Esito dell’incontro tra il nuovo direttore dell’ASP di Agrigento e Matteo Mangiacavallo (M5S)

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“E’ durata circa un’ora la mia conversazione nonché visita istituzionale al nuovo direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Agrigento, dott. Salvatore Lucio Ficarra.

Dopo i saluti e gli auguri per il nuovo incarico ho voluto farmi portavoce delle istanze dei numerosi cittadini saccensi e con essi le associazioni, i comitati civici e i rappresentanti della politica locale che in queste ultime settimane, visto l’aggravarsi della situazione in essere, si stanno mobilitando, stanno protestando e stanno sottoscrivendo la petizione popolare per impedire che l’Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca possa subire un depotenziamento o, addirittura, rischiare la soppressione. Appare chiaro che la struttura ospedaliera saccense si trova a fronteggiare una situazione senza precedenti: mancanza di anestesisti, di personale medico in genere, con reparti che chiudono o che non si potenziano. La gente che sta manifestando lo fa per tutelare il proprio diritto alla salute e occorre dimostrare alle comunità locali che non vi è alcuna intenzione di emarginare la struttura ospedaliera saccense. Sono queste le risposte che ho chiesto al direttore nella mia premessa.

Il dott. Ficarra mi ha immediatamente rappresentato che non sussiste alcun rischio per l’ospedale di Sciacca e che è suo interesse quello di smentire categoricamente ogni voce che paventi la chiusura o il ridimensionamento di quel presidio ospedaliero; voci che non fanno altro che generare un pericoloso, quanto inutile, allarme sociale.

Ho concordato con lui che chi cavalca a fini speculativi le problematiche del nosocomio saccense contribuisce esclusivamente a creare un danno di immagine.

Con questa mia nota, allora, colgo l’occasione per girare alla politica, che ruota attorno all’argomento, l’invito ad evitare squallide passerelle o interventi finalizzati ad acquisire esclusivamente visibilità. Occorre stringersi attorno ad una struttura, che rappresenta l’eccellenza per tutto l’hinterland e il suo bacino d’utenza evitando, giusto nel tentativo di evidenziare le problematiche che l’attanagliano, di farla apparire come inefficiente ed inadeguata. Esistono criticità che dovranno essere affrontate e risolte, soprattutto nell’immediato, ma l’Ospedale di Sciacca, il suo personale e i suoi medici rappresentano l’eccellenza di un sistema sanitario che stenta a funzionare.

Diverse sono state le questioni che ho voluto porre all’attenzione del nuovo direttore generale dell’ASP di Agrigento. Tra queste, in primis, quella relativa alla carenza di organico in determinate unità nevralgiche e in secondo luogo, ma non meno importanti, quelle legate alle vicende della Banca del Cordone ombelicale di Sciacca, all’attenzione, mi è stato rassicurato, dell’assessore regionale alla salute, e dell’apertura di un centro di riabilitazione ambulatoriale presso il Maugeri, argomento che il dott. Ficarra dovrà approfondire nei prossimi giorni, prima di poter procedere ulteriormente.

Sul fronte della carenza di personale non si può non tenere conto che le criticità dell’azienda saccense trovano origine nel decreto Balduzzi che, innestandosi in un sistema ospedaliero già compromesso dal mancato avvio delle procedure concorsuali del 2009, ha avuto un effetto dirompente sulla consistenza della pianta organica ospedaliera. Lo stesso decreto, infatti, stabilisce che le aziende sanitarie non possono procedere alla copertura di eventuali posti vacanti se prima non viene completato il procedimento di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e non vengano riassorbiti eventuali esuberi accertati in esito alla suddetta procedura.

Com’è noto a tutti, benché sia in fase di definizione, il decreto relativo alla nuova rete ospedaliera regionale non è stato ancora emesso e pertanto appare impossibile procedere a nuove assunzioni prima della sua pubblicazione poiché sarebbe come cercare di riempire un contenitore di cui non si conosce la capienza.
In questo contesto critico, una circolare assessoriale datata 24 giugno 2014 ha prorogato i contratti a tempo determinato per ulteriori dodici mesi dando una, seppur flebile, boccata di ossigeno che non rappresenta certo la cura alla patologia del fenomeno ma di certo appare un primo passo verso la soluzione.

L’ASP di Agrigento, come riferitomi dal dott. Ficarra, nel frattempo, pubblicherà un bando per il reclutamento di “specializzandi” (comunque in procinto di conclusione del percorso di specializzazione) al fine da garantire la futura occupazione dei posti vacanti proprio perché uno dei maggiori problemi che si profilano all’orizzonte (ossia subito dopo la pubblicazione della rete ospedaliera) è proprio l’assenza di un numero di medici specializzati tali da consentire la copertura delle carenza di organico.

