Genovese e i fondi europei: uno scherzo o un segnale inquietante?

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Il candidato che appoggia Musumeci dai famosi natali, Luigi Genovese, dimostra di avere le idee chiare: puntare sui fondi europei. Lo fa pubblicando un video su Facebook in cui sostiene che questi sono “soldi dei contribuenti, quindi nostri”, parla dell’incapacità del Governo regionale nello spenderli, concludendo che si farà “promotore di un ufficio unico che si occuperà solo di Fondi Ue”.

A molti non è parso vero, tanto che nei commenti qualcuno ha scritto: “Te l’ha suggerito papà?”; oppure: “Chi te l’ha scritte ste cose papà?”; “Immagino che questi dati te li abbia passati tuo padre mi sembrano molto precisi… povera Italia in che paese siamo”. Per citare solo quelli più puliti.

Perché pare più uno scherzo: Francantonio Genovese ha subito una condanna a 11 anni di carcere per associazione per delinquere, riciclaggio, peculato, frode fiscale e truffa. Con lui sono stati condannati anche il cognato (deputato regionale uscente), la moglie e la cognata. L’accusa ha spiegato come avrebbero sottratto “importanti risorse in un settore strategico e vitale come la formazione professionale, con tanti giovani in cerca di lavoro”. Fondi che, secondo quanto sostenuto dai pm, arrivavano sì dalla Regione ma anche dal Fondo Sociale Europeo.

A guardarlo sorge subito spontanea una risata, amara, ma un attimo dopo, però, il pensiero si incupisce e sorge un dubbio, per noi più che legittimo: non sarà mica un messaggio lanciato all’enorme bacino elettorale del padre? Sapete come è stato ribattezzato? “Mister 20 mila preferenze”.

Domani incontreremo il direttore generale dell’Osce, ora più che mai il ricorso a uno stretto controllo della regolarità del voto in Sicilia è una priorità.

Share

La Trazzera 5 Stelle che ricuce la Sicilia – #TrazzEraOra

L’inaugurazione della Trazzera 5 Stelle sarà domani 31 luglio alle ore 11.30 a Caltavuturo. Ci sarà anche Luigi Di Maio! Portate amici, parenti, e miscredenti!

trazzeraora

“Si sa, in Sicilia il problema è il “traffico”. Soprattutto da quasi quattro mesi a questa parte, da quando un pilone del viadotto dell’autostrada Palermo-Catania ha ceduto, spezzando letteralmente in due l’Isola. Subito (si fa per dire) il Governo si era fatto vedere, Delrio aveva fatto un sopralluogo e promesso che in tre mesi avrebbero risolto il problema e ridato la principale arteria viaria ai siciliani. A quasi quattro mesi dal cedimento, però, siamo ancora ai nastri di partenza. E, mentre Governo regionale e nazionale si rimpallano, probabilmente cercando l’opzione infrastrutturale che permetta di lucrare il più possibile – guarda caso si insiste su un progetto che prevede l’esproprio di un terreno appartenente all’ex assessore della giunta Orlando, Tullio Giuffrè, a un costo record di 236mila euro (eventuali interessi compresi), ben al di sopra del valore reale – il MoVimento 5 Stelle in Sicilia è stata l’unica forza politica ad aver fatto qualcosa di concreto.

Share

Enti strumentali, ancora sprechi a carico dei siciliani

Il personale degli Enti sottoposti al controllo della Regione guadagna molto più dei loro omologhi dipendenti dell’Amministrazione Regionale stessa. Il deputato Matteo Mangiacavallo (M5s): ”Gli stipendi vanno equiparati, c’è una legge che lo impone”.

Da una legge regionale, la n. 6 del 7 marzo 1997, all’art. 31, emerge l’obbligo di equiparazione tra il trattamento giuridico ed economico (e quindi degli stipendi) del personale degli enti, aziende ed istituti sottoposti al controllo ed alla vigilanza della Regione, e quelli dei loro omologhi dipendenti dell’Amministrazione Regionale stessa.

Questa legge, – denuncia il deputato M5s Matteo Mangiacavallo – come spesso accade nella nostra terra, non viene rispettata proprio da nessuno”. “Infatti – incalza il parlamentare – nessuno degli enti sopra descritti ha provveduto alla definitiva adozione delle tabelle di equiparazione, continuando ad erogare ai propri dipendenti retribuzioni superiori a quelle degli omologhi regionali”.

