#SfiduciaDay, domenica sei ore no stop per dire ‘no’ a Crocetta. Grillo sul palco alle 20,30

Pronta la scaletta della manifestazione in piazza del Parlamento a Palermo. Il via alle 16. Spazio a 4 complessi musicali e a una sfilza di parlamentari Cinquestelle nazionali, regionali ed europei. Tra loro anche i volti più noti del Movimento: Morra Taverna, Di Battista e il vicepresidente della Camera Di Maio.

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Tutto pronto in casa 5Stelle per lo #sfiduciaday, la manifestazione che punta a portare in piazza Parlamento domenica prossima i Siciliani scontenti del governo Crocetta e che mira a raccogliere le firme contro il governatore per irrobustire simbolicamente la mozione di sfiducia già presentata all’Ars dai deputati del Movimento.

A parte qualche piccolo punto interrogativo (l’attore Gioè ci sarà se riuscirà a liberarsi di alcuni impegni lavorativi) la scaletta è pronta. Si parte alle 16,00 con l’introduzione dell’ex capogruppo Francesco Cappello e si chiude intorno alle 22,00 sulle note dei “Meganoidi”, il gruppo genovese noto, tra l’altro, per essere stato l’autore della sigla del programma televisivo “Le Iene”. Il piatto forte alle 20, 30 con l’intervento di Beppe Grillo. In mezzo tanta musica (alle 16,15 gli “Skitzomovimento”, alle 17,30 i “Brigantini”, alle 19,00 i “Vallanzaska”) e gli interventi di portavoce 5 stelle nazionali, regionali ed europei eletti in Sicilia, oltre ai due sindaci Cinquestelle di Bagheria e Ragusa (17,00 Corrao, 17,15 i sindaci Piccitto e Cinque, 18,00 Nuti e Villarosa, 18,15 Catalfo e Santangelo,18,45 Trizzino, 19,45 Zafarana, 20,15 Giancarlo Cancelleri). Introdurranno tutti gli interventi dei portavoce i deputati all’Ars. Saranno della “partita” anche alcuni tra i volti più conosciuti del Movimento, quali i senatori Nicola Morra (16,45) e Paola Taverna (19,30), il deputato alla Camera Alessando Di Battista e il vicepresidente di Montecitorio Luigi Di Maio (20,00).

La manifestazione si terrà a piazza del Parlamento, concessa sul filo di lana dal Comune, fatto, questo, che caricherà di un forte valore simbolico la giornate dei siciliani, che potranno gridare il loro “no” a Crocetta sotto le finestre del Parlamento più antico d’Europa.

In piazza sono attesi non solo attivisti e simpatizzanti Cinque Stelle, ma tutti i Siciliani che vogliono voltare pagina e chiudere una volta per tutte con Crocetta, sempre più ‘Re Mida al contrario’, capace solo di distruggere tutto ciò che tocca. A loro sarà chiesto di firmare, su degli stampati, la simbolica sfiducia al governatore.

Il Movimento 5 Stelle – dicono i deputati – in questi anni ha dimostrato di essere all’altezza del ruolo che gli elettori gli hanno dato, confermandosi l’unica vera forza di opposizione all’interno del Parlamento regionale. Oggi siamo pronti a diventare l’unica vera forza di governo e questo è il momento di manifestarlo. Partecipare è l’unica cosa che resta a noi cittadini, e dobbiamo esserci tutti, perché altrimenti, nessuno lo farà al posto nostro”.

Firme per staccare la spina al governo Crocetta saranno raccolte nei giorni precedenti e seguenti alla manifestazione anche in tantissime piazza della Sicilia. Una petizione per dire “no” a Crocetta è stata avviata pure on line.

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La lezione siciliana del Movimento 5 Stelle

I grillini a Roma collezionano gaffe e si sono conquistati qualche antipatia di troppo. Quelli siciliani, invece, sono diventati in pochi mesi un caso mediatico di successo. Perché tanta differenza? Ci sono almeno due buoni motivi …

PALERMO – Per le grandi firme, ma per la verità per le firme di tutte le misure, la fenomenologia di Vito Crimi è diventata ormai un genere letterario a sé. È un must cimentarsi nel pezzo di colore sul palermitano scelto dal Movimento 5 Stelle come capogruppo al Senato, magari allargando l’inquadratura alla sua compagna di avventura (o sventura, a seconda dei punti di vista), la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi. Li hanno accostati ai Jalisse, all’orso Yogi e alla Signorina Rottermeier di Heidi, e chi più ne ha più ne metta. Sui social abbiamo visto impazzare le parodie di “Vito lo Smentito” e l’hashtag #Romanzocrimi spopola su Twitter, anche Crozza e Fiorello lo hanno preso di mira.

