Un incubo chiamato Girgenti Acque, il M5S presenta un’interrogazione anche al Senato

17 gli atti parlamentari e decine le richieste di accesso agli atti già presentate all’Ars dal Cinquestelle Mangiacavallo che unitamente al senatore Giarrusso chiede di stoppare definitivamente l’attuale gestione del servizio idrico nella provincia di Agrigento.

matteo-mangiacavallo-m5s

Le inadempienze di Girgenti Acque Spa sbarcano al Senato. Dopo ben 17 atti parlamentari e decine di richieste di accesso agli atti presentati dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo a Palazzo dei Normanni, anche il Cinquestelle Michele Giarrusso, senatore della Repubblica, porta il caso dell’ente gestore dei servizi idrici a Palazzo Madama.

Un’azione sinergica – afferma Mangiacavallo – condotta da parlamentari regionali, deputati alla Camera e senatori M5S che darà delle risposte ai cittadini dell’Agrigentino, un modus operandi tipico dei Cinquestelle anche in altri contesti”.

Interviene così il senatore Giarrusso: “Definire pessima la gestione di Girgenti Acque sarebbe riduttivo. Diverse inottemperanze, infatti, sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque; risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; ed, ovviamente, è stata pure riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio”.

Ma le denunce del Movimento 5 Stelle contro la Girgenti non finiscono qui: “La Girgenti Acque SpA – continua Giarrusso – risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il “San Giovanni di Dio”; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque S.p.A., Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40milioni di euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature, quali 90 mila contatori commissionati direttamente alla società correlata, senza alcuna procedura volta a garantire i principi di economicità, trasparenza, pubblicità, efficacia ed efficienza a tutela del cittadino, cui tutti i gestori di pubblici servizi debbono attenersi. E’ tuttora in corso un’indagine a carico dell’ex amministratore delegato Giuseppe Giuffrida, unico indagato, dal 2013, per fatti relativi all’inquinamento dei mari. Campione, già condannato, risulta inoltre indagato dalla Direzione distrettuale Antimafia per associazione a delinquere di stampo mafioso, a seguito delle dichiarazioni rese da due pentiti, Di Gato e Cacciatore, e sulla base di quanto esposto dal colonnello dei Carabinieri Lucio Arcidiacono durante le udienze del processo a carico dell’allora presidente della Regione Lombardo”.

Ma non appaiono chiari nemmeno i criteri di assunzione del personale”, aggiunge il deputato Mangiacavallo che nei mesi scorsi aveva ricevuto un diniego alla richiesta di prendere visione della pianta organica e degli elenchi del personale.

Quindi il diktat del senatore Giarrusso e del parlamentare regionale Mangiacavallo: “Bisogna mettere un punto a questa esperienza maledetta – affermano ii Cinquestelle – il presidente del Consiglio ed i Ministri di competenza dicano stop definitivamente alla gestione targata Girgenti del servizio idrico nella provincia di Agrigento”.

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Interrogazione M5s (Giarrusso) su Girgenti Acque

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Il sen. Mario Michele Giarrusso (M5s) (insieme ai colleghi Airola, Bottici, Bulgarelli, Cappelletti, Catalfo, Crimi, Endrizzi, Gaetti, Lezzi, Mangili, Martelli, Marton, Montevecchi, Moronese, Morra, Petrocelli, Santangelo, Taverna) ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio, e a tre ministri Interno, Ambiente e Infrastrutture sulla Girgenti Acque che gestisce l’adduzione, distribuzione idrica, fognatura e depurazione dei reflui in numerosi Comuni della provincia di Agrigento. Secondo Giarrusso e gli altri senatori ”sono molteplici le inadempienze che si attribuiscono alla Girgenti Acque; inottemperanze sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque, e risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; altresì è stata riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio”. ”La Girgenti Acque – continua – risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il “San Giovanni di Dio”; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40 milioni di Euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature”. Nell’interrogazione si chiede di sapere quali provvedimenti si intende adottare per appurare l’osservanza dei principi generali, nonché delle norme di trasparenza, pubblicità, efficacia ed efficienza; quali provvedimenti si intendano adottare al fine di verificare che l’aumento delle tariffe possa configurarsi quale una disposizione di ordinaria amministrazione, ed eventualmente procedere all’annullamento del suddetto aumento, in quanto l’Ato Idrico AG 9 risulta essere un ente soppresso; quali azioni intendano intraprendere per sanzionare la condotta del dirigente generale, il quale, secondo una personale interpretazione della normativa relativa al Dl cosiddetto “Sblocca Italia”, aveva firmato gli illegittimi provvedimenti di diffida dei Comuni della provincia di Agrigento, disponendone, qualora non avessero ottemperato alle note disposte nei provvedimenti, il commissariamento; se i Ministri non intendano attivare procedure ispettive al fine di verificare l’eventuale illegittimità della condotta di Girgenti Acque S.p.A. e di intervenire attraverso gli strumenti di Sua competenza al fine di impedire il ripetersi di eventuali abusi riguardo la gestione e l’erogazione dell’acqua.

Fonte: grandangoloagrigento.it

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