Il MoVimento 5 Stelle salva l’olio italiano

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di M5S Europa

Questa volta siamo riusciti a convincere la Commissione Europea. I burocrati non eletti hanno cercato di mettere fuori mercato molte varietà di olio italiano, appigliandosi a scuse banali come quella che i contenuti non rispettavano alcuni parametri decisi da Bruxelles a tavolino e in modo dissennato. Il tutto senza chiaramente tenere conto (come spesso accade) delle specificità ambientali dei territori di provenienza. A questo scempio è stato risposto con un’interrogazione del 26 novembre depositata al Parlamento Europeo e con l’attività dei portavoce M5S alla Camera. Prima ancora con la denuncia di diverse associazioni di categoria.

Lo scorso 21 aprile, infine, la delegazione del Movimento 5 Stelle in Europa ha deciso d’inviare una lettera ufficiale al commissario per l’agricoltura, l’Irlandese Phil Hogan. Gli è stato chiesto di modificare i limiti su tre acidi grassi – giudicati erroneamente nocivi – che avrebbero ucciso gran parte delle aziende olivicole del Sud Italia. La risposta si è fatta aspettare un mese, ma alla fine è arrivata (scaricala qui). Il finto tonto Hogan ha voluto garantire a noi e a tutti i cittadini italiani che i limiti dei tre acidi grassi saranno innalzati per non escludere dal mercato tutti gli extra-vergine ricavati da alcune varietà italiane, come l’extravergine calabrese Carolea o il pugliese Coratina. Una doppia soddisfazione è arrivata anche sulle tempistiche, perché il nuovo regolamento – sempre stando alle parole di Hogan – verrà applicato già dal prossimo raccolto. Un’anticipazione che consentirà agli agricoltori di non subire alcun danno economico nel prossimo raccolto.

Lo abbiamo già detto nel celebre caso dell’olio tunisino e continueremo a ripeterlo finché avremo voce: l’Europa deve tutelare il Made-In e non fare solo slogan. Le eccellenze italiane devono essere protette e coccolate nell’interesse prima nazionale e poi comunitario. Vittorie come queste sono l’esempio di cosa accade quando sono i cittadini a decidere, siano essi rappresentati dal M5S o da altre forze. Non siamo più disposti a subire ingiustizie e prese di posizione calate dall’alto di chissà quale scrivania di Bruxelles.

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Guerra all’olio tunisino dall’Ars, Mangiacavallo (M5S) interpella la Regione e annuncia una mozione

Matteo-Mangiacavallo

I Cinquestelle non ci stanno, “l’olio extravergine di oliva rappresenta uno dei prodotti portanti del settore agricolo siciliano e la scelta relativa all’immissione in commercio di altre 35 mila tonnellate di olio tunisino nel nostro Paese non è tollerabile”, lo dice il deputato all’Ars del Movimento 5 Stelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo che adesso interpella il presidente Crocetta e l’assessore alle Attività produttive. La battaglia dei Cinquestelle a tutela delle produzioni agricole nazionali non si arresta e sta toccando tutte le istituzioni rappresentative. Il parlamentare a Palazzo dei Normanni annuncia anche una mozione a riguardo firmata da tutti i 14 deputati M5S.

Alla Tunisia – afferma Mangiacavallo – era già stata concessa la possibilità di immettere nel mercato italiano una quota pari a 54 mila tonnellate di olio di oliva, generando un effetto negativo per il mercato dell’extravergine; le ulteriori 35 mila tonnellate non faranno altro che appesantire una situazione già al limite. In effetti, – continua – come dimostrato, la misura non aiuta di certo i produttori tunisini ma, al contrario, è utile soltanto a qualche imprenditore spregiudicato che mediante le importazioni di oli a basso prezzo riesce a lucrare a scapito dei produttori e dei consumatori siciliani”.

Dalla Regione facciano sentire forte la voce dei siciliani, – conclude Mangiacavallo – non possiamo permettere di perdere altri importanti pezzi della nostra economia”. Attraverso l’atto parlamentare, il Cinquestelle vuole sapere, quindi, quali iniziative intendano assumere assessorato e presidente in sede nazionale e comunitaria allo scopo di porre fine ai danni che l’olivicoltura e l’agricoltura siciliana in generale continuano a subire.

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