Di certo, i primi passi di Crimi e della pattuglia pentastellata di Camera e Senato, sono stati incerti e costellati da inciampi. Il capogruppo palermitano è stato smentito a più ripresa da Beppe Grillo, è incorso in un paio di gaffe come quella sul Capo dello Stato che “non si è addormentato” incontrandoli, o quella sui giornalisti che “gli stanno sul c.”, sempre costretto poi a imbarazzanti scuse pubbliche. Ma le disavventure di Crimi, al di là dei dispiaceri personali del generoso ragazzone palermitano esportato in Lombardia, incarnano quella che i media e l’opinione pubblica hanno registrato come una falsa partenza dei 5 Stelle. Le prime mosse del plotone grillino a Camera e Senato hanno strappato pochi applausi e attirato qualche antipatia. Gli onorevoli e senatori grillini, complici uscite pittoresche come quella sui microchip sottopelle di Zeitgeist e altre amenità, hanno fin qui trasmesso un’immagine non troppo brillante e l’intervista del siciliano Tommaso Currò che dice a Grillo “non siamo automi e neanche bambini” ha fotografato alla perfezione l’immagine di una comunità che appare sotto tutela, con il fiato sul collo dell’ingombrante binomio Grillo-Casaleggio.

È curioso, però, tentare un parallelismo tra la deputazione nazionale a cinque stelle e quella dell’Assemblea regionale siciliana. Nell’Isola, infatti, i grillini hanno fin qui goduto, al netto di un paio di antipatici scivoloni, di una compiaciuta attenzione da parte dei media. E sicuramente, dal punto di vista dell’immagine, se la sono cavata molto meglio dei colleghi “cittadini” di Roma. Dagli stipendi restituiti all’operosità in Assemblea, complice l’intesa con Rosario Crocetta, Giancarlo Cancelleri e compagni hanno monopolizzato l’attenzione dei media locali e nazionali, offrendo un’immagine di impegno e rinnovamento, fino alla creazione del mito di un “modello Sicilia”, della cui esportazione a livello nazionale si è a lungo (e a sproposito) vagheggiato, fino all’incidente maturato sulla legge della doppia preferenza di genere che ha segnato il tramonto del feeling con Crocetta.

Certo, i passi falsi non sono mancati, come il discutibile (o forse meglio, inaudito) video del vicepresidente dell’Ars Venturino contro il giornalista di Repubblica Emanuele Lauria. “l’auto di servizio che non è un’auto blu”. Ma nell’insieme, per chi scrive è difficile negare che i 5 Stelle siculigodano di una reputazione invidiabile dai colleghi senatori e deputati nazionali.

Ma perché Cancelleri piace e Crimi viene preso a pesci in faccia da tutti? Al di là della simpatia e delle qualità personali (e il giovane capogruppo nisseno dell’Ars fin qui ha dato prova di avere buon senso e misura), ci sono forse anche ragioni politiche da prendere in considerazione. La prima è probabilmente legata al rapporto con Grillo e Casaleggio. Che marcano strettissimi, fino all’asfissia, i loro uomini romani, mentre per ovvi motivi lasciano maggiori margini di autonomia alle periferie. E non è un caso, forse, che la deputazione dell’Ars fin qui si sia guardata bene dall’esprimere giudizi troppo netti sui fatti nazionali, evitando di finire travolta dallo tsunami.

C’è poi un secondo elemento, legato alla legge elettorale. I grillini siciliani per arrivare in Parlamento hanno dovuto essere votati. Totalizzando anche migliaia di preferenze. Voti veri, persone anche esterne al Movimento, che li hanno scelti, operando una selezione sul territorio. Quella che il Porcellum non consente, col sistema delle liste bloccate. Per il Parlamento nazionale, deputati e senatori grillini sono stati tutti scelti con le primarie e non nominati come in altri partiti. Ma le “parlamentarie” a cinque stelle si sono celebrate on line con una partecipazione limitata a un pugno di intimi, e sono bastati un centinaio (o meno) di voti a qualche candidato per staccare il biglietto per Roma. Anche questo limite nel processo di selezione può avere avuto il suo peso. Tanto più che le “parlamentarie” sono state affollate da candidati già bocciati alle regionali, ripescati con qualche decina di clic dai militanti on line.

