anomali nella vecchia foce del Cansalamone, allo Stazzone. Con la nuova rete fognaria, che convoglia gli scarichi della città al depuratore, ciò non dovrebbe accadere. I liquidi copiosi che giungono a mare emanano un olezzo di salamoia, indicando la probabile provenienza da un’attività ittico-conserviera. Ci chiediamo se siamo di fronte a uno sversamento abusivo, a un problema alla rete fognaria o a un problema dell’impianto di depurazione, consegnato da anni nelle mani “esperte” di Girgenti Acque. Certamente qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

Siamo fiduciosi che le autorità competenti possano far luce su quanto accade.

Assemblea M5S Sciacca

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Cosap, Girgenti Acque ha regolato la sua posizione con il Comune di Sciacca?

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Sono trascorsi 18 mesi da quando chiedemmo spiegazioni all’Amministrazione comunale delle ragioni per cui la Girgenti Acque non avesse provveduto al versamento del Cosap (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche) a partire dal 2009.

A confermare l’obbligo del versamento di tale canone da parte del gestore del servizio idrico integrato era stato lo stesso Ministero delle Finanze tramite la circolare del 20/01/2009 che fornisce chiarimenti in merito al regime impositivo delle occupazioni, sia permanenti che temporanee, effettuate con cavi, condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto da aziende di erogazione dei pubblici servizi e da quelle esercenti attività strumentali ai servizi medesimi, sul suolo comunale e provinciale.

L’assessore Ignazio Bivona rispose dicendo di aver provveduto alla notifica dell’avviso per il 2009 e di attendere il pronunciamento dell’autorità competente, cui si era rivolta Girgenti Acque per opporsi all’avviso di accertamento Tosap 2011 notificatole dal Comune di Favara, prima di procedere all’attivazione dell’ufficio tributario per l’accertamento sanzionatorio nei confronti del gestore del servizio idrico.

Lo scorso 22 aprile 2016 Girgenti Acque ha visto rigettare il ricorso (n. 3123/2014) contro il Comune di Favara da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento per cui dovrà pagare anche a Sciacca il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.

Torniamo pertanto a chiedere all’Amministrazione comunale se il gestore del servizio idrico ha regolato la sua posizione, se la deve regolare e, in tal caso, a quanto ammonta il dovuto al Comune di Sciacca. Certamente non vorremmo che cadesse tutto nell’oblio a danno dei Saccensi.

Assemblea MoVimento 5 Stelle Sciacca

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Nove depuratori già sequestrati nell’Agrigentino. Mangiacavallo (M5S): “I sindaci applichino la clausola risolutiva espressa prevista dalla convenzione con Girgenti Acque”

Il deputato Cinquestelle ha presentato oltre 25 atti parlamentari ma tutto resta invariato.

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A seguito dell’ennesimo sequestro, il nono per l’esattezza, di uno dei depuratori gestiti da Girgenti Acque nell’Agrigentino, interviene il deputato del Movimento 5 Stelle all’Ars Matteo Mangiacavallo.

“I numeri si commentano da soli – afferma Mangiacavallo – e sono impressionanti, come impressionante è il silenzio assordante del mondo della politica sulla questione. Ben nove depuratori, ovvero buona parte di quelli gestiti dalla Girgenti Acque nella ex provincia di Agrigento, sono stati sequestrati. Mi chiedo, e se lo chiedono anche i cittadini, quali debbano essere ancora i gravi motivi e le gravi inadempienze del gestore per addivenire alla risoluzione anticipata della convenzione. Ogni depuratore che non funziona produce un danno ambientale e a questo va aggiunto che l’utenza paga i canoni di depurazione per un servizio che non viene offerto; somme che vanno restituite immediatamente”.

“Sono quasi quattro anni – continua il deputato Cinquestelle – che predico nel deserto come deputato regionale, ho sollecitato il governo Crocetta con oltre 25 atti parlamentari ma tutto continua a tacere, nessun riscontro, nessuna risposta. Nel frattempo, mentre l’ATO e Girgenti Acque hanno aumentato le tariffe, l’assessore all’Energia ha pure bloccato l’ispezione che avevo chiesto e ottenuto per verificarle. Per fortuna c’è la magistratura che sta facendo il suo corso e alla quale stiamo affidando buona parte delle speranze per addivenire ad una soluzione visto che politicamente siamo davanti a un muro”.

