L’educazione antimafia dal prossimo anno materia di insegnamento nelle scuole siciliane

Dal prossimo anno scolastico l’educazione antimafia tra le materie di insegnamento delle scuole siciliane medie e superiori.

Lo prevede un disegno di legge del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, presentato all’Assemblea regionale siciliana. Il Ddl, primo firmatario il deputato Gianina Ciancio, mira a introdurre per la prima volta in maniera sistematica nelle scuole dell’isola l’“Educazione allo sviluppo della coscienza democratica contro le mafie e i poteri occulti” e nasce in risposta alle sollecitazioni a più riprese avanzate da centinaia di scuole della Sicilia e da migliaia di docenti e alla condizione di inadeguatezza da essi avvertita rispetto al diffondersi in tutto il paese delle organizzazioni mafiose e antidemocratiche.

Il Ddl – cui hanno collaborato la professoressa Maria Pia Fiumara, docente di lettere e da anni impegnata in progetti di educazione alla legalità, Domenico Palermo, i dirigenti scolastici Alfredo Pappalardo e Giuseppe Di Stefano e vari attivisti del MoVimento 5 Stelle, tra cui Nunzia Catalfo e Giuseppe Scarcella – riempirebbe parte dei vuoti della quota oraria della dotazione scolastica riservata dalle leggi nazionali alle regioni e da queste, finora, largamente inutilizzata.

Le mafie – si legge nell’introduzione del ddl – strangolano il tessuto sociale e culturale del Paese e l’economia sottraendole ingenti risorse: esse sono in grado, infatti, di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro all’anno, con un utile che supera i 100 miliardi di euro netti e una liquidità di circa 65 miliardi.

«La scuola, pertanto – dichiara Maria Pia Fiumara – deve essere in grado di attuare strategie utili a garantire tutte le occasioni di crescita, riflessione, operatività regolare e quotidiana, in un tema così delicato come l’educazione antimafia, che deve essere curricolare e non affidato alle risorse e alle energie di pochi.»

Per l’insegnamento della disciplina sono previsti specifici moduli didattici, suddivisi in unità teoriche e di laboratorio, caratterizzati da itinerari di carattere storico-sociale e artistico-culturale, atti ad illustrare i fenomeni delle mafie, delle organizzazioni criminali, dei poteri occulti e delle azioni politiche e sociali di contrasto. Il ddl prevede l’insegnamento della nuova materia per una durata non inferiore alla due ore settimanali.

«Il ddl – afferma Gianina Ciancio – prevede la creazione di un fondo nel quale potranno confluire, oltre a finanziamenti regionali, statali o donazioni volontarie, anche i proventi dei beni confiscati alla mafia. È un modo di restituire alla società, sotto forma di educazione e cultura, quanto dalle organizzazioni criminali le è stato sottratto».

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Cancelleri risponde alle polemiche scaturite da un articolo de “La Repubblica Palermo”

Caltanissetta, 23 ottobre 2012

In relazione all’articolo di stampa pubblicato su La Repubblica Palermo in data 23 Ottobre 2012 dal titolo: “Dimissioni in bianco e soldi al movimento ‘grillini’ di Sicilia in nome della disciplina”, ci corre l’obbligo di segnalare alcune imprecisioni a nostro avviso fuorvianti e lesive per l’immagine del Movimento 5 Stelle. Nel “catenaccio” di suddetto articolo è infatti scritto: “Dovranno versare in beneficenza al movimento la parte eccedente ilcompenso di 2500 Euro, altrimenti via a casa“.

