Scopri se hai pagato più del dovuto la tassa sui rifiuti (TARI)

di Giuseppe L’Abbate, portavoce MoVimento 5 Stelle alla Camera

Ad ottobre 2016 ho presentato una interrogazione parlamentare per sollevare il problema dell’errato calcolo della “quota variabile” della Tari, la tassa sui rifiuti. La Tari, infatti, si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza.

Quel che è accaduto è che, per quanto concerne le pertinenze (ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, etc..), tanti Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse: quindi una famiglia composta da 4 persone diveniva magicamente di 5 se possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica. Basta un esempio, preso da una bolletta di un contribuente a far comprendere la portata dei possibili rimborsi: circa 70 euro l’anno pagati ingiustamente dal 2014, in pratica quasi 300 euro totali! Un errore sollevato anche da Il Sole 24 ORE ma che ha avuto un chiarimento solamente dopo la risposta alla mia interrogazione data dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Per verificare se nel tuo Comune la Tari è stata calcolata in maniera errata ti basterà, pertanto, prendere una bolletta della tassa rifiuti e controllare se oltre all’utenza “domestica” principale sono presenti altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. Qualunque cifra riportata è, dunque, ILLEGITTIMA.

Per fare ricorso, sarà sufficiente protocollare o inviare per raccomandata a/r, al Comune che ti ha richiesto il pagamento in eccesso in questi anni, un modulo con la copia delle bollette pagate ingiustamente. Trascorsi 90 giorni, se non si è ottenuta risposta o se è stato esplicitato un diniego, puoi fare ricorso alla Commissione tributaria locale.

Qui trovi il MODULO FAC-SIMILE da presentare al tuo Comune. Se non ci riesci, inviami la tua bolletta in privato e ti risponderò appena possibile!

Intanto, per trovare tutti i materiali e fare i dovuti approfondimenti leggi qui:
Per la Tari i cittadini pagano più del dovuto
Il Governo boccia i Comuni sul calcolo della Tari
L’errato calcolo della Tari
Scopri quanto hai pagato in più di Tari

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Merkel ordina, Berlusconi esegue: prima muoia la #Sicilia, poi l’#Italia

di MoVimento 5 Stelle Europa

Il copione è sempre il medesimo: Merkel ordina, Berlusconi esegue. Con un voto shock Forza Italia e PD, uniti più che mai, hanno rafforzato il Regolamento di Dublino (che assegna oggi al primo Paese di approdo le responsabilità legate all’accoglienza). Chiunque affermi il contrario vi sta prendendo in giro. Nessun migrante economico sbarcato in Italia verrà ricollocato negli altri Paesi membri. Merkel e Macron lo avevano detto e oggi Forza Italia e PD con il loro voto eseguono. La commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha votato la riforma del regolamento che altro non è, per l’Italia, una gabbia dalla quale i migranti molto difficilmente potranno uscire.

La Sicilia paga il prezzo più alto. Con 70.671 migranti sbarcati dall’inizio dell’anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di alcuni Comuni più esposti come Lampedusa e Pozzallo hanno lanciato degli allarmi, finora rimasti inascoltati. Sono molti i casi denunciati di migranti scomparsi, soprattutto fra i minori. Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia. I siciliani sanno bene di chi sono le responsabilità di tutto questo.

Quella di oggi è quindi una stretta di mano che vale più di mille parole. L’intesa tra Angela Merkel e il centrodestra italiano non è mai mancata nel corso di questo decennio: ma attenzione, non stiamo parlando di accordi politici bilaterali che giovano alle reciproche economie e società. Tutt’altro, la storia ci ha insegnato che la propensione alla genuflessione dell’era berlusconiana ha consegnato l’Italia al macello macroeconomico, con i tedeschi liberi di produrre export senza limite a danno delle piccole e medie imprese italiane. Quelle che il “grande imprenditore di Arcore” avrebbe dovuto difendere (essendo il self-made man che tutti conosciamo).