“In questi giorni, – conclude il parlamentare dell’Agrigentino – siamo di fronte ad una svolta? Staremo a vedere. Dalle ATO stiamo transitando alle Assemblee Territoriali e quindi cambieranno gli interlocutori coi quali ci dovremo rapportare; non sarà più la Regione, infatti, ma i sindaci che dopo i tanti annunci, dovranno passare ai fatti. Alla luce delle gravissime circostanze emerse, sopratutto nelle ultime settimane, grazie all’azione giudiziaria, ci sono tutti i presupposti per applicare l’art.38 della convenzione: ovvero la clausola risolutiva espressa. Tocca adesso ai sindaci fare questo passo e le loro azioni avranno la nostra massima attenzione”.

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“CHI CI GUADAGNA DA QUESTE PERDITE IDRICHE?”

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La rete idrica di Sciacca è una rete vetusta, una rete colabrodo, come tante altre della nostra ex provincia.

Percorrendo in lungo e in largo la nostra città, specie nei giorni in cui viene garantita l’erogazione dell’acqua, ci si accorge, anche se a volte non ci facciamo più caso, che le strade sono bagnate.

Potremmo citare diversi esempi ma ci soffermiamo su uno in particolare per alcune riflessioni.

Sulla via Amendola, chiusa al traffico per lavori di manutenzione, insiste un fiumiciattolo. I residenti lo ricordano da tempo, e da tempo immemore. Gli stessi cittadini saccensi che si trovano a transitare per quella strada ricordano i tanti interventi della Girgenti Acque eseguiti sulla stessa via, anche se in punti differenti, come se l’acqua riaffiorasse dove meno te l’aspetti. Li ricordano auspicando un intervento risolutivo che ancora non è arrivato. Su questa come su altre strade principali, l’acqua presente può determinare un pericolo per la viabilità, oltre che uno spreco in termini di costi per la collettività.

perdita-idrica-girgenti-acque-2Ci chiediamo allora, e lo facciamo ad alta voce: chi ci guadagna da queste perdite? I cittadini di certo no, che non le loro esose bollette finiscono per pagare anche l’acqua che si perde per la strada. Le “perdite” d’acqua, infatti, vengono conteggiate dal gestore sulla fatturazione all’utenza finale come tutte le “perdite” del proprio bilancio, compresi i costi per le continue riparazioni, anche sulle stesse vie. Non ci guadagna neppure la città che in termini d’immagine, tra buche e rigagnoli, rilascia un impressione degna della migliore Beirut.

Chiediamo allora, alla nostra amministrazione e a nome di tutti i cittadini saccensi, di intervenire presso il gestore affinché gli interventi di manutenzione della rete idrica siano risolutivi e non determinino altre “perdite”. Sulla Via Amendola, visto che attualmente risulta chiusa al traffico, non sarebbe il caso, facendo di necessità virtù, approffitarne? Non sarebbe il caso di invitare il gestore ad eseguire un intervento massivo che metta la parola fine a questo spettacolo indecoroso?

Ce lo chiediamo, e con noi se lo chiedono i residenti e non di case prospicienti i fiumiciattoli e i rigagnoli, simbolo dello spreco e simbolo della cattiva gestione delle nostre risorse idriche.

Assemblea del M5S di Sciacca

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Arresti eccellenti in provincia di Agrigento. Mangiacavallo: “E’ la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato”

Il Movimento 5 Stelle Sicilia si complimenta con magistratura e forze dell’ordine.

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E’ un silenzio surreale ed assordante quello del mondo politico e delle Istituzioni a commento di un’operazione, denominata “Duty Free” che ieri, nella mattinata, ad Agrigento, si è conclusa con 13 ordinanze di custodie cautelari per un giro di reati che includono truffa, corruzione e falso.

Interviene il M5S Sicilia per complimentarsi con le forze dell’ordine, con la Procura e gli inquirenti per l’ottimo lavoro svolto.

“Possiamo definirla come la risposta del mondo giudiziario a chi dubitava che tutto fosse fermo. – dichiara Matteo Mangiacavallo, deputato regionale del M5S – Quanto avvenuto oggi rappresenta un’iniezione di fiducia per tutti coloro i quali, come noi, continuano ad avere massima fiducia nel sapiente lavoro, bistrattato e poco remunerato, svolto dalle forze dell’ordine ogni santo giorno. A loro vanno i nostri ringraziamenti e la nostra riconoscenza”.