L’articolo, come segnalato a Repubblica inizialmente anche con un contatto telefonico intercorso tra l’Ufficio Stampa del Candidato alla Presidenza della Regione Giancarlo Cancelleri al giornalista autore del pezzo, rischia di diffondere il messaggio mendace che il compenso dei Deputati del Movimento 5 Stelle percepito dalla Regione Siciliana andrà al movimento stesso per attività interne o come fondo cassa. Niente di più errato, se si considera che il Programma del Movimento e le linee programmatiche su cui si basa tanto l’attività di Campagna Elettorale quanto l’attività parlamentare prevede, come da apposito contratto sottoscritto il 5 Settembre 2012, quanto segue: “Il Sottoscritto Giovanni Carlo Cancelleri in qualità di candidato presidente della Regione Sicilia per il Movimento 5 Stelle mi impegno a fare in modo che gli eletti del Movimento 5 Stelle ricevano uno stipendio non superiore a 5 mila Euro lordi mensili e che l‘eccedenza sarà restituita alla Regione”. Sempre il 5 Settembre 2012 Beppe Grillo e Giancarlo Cancelleri firmano un patto analogo che riguarda questa volta il rifiuto di rimborsi elettorali: “Il Sottoscritto Giovanni Carlo Cancelleri in qualità di candidato presidente della Regione Siclia per il Movimento 5 Stelle mi impegno perchè i contributi pubblici – i cosiddetti rimborsi elettorali – rimangano allo Stato e non saranno ricevutio gestiti da parte della lista a cui appartengono”. In sostanza gli  esponenti del Movimento 5 Stelle, se eletti all’Assemblea Regionale Siciliana, l’eccedenza superiore ai 5 mila Euro lordi non la percepiranno nemmeno e si impegnano a restituirla direttamente alla Regione, i soldi quindi non vanno ne’ al Movimento ne’ in “azioni di beneficenza” come riporta un virgolettato di una attivista peraltro non diffuso in maniera ufficiale dall’Ufficio Stampa del Movimento.

Per quanto riguarda la questione dimissioni in bianco, anche queste riportate da un virgolettato raccolto dal giornale in questione senza l’ufficialità dell’Ufficio Stampa del Movimento in Sicilia, questa la posizione di Cancelleri: “Noi non abbiamo mai parlato di dimissioni in bianco. I candidati hanno periodicamente facoltà di rimettere il mandato nelle mani degli elettori, nel corso di riunioni pubbliche che si concludono con una votazione, abbiamo fatto firmare un impegno a rispettare questa regola da parte dei candidati del Movimento 5 Stelle. Sappiamo benissimo che si tratterebbe di una pratica incostituzionale quella delle dimissioni in bianco, questa polemica è scaturita da un articolo fuorviante di Repubblica Palermo che ha scritto una notizia errata”.

Sulla base di tali documentazioni pare chiaro quindi che il messaggio che traspare dall’articolo recante la firma del giornalista di Repubblica Palermo è inesatto e fuorviante. Dopo aver diffuso una nota di richiesta di rettifica al suddetto giornale, e ritenendo tale articolo come un semplice refuso del giornalista autore, considerandolo un semplice incidente di percorso di una testata la cui autorevolezza non è minimanente in discussione, intendiamo rivolgere invece l’attenzione agli attacchi di alcuni competitors partitici, ritenendoli meramente strumentali ed animati da semplice disinformazione.

L’Ufficio Stampa del Portavoce Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri

Marco Benanti

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Piazze strapiene dopo lo sbarco in Sicilia – La scossa di Grillo alla campagna elettorale

Il leader del Movimento 5 stelle fa il pienone di pubblico a ogni sosta, con un crescendo negli ultimi giorni: tremila persone a Mazara, cinquemila a Marsala, ancora di più a Trapani e Alcamo. Bagno di folla anche a Corleone

di EMANUELE LAURIA

Il comizio di Grillo a Corleone

PALERMO – È salito su una vecchia littorina fra Scordia e Vizzini, nel Catanese, è sbucato a bordo di un carretto siciliano a Favara. E si è messo a correre stile Forrest Gump sul lungomare di Mazara del Vallo, trascinandosi dietro per almeno duecento metri carabinieri, poliziotti, reporter con telecamere e macchine fotografiche, attivisti e curiosi. Tutti a gambe levate. La campagna elettorale di Beppe Grillo in Sicilia, cominciata con la traversata a nuoto dello Stretto, si è trasformato in uno spettacolo-denuncia itinerante. Che è ricco di enfasi, populismo e toni grossier. Ma che fa il pienone di pubblico a ogni sosta, con un crescendo negli ultimi giorni: tremila persone sotto la canicola in piazza della Repubblica a Mazara, cinquemila in piazza Loggia a Marsala durante la partitissima fra Juve e Napoli, ancora di più a Trapani ed Alcamo.

