Referendum 2016: il quorum non si raggiunge ma a Sciacca un mare di Sì

Mangiacavallo (M5S): “Orgoglioso e fiero della mia città e del suo 54%.”

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Un esito referendario, quello del 17 Aprile, che ha registrato, nonostante i vari tentativi di boicottaggio, il voto di 15 milioni di italiani che hanno sostenuto il SI per dire NO alle trivelle. E’ questo il dato più importante in un Paese in cui il partito di maggioranza è rappresentato dagli astensionisti, con quel 46% cronico della popolazione che non vuole più recarsi alle urne. Il quorum si è fermato ad un 32% che, in termini numerici, è comunque superiore alla quota rappresentata dal partito di maggioranza attualmente al governo. In Sicilia, dove la soglia è rimasta più bassa, primeggia Sciacca, unica città in cui il quorum non solo è stato raggiunto ma è stato superato con uno straordinario 54%. Ecco il commento di Matteo Mangiacavallo, deputato del M5S all’ARS:

“Quel 32% raggiunto – dichiara Mangiacavallo – è comunque un risultato importante, poiché ottenuto tra la disinformazione della gente e l’invito di alte cariche dello Stato a non andare a votare. Il risultato è doppiamente importante, soprattutto in vista delle nuove consultazioni referendarie del prossimo autunno dove non è richiesto il quorum e gli italiani, stavolta, dovranno votare NO per salvare la nostra Costituzione. A proposito di quorum, credo sia giunto il momento di rilanciare la proposta del M5S di abolirlo definitivamente, così, come in tutti i paesi civili, chi non va a votare ha davvero torto. E’ troppo comodo cavalcare l’astensionismo per rendere nullo un referendum”.

“Che dire del 54% raggiunto a Sciacca? – continua Matteo Mangiacavallo – Dire che sono fiero e orgoglioso della mia città è dir poco. Sciacca, per una volta, ha mostrato compattezza e determinazione nella difesa della nostra risorsa più grande, il mare, fonte di ricchezza economica, dalla pesca al turismo. Sciacca ha abbracciato il suo mare con un mare di SI ed è un segnale forte che manda al governo regionale e italiano. E’ la vittoria dei comitati civici, delle associazioni, di tutti gli schieramenti politici e di tutti i cittadini”.

“Adesso occorre essere compatti ancora una volta – conclude il deputato saccense – per difendere l’acqua, il Tribunale, l’Ospedale e le Terme. E’ un’aggressione continua di tutti i nostri beni comuni e il M5S c’è è ci sarà, dimostrando valori che in politica cominciano a mancare da tempo, quelli legati alla coerenza e all’onestà. Sarà difficile, per gli esponenti dei partiti che rappresentano a Sciacca la maggioranza che governa la Sicilia e l’Italia, fare la stessa cosa, senza giocare un doppio ruolo degno del migliore opportunista. E i saccensi, forti del risultato di ieri, ne sono certo, non si faranno più prendere in giro da quattro politicanti da strapazzo”.

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Campagne al collasso senz’acqua, tantissime colture a rischio. M5S: “La norma sui consorzi di bonifica subito in aula”

Il deputato Mangiacavallo: “Stralciamo dalla Finanziaria-bis la norma sui consorzi di bonifica e approviamola subito. La legge di stabilità avrebbe dovuto avere la precedenza sul mutuo che serve a pagare le imprese del Nord”. Palmeri: “Cerchiamo di limitare i danni e diamo risposte a tutto il comparto agricolo”.

Campagne al collasso senz’acqua e tantissime varietà ortofrutticole che rischiano di sparire dalla tavola dei siciliani.

Tra le pieghe dei ritardi della Finanziaria c’è il futuro incerto di tantissime famiglie che lavorano nei campi e di tantissime colture siciliane.

La semina di tante varietà che dovevano essere piantate ai primi di aprile – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo – è stata rinviata a causa della mancanza di fondi previsti in Finanziaria per fare partire la campagna irrigua. Coi tempi dilatati che si sono dati governo e parlamento e con quello perso da Crocetta e dalla sua maggioranza in rimpasti e nomine assessoriali, rischiano di rimanere soffocate le istanze di tanti imprenditori agricoli e piccoli coltivatori siciliani che aspettano l’acqua per irrigare i propri campi. Con questi ritardi stiamo provocando un danno enorme all’economia siciliana, fondata prevalentemente sull’agricoltura. Si aspettava l’acqua per gli inizi di aprile, non ci sarà prima di giugno. È una vergogna”.

Il Movimento 5 Stelle – dice Mangiacavallo – aveva chiesto al governo d anticipare l’arrivo in aula delle finanziaria-bis al mutuo miliardario, che rischia di imprigionare per trent’anni il futuro dei siciliani e perlopiù serve a pagare imprese del Nord, ma non ci ha ascoltato nessuno. Ora i nodi vengono al pettine. Cerchiamo di salvare il salvabile, quantomeno in agricoltura, stralciando dall’impalcatura della Finanziaria la norma sui consorzi di bonifica, per portarla immediatamente in aula“.

I danni per l’agricoltura – afferma la deputata Valentina Palmeri – ormai ci sono. Cerchiamo di limitarli al minimo, dando risposte ad alcuni dei tanti problemi che attanagliano il settore, come quello delle reti di distribuzione obsolete o delle tariffe elevate, solo per citare qualche esempio. Passata l’emergenza si potrà prendere in considerazione il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue, opportunamente trattate”.

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