Ma le responsabilità sono perlopiù politiche, infatti, gli stessi Assessorati competenti alla vigilanza nei confronti dei predetti enti non hanno effettuato alcuna contestazione, ed in particolare quello alla Funzione pubblica, che avrebbe dovuto istituire uno o più specifici tavoli tecnici per la definizione della questione e, invece, non lo ha mai fatto”.

Mangiacavallo ha già presentato un’Interpellanza rivolta al governo nella quale chiede se intenda obbligare enti ed Assessorati a rispettare definitivamente una legge tanto chiara quanto fondamentale per le casse della Regione.

Infatti, – conclude il deputato – tali differenze incrementali hanno aumentato in dismisura i costi per le finanze regionali. Risulta un obbligo per il Governo, che si è impegnato per ridurre gli sprechi, intervenire in modo definitivo su una materia che anche per una non corretta vigilanza continua a provocare danni per le finanze pubbliche ed immotivate posizioni di privilegio per diversi soggetti”.

Share

Il M5S e l’abolizione delle province in Sicilia

“Gli articoli di giornale dimostrano chiaramente che questo Governo e questo Parlamento Siciliano non volevano fare una seria abolizione delle province ma volevano semplicemente riformare gli enti provinciali non tagliando i costi della politica, l’intervento del M5S è stato invece fermo e netto: aboliamo le province! Facciamo questa scelta coraggiosa perché è questo il momento giusto per farlo. Abbiamo tenuto la barra del timone dritta e riportato sui binari giusti la discussione. Ieri sera, finalmente la votazione, a fronte di una lunga discussione dove abbiamo approvato questo disegno di legge che riduce le province semplicemente a liberi consorzi di comuni senza più le elezioni. Vorremmo investire il risparmio, che si otterrebbe dall’eliminazione della casta politica, nella piccola e media impresa coerentemente col nostro programma e coerentemente con le attività che già svolgiamo e con i soldi che già versiamo nel microcredito per le microimprese. Siamo convinti che solo da questo, il motore della Sicilia, può ripartire l’economia e la dignità del Popolo Siciliano. Voglio anche puntualizzare che da questa operazione non verrà licenziato nessuno, tutti i dipendenti verranno inseriti nei consorzi dei comuni in base alle competenze e all’esperienze che hanno maturato. La parte che verrà eliminata è la Casta politica che fin’ora ha solamente mangiato e marciato su questa situazione. Noi l’avevamo come punto del programma, e possiamo dire che abbiamo ottenuto una bella vittoria non tradendo la fiducia dei nostri elettori.”

Giancarlo Cancelleri, Capogruppo M5S all’ARS

Share

Il M5S e il ponte sullo Stretto

“In aula si respirava un’atmosfera surreale. Noi e i tesserini. Noi e pochi altri deputati. Noi e la battaglia storica per la città di Messina: il solito, stanco, inutile leit motiv “il ponte porterà sviluppo e turismo!!!”. Oppure ripensare una seria destinazione di denaro pubblico a infrastrutture, al recupero edilizio in chiave antisismica, alla messa in sicurezza del territorio, all’attraversamento pubblico dello Stretto di Messina? E’ facile capire da quale parte stare. Solo alcuni interventi sono stati focalizzati sul problema reale: per il resto l’aula riecheggiava vuote parole e discorsi che risvegliano memorie amare. Aspettiamo martedì pomeriggio, aspettiamo che i deputati dimostrino, con la loro presenza in aula, il senso di responsabilità e la volontà di pervenire a chiari impegni politici, è cioè quello per cui anche loro sono stati eletti.” Antonio Venturino, Vice Presidente ARS, M5S

L’intervento di Antonio Venturino sul ponte di Messina. Seduta dell’ARS N 15 del 17-01-2013.

Share

M5S Sicilia: il Vice-Presidente 5 Stelle senza privilegi!

Antonio Venturino, citttadino portavoce del MoVimento 5 Stelle Sicilia, è stato eletto Vice-Presidente Vicario dell’ARS: l’Assemlea Regionale Siciliana. Si tratta della seconda carica istituzionale più importante dell’ARS. Ai normali politici conferisce di “diritto” alcuni privilegi che Venturino, come promesso in campagna elettorale, ha immediatamente rifiutato.

