Dieci milioni di italiani poveri, ma il Pd fa i favori alle banche

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Di MoVimento 5 Stelle

Gli italiani alle amministrative hanno dato un segnale di cambiamento: vogliono che si pensi ai loro interessi, non a quelli delle lobby e dei banchieri. Il Pd se ne frega e continua a fare favori alle banche ai danni dei cittadini, in questo caso dei piccoli imprenditori. Con un decreto vogliono consentire alle banche di espropriare più facilmente i capannoni e i beni delle piccole imprese italiane.

Prima era arrivato dal governo l’esproprio rapido forzato delle abitazioni dei cittadini che ritardano con le rate del mutuo. Ora lo stesso meccanismo si estende ai capannoni e agli asset strumentali delle aziende, prese per il collo dagli istituti che erogano loro dei prestiti.

Il governo costringe a occuparsi dell’ennesimo decreto a favore delle banche mentre nulla viene fatto per i dieci milioni di italiani in povertà. Non si potrà neppure discutere perché in commissione Finanze, alla Camera, stanno ghigliottinando i tempi di analisi degli emendamenti e si preparano ad azzerare le prerogative del Parlamento con l’ennesima fiducia che serve a coprire le schifezze contenute nel testo.

Basteranno nove mesi dopo tre rate non pagate e la banca potrà portarsi via il capannone: una vergogna che loro chiamano “patto marciano”. Inoltre, basterà un inadempimento che sarà deciso dalla banca nel contratto di finanziamento e l’istituto potrà anche prendersi macchinari, brevetti, scorte di magazzino o altri beni mobili non registrati dell’imprenditore. Uno scandalo che loro chiamano “pegno non possessorio”.

E’ così che si pensa di favorire il credito alle Pmi? Stringendo loro un cappio intorno al collo? Stiamo parlando di quelle stesse imprese che poi hanno enormi difficoltà a recuperare in tempi brevi i loro crediti (soprattutto verso la Pubblica Amministrazione).

Non faremo passare l’ennesimo regalo alle banche.

In più, oltre al danno per le attività economiche, ecco la beffa per i risparmiatori colpiti dal ‘salva-banchieri’: rimborsi automatici non per tutti gli obbligazionisti e solo fino all’80%. Gli altri? Dovranno ricorrere agli arbitrati dell’Anticorruzione di Cantone secondo una procedura che ancora nemmeno si conosce.

Il M5S continua a lavorare per i cittadini e le Pmi, il Pd pensa solo alle banche.

Ps: I consiglieri eletti del MoVimento 5 Stelle all’opposizione non accettano nessun incarico di giunta nè deleghe consiliari da parte dei sindaci eletti con altre forze politiche, ma voteranno le proposte di buon senso per la città da qualsiasi parte politica provengano.

Fonte: ilblogdellestelle.it

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Il Liceo E. Fermi di Sciacca approda in Parlamento

NAPOLITANO HA GIURATO

DI GIUSEPPE PATTI

Alle 10.00 di questa mattina (14 Maggio 2015), presso Palazzo Montecitorio, si è svolto l’attesissimo iter parlamentare riguardante il Disegno Di Legge (DDL) “La Buona Scuola”. La nuova riforma dell’Istruzione è stata aspramente contestata sin dall’uscita dei famosi “12 punti”, che non hanno convinto il mondo scolastico, attuando diverse misure di sicurezza a favore del diritto allo studio. Occupazioni, scioperi, cortei e il blocco delle INVALSI sembra non fermare l’inarrestabile avanzata del gigante Golia, nutrito e aizzato dal Premier Renzi e dal Ministro Giannini. Stamani il “piccolo  Davide”, interpretato dal Liceo Scientifico E. Fermi di Sciacca, ha sfidato Golia nella sua tana. Letteralmente. Infatti, tramite la voce dell’On. Maria Marzana del Movimento 5 Stelle, il piccolo eroe ha avuto modo di attaccare direttamente il più grande e attuale nemico della nazione.  “Renzi, risponda almeno ai ragazzi dell’istituto Fermi di Sciacca. Simbolo degli studenti italiani che più di tutti sanno interpretare il futuro della nostra scuola”. L’Onorevole ha così cominciato il proprio discorso in Parlamento, portando realmente le proteste dei cittadini fra le mura in cui tutto si decide. Ovviamente, i ragazzi del Liceo Scientifico si dicono entusiasti di questa opportunità data, e dell’accoglienza da parte di Marzana, la quale non ha esitato ad accettare il ruolo da prestavoce, oltre a fare da filologo per fare chiarezza su un DDL incomprensibile e incompleto. Adesso gli alunni del Fermi, e di tutta Italia, aspettano che il gigante si possa ammansire e capire il danno prossimo a compiersi, altrimenti saranno costretti, insieme ai rinforzi dei professori e del personale ATA, a bloccare e uccidere il mostro con altre armi. Nel frattempo, gli studenti del Liceo Scientifico ringraziano di cuore l’On Mangiacavallo, l’On. Marzana e i suoi collaboratori (fra cui Giuseppe Ricchi), i quali hanno dedicato, e stanno dedicando, tempo e fatica  per la lotta a favore della vera Buona Scuola e per averci permesso di manifestare il nostro dissenso lì, dove nessuno si aspettava di poter arrivare.