Insomma, forse i primi a dover guardare con maggiore attenzione al “modello Sicilia” dovrebbero essere proprio Grillo e Casaleggio. Che fino a oggi hanno snobbato (per non dire maltrattato) i media nazionali, forti della carica travolgente dell’ex comico e di una profonda sintonia con la pancia del Paese, confermata dallo straordinario risultato elettorale del movimento. Ma quando alla pancia si parla, diventare antipatici è un rischio che proprio non ci si può permettere. Gli ultimi sondaggi (per quel che ancora valgono dopo il flop delle elezioni) hanno fatto suonare un primo campanello d’allarme per i Cinque stelle. La “cura siciliana”, ossia un movimento più pragmatico, meno “grillocentrico” e più selettivo, può essere la strada giusta per non perdere lo slancio. A meno che il Movimento non proceda nel percorso inverso, quello di una ‘romanizzazione’ della pattuglia siciliana. Quella di cui ha parlato il crocettiano Nino Malafarina, secondo il quale l’irrigidimento dei grillini siciliani sulla legge della doppia preferenza sia figlia del l’irrigidimento romano del movimento. Che Malafarina abbia ragione o meno, l’impressione è che da quel genere di percorso, i 5 Stelle siciliani avrebbero molto da perdere.

Twitter: @salvotoscano1

Fonte: livesicilia.it

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Grillo riempie piazza Magione: “E’ arrivato il momento di cambiare”

Folla per il comizio finale del leader del Movimento 5 Stelle. “Oggi mi trovo in questa piazza importante dove hanno giocato Falcone e Borsellino e dobbiamo ripartire da qui per cambiare le cose”

Ennesimo bagno di folla per Beppe Grillo, che sta concludendo il suo tour elettorale con un affollatissimo comizio a piazza Magione. Dopo un giro nei pressi di via Lincoln, il leader del Movimento 5 Stelle è salito sul palco allestito in piazza Magione e ha attaccato il comizio finale della campagna elettorale a sostegno del candidato alla Presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri.

GUARDA / Lo show in via Lincoln: Foto Video

In piazza Magione Grillo ha nomina subito Falcone e Borsellino, forse per scacciare via l’ombra di quella battuta infelice secondo cui “la mafia non strangola, lo Stato sì” criticata persino dal suo candidato Giancarlo Cancelleri (“Sulla mafia ha sbagliato”, ha detto Cancelleri alla trasmissione radiofonica La Zanzara). “Sono venuto qui sei mesi fa – ha detto Grillo – c’erano tante persone che non si avvicinavano e mi guardavano con diffidenza. Ora forse siete cambiati voi, siete tanti e mi mostrate affetto. Oggi mi trovo in questa piazza importante dove hanno giocato Falcone e Borsellino e dobbiamo ripartire da qui per cambiare le cose”, afferma.

“Sei mesi fa non è cambiato nulla – ha proseguito – e infatti avete eletto a Palermo lo stesso sindaco di vent’anni fa. Io mi sono allenato per sei mesi per attraversare lo Stretto a nuoto e ho impiegato venti minuti meno del traghetto. Ciò dimostra che quando si desidera qualcosa si può ottenere. Il cambiamento è possibile ma deve partire da voi. Bisogna azzerare classe politica perchè è un sistema che è marcio”. “Ognuno di noi deve rischiare qualcosa, Bisogna andare a votare. Se non si vota si fa il gioco di Cuffaro che diceva ‘non andate a votare, tanto noi i voti li abbiamo lo stesso – ha detto ancora Grillo – Cuffaro ci costa 300 euro al giorno in galera, che esca e faccia lavori socialmente utili. Volete cadere in questa trappola? Basta…”.

(25 ottobre 2012)

Fonte: palermo.repubblica.it

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Il MoVimento 5 Stelle trionfa nelle piazza di Gela

IL M5S CONQUISTA GELA: GRANDE FOLLA ED ENTUSIASMO

24 ottobre 2012

di Giancarlo Costa

Questa la certezza di Beppe Grillo, giunto in quel sud del sud che è Gela, dove davanti a circa 3 mila persone ha parlato di una Sicilia già diversa,capace di cambiare, libera dal voto di scambio “perché sono finiti i piccioli”.

L’energia del comico sul palco è impressionante. La folla si emoziona, sorride, applaude, a qualcuno vengono perfino le lacrime. Grillo parla di acqua pubblica ed energia pulita, della speculazione finanziaria e di banche pubbliche. Racconta dell’ Ecuador di Correa e dell’ Islanda che rifiuta il debito, in una narrazione veloce e barbarica, globale e superficiale, piena e insieme digeribile.

