#Sicilia: impianti di compostaggio rifiuti non realizzati e 90 milioni spariti – #SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente #M5S

Di Vilma Moronese, Vincenzo Maurizio Santangelo

In Sicilia la raccolta differenziata finisce pari pari in discarica, questo è quello che abbiamo verificato facendo un sopralluogo alla discarica di Trapani che raccoglie i rifiuti di 21 comuni, compresa la parte umida. Mancano gli impianti di compostaggio e le discariche sono sature. Nella regione vi è solo il 12,6 % di raccolta differenziata e cioè al di sotto dell’obiettivo di legge del 15% previsto come target da raggiungere nel 1999, come si evince dal rapporto ISPRA 2016. Si contano inoltre solo 15 impianti di compostaggio, in cui la quantità totale autorizzata di rifiuti è di 293.007 tonnellate, ma i rifiuti trattati sono poco più della metà. Attualmente gli impianti di compostaggio attivi sarebbero solo 8.

Come si è arrivati a questa situazione drammatica? Per il superamento dell’emergenza rifiuti nella Regione il governo ha nominato nel 2010 un commissario delegato che era l’allora presidente Raffaele Lombardo. Con una delibera CIPE furono stanziati 200 mln di euro a valere sui fondi FAS 2007-2013. L’obiettivo da raggiungere era il 35% di raccolta differenziata entro il 2011. Obiettivo che non è stato raggiunto.

Ma non finisce qui: dal programma di Lombardo emerge che furono destinati oltre 90 mln di euro all’incremento del sistema impiantistico della frazione organica dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. Di quei 90 mln in particolare 37 milioni di euro dovevano essere impegnati per impianti a breve termine da realizzare e completare entro il 31 dicembre 2012. E circa 58 milioni per impianti a medio termine da fare entro il 31 dicembre 2013. Ad oggi, nulla di tutto questo ci risulta essere stato compiuto, e pertanto abbiamo presentato una interrogazione parlamentare a firma dei portavoce in Senato Vilma Moronese e Vincenzo Santangelo rivolta al ministro Galletti con la richiesta di intervenire e di farci sapere se, e come, siano stati spesi questi 90 milioni di soldi pubblici.

Vogliamo vederci chiaro su tutta la gestione dei rifiuti in Sicilia, anche dopo questa ispezione accompagnati dalla portavoce all’Ars Valentina Palmeri. Già nel 2015 abbiamo interrogato la Regione per sapere che fine avessero fatto i fondi CIPE stanziati, senza ottenere risposta, adesso presentiamo in Senato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente. Nel frattempo sull’incapacità della regione nella gestione dell’emergenza rifiuti è intervenuta anche l’ANAC con una delibera del 2016.

Diciamo basta a questo scellerato modo di fare, basato solo sul conferimento in discarica. Il MoVimento 5 stelle vuole riciclare tutto, e lo faremo senza inceneritori se riusciremo a vincere le prossime elezioni in Sicilia. È necessario cambiare subito tutto. Monitoreremo la situazione siciliana, perché il rischio che si corre è che possa arrivare una nuova infrazione europea per la disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti, così come è successo già per la Regione Campania. Se accadrà a causa dei partiti, e della mala gestione di chi ha governato per anni la regione, i cittadini si ritroveranno doppiamente puniti: dal punto di vista ambientale, e da quello economico.

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