GRAZIE!

Fonte: fermi24ore.com

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M5S, Casaleggio: “Renzi portaordini Bce”. Grillo: “Fuori da Euro, 1 milione di firme” – #Italia5Stelle

Il cofondatore del Movimento attacca: “Gli ultimi premier li ha nominati Napolitano o Draghi?”. Sul palco sale nuovamente anche Grillo che lancia il referendum per l’uscita dalla moneta unica: “Porteremo una legge di iniziativa popolare in Parlamento e stavolta grazie ai nostri 150 parlamentari la dovranno discutere”.

di Martina Castigliani | 11 ottobre 2014

“Uscire dall’euro” e “difendere la sovranità del popolo italiano dalla Bce”. Sono Beppe GrilloGianroberto Casaleggio, in un doppio intervento in prima serata al Circo Massimo, a scandire le nuove parole d’ordine del Movimento 5 Stelle. “La mia sovranità nazionale non la regalo a nessuno”, dice Casaleggio. In un’arena che vede una presenza più consistente rispetto al giorno d’esordio (tra le 10 e le 12 mila persone secondo la polizia, mentre lo staff entusiasta azzarda: “Affluenza di 50 mila persone”). “Mio nonno”, continua Casaleggio, “ha fatto per tre anni il partigiano, la mia sovranità devono venire a prendersela, ma non con una lettera della Bce. Devono venire con le armi, come hanno fatto una volta”.

Poi arriva il momento di Grillo, che rincara la dose: “Noi siamo scudi umani contro questi parassiti. Dobbiamo uscire dall’euro il prima possibile. Raccoglieremo un milione di firme in sei mesi e le porteremo in Parlamento. Chiederemo un referendum consultivo per dire la nostra opinione”. L’ultima volta insieme sul palco per i due cofondatori del Movimento 5 stelle è stata per la chiusura della campagna elettorale per Bruxelles. Poi un lungo silenzio, tra cambi di strategia e politiche. Dal dialogo con Renzi all’ostruzionismo, alle richieste di più democrazia diretta. Ora tornano a parlare e rispondono con due battaglie politiche: referendum sull’euro e reddito di cittadinanza. “Vedo una bandiera italiana, mi fa molto piacere”, attacca Casaleggio. “Draghi ha detto: ‘I governi senza riforme verranno cacciati’. Non è al governo e non si capisce a che titolo chieda queste riforme. Se la riforma poi è quella del Senato o dell’articolo 18 che riforme sono? Lui non ha il titolo di darci nessun ordine né diretto né indiretto. Napolitano ha nominato tre presidenti del Consiglio, ma li ha nominati lui o li ha nominati Draghi?”. Da qui l’attacco a Renzi e ai suoi predecessori, definiti “portaordini della Bce“.