E’ in questo linguaggio, prima ancora che nelle proposte di riduzione degli stipendi o nel moto 1 vale 1, la forza del Movimento 5 Stelle.

Mentre si allarga la frattura fra la politica dei partiti e la realtà quotidiana degli italiani, Grillo sente la necessità di valorizzare un’identità collettiva. Parla alle coscienze, dice alle persone: potete essere parte di qualcosa di più grande.

“io sono solo un aggregatore, uno che richiama gente: la rivoluzione la fate voi”

Se i leader dei partiti tradizionali sembrano insistere nel vantare le proprie qualità, aggiornando al 2.0 le logiche del berlusconismo, Grillo gioca a smontare la sua figura: “io non ho la soluzione dei problemi” “, “io non posso dirvi come gestire l’acqua..dovete farlo voi” “io non lo so…” “dovete cambiare voi”.

Vedo così anziani sventolare le bandiere del Movimento, e centinaia di persone in coda per firmare contro Muos di Niscemi.

Restano ovviamente i mille dubbi sulla verità di questa operazione, sull’organizzazione interna del Movimento e sue reali finalità, sui limiti e le potenzialità di un fenomeno nuovo e complesso.

Fatto sta che anche ieri, nella difficile piazza di Gela, l’alchimia è riuscita.

Per comprenderne la portata, ho portato con me un conoscente gelese: ha 30 anni, è disoccupato, non ha mai votato se non nell’interesse di un posto di lavoro, non legge i giornali, non sa cos’è lo spread e, cosa importante, sa poco o nulla di Grillo.

A queste elezioni, non vota nessuno “perché tanto…” . Abbiamo visto il comizio distanti, io sotto il palco, lui fra la gente. Alla fine chiedo cosa pensa del Movimento 5 Stelle.

“lo voto Grillo, mi batte il cuore”. Resto incredulo mentre mi chiede informazioni su “ questa Cristina de Kirchner” e sulla Francia di Hollande. E capisco che Grillo fra vaffanculo e battute divertenti offre quella spiegazione comprensibile del reale, semplificata o demagogica che la si voglia, che nessuno altro politico sa offrire.

Il comico genovese ha compreso che internet ha democraticizzato l’ambizione del sapere.

Offrendo informazioni sul mondo, Grillo consegna al suo pubblico una diversa percezione di centralità. Sfuggendo alle logiche locali, fa di ogni piazza di paese un non-luogo universale, un McDonald della partecipazione civile dove riacquistare, o consumare, una dose di consapevolezza civica.

In omaggio, alle persone, viene consegnata l’emozione di un sentimento di centralità, o se vogliamo, un palcoscenico di speranza. Sentirsi al centro di qualcosa, avere voce in un Italia politica chiusa nel privilegio e nella sua autoreferenzialità. Da qui nasce l’emozione. La rete è il mezzo. L’ epica è : Siamo Noi contro la Casta, e vinceremo.

Fertilizzata dalla crisi economica e nel vuoto sconfinato lasciato dalla politica tradizionale, la presa del messaggio è micidiale.

Grillo diffonde una coscienza diversa, solida chissà per quanto, “ ma in alternativa a questo” dice il comico “ c’è solo la violenza”.

Dietro di lui, ci sono poi i veri candidati all’ Ars del Movimento. Hanno facce di bravi ragazzi, sognanti e prive di arroganza, così diverse da quelle dei soliti noti. Sono sul palco, emozionati e un po’ smarriti, a parlare di idee e buoni propositi, mentre le televisioni inseguono istericamente Grillo ai bordi del palco.

E quando al mio amico chiedo,” ma candidato quale voti?” lui risponde “Grillo”, a conferma di tutto e del contrario di tutto.

Fonte: siciliainformazioni.it

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Si presenta Cancelleri: “Siciliani, guardate come ribalto l’Isola”

Giancarlo Cancelleri (a destra) candidato alla Presidenza della Regione Sicilia e Matteo Mangiacavallo (a sinistra) candidato all'Assemblea Regionale Siciliana
Giancarlo Cancelleri (a destra) candidato alla Presidenza della Regione Sicilia e Matteo Mangiacavallo (a sinistra) candidato all’Assemblea Regionale Siciliana

Parla il candidato alla presidenza della Regione

24 settembre 2012- di Chiara Billitteri

L’antipolitica e il Palazzo: così lontani, così vicini. I grillini siciliani hanno scelto Palazzo dei Normanni per presentare il loro programma per le prossime elezioni regionali. E seppur nella casa dell’odiata Casta, la lotta per l’abolizione dei privilegi della poltrona è sempre al primo posto. “Le idee sono la cosa più importante per fare politica, e queste sono gratis”.