E’ stato un incontro che ho voluto affrontare con spirito collaborativo e che mi ha moderatamente rassicurato. Ho avuto coscienza di aver sicuramente interloquito con una persona preparata e determinata a cui, visti i pochi giorni dal suo insediamento, occorre dare il giusto tempo e la necessaria serenità per poter rendersi conto e agire conseguentemente. Mi aspetto, riponendo in lui fiducia massima, una pronta soluzione a tutte le problematiche rappresentate.”

Matteo Mangiacavallo (M5S)

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Ordine del giorno: azioni urgenti per far fronte alle criticità dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca

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L’Ospedale di Sciacca attraversa un periodo di estrema criticità sia riguardo al personale in servizio, medico e paramedico, sia in relazione alla dotazione strumentale a tal punto da non consentire il regolare svolgimento dei servizi in favore della popolazione.

La situazione nelle ultime ore si è ulteriormente aggravata divenendo una vera e propria emergenza capace di mobilitare l’intera comunità saccense.

Tali argomentazioni sono state poste, per l’ennesima, volta, all’attenzione dell’assessore regionale alla salute dott.ssa Borsellino nel corso della seduta d’aula in Assemblea Regionale Siciliana di ieri (mercoledì 2 luglio) attraverso un Ordine del Giorno presentato dal deputato Matteo Mangiacavallo, e sottoscritto dall’intero gruppo del M5S e da Margherita La Rocca Ruvolo dell’UDC.

Con esso, il governo assume l’impegno ad adottare tutte le azioni necessarie per la risoluzione delle criticità dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, prevedendo un’opportuna deroga al blocco delle procedure concorsuali previsto nelle more delle ridefinizione delle nuova rete ospedaliera sì da garantire la copertura della carenza di organico delle unità operative in sofferenza.

La stessa dott.ssa Borsellino, riconoscendo pubblicamente l’impegno preso con la cittadinanza saccense lo scorso febbraio, ha accettato l’ordine del giorno come raccomandazione.

Si tratta di un ulteriore piccolo passo in avanti verso la soluzione del problema che attanaglia la struttura sanitaria di Sciacca. Lo scorso 24 Giugno era stata sottoscritta infatti una circolare assessoriale con la quale, attraverso una deroga alle proroghe dei contratti a tempo determinato per ulteriori 6 mesi, dovrebbe arrivare, nei prossimi giorni, una tanto auspicata necessaria boccata d’ossigeno.

Tra oggi e domani, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo, che nella giornata di ieri si era recato in assessorato a Palermo per rappresentare le istanze dei sottoscrittori della petizione per la salvaguardia del nosocomio saccense, sarà ricevuto all’ASP di Agrigento dal neo direttore Ficarra a cui adesso spetta l’ultima parola.

Di seguito l’ordine del giorno sopra menzionato.

ORDINE DEL GIORNO N.310 del 2 LUGLIO 2014

Azioni urgenti per far fronte alle criticità dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca

PREMESSO CHE:
l’Ospedale di Sciacca attraversa un periodo di estrema criticità logistica (sia in ordine al personale medico che paramedico nonché in relazione alla dotazione strumentale) tale da non consentire il regolare svolgimento dei servizi in favore della popolazione;

RITENUTO CHE:
la condizione sopra descritta sta causando una sempre più crescente emorragia dell’utenza costretta ad emigrare verso altre strutture ospedaliere (specie del nord Italia) con notevolissimo aggravio di spesa per l’utenza stessa nonché per le casse regionali;