Che è un momento di cambiamento all’interno dei 5 stelle lo dimostra proprio l’intervento di Casaleggio. Non solo critiche al governo, non solo rivendicazioni di diversità, ma anche proposte concrete e una piccola autocritica. “L’obiettivo di tutto questo”, dice Casaleggio, “è avvicinare gli eletti con i cittadini. Noi abbiamo fatto molte leggi in parlamento. Abbiamo fatto sì che fossero disponibili in termini di contenuto e suggerimenti”. Si riferisce alla piattaforma per la democrazia diretta, da molti criticata. “Ci sono sicuramente delle cose da migliorare. Ma è la prima volta che viene fatta nel mondo una cosa del genere. Ad oggi abbiamo superato 100 mila iscrizioni. Daremo dei controlli esterni sullo sviluppo e sul voto, così non ci saranno più ombre sul Movimento”. Parole che significano molto per gli attivisti. Poco prima sul palco era salito un gruppo di attivisti con un manifesto (“Occupy palco”) chiedendo dal microfono più controllo e trasparenza della piattaforma.

La piazza è meno timida della sera prima. Si sono contati per tutto il giorno, con i pullman arrivati da tutta Italia. E Grillo sa che fanno domande, hanno bisogno di qualcosa di più di un comizio. Durante il pomeriggio si sono alternati gli interventi di cittadini e attivisti sui palchetti dei gazebo per chiedere informazioni e spiegazioni agli eletti. E il leader m5S offre la sua proposta politica. “Il nostro Movimento è nato con delle frasi”, dice Grillo. “che significano che noi siamo francescani forse più del Papa. Nessuno deve rimanere indietro. Questa è una comunità di persone. Faremo il reddito di cittadinanza e vorrà dire pensare alla sopravvivenza dei lavoratori. Noi andremo a governare con la piccola e media impresa“. Ma come il M5S pensa di finanziare tale provvedimento? “Abbiamo speso miliardi in Afghanistan e per gli F35“, spiega Grillo. “Spendiamo 50 miliardi per questi aerei obsoleti e facciamo morire di fame la nostra gente e lasciamo che succedano disgrazie come quella di Genova“. E ancora sull’alluvione: “La politica va in tv a dire che è colpa del Tar. Non ci credo più che è un caso. Queste cose vengono previste dai bilanci”.

Secondo il leader del Movimento 5 stelle, il governo Renzi non interviene in modo efficace per ridare lavoro e aiutare i cittadini. Una delle soluzioni, secondo Grillo, è dunque l’uscita dall’Euro: “Raccoglieremo milioni di firme in sei mesi e le porteremo in Parlamento. Lo abbiamo già fatto in passato e nessuno ha fatto nulla, ma oggi è diverso. Oggi abbiamo 150 dei nostri in Parlamento”. Così, sostiene, potranno discutere questa legge d’iniziativa popolare. “Io andrò avanti – continua – non dovete dirmelo voi, mi offendete se me lo dite. Noi abbiamo vinto le elezioni“. Poi si rivolge al Presidente del Consiglio: “Siamo a rischio default. Renzi ti prego continua così, fai esplodere questo Paese così sarà chiara la situazione in cui ci stai trascinando”. Un appello anche al nuovo sindaco 5 Stelle di Livorno: “Nogarin, stai attento. Non permettere quello che stanno cercando di fare con il rigassificatore di Livorno. Non abbiamo bisogno di gas, è una speculazione”.

Tra le proposte di Grillo, anche quella sulla banda larga: “Aumentandola del 10 per cento tu aumenti il Pil. Ma figuriamoci se lo fanno. Nessuno vuole intervenire“. Il fondatore M5S chiude dando appuntamento al giorno dopo. Domenica 12 ottobre promette che sarà in giro tra gli stand a parlare con le persone “se i giornalisti me lo permettono”. E ringrazia gli attivisti con una battuta: “Domani busserò alle 8 alle vostre roulotte e vi porterò il cappuccino”.

(video di Giulia Zaccariello) 

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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Punto 2 programma elettorale M5S: adozione degli eurobond

Il Movimento 5 Stelle, al momento, è l’unica organizzazione politica strutturata italiana, tra quelle partecipanti alla competizione elettorale europea, ad avere un programma, proprio perché è l’unica formazione davvero europeista: esattamente il contrario di ciò che affermano i professionisti al soldo della cupola mediatica. Infatti il Pd, Forza Italia, Lega Nord, agitano solo slogan demagogici generici, basati sui trend correnti, tentando di cavalcare il disagio sociale. Ecco che cosa intendono portare avanti i candidati Cinque Stelle quando andranno a Bruxelles, come portavoce europei a nome degli italiani pensanti.