Giancarlo Cancelleri, portavoce del Movimento 5 Stelle Sicilia e candidato alla presidenza della Regione, punta il dito contro i costi della politica: “In un momento come questo – ha detto – la politica ha un prezzo che è diventato insostenibile: un prezzo che suona come un insulto”.

Sarà la riduzione dell’indennità a 2500 euro mensili, infatti, il primo disegno di legge che i futuri deputati del Movimento 5 Stelle, sbarramento permettendo, presenteranno una volta entrati all’Assemblea regionale. E se questo non dovesse bastare, è prevista anche l’abolizione di ogni privilegio (diaria, vitalizio, rimborsi vari), escluso il rimborso delle spese di trasporto.

“I partiti comprendano la validità della proposta – ha continuato Cancelleri – e la appoggino, altrimenti spiegheremo ai cittadini che la loro classe politica non è pronta a fare gli stessi sacrifici che vengono chiesti loro”. Sì perché al primo posto c’è sempre il dialogo, e proprio con i cittadini: sono loro che hanno stilato il programma, attraverso internet.

“E’ questo il nostro punto di forza”, ripetono gli attivisti del movimento, tanto forte che la parola ‘referendum’ è stata protagonista di buona parte degli interventi. Referendum finanziario, referendum propositivo, e abolizione del quorum del 50% dei votanti nei referendum regionali. “Puntiamo anche a cambiare la costituzione, lo Statuto è un buon punto di partenza, ma va rivisto”.

E stamattina il portavoce ha illustrato il programma (consultabile al link http://www.sicilia5stelle.it/il-programma/) insieme a cinque referenti, provenienti da cinque diverse aree dell’isola, che hanno parlato anche di cittadinanza, sviluppo, cultura, legalità e ambiente.

Altro tema di battaglia, la trasparenza della politica: pubblicazione online delle proposte di legge e dei bilanci di ogni organo della Regione, obbligo di trasparenza per tutti gli atti pubblici che comportino spese di denaro alla collettività e certificazione antimafia per appalti pubblici ed erogazione di contributi.

Insomma, il movimento di Grillo si gioca tutto sull’onestà, e a chi nutre qualche dubbio sulla democrazia all’interno del movimento, in seguito alla ‘bufera Favia’, Cancelleri ha risposto che “ne’ Grillo, ne’ Casaleggio hanno messo lo zampino nella composizione delle liste, sono pronto a fornire i video delle assemblee”.

E proprio Beppe Grillo arriverà in Sicilia il 10 ottobre, dopo aver attraversato a nuoto lo stretto, per iniziare un tour dell’isola. E Cancelleri scherza (o forse no): “I partiti metteranno pescecani affamati, il giorno prima”.

Fonte siciliainformazioni.com

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MoVimento 5 Stelle, Cancelleri presenta il programma: “Le vere liste pulite sono le nostre”

Giancarlo Cancelleri

(Chiara Billitteri) Giancarlo Cancelleri, candidato alla presidenza della Regione e portavoce del Movimento 5 Stelle, presenta il proprio programma. “In un momento come questo, le indennità dei parlamentari, soprattutto in Sicilia, sono inopportune e hanno un prezzo che la politica non può più sostenere: un prezzo che suona come un insulto. Noi – prosegue – proporremo come prmo disegno di legge la riduzione delle indennità a 2500 euro al mese, più un rimborso per gli spostamenti. I partiti comprendano la validità della proposta e la appoggino, altrimenti spiegheremo ai cittadini che la loro classe politica non è pronta a intraprendere un percorso di rinnovamento che è necessario per la Sicilia”.

“La Lega al nord – dice Cancelleri – ci invidia un’autonomia che noi non utilizziamo. Lo Statuto è una buona base da cui partire, ma va rivisto. Le vere liste pulite le abbiamo fatte noi: i nostri candidati hanno dovuto presentare carte del tribunale che escludessero anche multe per divieto di sosta”.

(foto Chiara Billitteri)

Fonte: siciliainformazioni.it

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L’Italia si prepara al voto, ma i partiti non sono trasparenti sui candidati

Per praticità pubblichiamo prima le conclusioni e poi tutto il resto dell’articolo di Pierluigi Giordano Cardone | 3 maggio 2012 pubblicato sul sito della testata giornalistica “Il Fatto Quotidiano”.