Tra gli “arresti eccellenti” anche quello dell’imprenditore Marco Campione, presidente della Girgenti Acque e quello di Pietro Pasquale Leto, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento. “Ci lascia sgomenti il coinvolgimento dei vertici dell’Agenzia delle Entrate, Istituzione che dovrebbe controllare e far applicare la legalità e che invece, nel caso specifico, faceva il contrario. – continua Mangiacavallo – E’ l’indice negativo che esiste un sistema marcio, totalmente marcio, marcio fino all’osso. Se quanto rappresentato dall’accusa sarà confermato ci aspettiamo una pulizia degna di tale nome, a tutti i livelli. Quella pulizia che il mondo politico, assente e stranamente silente in questa vicenda, non ha ancora voluto fare. Tutti i partiti, Movimento 5 Stelle escluso, tengono dentro indagati e condannati e questi poi, in Parlamento, fanno pure le leggi che i cittadini dovrebbero osservare. Tutto assurdo”.

Il deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha prodotto oltre 25 atti parlamentari per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua nel libero consorzio di Agrigento e più volte, col gruppo del M5S Sicilia, è entrato in conflitto con il presidente della Girgenti Acque. “Non ci stupisce che tra le accuse rivolte a Marco Campione possa trovarsi anche quella d’aver assunto la figlia del direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento in cambio di favori. Sarebbe una prova provata di quanto affermato dal procuratore Fonzo, ovvero che la Girgenti Acque si comporta come un “assumificio”. Su questo aspetto abbiamo chiesto di tutto e di più e restiamo fiduciosi, oggi meglio che ieri, nell’ottimo lavoro che sta svolgendo e saprà svolgere la magistratura. Siamo convinti, quanto loro e più di loro, che quanto accaduto in questa operazione rappresenti la punta dell’iceberg di un sistema che va smantellato dalla base”.

“Le ricadute di questo sistema marcio pesano esclusivamente sui cittadini e sulle famiglie del nostro libero consorzio – conclude Mangiacavallo – che con le fatture dell’acqua, giusto per citarne una, pagano probabilmente anche le spese di tanti “favori” al politicante di turno. Vorrei invitare i “complici” di questo sistema a ritornare sui loro passi e a lasciare il campo. Quanto accaduto ieri deve farli riflettere e ricredere. Vorremmo tornare alla gestione pubblica dell’acqua, ora e subito, e con l’acqua pubblica anche ad una gestione sana dei beni comuni”.

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Girgenti Acque – Mangiacavallo: “Marco Campione vuole lasciare ma ha paura delle penali? Non si preoccupi, anche i sindaci, forse, vorrebbero mandarlo a casa gratis”

Presentata una nuova interpellanza per chiedere la risoluzione consensuale della convenzione tra gestore e ATO AG9.

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Non sono sfuggite le dichiarazioni di Marco Campione, presidente della Girgenti Acque Spa, al deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo, impegnato per un ritorno alla gestione pubblica nella ex provincia di Agrigento, fin dalla sottoscrizione della convenzione con il gestore privato avvenuta nel lontano 2007.

“Le parole hanno il loro peso – dichiara Mangiacavallo – soprattutto quelle che finiscono sulla carta stampata. Sono portato a credere, fino a prova contraria, alla buona fede di tutti i personaggi pubblici ma non credo a Campione quando cerca di convincere la gente che sta gestendo il servizio idrico per spirito di sacrificio. Nonostante tutto voglio sforzarmi di credergli quando dice che se non fosse per le penali da pagare, Girgenti Acque avrebbe già lasciato il campo”.

Il deputato saccense del Movimento 5 Stelle ha presentato l’ennesima interpellanza con la quale chiede al governo l’istituzione di un tavolo tecnico per addivenire ad una risoluzione “consensuale” anticipata della convenzione sottoscritta dal gestore e dall’ATO Idrico di Agrigento.

“Cogliamo al volo la volontà di Campione e veniamogli incontro – conclude Matteo Mangiacavallo – ha paura delle penali? E’ la stessa preoccupazione manifestata dai sindaci. Le due parti non avviano la risoluzione anticipata del contratto per timore di pagare le penali. Non vi sembra assurdo? Non vi sembra un paradosso? Benissimo, ho chiesto al governo regionale di convocare ATO e Girgenti Acque per farli dialogare e addivenire ad una risoluzione anticipata del contratto che escluda il pagamento delle penali. E poi vediamo chi bluffa”.