Adozione degli Eurobond
Analisi e spiegazione del punto 2 del programma a cura di Sergio Di Cori Modigliani.

Per consentire di applicare nella zona euro il principio di comunità economica, per condividere e suddividere i rischi e gli interessi, il movimento cinque stelle chiede formalmente alla Banca Centrale Europea l’istituzione degli eurobond, ovvero di BPT europei e comunitari che abbiano un unico valore secco.
Gli stati si finanziano, oltre che attraverso il meccanismo retributivo del carico fiscale imposto ad aziende e persone fisiche, vendendo BPT (Buoni Poliennali del Tesoro) sul mercato internazionale. Regolarmente vengono fatte aste per piazzare questi titoli attirando investitori, e lo Stato paga degli interessi a chi acquista questi titoli. Se l’economia della nazione va molto bene, gli interessi sono molto bassi. Se l’economia va male, gli interessi sono molto alti perché il rischio è maggiore per chi investe. Il più basso interesse praticato sul pianeta sui BPT è quello del Giappone: 0,657%, nazione solida che ha un pil intorno agli 8.500 miliardi di dollari e un indebitamento pubblico intorno ai 20.000 miliardi, pari a un – 234%. Basterebbe questo dato per comprendere la falsità delle argomentazioni liberiste che sostengono come la ricchezza di una nazione derivi da una spesa pubblica contenuta. Il Giappone investe ogni anno circa 3.500 miliardi di dollari (stampando yen) nella ricerca scientifica, nell’istruzione avanzata, nell’alta tecnologia, in infrastrutture ad uso pubblico, e il consumo interno aumenta costantemente garantendo la circolazione della moneta, oltre al fatto di avere il tasso di disoccupazione più basso al mondo, intorno al 2% della popolazione attiva.
In virtù di questo principio, le discrepanze e le diseguaglianze tra situazioni economiche diverse di nazioni che si trovano sulla stessa barca vengono annullate.
In tal modo non sarebbe più la Germania con tassi molto bassi ad attirare capitali (mentre il Portogallo, la Grecia, la Spagna, l’Italia sono costretti a praticare un interesse tre volte superiore dissanguandosi) ma la comunità di nazioni nel suo insieme. La Germania è contraria al varo degli eurobond, perché mantenendo una situazione come quella attuale si avvantaggia pagando il danaro internazionale tre volte di meno dell’Italia e quindi diventando più competitiva in termini finanziari. Il Movimento Cinque Stelle ufficialmente chiede e pretende il varo immediato di eurobond e di consentire alla Banca Centrale Europea di stampare buoni del tesoro.

*Dal libro #VinciamoNoi di Sergio Di Cori Modigliani (Adagio, 2014), con l’introduzione e primo capitolo di Gianroberto Casaleggio– IN USCITA A MAGGIO

Vai al Punto 1 programma elettorale M5S: abolizione Fiscal Compact

Fonte: beppegrillo.it

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In Europa per l’Italia – #VINCIAMONOI

Il MoVimento 5 Stelle (M5S) promuove la partecipazione alle elezioni europee 2014, attraverso la presentazione sotto il simbolo di liste di candidati scelti in Rete secondo le seguenti regole.

I candidati dovranno essere in possesso dei necessari requisiti di candidabilità e dovranno aderire al Codice di comportamento dei candidati e degli eletti del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo.

La selezione dei candidati verrà effettuata attraverso votazione in Rete a cui potranno partecipare gli aderenti al MoVimento 5 Stelle aventi i requisiti, secondo l’apposita procedura di selezione dei candidati e formazione delle liste.

Beppe Grillo, quale capo politico del MoVimento 5 Stelle e suo rappresentante, si occuperà degli adempimenti tecnico-burocratici necessari a consentire l’effettiva presentazione e partecipazione alle prossime elezioni europee 2014 delle liste dei candidati scelti in Rete, avvalendosi a tal fine di un gruppo di iscritti al MoVimento 5 Stelle che si sono resi disponibili a farsi carico di detti adempimenti, rinunziando preventivamente a presentare la propria candidatura alle prossime elezioni europee.