Conclusioni – A prescindere da Toqueville, ciò che emerge prepotentemente dall’indagine del sodalizio è che, tranne il Movimento 5 Stelle, non si può sapere nulla sullo status penale di chi governerà nei 28 capoluoghi di provincia in cui si andrà alle urne (nei centri più piccoli è più facile sapere tutto di tutti). Ed è una falla grave, perché spesso e volentieri nelle elezioni amministrative si vota l’uomo e non il partito che rappresenta. Poi capita che in campagna elettorale gli inquirenti arrestino o indaghino i candidati. Altro dato interessante è che, in quanto a trasparenza, non ci sono differenze sostanziali né tra i partiti, né soprattutto tra Nord e Sud del Paese. Come dire: sul tema in questione, tutti d’accordo, a prescindere da luogo di provenienza e colore politico. E se è un malcostume poco importa.

L’associazione “Pubblici Cittadini” ha analizzato i siti dei principali movimenti che si presenteranno alle amministrative di domenica e lunedì.Risultato: nella maggioranza dei casi non vi sono informazioni sui nomi scelti dalle segreterie locali. A salvarsi solamente il MoVimento Cinque Stelle.

Che lavoro fa il candidato sindaco del Pdl a Genova? Quanti anni ha il papabile primo cittadino del Pd a Catanzaro? Il capolista della Lega Nord a Parma ha precedenti penali? Chi presenta l’Udc aBrindisi? Domande semplici a cui non è possibile dare una risposta in tempi rapidi. Il motivo? Nella stragrande maggioranza dei casi, sui siti internet dei rispettivi partiti non vi sono informazioni dettagliate sui nomi scelti dalle segreterie locali per le elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi. E così chi cerca di saperne qualcosa in più è costretto ad avventurarsi in profili Facebookpersonali, pagine di giornali locali e conoscenza diretta dei candidati. Insomma: a quattro giorni dal voto, la trasparenza nelle liste elettorali è un miraggio, con buona pace di quegli elettori che vogliono sapere tutto o quasi di chi intendono votare.

E’ quanto emerge dall’indagine condotta dall’associazione “Pubblici Cittadini”, che fino al 16 aprile scorso ha analizzato i portali ufficiali dei principali movimenti politici d’Italia alla ricerca di curriculum vitae, informazioni e dettagli di chi ‘scende in campo’ nei 28 capoluoghi di provincia (sono 773 i comuni d’Italia al voto, ndr) in cui si andrà alle urne. Il quadro che emerge è emblematico: solo aCuneo il Pdl fa sapere qualcosa del suo candidato sindaco, mentre il Pd presenta informazioni complete dei suoi possibili primi cittadini esclusivamente a Monza, Como e Gorizia. Le cose non vanno meglio con i partiti più piccoli: la Lega Nord presenta curricula dettagliati per 2 candidati sindaco su 14 (a Cuneo e Como), Fli uno – completo – su sette, Sel in due capoluoghi su otto (Asti e Frosinone), l’Udc in due centri su 19 (Como e Taranto) e l’Idv in nessun caso. Discorso diverso per il Movimento 5 Stelle: ci sono candidati-sindaco in 24 capoluoghi su 28 e di questi si sa qualcosa del loro curriculum vitae in 9 casi. D’altro canto, però, secondo l’associazione Pubblici Cittadini, M5S è l’unico soggetto politico a rendere consultabili le autodichiarazioni sullo status penale e sulle eventuali incompatibilità di tutti i candidati a capo di giunta e al consiglio comunale. Ecco, nel dettaglio, la situazione per tutti i partiti da come emerge nell’indagine dell’associazionePubblici Cittadini.

Popolo della Libertà – Presente con propri candidati sindaco in tutti i 28 capoluoghi di provincia in cui si andrà alle urne, il Pdl vanta il non invidiabile primato di partito meno trasparente d’Italia sul web. Nel portale ufficiale dei berlusconiani, infatti, non c’è alcuna sezione dedicata alle amministrative 2012 né rimandi alle sezioni locali del Pdl. Impossibile, quindi, cercare di avere una lista completa dei nomi di chi scende in campo e, di conseguenza, di raccogliere informazioni su chi sono e cosa fanno. Per chi vuole saperne di più, l’unica strada da seguire è quella dei siti cittadini del Pdl. Anche in questo caso, però, non si è molto “fortunati”, visto che solo per Asti, Cuneo, Verona, Parma, Piacenza e Palermo ci sono indirizzi online funzionanti. Tra questi, quello di Cuneo rimanda al sito personale del candidato sindaco (quindi si può sapere qualcosa su ciò che fa nella vita), mentre in quelli di Verona, Palermo e Parma è presente la lista completa di chi concorre al consiglio comunale (solo i nomi). Autodichiarazioni sullo status penale dei candidati? Neanche a pagarle.