E in mezzo la tappa di Corleone, dove al posto delle coppole Grillo  ha trovato un muro di telecamerine e cellulari che scattano foto. E dove ha avuto modo di tornare sull’argomento-mafia, dopo la gaffe di aprile: “Cosa Nostra non strangola, la crisi e la politica sì”, aveva detto. Stavolta il leader del movimento 5 stelle l’ha presa alla larga, con una frase comunque destinata a far discutere: “La mafia non è più qui, ce l’avete mandata al Nord, nella Lombardia di Formigoni”.

LEGGI / Chi sono i grillini della Sicilia

Il comico-santone parlante non si ferma più, dispensando ai suoi fans critiche sempre più feroci  nei confronti dei rivali alle Regionali. E offrendo una certezza: “Siamo già il primo partito dell’Isola”. Forse esagera, Grillo, ma i sondaggisti confermano che il movimento ha sfondato il tetto del 10 per cento di cui veniva accreditato prima dello sbarco del suo leader. Il previsto dato altissimo dell’astensionismo nell’Isola (oltre due milioni di elettori) potrebbe trasformarsi almeno in parte in un voto di protesta per “5 stelle” e trascinarlo oltre il 15 per cento, facendogli superare Pdl e Pd. Ecco perché, a pochi giorni dal voto, i maggiori partiti tremano.

VIDEO / Il bagno di folla a Corleone

Il messaggio di Grillo è il solito pugno allo stomaco per l’apparato. E nell’Isola ruota attorno alla fine del voto di scambio: “Se fossi nato qui, anch’io avrei accettato di dare un consenso in cambio di un posto sicuro. Ma c’è una novità: i politici oggi vi promettono un lavoro ma lo stipendio ve lo dovete pagare voi. Perché i piccioli (dice proprio così, ndr) sono finiti”. E allora ecco l’invito alla ribellione: “Non chiedetemi miracoli, ho già fatto tanto andando a nuoto dalla Calabria a Messina. Mentre ero lì, durante la traversata, pensavo: chi me lo fa fare? Ma se un uomo di 64 anni che non è un atleta riesce in un’impresa del genere, allora anche un cittadino normale può riuscire nell’impresa di cambiare la politica: bastano sei esponenti di 5 stelle usati come disinfettanti, mandati all’Ars al posto di altrettanti mafiosi, per garantire il controllo delle istituzioni con l’aiuto di una telecamerina e del web. Ci penseranno due volte, vedrete, prima di dare un appalto sospetto o affidare un incarico a un parente”.

VIDEO / Lo show ad Agrigento

Non va per il sottile, Grillo, nei suoi comizi-show che si concludono con la presentazione dei candidati locali, ultimo sempre il concorrente per la carica di governatore Giancarlo Cancellieri. La sua idea non è quella di abolire lo Statuto, ma di farne un uso migliore: “Ma ‘sta specialità a cosa vi è servita? Voi avete competenze strardonarie, potete fare leggi e battere moneta, potete migliorare la qualità della vostra vita. E invece… Sono salito su un treno da Scordia a Vizzini, una littorina che avevo visto prima solo in un negozio di modellismo. Per coprire il percorso ci ho messo un giorno e mezzo… Su una parete c’era una foto di Verga della stazione di Vizzini, risaliva alla fine dell’800. La stazione è sempre uguale… Sono andato sull’Etna, dentro un cratere ci ho trovato 54 giapponesi. Erano venuti a piedi perché non avevano trovato un pullman…”.

VIDEO / Il “comizio” sull’Etna

Battute di sicuro effetto, al di là della fondatezza dei rilievi, ma fino a che punto si tradurranno davvero in voti? “Ero venuto a Palermo e Sciacca per le amministrative. Anche allora tanta gente, ma con l’espressione di chi pensava “questo che minchia vuole?”. Oggi vedo uno sguardo diverso nei siciliani”. Il leader del movimento 5 stelle si affaccia sulle macerie della Seconda Repubblica con perfidia: “I politici in questo momento sono come Willy il coyote, stanno oltre il ciglio del baratro e si ostinano a non guardare giù per non cadere. Devono andare tutti via e restituire tutti i soldi che, la Finanza accerterà, hanno sottratto in questi anni. Se noi sblocchiamo la Sicilia liberiamo l’Italia, qui è nato tutto e tutto sta finendo: Andreotti, Lima, Forza Italia, il 61 a 0 e il Nano, proprio il Nano (Berlusconi, ndr). Che pena mi fa sentirlo dire al processo Ruby: io non ho fatto sesso. Ma prenda il coraggio da uomo e dica: ebbene sì, mi piace la figa…”.