#VINCIAMONOI! Clicca sul banner per scaricare il volantino:

 

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M5S: Antiparentopoli, voto secondo coscienza. Ma boccia Crocetta: “Proclami circensi e niente rivoluzione”

Il capogruppo Giancarlo Cancelleri ha censurato le promesse a vuoto del presidente e le sue ultime infelici uscite, tra le quali quella sul fronte Muos. “A dicembre pronti alla sfiducia se non cambia nulla”. Siragusa: “Porti la Concordia a Palermo”.

Proclami circensi per sorprendere il pubblico e una rivoluzione di cui non si sente nemmeno l’odore, anzi si sente puzza di compromesso morale”.

E’ una bocciatura quasi senza appello per il governo Crocetta quella che è arrivata oggi in Aula dal Movimento Cinque Stelle in occasione della dichiarazione di voto sul ddl antiparentopoli, sul quale il gruppo ha votato secondo coscienza.

E ad aula chiusa da Cancelleri arriva un’altra stoccata. “Se a dicembre non cambierà nulla siamo pronti alla mozione di sfiducia. Cosa metteranno nella pentola famiglie e imprese siciliane, chiacchiere?”.

Poco prima il capogruppo dallo scranno di Sala d’Ercole aveva passato in rassegna fallimenti e scivoloni del presidente della Regione, che vanno dagli attacchi personali (in occasione della campagna elettorale) al Parlamento e alla stampa, passando per la raffica di annunci a vuoto, fino agli inutili finanziamenti a pioggia per i cantieri di lavoro che hanno sottratto risorse alle piccole e medie imprese.

Cancelleri ha anche stigmatizzato le dichiarazioni di Crocetta sul versante Muos, secondo le quali anche sul fronte anti-radar ci sarebbe l’ombra della mafia.

Il gioco dei bianchi e dei neri, dei guelfi e dei ghibellini, della mafia e dell’antimafia – ha detto Cancelleri – questo gioco pericoloso che tenta di inculcare nella testa dei cittadini che se sei con me sei un buono e se sei contro di me sei un cattivo, non funziona, non può funzionare, non accetto che sia così. Voglio essere libero di pensarla come voglio e voglio essere libero da questo schema che costruisce un mondo che somiglia solo ed esclusivamente a chi ha in testa un modello guerrafondaio, fatto da due parti in lotta fra loro”.

Sempre sulla questione Muos, Cancelleri ha attaccato pesantemente Crocetta, cui ha rimproverato la retromarcia sulla revoca delle autorizzazioni alla installazione.

Le avevamo chiesto, presidente della regione – ha detto Cancelleri – di venire a riferire in aula, vogliamo sapere il perché della revoca della revoca, i motivi, cosa ha trovato in quella relazione dell’ISS che l’ha tanto scosso da non aspettare la sentenza del CGA e procedere con quell’atto cacofonico di revoca della revoca? Forse aveva paura di essere inquisito e condannato per abuso d’ufficio? Forse aveva paura di macchiare la sua fedina penale con un reato che scaturiva dalla difesa della nostra terra e dei nostri cittadini? Io sarei orgoglioso di avere un presidente che venisse condannato per aver difeso il suo popolo e la sua terra, mettendo tutto questo davanti alla sua carriera politica. Sarebbe, non solo per me, ma per tutti i siciliani un eroe del nostro tempo, un eroe siciliano. Come può consigliare ai cittadini di Niscemi di fare le valigie? Come può dire questo?”.

Sul fronte degli annunci a vuoto di Crocetta grande spazio ha avuto nel discorso del capogruppo M5S la parte relativa al taglio degli stipendi dei parlamentari, emolumenti che Crocetta ha dichiarato pubblicamente di volere dimezzare anche al prezzo di andare tutti a casa.

Presidente – ha detto Cancelleri – ce ne possiamo andare tutti i casa, visto che di stipendi dimezzati c’è solo il nostro del Movimento 5 Stelle? Lei e il suo governo, nel quale c’è qualche assessore che aveva dichiarato di aderire al fondo con parte dello stipendio, siete latitanti. Possiamo dirlo che di promesse ne fate tanti, ma di fatti pochi?”.

Tirata d’orecchie a Crocetta pure da parte del deputato M5S Salvatore Siragusa, che ha rimproverato al presidente troppa politica-spettacolo e poca concretezza.