Partito democratico – Anche il Pd, come il Pdl, è presente con propri candidati sindaci in tutti i capoluoghi di provincia, ma le differenze rispetto ai berlusconiani in termini di trasparenza sono davvero minime. Il Pd, infatti, nel suo portale ha una sezione dedicata alle prossime elezioni amministrative, ma all’interno non vi sono né curriculum vitae dei propri rappresentanti né autodichiarazioni dello status penale. Chi vuole consolarsi, invece, ha a disposizione solo alcuni video di chi scende in campo nelle città più importanti. Anche per i democratici, quindi, tocca addentrarsi nella foresta dei siti delle sezioni. Con risultati deludenti. Su 28 capoluoghi, ben 9 non hanno un portale (Taranto, Belluno, Frosinone, Isernia, Trani, Catanzaro, Agrigento, Trapani, Lanusei). Ciò significa, quindi, che ci sono 19 siti. Funzionanti ma non funzionali. Detto di Monza, Como e Gorizia (informazioni abbastanza complete e aggiornate su candidati sindaco), nella maggior parte dei casi le notizie sono a dir poco scarne: dati anagrafici e professione dei candidati. Fa scalpore il caso di Genova, dove ci sono solo alcune interviste ai candidati consiglieri, mentre per i siti Pd di Pistoia e Lecce tra quattro giorni non si andrà neanche a votare: non esiste, infatti, alcun riferimento alle amministrative del 6 e 7 maggio. In tutti i casi presi in esame, oltretutto, non ci sono informazioni sullo status penale dei candidati.

Lega Nord – Il Carroccio proverà a conquistare 14 capoluoghi di provincia e, pur essendo presente nel sito della Lega una sezione dedicata alle prossime elezioni, non vi è alcuna informazione sui candidati. Costretti a navigare nei portali delle sezioni locali, il quadro che emerge è confuso: 5 città (Verona, Gorizia, Parma, Piacenza e Genova) hanno siti con i nomi dei candidati – a Genova indicata anche la professione – ; 3 capoluoghi (Belluno, La Spezia, Pistoia) non hanno neanche il sito o è in manutenzione/costruzione; 3 (Alessandria, Monza e Lucca) non contengono informazioni sul voto; 2 (Cuneo e Como) rimandano ai siti personali dei candidati-sindaco (con quasi tutte le informazioni utili). Ad Asti, invece, c’è il programma elettorale del possibile primo cittadino, ma non il suo curriculum vitae. Anche per quanto riguarda il Carroccio, da nessuna parte si possono leggere informazioni sullo status penale di chi ha deciso di scendere in campo.

Italia dei Valori – Il partito di Di Pietro correrà in tutti i 28 capoluoghi di provincia e nel sito del partito c’è anche la sezione ad hoc. Peccato, però, che è difficile da consultare perché praticamente assente in home page. Per chi riesce nell’impresa di trovarla, solo amarezza: nessuna lista dei candidati. Non va meglio nei portali delle sezioni locali. In 14 capoluoghi l’Idv non ha sito, in 10 (Como, Monza, Belluno, Verona, Genova, Piacenza, Pistoia, Lucca, Catanzaro e Palermo) c’è solo la lista dei candidati (e in qualche caso la professione), in quattro (Frosinone, Rieti, Oristano e Lanusei) il portale è in manutenzione. Per quanto riguarda lo status penale, solo a Parma c’è un segno di trasparenza: in Rete, infatti, l’Idv pubblicizza l’iniziativa ‘Candidati Puliti’, con i certificati di casellario giudiziario.

Sinistra Ecologia e Libertà – Il partito di Nichi Vendola si presenta in 27 capoluoghi su 28. Nel sito ufficiale, c’è un link alla sezione amministrative 2012 in cui c’è molto materiale elettorale, ma nessuna informazione sui curricula dei candidati e sul loro status penale. Per quanto riguarda i siti delle sezioni locali, in 6 città (Alessandria, Como, Cuneo, Monza, Gorizia e Taranto) non ci sono informazioni sul candidato sindaco, in alcune si dà conto delle visite di Vendola, mentre altre pubblicano il programma elettorale. Ad Asti e Frosinone, invece, ci sono biografie dei possibili primi cittadini, mentre i restanti siti ‘locali’ danno notizia – tramite link a indirizzi esterni – degli accordi stretti da Sel con altri partiti di centrosinistra o liste civiche.