E poi, abbassamento delle tasse e alleanza con Merkel sono due concetti che non stanno insieme, lo sanno anche i muri. A Bruxelles l’Italia è considerata uno Stato “impantanato” – per usare un eufemismo -, e la Sicilia una regione allo sbando economico, sociale e politico. Alla stregua della Grecia, bisognosa delle cure che i falchi dell’austerità (guidati dagli alleati europei del centrodestra) non vedono l’ora di confezionare. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, infatti, Forza Italia in Europa è alleata, nello stesso gruppo politico e convergente nei voti con i falchi dell’austerità tedeschi del PPE. Berlusconi sta alla Merkel come Musumeci sta a Berlusconi.

Del leader del centrodestra non interessano più i molteplici processi giudiziari in cui è coinvolto, ma il modo e il menefreghismo con cui ha consegnato l’Italia alla serie B del Continente. Nel corso dei suoi Governi in Europa si prendevano decisioni fondamentali, ciecamente avallate a livello nazionale e mai realmente discusse in sede di Consiglio, dove il Cavaliere e i suoi ministri erano seduti. Dall’immigrazione col regolamento di Dublino, con cui proprio oggi si è scritta l’ennesima beffa per l’Italia, all’economia con il Fiscal Compact. Votato e voluto dal Governo Berlusconi-Lega rischia entro la fine dell’anno di entrare nel quadro giuridico UE grazie alla miopia del centrosinistra, al potere praticamente dal 2012 in poi. Gli stessi che oggi vogliono sembrare euroscettici sono stati complici consenzienti del disastro odierno.

Ma a far ridere ancor più della stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Angela Merkel sono però gli alleati del Cavaliere. La Lega Nord come può giustificare un’alleanza a livello nazionale quando il suo segretario, Matteo Salvini, è seduto all’estrema opposizione di tutto ciò che rappresenta oggi Forza Italia al Parlamento europeo? Per non parlare di Giorgia Meloni e dei suoi Fratelli d’Italia… Stiamo parlando di un corto circuito politico che non desta scalpore solo perché l’Italia è totalmente disabituata a considerare l’Unione Europea come strategicamente rilevante. Proprio Salvini, almeno a livello mediatico (perché le sue presenza nelle commissioni parlamentari si contano su una mano) si è battuto contro ogni decisione presa dal Parlamento europeo in questi anni: partendo dalla concessione del MES alla Cina, arrivando all’olio tunisino, passando per le crisi bancarie, alla riforma della governance degli istituti di credito, la concessione del glifosato e, naturalmente, la gestione della crisi migratoria. Temi che il PPE (quindi Forza Italia) ha spinto in direzione tedesca.

Le eccellenze italiane, anche nei settori agroalimentari, sono state martoriate dalle folli scelte fatte da questi signori del nulla. Pensiamo solo all’ultimo caso, quello eclatante del pesticida glifosato. Noi crediamo che debba essere bandito da subito anche per l’effetto che ha avuto sulle attività produttive dei nostri agricoltori, quelli che dovevano essere tutelati dai grandi statisti del Governo. Sono loro le vittime silenziose di queste scelte. Il glifosato usato in preraccolta consente a paesi come il Canada di esportare i loro prodotti a prezzi estremamente competitivi che distruggono il settore produttivo in paesi come l’Italia. Negli ultimi dieci anni più della metà delle aziende che producevano grano duro sono sparite nel Sud.

Siamo schifati dinanzi a una così grande nullità politica e alla totale mancanza di dignità a livello umano. Le mosse della vecchia politica sulla legge elettorale, assieme alle manovre a livello europeo confermano che il sistema politico italiano è ancora totalmente marcio alle fondamenta. Starà solo ai cittadini italiani, che mantengono ancora pochi diritti, spezzare le catene che ci relegano alla serie B della storia. Noi possiamo continuare a lottare e a informarvi ogni giorno, ma solo voi avete il diritto di rivendicare la libertà. Potete iniziare a farlo dalla Sicilia, il 5 novembre, quando sarete chiamati a scegliere tra Giancarlo Cancelleri e il vecchio centrodestra che vi abbiamo descritto. Tra il futuro e un passato che ci ha distrutto, ridotto in macerie ma che ancora non ci ha tolto la speranza.