Batta i pugni sul tavolo – ha detto Siragusa – vada a Roma e porti a Palermo la Concordia per dare un po’ di respiro ai Cantieri navali. Faccia meno proclami e più fatti. A settembre giudicheremo se è adeguato a fare il presidente della nostra regione”.

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Inceneritore a Bellolampo, nuove prove dal M5S. Ciaccio: “Lupo si dimetta per rispetto dei siciliani”

In un verbale del 18 luglio scorso della commissione Bilancio dell’Ars è riportata la dichiarazione del dirigente generale del dipartimento dell’Energia, Pirillo, che dice che non si può prescindere dai termovalorizzatori.

Nei piani della Regione, c’è, eccome, l’inceneritore a Bellolampo. Parlano le nuove carte. E’ per questo che ora Lupo deve dimettersi. E se non lo fa lui deve essere Crocetta a metterlo alla porta per rispetto dei siciliani”.

Il Movimento Cinque Stelle alza il tiro sulla questione inceneritore a Palermo e chiede la testa del commissario delegato per l’emergenza rifiuti che aveva smentito categoricamente la denuncia fatta qualche giorno fa dal Movimento Cinque Stelle circa un piano delle Regione per la costruzione della struttura.

Dall’Ars arrivano ora nuove prove: i verbali della Commissione Bilancio che smentiscono Lupo e rilanciano alla grande l’ipotesi denunciata dai parlamentari dell’Ars e dal gruppo ambiente del Movimento di Palermo.

E’ tutto nero su bianco – afferma il deputato regionale Giorgio Ciaccio – nei verbali della seduta numero 54 della Commissione Bilancio del 18 luglio scorso, dove il dirigente generale del dipartimento dell’Energia, Pirillo, dice che «a fianco dei diversi strumenti di raccolta dei rifiuti, occorre individuarne uno di chiusura del sistema e che, pertanto, non si può prescindere dagli strumenti di valorizzazione energetica, tra i quali gli stessi termovalorizzatori» ”.

Termovalorizzatori – spiega Ciaccio – è solo un modo elegante di definire gli inceneritori, e proprio per evitare di fare pensare subito a questi nella seduta del 18 luglio Pirillo si esibisce in un vera e propria opera di contorsionismo lessicale per affermare, falsamente, che «valorizzazione energetica non coincide con l’utilizzo degli inceneritori»”.

L’esistenza di un piano che porta alla distruzione della materia – aggiunge Ciaccio – è rimarcato nella stessa seduta da una dichiarazione del dirigente del dipartimento dell’acqua e rifiuti, Ingrassia, che dice che «…il governo ritiene indispensabile per concludere il ciclo dei rifiuti ricorrere al recupero energetico, attraverso impianti di pirolisi o mediante biogassificatori»”.

Non si continui ora – conclude il deputato M5S – a praticare lo sport preferito dai nostri amministratori: il loro campionato mondiale di arrampicata sugli specchi finisce qua. Dicano chiaramente a quale futuro vogliono condannare la cittadinanza, ma lo facciano subito, non quando si cercherà di spacciare la scelta inceneritore come una imposizione della prossima emergenza rifiuti. Modifichino subito il piano gestione rifiuti eliminando definitivamente ogni riferimento alla valorizzazione energetica legata alla distruzione della materia, pirolisi biogassificatori o inceneritori, o peggio altoforni”.

La denuncia del progetto di un inceneritore a Bellolampo era stata fatta dal Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi, dopo un accesso agli atti che aveva “regalato” ai parlamentari ed agli attivisti un preziosissimo verbale del Dipartimento della protezione civile, risalente a gennaio scorso, che prospettava “la necessità di determinare un quadro planimetrico dell’intera piattaforma di Bellolampo… individuando anche un’area per la localizzazione di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB” (le note ecoballe ndr).

In un verbale di qualche giorno prima il responsabile unico del procedimento precisava che “l’impostazione progettuale… produrrà una frazione residuale secca che… dovrà essere inviata ad un impianto di valorizzazione energetica (es pirolisi o altro) da prevedere anche nell’ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del ciclo”.

Già da questi verbali – afferma Ciaccio – è chiarissima la volontà di arrivare all’inceneritore attraverso il TMB, cioè l’Impianto di trattamento meccanico biologico che servirà a produrre le famose ecoballe. Le dichiarazioni di Pirillo e Ingrassia ora chiudono il cerchio e rendono vano qualsiasi goffo tentativo di smentita”.