Unione di Centro – Il partito di Casini ha propri candidati sindaco in 19 capoluoghi su 28 (negli altri appoggia candidati di altri schieramenti), ma in generale offre pochissime informazioni sui propri esponenti. Appena 3 liste su 19 presentano sui propri siti il programma elettorale, mentre per quanto riguarda le indicazioni biografiche dei papabili primi cittadini solo a Taranto e Como i candidati pubblicano il curriculum vitae. Nei restanti capoluoghi c’è solo il nome del candidato e, quando va bene, la data di nascita. Nessuna traccia, invece, sullo status penale di chi rappresenta l’Udc.

Movimento 5 Stelle – Tranne che a Brindisi, Isernia, Lanusei e Oristano, i grillini sono presenti in tutti i capoluoghi in cui si andrà a votare e quasi tutte le liste locali dispongono di propri siti ad hoc. Tra questi, 12 presentano informazioni sul programma elettorale (4 solo il programma ‘nazionale’ di M5S), mentre nei restanti 12 non v’è traccia. In 6 città su 24, inoltre, si sa praticamente tutto dei candidati, mentre in 3 solo qualche informazione biografica. Per i restanti 15, infine, solo nome, cognome e data di nascita. Le liste di Beppe Grillo, però, sono un’assoluta eccellenza per quanto riguarda le autocertificazioni sullo status penale e sulle eventuali incompatibilità in caso di vittoria alle urne: secondo Pubblici Cittadini, tutti i candidati hanno pubblicato on line la loro situazione giudiziaria.

Futuro e Libertà – Il partito di Gianfranco Fini è presente con proprie liste in 16 capoluoghi su 28 e tra questi in 7 casi ha un suo candidato sindaco. Nella stragrande maggioranza dei casi, sono pubblicati on line i curriculum vitae dei candidati sindaci, ma non quelli dei papabili consiglieri comunali (nessun curriculum presente in nessuna città, tranne Palermo e, in misura minore, Trapani). Per quanto riguarda lo status penale, invece, non si sa nulla di nessuno.

Il parere di Pubblici Cittadini – Sin dal 2009 (anno della sua fondazione), l’associazione Pubblici Cittadini ha chiesto ai segretari e ai coordinatori dei maggiori partiti italiani di pubblicare sui rispettivi siti internet i curriculum vitae (e l’autocertificazione sullo status penale) di tutti i candidati. Ma non a due giorni dalle elezioni, bensì un mese prima di qualsiasi tipo di consultazione elettorale. Si tratta, a sentire gli esponenti dell’associazione, di una forma minima di rispetto per gli elettori da parte dei partiti. Purtroppo, però, salvo rare eccezioni la trasparenza rimane un optional, come emerge anche dall’indagine sulle elezioni amministrative 2012.

“Come sostiene uno dei nostri ragazzi che hanno condotto l’indagine, la trasparenza ha valore come garanzia del merito – ha detto a ilfattoquotidiano.it l’avvocato Gustavo Ghidini, presidente del sodalizio –  Certo, se non ci sono i programmi essere trasparenti serve a poco. Quindi si può dire che la trasparenza non è sufficiente, ma certamente necessaria. Soprattutto in un sistema come quello italiano, dove i candidati vengono scelti dalle segreterie di partito. In Italia, però, la trasparenza è un miraggio: sfido tutti i politologi a saperne di più sui candidati alle prossime elezioni”. La conclusione di Ghidini è amara: “Chi non legge i giornali non sa nulla perché in Rete c’è poco o nulla. Significa che c’è poca democrazia e quest’ultima, come recita il nostro motto mutuato da Toqueville, è il potere di un popolo informato. Ed è impensabile che serva una legge per obbligare i partiti a essere trasparenti nelle loro scelte”.

Conclusioni – A prescindere da Toqueville, ciò che emerge prepotentemente dall’indagine del sodalizio è che, tranne il Movimento 5 Stelle, non si può sapere nulla sullo status penale di chi governerà nei 28 capoluoghi di provincia in cui si andrà alle urne (nei centri più piccoli è più facile sapere tutto di tutti). Ed è una falla grave, perché spesso e volentieri nelle elezioni amministrative si vota l’uomo e non il partito che rappresenta. Poi capita che in campagna elettorale gli inquirenti arrestino o indaghino i candidati. Altro dato interessante è che, in quanto a trasparenza, non ci sono differenze sostanziali né tra i partiti, né soprattutto tra Nord e Sud del Paese. Come dire: sul tema in questione, tutti d’accordo, a prescindere da luogo di provenienza e colore politico. E se è un malcostume poco importa.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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