LE IMMAGINI / Le piazze piene di folla per Grillo

E poi, da consumato showman, la raffica impietosa sugli avversari siciliani: “Micciché? L’ho visto comiziare da solo in un paesino del Nisseno, sembrava Cetto la Qualunque. Crocetta? Bravo sindaco, ma se uno fa bene una cosa non può mollare per farne un’altra, il deputato europeo, e poi ancora un’altra, il governatore: così pigli per il culo la gente. E poi ha alle spalle l’Udc, l’unione dei condannati. Casini doveva venire ad Agrigento, ha lasciato perdere, lì fanno i comizi dentro un taxi”. Così l’onda Grillo scuote la campagna elettorale, con il suo carico eversivo. Ma il comico respinge ancora una volta le accuse di sfascismo: “L’Europa è in crisi e trionfano gli estremismi: 5 stelle riempie uno spazio mettendoci gente perbene. Se falliamo noi, c’è la guerra civile”

(22 ottobre 2012)

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Lettera aperta del M5S Sicilia al governo Monti

“I candidati  del Movimento 5 Stelle Sicilia hanno ben chiara la grave situazione dei bilanci in cui versa l’isola, ma non hanno alcuna intenzione di consegnare l’agenda politica della Regione Siciliana nelle mani di Bruxelles né del Fondo Monetario Internazionale, che farebbero pagare questa crisi soltanto ai cittadini e non ai reali esecutori finanziari e politici del grave stato sociale ed economico in cui versa il paese.  Abbiamo osservato e rilevato che si stanno perseguendo i dettami prefissati dal FMI e che state avallando con il consenso dei partiti a Roma.

Stiamo guardando attentamente ciò che sta accadendo in stati come la Grecia e la Spagna con le imposizioni della Troika che mirano ai tagli indiscriminati alla sanità e agli altri servizi sociali, interventi sulle pensioni, riduzione dei dipendenti pubblici e degli stipendi, tagli ai sussidi per la disoccupazione, nuove imposizioni fiscali e altre austerità giustificate da parole come “spread” , “mercati finanziari”, “Fiscal Compact”  e “Fondo Salva Stati/ESM”.

Non siamo disposti a permettere che siano i cittadini e la piccola e media imprenditoria a pagare per le “scellerate” scelte economiche decise a Bruxelles da un’élite di banchieri e votate a Roma dai nostri politici  da destra a sinistra , in Italia come in Europa.

Il Movimento 5 Stelle non ha alcuna intenzione di consegnare la Sicilia in mano  a dei “burattini” politici in quanto siamo coscienti che i veri “burattinai” sono gli stessi partiti che da Roma votano la fiducia al suo governo nel Parlamento Italiano, nonostante fingano pubblicamente di avere opinioni diverse sulle politiche di austerità che iniziano a colpire  soprattutto le fasce più deboli. I parlamentari hanno concesso al vostro Governo di introdurre modifiche costituzionali come il principio del pareggio di bilancio a tutti i livelli della pubblica amministrazione, imponendo in tal senso pesanti limiti al potere politico regionale.

Abbiamo appreso che si intende realizzare, in coerenza con la bozza della legge di attuazione del pareggio di bilancio in Costituzione, una Commissione Fiscale che porterebbe perfino ad un controllo ex ante dei bilanci regionali i cui limiti dell’ingerenza politica sui poteri dei rappresentanti politici democraticamente eletti dal popolo non sono ben definiti.

Siamo perfettamente a conoscenza del fatto che l’attuale rappresentanza politica debba chiaramente essere sostituita, il Movimento 5 Stelle si vuole schierare dalla parte di quei siciliani che abbiano intenzione di riappropriarsi della propria autonomia nel rispetto dei vincoli costituzionali. Non abbiamo alcuna intenzione di favorire i poteri economici speculativi che sono alla base del fallimento di cui è stata vittima una regione come la Sicilia che, se ben amministrata con il nostro programma, sarebbe in grado di risollevarsi senza le ingerenze di Bruxelles e di Roma che avete votato.

