L’Italia onesta di Di Matteo

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Di seguito parte del discorso del procuratore Nino Di Matteo ieri in via D’Amelio, a Palermo.

“Non si può assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare il magistrato inquirente in un semplice burocrate inesorabilmente sottoposto all’arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici sempre più spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre più stringenti del suo presidente (Napolitano ndr).

Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere ai tanti tentativi in atto, dalla riforma dell’ordinamento giudiziario, a quella in cantiere sulla responsabilità civile dei giudici, alla gerarchizzazione delle Procure anche attraverso sempre più numerose e discutibili prese di posizione del Csm. Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere in silenzio a questi tentativi finalizzati a ridurre l’indipendenza dei magistrati a vuota enunciazione formale con lo scopo di annullare l’autonomia del singolo pm.

Voglio ringraziare tutti quei cittadini che si pongono a scudo di tanti che, anche nella politica, continuano a calpestare quei valori che furono di Paolo Borsellino, contro l’arroganza dei prepotenti e degli impuniti. Le commemorazioni hanno un senso solo se sostenute dal coraggio che dovremo dimostrare da domani. Rispetto alla strage di via D’Amelio c’è il dovere etico e morale di cercare verità, anche se ci rendiamo conto che quel cammino costi sempre di più lacrime e sangue, per continuare a cercare la verità è necessario innanzitutto con onestà intellettuale rispettare la verità e non avere mai paura a declamarla anche se può apparire sconveniente.

Oggi ci troviamo davanti a un muro di gomma e di indifferenza istituzionale. E c’è il pericolo di un clima di delegittimazione che si nutre di silenzi colpevoli, ostacoli e tranelli disposti per arginare quell’ansia di verità rimasta patrimonio di pochi.

Affermano il falso i tanti che, qualcuno per strumentale interesse, continuano a ripetere che i processi delle stragi hanno portato a un nulla di fatto fingono di ignorare che 22 persone sono state definitivamente condannate per concorso in strage. In molti anche all’interno delle istituzioni sanno ma continuano a preferire il silenzio, certi che quell’omertà continuerà a pagare magari con l’evoluzione di splendide carriere. Il cammino di liberazione dalla mafia è rimasto a metà del guado, mentre ai ladri e ai corrotti si assicura la sostanziale impunità.

In una sentenza definitiva della Corte di Cassazione è accertato che un partito politico, divenuto forza di governo nel 1994, ha poco prima annoverato tra i suoi ideatori e fondatori un soggetto da molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa nostra e che da molti anni fungeva da intermediario consapevole dei loro rapporti con l’imprenditore milanese che di quel partito divenne esponente apicale. Oggi questo esponente politico (Silvio Berlusconi, ndr), dopo essere stato definitivamente condannato per altri gravi reati, discute con il Presidente del Consiglio in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedeltà che ha osservato fino all’ultimo respiro. E’ necessario non perdere la capacità di indignarsi e trovare la forza di reagire, tutti abbiamo il dovere di evitare che anche da morto Paolo Borsellino debba subire l’onta di vedere calpestato il suo sogno di giustizia”.

Nino Di Matteo, Palermo 19 luglio 2014

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M5S: “Ardizzone non è super partes, si dimetta. Sulla Corte dei conti avevamo ragione. Chi vuole beccarci con le mani nella marmellata resterà deluso in eterno”.

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Non ha la serenità e l’imparzialità per presiedere questo Parlamento, presidente si dimetta”.
Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars chiede la testa di Ardizzone dopo “il violento e scomposto attacco” a Cancelleri, che il numero uno dell’Ars ha fatto successivamente all’intervento di quest’ultimo a sostegno dell’emendamento anti vitalizi. L’attacco ad Ardizzone è arrivato per bocca del capogruppo Francesco Cappello, nel corso di un vigoroso intervento in aula, nel quale il capogruppo ha anche attaccato Crocetta per le numerose retromarce fatte sulle norme targate Movimento 5 Stelle.

La norma che mirava ad abolire il vitalizio per coloro che sono stati condannati per reati legati alla mafia, è stata bocciata a grandissima maggioranza dall’Ars.

E’ un verdetto vergognoso, – affermano i deputati Cinquestelle – che manda un brutto messaggio alla gente. E la gravità del gesto è ingigantita dal plebiscito contro l’emendamento”.

Intanto è arrivato il parere della Corte dei Conti, che promuove le spese del gruppo parlamentare 5 Stelle, e che invece boccia tantissimi altri partiti all’Ars: Pid, Grande Sud, Pd, Udc, Partito dei Siciliani, Pdl, Drs.