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In Europa per l’Italia – #VINCIAMONOI

Il MoVimento 5 Stelle (M5S) promuove la partecipazione alle elezioni europee 2014, attraverso la presentazione sotto il simbolo di liste di candidati scelti in Rete secondo le seguenti regole.

I candidati dovranno essere in possesso dei necessari requisiti di candidabilità e dovranno aderire al Codice di comportamento dei candidati e degli eletti del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo.

La selezione dei candidati verrà effettuata attraverso votazione in Rete a cui potranno partecipare gli aderenti al MoVimento 5 Stelle aventi i requisiti, secondo l’apposita procedura di selezione dei candidati e formazione delle liste.

Beppe Grillo, quale capo politico del MoVimento 5 Stelle e suo rappresentante, si occuperà degli adempimenti tecnico-burocratici necessari a consentire l’effettiva presentazione e partecipazione alle prossime elezioni europee 2014 delle liste dei candidati scelti in Rete, avvalendosi a tal fine di un gruppo di iscritti al MoVimento 5 Stelle che si sono resi disponibili a farsi carico di detti adempimenti, rinunziando preventivamente a presentare la propria candidatura alle prossime elezioni europee.

#VINCIAMONOI! Clicca sul banner per scaricare il volantino:

 

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Lo stomaco dell’anaconda

Chi grida “Forza Grillo!“, come una volta si gridava “Viva Zapata o Pancho Villa” non ha capito che è lui e solo lui l’artefice di un possibile cambiamento. Non deve votare per il MoVimento 5 Stelle, ma per sé stesso e se non rischierà nulla, se farà il guardone della politica nell’attesa di un nuovo vincitore, l’Italia rimarrà il Paese pietrificato degli ultimi 150 anni. E lui, come cittadino, non conterà mai uno, ma zero, il numero che contraddistingue chi resta alla finestra, chi non si impegna per la società in cui vive.
In Italia, come disse Ennio Flaiano, si accorre sempre in soccorso del vincitore, qui milioni di fascisti divennero democristiani e comunisti nel giro di una notte di aprile, nel 1945 a guerra perduta. E’ un Paese senza colpe, che non processa mai sé stesso, che ha persino vinto la Seconda Guerra Mondiale dopo l’otto settembre, ma che senza l’intervento degli Alleati avrebbe oggi statue al duce in ogni piazza d’Italia. Che bombarda la Libia di Gheddafi subito dopo aver firmato un trattato di pace. Un Paese femmina, che ama l’uomo forte, si chiami Craxi, Berlusconi o Mussolini, ma che lo appende per i piedi alla prima tempesta. Una penisola di particolarismi, di familismi, di favori dati e ricevuti, di consorterie, di massonerie e mafie. Un cerchio magico formato da chi vive di Potere e da coloro che sopravvivono con le briciole che gli vengono lanciate sotto il tavolo. Milioni di persone partecipano al banchetto dello Stato da decenni, come a un ristorante che fornisce pasti gratis.
L’italiano vive in Italia da turista, come se fosse all’estero, come se la strada in cui abita, la città in cui è nato, lo Stato non gli appartenessero. Vive in un mondo a parte, con indifferenza, talvolta con la spocchia dell’osservatore che non si mette mai in gioco. Crede ai miracoli, che in questo strano Paese talvolta avvengono, e confida nella Divina Provvidenza mentre critica ferocemente le Istituzioni seduto in poltrona quando ascolta i talk show delle solite facce, a cui delega la sua vita, e dei soliti vuoti ritornelli che nessuno canta più. Questo Paese ha digerito tutto, dalle leggi razziali, al fascismo, alla P2, ai patti tra lo Stato e la mafia, alle stragi, alle morti dei suoi eroi da Borsellino ad Ambrosoli. Ha lo stomaco di un anaconda che digerisce un coccodrillo. Nessuno lo può aiutare, niente lo può cambiare, nulla lo può salvare, se prima non cambia sé stesso.

Fonte: beppegrillo.it

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