Le smentite, infatti, erano fioccate dopo la prima denuncia dei 5 Stelle.

Lupo, attraverso la stampa, era stato categorico: “I termovalorizzatori non sono previsti a Bellolampo, non sono previsti nel piano regionale e la Regione siciliana non intende ritornare a discutere di questo argomento che ritiene definitivamente superato”.

Anche il sindaco Orlando aveva provato a mettere una pezza dichiarando che i verbali erano superati e che se ci fosse stato un progetto il Comune lo avrebbe saputo: “Essendo il territorio di Bellolampo del Comune di Palermo – aveva detto il primo cittadino – dubito che qualsiasi scelta di questo tipo possa essere non dico attuata, ma anche solamente pensata, senza il consenso dell’amministrazione comunale

Peccato – sostiene Ciaccio – che questa scelta non solo è stata pensata ma è stata anche scritta, visto che i verbali di cui siamo entrati in possesso risalgono a dicembre e gennaio scorsi, in piena amministrazione Orlando”.

Intanto la questione inceneritore ha varcato lo Stretto per approdare alla Camera, sotto forma di interrogazione presentata dai deputati del Movimento Cinque Stelle (prima firmataria Claudia Mannino) al ministero per l’Ambiente. Già arrivata la riposta che è stata, però, molto deludente.

Il sottosegretario Cirilllo – ha affermato la Mannino – è stato totalmente silente sulla destinazione finale delle ecoballe previste dal piano per Bellolampo, che ad oggi non possono essere smaltite da nessun impianto presente in Sicilia. La risposta del sottosegretario inoltre è stata poco convincente in un altro versante, visto che – dice la Mannino – mostra di credere nella favola che  il flusso dei rifiuti di Palermo raggiungerà il 45% di raccolta differenziata entro dicembre 2013 e il 65% entro dicembre 2015. Nessuna chiarimento – ha aggiunto la Mannino –  è stato fornito su come tali percentuali possano essere mai raggiunte in un così breve termine, tenuto conto che ad oggi, agosto 2013, la percentuale di raccolta differenziata è ferma all’incredibile e miserrima percentuale  del 6%”.

Del piano inceneritore a Bellolampo si parlerà il 4 agosto a Capaci al termine della visione del film “Trashed” presso il lido “Sconzajuoco” di Addio Pizzo. Al dibattito parteciperanno il deputato nazionale Claudia Mannino e quelli regionali Giampiero Trizzino e Giorgio Ciaccio, assieme ad attivisti ed esperti del settore rifiuti.

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Sprint Sicilia alla paralisi senza un direttore. Interrogazione di Mangiacavallo all’Ars

Alla guida dello Sportello regionale per l’internalizzazione era stata nominata Michela Stancheris, che ha rinunciato per ricoprire la carica di assessore.

Subito la nomina del direttore dello Sportello regionale per l’internalizzazione”. E’ quello a cui, in sostanza, mira una interrogazione presentata all’Ars dal gruppo parlamentare M5S e indirizzata al presidente della Regione e all’assessore alle Attività produttive.

L’atto – che vede come primo firmatario Matteo Mangiacavallo– chiede se l’amministrazione voglia dare continuità alle politiche di internalizzazione per le imprese e alle competenze dello Sprint Sicilia,  procedendo alla nomina interna di un dirigente con provata esperienza nel settore, scelto con criteri meritocratici.

Lo Sportello  (che  fornisce servizi gratuiti alle imprese, assistendole nei processi di internalizzazione con incontri concordati, informandole anche sui prodotti finanziari e assicurativi governativi) è attualmente  senza guida.

Con Delibera di Giunta fatta a febbraio  – afferma Mangiacavallo – era stata nominata alla guida dell’ente la dottoressa Stancheris che però ha poi rinunciato per la sopraggiunta nomina ad assessore. Oggi, pertanto, lo sportello si ritrova senza direttore e con  gravi carenze di personale specializzato”.

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Trivelle a Pantelleria, M5S contro il decreto Passera. Ricorso contro l’estensione dell’area marina perforabile

L’atto ministeriale, contestato da alcuni cittadini con azione popolare, presenterebbe numerosi profili di illegittimità.