Lo abbiamo sempre detto – affermano i deputati – che avremmo chiarito tutto. A noi, del resto, venivano contestate cose veramente insignificanti, a dispetto dell’enorme e incredibile rilievo che la cosa ha avuto sui giornali. Capiamo che sono tantissimi quelli che aspettano di beccarci con le mani nella marmellata, ma temiamo che rimarranno delusi in eterno. Ora ci aspettiamo che coloro che hanno titolato con grande trasporto ed enfasi su di noi facciano lo stesso con chi, secondo la Corte dei conti, ha tantissime cose da chiarire”.

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I deputati M5S all’Ars al sit-in per Di Matteo

Ciaccio: “si assegni a noi la presidenza della commissione antimafia dell’Ars”

Alcuni deputati del movimento 5 stelle erano presenti al sit-in di solidarietà al magistrato Nino Di Matteo.

“Ci sono – afferma il deputato Giorgio Ciaccio – analogie allarmanti tra quanto sta accadendo oggi e quanto è accaduto nel ’92, con le stragi di Capaci e via d’Amelio. Anche oggi ci sono poteri forti – non solo mafiosi – che cercano nuovi equilibri. Anche stavolta, più o meno volontariamente, le istituzioni stanno isolando i magistrati che compiono il loro dovere attraverso indagini e processi che mirano a far luce su eventi tragici che hanno segnato la storia italiana. Per questa ragione, come cittadini e come rappresentanti delle istituzioni, abbiamo il dovere di proteggere e sostenere il lavoro di magistrati come Di Matteo. Non vogliamo più martiri da commemorare, i servitori dello Stato bisogna difenderli in vita”.

“La Sicilia – prosegue Ciaccio – ha dimostrato con queste elezioni di desiderare un cambiamento radicale. Non so se mi sono sfuggite, ma mi spiace di non aver letto nessuna dichiarazione a sostegno di Di Matteo. C’è stato in merito un assordante silenzio”.

“E’ un obbligo morale e personale stare accanto alle persone che si battono quotidianamente per difendere la nostra democrazia”,  afferma Antonio Venturino, deputato M5S e vicepresidente vicario dell’Ars.  “Credo sia assolutamente necessario far sentire le istituzioni vicine al pm di Matteo. I balordi autori del gesto ledono in realtà la libertà di tutti i cittadini”.

I deputati  M5S,  intanto, reclamano a gran voce la presidenza della Commissione Antimafia dell’Ars, per la quale si dovrebbe votare a breve scadenza.

“Pensiamo – sostiene Ciaccio – di essere i più titolati per questo. Siamo stufi dei soliti fuoriclasse delle retorica, presenti solo nelle commemorazioni, ma assenti quando c’è da operare in concreto”.

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Una giornata fissa in ricordo delle vittime di mafia

E’ quanto previsto da un ddl del gruppo M5S all’Ars. La data scelta è il primo sabato del mese di maggio, giorno feriale prossimo a quello della strage di Portella della Ginestra. In programma pure un forum permanente ed un museo.

Il primo sabato di maggio di ogni anno potrebbe essere dedicato al ricordo delle vittime siciliane della mafia. Lo prevede un disegno di legge presentato dal gruppo parlamentare all’Ars del Movimento cinque Stelle che mira combattere il fenomeno della criminalità organizzata e mafiosa, anche, e sopratutto, con la coscienza e con la conoscenza. In occasione di questa giornata verranno organizzati, soprattutto nelle scuole siciliane di ogni ordine e grado, cerimonie, commemorazioni, iniziative, incontri e momenti di comune riflessione e narrazione dei fatti storici relativi al primo dopoguerra sino alla fine del secolo scorso, in modo da preservarne e custodirne la memoria storica.

La scelta della data non casuale: si è puntato, infatti, ad individuare un giorno feriale prossimo alla ricorrenza della strage di Portella della Ginestra. “Coscienza e conoscenza – spiega il primo firmatario del ddl, il deputato Salvatore Siragusa – nascono dal continuo ricordo, dal non perdere mai la memoria del passato. Ma non basta la sola memoria, occorre anche il continuo confronto, il continuo incrocio ed il continuo raccordo delle idee e delle posizioni di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni impegnate nella lotta alla mafia e ad ogni forma di criminalità organizzata, presenti sul territorio”.
Per questo l’atto parlamentare firmato dai 15 deputati a 5 stelle mira ad istituire anche un forum permanente contro la mafia e la criminalità organizzata ed un museo regionale della legalità .