“Ho appena firmato la rinuncia (vedi sotto) all’indennità di carica di Vice Presidente, pari a 3.244,22 centesimi di euro al mese, così come avevamo promesso durante la nostra campagna elettorale. Per quanto riguarda l’altro privilegio, quello delle auto blu, l’abbiamo già detto mille volte: noi rinunciamo a questo tipo di benefit. La macchina resterà parcheggiata da qualche parte. A noi non interessa. Non utilizzeremo assolutamente l’auto blu.”

Antonio Venturino, M5S, Vice-Presidente Vicario dell’ARS

 

Share

Sicilia: prima promessa mantenuta

“Abbiamo già mantenuto la prima di promessa. Abbiamo portato avanti la campagna elettorale senza i finanziamenti pubblici, non toccando in alcun modo le tasche dei cittadini. Abbiamo raccolto con libere donazioni ben 32.000 euro, ma ne sono serviti solo 25.000 euro per diventare la prima forza politica in Sicilia. E’ interessante vedere quanto invece hanno speso gli altri. Alla coalizione che sosteneva il PD sono serviti 120.000 euro (di finanziamenti PUBBLICI) per perdere il 49% delle preferenze, mentre a quella che sosteneva il PDL addirittura più di 600.000 euro (di finanziamenti PUBBLICI) per arrivare a perderne il 73%. Se togli i soldi dalla politica, questa diventa passione, e quando hai migliaia di cittadini motivati, non ci sono battaglie troppo grandi per essere vinte. Spiegatelo ai nostri avversari che hanno eserciti di mercenari.” Giancarlo Cancelleri, M5S Sicilia

Fonte: beppegrillo.it

Share

Cosa e’ successo in Sicilia

“Cosa è successo in Sicilia? Il dato politico fondamentale è uno solo, quello che alcuni temevano, altri si aspettavano, altri ancora snobbavano: ora c’è una nuova forza, che fa sul serio. Nuova perché al di là di ogni logica partitica “classica” fondata sulla suddivisione destra – centro – sinistra. È dalla crisi di questa logica, della forma-partito, che è sorto questo movimento di opposizione: il MoVimento 5 Stelle. Il quale, da oggi, è la prima forza politica in Sicilia: 15 seggi contro i 14 del Pd ed i 12 del Pdl. Con questo movimento è nato un nuovo modo di fare politica che parte dei bisogni della gente e cerca di offrire soluzioni concrete praticabili e non imposte dall’alto, ma che nascono dal confronto e dal dibattito pubblico. Il MoVimento aspira così a presentare nel nostro Paese una nuova immagine della democrazia: non più fondata sull’idea di rappresentanza e sulla delega ai partiti, bensì sulla diretta partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Partecipazione che passa attraverso una nuova forma di comunicazione, la rete (blog, twitter, etc.), aggirando gli organi tradizionali come stampa e televisione, su cui invece contano gli altri partiti. È questa inedita fusione tra la concezione “originaria” della democrazia e la rivoluzione delle forme di comunicazione che rende, per la prima volta, possibile unaautentica partecipazione del cittadino alla politica. Per questo il MoVimento dà prova di essere profondamente radicato nel territorio e, al contempo, di non conoscere confini, campanilismi, clientele. Il voto in Sicilia lo conferma. Il MoVimento “sfonda” nelle città (Palermo, con 43.000 voti contro i 26.000 del Pd, ma anche Messina, Agrigento e Caltanisetta). E cosa fanno i neo-eletti? Parlano con i cittadini, cercando di rispondere alle loro domande, mentre quelli degli altri partiti sperimentano la possibile tenuta del “patto di ferro” tra Pd ed Udc per le prossime elezioni politiche. C’è un abisso che separa la vecchia dalla nuova politica. Il MoVimento chiude definitivamente i conti con il “politico di professione”, con la rappresentanza, con il “vivere della politica”: il politico del MoVimento è un cittadino come gli altri che, con il sapere che gli deriva dalla professione che esercita nella società, si mette per un breve periodo della sua vita al servizio degli altri cittadini, per poi ritornare alle sue precedenti occupazioni. Egli vive, finalmente, per la politica, per i cittadini. Radicato nel territorio, ma senza i limiti che sono propri dei governi locali e localistici, il MoVimento 5 Stelle ha cominciato davvero a fare sul serio e, dopo la Sicilia, lo attendono le prove della Lombardia e del Lazio che, probabilmente, precederanno le elezioni politiche. E sarà proprio in vista delle elezioni politiche che, rispetto ai programmi regionali, il MoVimento dovrà discutere al suo interno, ed elaborare una soluzione nuova ed originale, il problema fondamentale del nostro Paese: quello della posizione italiana in Europa e del destino della moneta unica. Mentre tutti i partiti politici (se si esclude quel che resta della Lega Nord) sono “allineati” con la posizione del Governo dell’ “europeismo” ad oltranza, il MoVimento potrà – e dovrà – dare una nuova “scossa” alla politica italiana. Le elezioni in Sicilia sono un nuovo inizioCe n’est qu’un debut, continuons le combat! “Paolo Becchi