I siciliani sono perfettamente a conoscenza del fatto che il mancato sviluppo del loro territorio è dettato da una classe politica corrotta, dal clientelismo, dagli sprechi di denaro pubblico, dall’accentramento del potere economico nella mani di entità societarie che stanno spingendo gli interessi a favore dei grandi mercati e non dalla parte del popolo e delle piccole e medie imprese che sono state il motore vitale di questa regione e dell’Italia.

Cari membri del Governo Monti, nonostante la credibilità che voi professate per mezzo dei media al Popolo italiano e siciliano, il Movimento 5 Stelle Sicilia non  permetterà di consegnare la nostra splendida Regione nella mani delle banche e dei forti poteri economici, di cui voi in questo momento state perseguendo i pieni interessi, grazie anche ai vostri “vassalli” ben mascherati dai partiti di destra e di sinistra in Sicilia, come in Italia.”

I Firmatari: 

Cancelleri Giancarlo – Candidato Portavoce alla Presidenza dell’ARS

Giulivi Mauro, La Rocca Claudia, Ciaccio Giorgio, Trizzino Giampiero, Busalacchi Samanta, Di Benedetto Chiara, Siragusa Salvatore, Lupo Francesco, Ricciardi Riccardo, Lanzafame Salvatore, Paradiso Stefano Alessio, Sardisco Giovanni, Negrì Marco, Campanella Francesco, Fiore Gabriella, Lupo Loredana, Calderone Maddalena, Vetro Alessandro, Foti Angela, Cappello Francesco, Montesanto Agata, Raciti Santina Lucrezia, Bertorotta Ornella, Mauceri Claudio, Currò Tommaso, Mazza Alfio, Duro Gregorio, Nipitella Marco, Allegra Isidoro, Interlicchia Rita, Sapienza Giuseppe, Finocchiaro, Emanuele, Nicotra Angelo, Ciancio Gianina, Zafarana Valentina, Bonanno Caterina, Forestiere Giusi, Russo Leonardo, Saija Maria, Villarosa Alessio, D’Uva Francesco, Fanara Carlo, Mannelli Massimiliano, Laspada Alberto, Nuciforo Gaetano, Giannì Emma, Zagarrio Giuseppe, Di Caro Giovanni, Mangiacavallo Matteo, Dalli Cardillo Emanuele, Palmeri Valentina, Troisi Sergio, Piazza Giacomo, Tancredi Sergio, Ragusa Mario, Santangelo Vincenzo Maurizio, Tremamondo Laura, Zito Stefano, Marzana Maria, Anzalone Roberto, Lauria Teresa, Di Silvestro Antonino, D’Amico Filippo, Ferreri Vanessa, Lorefice Marialucia, Fornaro Dario, Botta Valentina, Lo Monaco Giuseppe, Bognanni Mirko, Venturino Antonio, Lanza Francesco, De Luca Maria Carmela.

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Riprenditi il futuro, partecipa! M5S Sicilia

SVILUPPO

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  • SI al turismo eco-sostenibile
  • SI alle produzioni locali, al recupero dell’artigianato e dell’identità locale
  • SI alla green economy
  • SI alla valorizzazione dei trasporti
  • SI alle energie rinnovabili ed al risparmio energetico

LEGALITÀ

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  • NO alla mafia
  • SI alla trasparenza nelle amministrazioni
  • SI al sostegno a chi denuncia il pizzo
  • SI alla class action
  • NO ai condannati in Parlamento

AMBIENTE

.

  • SI all’acqua pubblica
  • SI alla strategia dei rifiuti zero
  • NO agli ATO
  • NO agli inceneritori

CITTADINI

.

  • SI all’applicazione dello Statuto Siciliano
  • NO ai privilegi ai politici
  • NO ai rimborsi elettorali
  • SI ai referendum propositivi senza quorum
  • NO alle province
  • NO agli sprechi
  • SI alla partecipazione

CULTURA

.