Pantelleria contro le trivelle. Un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è stato presentato da alcuni attivisti M5S in sostituzione del comune del Trapanese (più volte sollecitato e rimasto inerte sulla questione) contro il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 27 dicembre scorso che amplia a dismisura l’area in cui è possibile effettuare trivellazioni nel canale di Sicilia. Fatto che esporrebbe l’area in questione a pericoli, creando inoltre disturbo alla pesca, alla fauna ed agli assetti geologici.

Il decreto oggetto del ricorso, firmato dal ministro Passera, sarebbe infatti illegittimo per diversi motivi. Innanzitutto ci sarebbe un vizio di incompetenza: la competenza di sottoscrizione dell’atto infatti sarebbe del dirigente generale del ministero e non di quella del ministro, in virtù del principio della separazione tra organi di indirizzo politico-amministrativo e di gestione.

A monte dell’atto ci sarebbe inoltre un vizio di incompetenza assoluta (il decreto presuppone di intervenire nell’ambito della piattaforma continentale italiana, cosa che non sarebbe vera). L’area oggetto della reale estensione ricadrebbe infatti nell’ambito della piattaforma continentale dell’isola di Malta.

E, ancora a rendere nulla la validità del decreto ci sarebbe l’incompetenza del Ministro dello Sviluppo Economico in materia. L’allargamento del mare territoriale – secondo quanto è scritto nel ricorso – è infatti palesemente un atto di politica estera che, ovviamente, non rientra nelle competenze del Ministro dello Sviluppo Economico. Peraltro, il governo Monti aveva perso la fiducia il 6 dicembre 2012 e, da quel giorno in poi, era abilitato a curare solo gli affari correnti. E “un atto di politica estera di questa portata – si legge nel ricorso – non può essere considerato un affare corrente”.

Infine il decreto sarebbe carente nelle motivazioni poiché non viene in alcun modo giustificata la decisione di ampliare la zona C, sia la decisione di estenderla nel modo scelto.

A sostegno dell’azione si sono schierati anche i deputati regionali del M5S:

Ci troviamo – afferma Valentina Palmeri – di fronte all’ennesimo insensato tentativo di usurpazione del nostro territorio, peraltro con atti ministeriali che presumibilmente possono essere definiti contra legem, il M5S Sicilia seguirà da vicino l’evolversi del ricorso presentato dai ragazzi del M5S Pantelleria e lo sosterrà con piena forza. Con questa azione popolare gli attivisti stanno cercando di difendere l’equilibrio naturalistico di una delle più belle aree del pianeta, fattispecie che, evidentemente, non sembra interessare più di tanto all’amministrazione pantesca”.

A livello regionale intanto – continua Palmeri – stiamo ancora aspettando che si dia vita al tavolo tecnico che l’assessore Lo Bello ha promesso di avviare alla presenza della commissione Ambiente e delle associazioni ambientaliste per risolvere in modo definitivo la questione delle trivellazioni a mare”.

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M5S: “Aumento addizionale Irpef scellerato. Si tassino privilegi e si evitino politiche clientelari”

Un aumento scellerato e da evitare ad ogni costo”. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars a spada tratta contro il governatore Crocetta, che ha appena operato l’ennesima inversione di rotta rispetto a quanto annunciato in precedenza, comunicando l’inevitabilità del ritocco dell’addizionale Irpef.

Ancora una volta, come in occasione del Muos, – affermano i deputati – Crocetta smentisce se stesso, prendendo sempre decisioni che marciano in direzione opposta agli interessi dei siciliani. Aumentare l’addizionale Irpef è una scelta scellerata di cui non possono fare le spese, come sempre, i cittadini che pagano le tasse. Si pensi, piuttosto, ad una rimodulazione dell’aliquota , diminuendola ai redditi più bassi ed aumentandola ai redditi più alti”.

Se si vogliono trovare risorse – continuano i deputati – si cominci a guardare all’enorme mole di denaro che annualmente viene assorbita per pagare i premi di produttività dei dirigenti regionali di una Regione che è tutto fuorché produttiva, o agli investimenti a pioggia per operazioni come i cantieri di servizio e cantieri scuola che nascondono solo grosse operazioni clientelari”.

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