RILEVATO CHE:
in particolare, la maggiori criticità riguardano i seguenti reparti:
Pronto soccorso: personale medico e paramedico ridotto con posti letto dell’osservazione breve (max 12 ore) utilizzati per assistenza continua anche di diversi giorni in attesa di disponibilità di posti letto con problemi di ordine sanitario e rischi medico – legali elevati (mancato controllo clinico, carenza del personale paramedico ed ausiliario);
Laboratorio di analisi: sospesi gli esami di routine (garantiti solo gli esami di urgenza) per la carenza del personale tecnico nella misura del 50% della forza lavoro (6/12) dal 25-02-14 sino alla data odierna.
U.O. di rianimazione/anestesia: mancanza di 8 unità di personale medico con conseguente riduzione dei servizi (sale operatorie in primis);
U.O di Cardiologia – UTIC: carenza di personale medico (mancano due dirigenti dal mese di Novembre) anche a causa di limitazioni funzionali di servizio per due unità (esclusi dalla guardia notturna, dalla reperibilità a dai turni singoli); numero di ricoveri superiori ai posti letto a disposizione con grave rischio clinico e medico legale; nonché carenza di apparecchiature bio-medicali (defibrillatori in particolare).
U.O di Ortopedia: non è stato ancora espletato il concorso per ricoprire l’incarico di direttore, già mancate da alcuni anni;
U.O di Otorinolaringoiatria: aperta da diversi mesi ma allo stato attuale ancora U.O. aggregata alla U.O. di Agrigento ed ancora non autosufficiente (carenza di apparecchiature bio-medicali e strumentali).
U.O. di Emodinamica: ancora non rinnovato l’incarico al direttore (scaduto nel 2012), non espletato il concorso per altri Dirigenti Medici attualmente un solo titolare e due incarichi.
U.O. di Nefrologia: mancanza di due unità di personale medico; non espletato il concorso per il direttore della U.O. già mancante dal 2010.
anche l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento ha evidenziato la necessità di addivenire ad una soluzione della criticità sopra evidenziate;
la carenza di personale medico e paramedico sarebbe causata da un blocco delle procedure concorsuali disposto da codesto Assessorato nelle more della ridefinizione della Rete Ospedaliera Regionale;
tuttavia, la nuova rete ospedaliera non appare essere di pronta definizione con conseguente ulteriore procrastinarsi della criticità del nosocomio saccense.

Tutto ciò premesso ritenuto e rilevato

L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE E PER ESSO L’ASSESSORE ALLA SALUTE ad adottare tutte le azioni necessarie per la risoluzione delle criticità dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, prevedendo all’uopo un’opportuna deroga al blocco delle procedure concorsuali previsto nelle more delle ridefinizione delle nuova rete ospedaliera sì da garantire la copertura della carenza di organico delle unità operative sopra indicate.

02 luglio 2014

MANGIACAVALLO (M5S)
CAPPELLO(M5S)
CANCELLERI(M5S)
TRIZZINO(M5S)
ZITO(M5S)
CIACCIO(M5S)
SIRAGUSA(M5S)
TANCREDI(M5S)
CIANCIO(M5S)
FOTI(M5S)
FERRERI(M5S)
PALMERI(M5S)
LA ROCCA(M5S)
ZAFARANA(M5S)
LA ROCCA RUVOLO (UDC)
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M. Mangiacavallo presenta un’interpellanza al Governo Regionale circa l’Ospedale di Sciacca e l’attuazione della riforma sanitaria regionale

Matteo Mangiacavallo, cittadino a 5 stelle all’ARS, ha presentato un’interpellanza al Governo Regionale circa le iniziative che intende assumere per l’applicazione della riforma prevista dalla Legge regionale del 14 aprile 2009 n. 5 in modo che tenga conto della conformazione geografica del territorio della provincia di Agrigento.

Da un’attenta analisi dell’attuazione della riforma sanitaria, è evidente che la stessa, pur perseguendo l’equilibrio economico del Servizio Sanitario Regionale, debba necessariamente tenere conto delle peculiarità geografiche di ogni singola provincia. La provincia di Agrigento è caratterizzata da un territorio molto esteso che, oltre al polo sanitario della città di Agrigento, conta anche quello del Distretto di Sciacca, con una propria naturale vocazione territoriale, nell’ambito del Distretto Ospedaliero Ag 2.

L’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca soffre da qualche tempo di una migrazione di risorse umane e strutturali in favore dell’Ospedale di Agrigento e di altre strutture sanitarie del territorio siciliano, lasciandone legittimamente presagire una più ampia destrutturazione. Il depotenziamento della struttura ospedaliera saccense causerà, inevitabilmente, un’emorragia di utenza dell’intera ASP n.1, poiché, proprio a causa della particolare struttura geografica della provincia agrigentina, per questioni di opportunità logistiche, la maggior parte degli utenti preferiranno raggiungere gli ospedali palermitani piuttosto che recarsi nel capoluogo di provincia di riferimento. Basta prendere in considerazione, nel merito, la situazione degli utenti di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia, più vicini e meglio collegati a Palermo piuttosto che ad Agrigento sia per la rete stradale che per il numero di mezzi di trasporto pubblico.

Si deve tenere conto, infine, che una delle finalità della predetta legge è quella di “… rendere compatibile l’equilibrio economico del Servizio sanitario regionale con il mantenimento e la riqualificazione dell’offerta assistenziale complessiva al fine di garantire il diritto all’erogazione appropriata ed uniforme dei livelli essenziali di assistenza”.

Sulla base di tutte queste considerazioni, il deputato Matteo Mangiacavallo chiede al Governo Regionale quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla situazione in cui oggi versa l’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

L’interpellanza è visibile sulla pagina personale del cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo ospitata sul sito dell’ARS e accessibile tramite questo link.

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