  • SI a internet gratuito per tutti e ovunque
  • SI alla promozione del patrimonio culturale locale
  • SI all’insegnamento dell’educazione civica

E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139)

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Movimento 5 Stelle Sicilia – Legalità – No mafia

NO MAFIA

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

1 – Introduzione della “storia delle mafie e antimafia in Italia” come materia scolastica nella scuola dell’obbligo e secondo competenze regionali. Organizzazione di convegni e tavole rotonde, all’interno delle scuole, con familiari delle vittime di mafia e addetti ai lavori. Possibilità , da parte degli studenti aderenti alle predette iniziative, di conseguire crediti utili al superamento dell’anno scolastico.

2- Obbligo di trasparenza per tutti gli atti pubblici che comportino  spesa di danaro alla collettività.
Valutazione ex-post della qualità dell’esecuzione dei lavori a regola d’arte ed in onore di quanto pattuito e dei materiali previsti nei capitolati. La commissione valutatrice estratta a sorte fra esperti professionisti dell’intera Unione e resa nota il giorno stesso della data del sopralluogo. Se la commissione estratta a sorte darà il benestare si liquideranno gli ultimi importi, altrimenti obbligo di ripristino come da appalto e secondo i materiali previsti ed il progetto approvato. In seguito ad ulteriore valutazione si liquideranno le somme dovute.
Certificazione antimafia prefettizia (con esclusione di qualsiasi forma di autocertificazione) per tutti gli appalti pubblici e per tutte le erogazioni di contributi.
Limiti al sub appalto negli appalti pubblici, con previsione di certificazione antimafia prefettizia anche per i sub appaltatori.
Istituzione dell’Albo regionale delle imprese appaltatrici in regola con la certificazione antimafia (cd white list).
Valutazioni qualitative sulla realizzazione degli appalti, con attribuzione di punteggi utili ai fini delle aggiudicazioni di altri appalti.

3 – Rafforzamento delle forze dell’ordine per il controllo del territorio
Controlli più stringenti nei quartieri a rischio delle città siciliane e cooperazione con le associazioni di settore per il recupero dei cittadini in difficoltà di questi quartieri. Postazioni fisse delle forze dell’ordine nei quartieri degradati e destinazione al recupero presso le associazioni specializzate o lavori socialmente utili per i minorenni e gli indigenti.

4 Adottare, quale criterio di valutazione preferenziale di tutti i dirigenti della PP.AA., l’applicazione delle direttive contro il fenomeno mafioso.
Obbligo di richiedere la certificazione antimafia prefettizia prima di procedere al conferimento ovvero al rinnovo degli incarichi dirigenziali, per tutto il personale, anche interno, degli enti regionali centrali e locali.

5 – Consulenze esterne
Limitazione drastica dell’accesso alle consulenze esterne, per le regione e per tutti gli enti regionali e/o a partecipazione regionale, con divieto assoluto di conferimento delle stesse a candidati delle  ultime elezioni, ovvero a personale che ha collaborato ad attività politiche nonché a personale in pensione.

6 – Antiracket e vittime di mafia
Revisione della legislazione in materia di antiracket e di interventi in favore delle vittime della mafia, con l’assegnazione di fondi a titolo di prestito per le vittime che si costituiscano parte civile.

7 – Chiediamo i danni a cosa nostra
Applicazione effettiva ed estensione dell’articolo dell’ultima legge finanziaria regionale che prevede la costituzione di parte civile della Regione Siciliana in tutti i processi per reati di mafia e assimilati, al fine di ottenere il risarcimento dei danni, patiti dalla collettività. Tali somme saranno impiegate per attività di difesa e promozione della cultura della legalità.

8 – Fuori la mafia dal parlamento
Approvazione di un codice etico che obblighi tutti i  parlamentari alle immediate dimissioni in  caso di esercizio dell’azione penale per delitti contro la PP.AA., contro l’amministrazione della giustizia e per delitti di mafia o assimilati.

9 – Attivita’ d’inchiesta
Rilancio concreto dell’attività della Commissione antimafia regionale, che dovrà svolgere reale attività di inchiesta politica sulla criminalità organizzata e sui fenomeni di collusioni politiche, economiche e istituzionali, con missioni almeno semestrali in ognuna dei nove territori provinciali e con relazioni almeno annuali sull’andamento del fenomeno mafioso in ogni provincia e nella complessiva realtà regionale, con pubblica denuncia di tutti i casi di collusione istituzionale politicamente (anche se non penalmente) accertati.

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