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Mangiacavallo risponde a Girgenti Acque: “Vogliono incontrarci? Prima rispettino i cittadini e ci forniscano l’elenco del personale che avevamo richiesto”

Interviene il deputato all’Ars del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo in merito alla nota diffusa dalla Girgenti Acque Spa il 28 luglio scorso, in risposta alle azioni parlamentari, regionali e nazionali, del M5S contro la gestione privatizzata dell’acqua in provincia di Agrigento.

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“Prendo atto della formale disponibilità della Girgenti Acque ad incontrare me e il Senatore Mario Giarrusso – commenta Mangiacavallo – per fornirci dati e informazioni sul servizio idrico gestito, al fine di evitare la diffusione, da parte nostra, di notizie fuorvianti e preoccupanti ma tengo a precisare che quanto da noi documentato, attraverso atti parlamentari, non risponde a “dicerie di paese” ma sono inadempienze e disservizi testimoniati da fatti”.

“Se la Girgenti Acque intende riqualificare la propria immagine di fronte ai cittadini – continua il deputato regionale del M5S – sospenda, tanto per cominciare, immediatamente, la pratica barbara e incivile dei distacchi delle utenze e la smetta di far pagare, in maniera indiscriminata, i canoni di depurazione e fognatura anche nelle zone non servite e dove tali servizi sono fatiscenti, a dispetto di quanto falsamente dichiarato attraverso un precedente comunicato stampa”

“Se poi vuole fare la cosa ancora più giusta – conclude Matteo Mangiacavallo – ci fornisca quel famoso elenco del personale, misterioso quanto il segreto di Pulcinella, che continua a negarci. Stia tranquilla che successivamente sia io che il senatore Giarrusso saremo altrettanto disponibili ad incontrarli.”

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Un incubo chiamato Girgenti Acque, il M5S presenta un’interrogazione anche al Senato

17 gli atti parlamentari e decine le richieste di accesso agli atti già presentate all’Ars dal Cinquestelle Mangiacavallo che unitamente al senatore Giarrusso chiede di stoppare definitivamente l’attuale gestione del servizio idrico nella provincia di Agrigento.

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Le inadempienze di Girgenti Acque Spa sbarcano al Senato. Dopo ben 17 atti parlamentari e decine di richieste di accesso agli atti presentati dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo a Palazzo dei Normanni, anche il Cinquestelle Michele Giarrusso, senatore della Repubblica, porta il caso dell’ente gestore dei servizi idrici a Palazzo Madama.

Un’azione sinergica – afferma Mangiacavallo – condotta da parlamentari regionali, deputati alla Camera e senatori M5S che darà delle risposte ai cittadini dell’Agrigentino, un modus operandi tipico dei Cinquestelle anche in altri contesti”.

Interviene così il senatore Giarrusso: “Definire pessima la gestione di Girgenti Acque sarebbe riduttivo. Diverse inottemperanze, infatti, sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque; risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; ed, ovviamente, è stata pure riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio”.

Ma le denunce del Movimento 5 Stelle contro la Girgenti non finiscono qui: “La Girgenti Acque SpA – continua Giarrusso – risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il “San Giovanni di Dio”; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque S.p.A., Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40milioni di euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature, quali 90 mila contatori commissionati direttamente alla società correlata, senza alcuna procedura volta a garantire i principi di economicità, trasparenza, pubblicità, efficacia ed efficienza a tutela del cittadino, cui tutti i gestori di pubblici servizi debbono attenersi. E’ tuttora in corso un’indagine a carico dell’ex amministratore delegato Giuseppe Giuffrida, unico indagato, dal 2013, per fatti relativi all’inquinamento dei mari. Campione, già condannato, risulta inoltre indagato dalla Direzione distrettuale Antimafia per associazione a delinquere di stampo mafioso, a seguito delle dichiarazioni rese da due pentiti, Di Gato e Cacciatore, e sulla base di quanto esposto dal colonnello dei Carabinieri Lucio Arcidiacono durante le udienze del processo a carico dell’allora presidente della Regione Lombardo”.

Ma non appaiono chiari nemmeno i criteri di assunzione del personale”, aggiunge il deputato Mangiacavallo che nei mesi scorsi aveva ricevuto un diniego alla richiesta di prendere visione della pianta organica e degli elenchi del personale.

Quindi il diktat del senatore Giarrusso e del parlamentare regionale Mangiacavallo: “Bisogna mettere un punto a questa esperienza maledetta – affermano ii Cinquestelle – il presidente del Consiglio ed i Ministri di competenza dicano stop definitivamente alla gestione targata Girgenti del servizio idrico nella provincia di Agrigento”.

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