“Il Forum – afferma Siragusa – è uno strumento di dialogo e confronto fra i soggetti istituzionali e della società civile coinvolti nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata e si fonda sulla necessità di concertare strumenti di supporto ed accompagnamento concreti per i percorsi di educazione alla legalità. Il museo mira a raccogliere, conservare, valorizzare ed esporre le testimonianze materiali delle vittime della mafia e della criminalità organizzata nonché dei loro familiari e delle associazioni, delle fondazioni e di tutti i soggetti coinvolti nell’attività di contrasto alla mafia”.
La legge sarà a costo zero per la Regione. Il personale che opererà all’interno del Museo dovrà essere individuato tra quello già alle dipendenze dell’amministrazione regionale.

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Il M5S all’Ars: “Una giornata regionale per le vittime della mafia”

“Una giornata regionale per le vittime della Mafia”. È l’impegno che i deputati del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’Ars hanno scritto oggi nelle loro agende dopo un incontro tenuto a Palazzo dei Normanni con una nutrita delegazione dell’Associazione nazionale familiari vittime della mafia.

«Il ricordo – ha detto il deputato stellato Giorgio Ciacciodeve essere perpetuato sempre e noi faremo di tutto perché ciò avvenga grazie al nostro impegno, ma anche a quello dei deputati di altri schieramenti. Quella per le vittime della mafia, infatti, è una battaglia che prescinde dagli steccati o dai colori dei partiti».

La giornata del ricordo non è comunque l’unico obiettivo dei deputati del M5S.

«Lavoreremo – ha detto Salvatore Siragusaper istituire un albo di avvocati per assicurare il patrocinio gratuito a tutti coloro che hanno bisogno di assistenza legale».

Altra richiesta dei membri dell’associazione fatta ai deputati del Movimento è quella dell’istituzione di una pubblicazione periodica che raccolga le storie delle vittime di Cosa nostra ufficialmente riconosciute e di quelle ancora da riconoscere.

Un altro incontro tra l’associazione e i parlamentari del Movimento Cinque Stelle – aperto anche a tutte le altre forze politiche – per approfondire i temi discussi oggi e introdurne nuovi è stato fissato per il prossimo 4 febbraio.

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Grillo: “La mafia? E’ tutta all’Expo. Qui ci sta a guardare interessata”

“La mafia? io avevo paura di qualche chiamata, ma non c’è. Secondo me sta guardando, ha capito che qui c’è un cambiamento epocale e quindi sta a guardare”. Dopo aver attraversato a nuoto lo stretto di Messina, Beppe Grillo è approdato nella Sicilia occidentale. E’ un tour fuori dagli schemi quello del comico genovese, venuto in Sicilia per sostenere la candidatura di Giancarlo Cancelleri alle prossime elezioni regionali. Un tour che l’ha portato a visitare l’entroterra siciliano, quello dei piccoli centri ad alta densità mafiosa. Oggi però Cosa Nostra è diversa. “La mafia – ha detto Grillo in provincia di Trapani – è stata corrotta dalla politica e dalla finanza. La mafia aveva un codice etico: uccideva per il territorio. Ma adesso non c’è. Oggi si è spostata. Il commercialista della ‘ndrangeta si è spostato in Lombardia a spartirsi sette miliardi di Expo”. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha fatto un bilancio del suo tour elettorale nella Sicilia orientale. ” Avete posti incredibili. Sono stato a Ragusa, è bellissima! Ma non ci sono strade, non c’è un centimetro di autostrada. Non ci sono ferrovie: ho preso un treno, Scordia – Vizzini, sono 25 chilometri, ci abbiamo messo un giorno mezzo con la lettorina, l’ultima che ho visto era giocattolo, qui l’avete ancora vera”. Quindi Grillo ha lanciato qualche stilettata ai politici che hanno governato la Sicilia negli ultimi decenni. “Dicono che siamo tutti uguali: è la strategia di Totò Cuffaro, sono tutti uguali, così vincono loro. L’ho visto Cuffaro che usciva dal carcere: è un fighetto, magro, ci costa 300 euro al giorno. Questa gente qui non deve andare in carcere ma a riparare strade. Qui aveva Salvatore Quasimodo, premio nobel per la letteratura. Siete passati da Quasimodo a Miccichè: è questa la vostra evoluzione culturale”

di Giuseppe Pipitone e Silvia Bellotti

22 ottobre 2012

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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