Fonte: beppegrillo.it

Share

Gli stipendi degli eletti in Sicilia

Giancarlo Cancelleri, eletto M5S in Sicilia, ieri ha spiegato durante la diretta streaming #boom5stelle come la parte eccedente i 5.000 euro lordi del compenso dei parlamentari verrà devoluta alla Regione Siciliana mediante un assegno.
“Nel nostro sistema contributivo abbiamo molte voci, all’interno del Trattamento economico dei Deputati dell’Assemblea regionale siciliana, che possono essere rifiutate. Possiamo restituire la parte eccedente dell’indennità, ci siamo informati direttamente alla Ragioneria della Regione Siciliana, con un assegno e possiamo dedicarla direttamente a dei capitoli di spesa ben particolari. Per cui diventa interessante il fatto che i nostri deputati regionali non percepiranno e non toccheranno quei soldi in più rispetto a quelli sbandierati in campagna elettorale.
Ho visto anche un post di Nik il Nero che dice che hanno parlato con il funzionario regionale e a quanto pare anche in Regione Emilia Romagna è possibile restituire i soldi con un assegno. Vi invito, in Emilia Romagna, a verificare quest’ipotesi perchè potrebbe essere la soluzione.” Giancarlo Cancelleri

Fonte: beppegrillo.it

Share

Te la do io Messina

“Messina è una città commissariata per la terza volta in nove anni. La scorsa estate infatti, l'”onorevole” Buzzanca, per 4 anni sindaco della città e deputato regionale nonostante la sentenza del TARsi dimette un anno prima della fine del mandato per ricandidarsi all’ARS lasciando un Comune in dissesto e una città abbandonata a sè stessa. Attualmente i dipendenti comunali non hanno ancora percepito lo stipendio di settembre, mentre praticamente tutte le partecipate comunali, soprattutto ATM e Messinambiente, risultano ad un passo dal fallimento. Numerose vertenze (Servirail e Triscele tra le tante) sono totalmente ignorate mentre la politica cittadina ha sacrificato 15 anni di fondi per lo sviluppo infrastrutturale alla chimera del Ponte sullo Stretto invece di guardare a uno sviluppo sostenibile del territorio. A causa di questo miraggio sono stati prodotti piani regolatori “ipertrofici” che hanno consentito una vera e propria violenza sulle fragili colline sottoposte a dissesto idrogeologico (vedi tragedia annunciata di Giampilieri nel 2009). Non c’è attualmente alcun progetto per il rilancio della città e si ignora completamente quella che potrebbe essere la sua prima vocazione: il turismo. I turisti sbarcano a terra in mezzo al traffico barcamenandosi tra inciviltà e barriere architettoniche. I più vengono caricati sui pullman alla volta delle Eolie o di Taormina senza neanche volgere lo sguardo ad una città che in passato era il punto di interscambio culturale ed economico tra oriente e occidente.” Attivisti M5S Messina

[warning]Tutta la campagna elettorale del M5S Sicilia si basa sulle donazioni dei cittadini, e le spese da sostenere sono altissime. Per contribuire con una libera offerta clicca qui.[/warning]

Fonte: beppegrillo.it

Share