Trivelle a Pantelleria, M5S contro il decreto Passera. Ricorso contro l’estensione dell’area marina perforabile

L’atto ministeriale, contestato da alcuni cittadini con azione popolare, presenterebbe numerosi profili di illegittimità.

Pantelleria contro le trivelle. Un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è stato presentato da alcuni attivisti M5S in sostituzione del comune del Trapanese (più volte sollecitato e rimasto inerte sulla questione) contro il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 27 dicembre scorso che amplia a dismisura l’area in cui è possibile effettuare trivellazioni nel canale di Sicilia. Fatto che esporrebbe l’area in questione a pericoli, creando inoltre disturbo alla pesca, alla fauna ed agli assetti geologici.

Il decreto oggetto del ricorso, firmato dal ministro Passera, sarebbe infatti illegittimo per diversi motivi. Innanzitutto ci sarebbe un vizio di incompetenza: la competenza di sottoscrizione dell’atto infatti sarebbe del dirigente generale del ministero e non di quella del ministro, in virtù del principio della separazione tra organi di indirizzo politico-amministrativo e di gestione.

A monte dell’atto ci sarebbe inoltre un vizio di incompetenza assoluta (il decreto presuppone di intervenire nell’ambito della piattaforma continentale italiana, cosa che non sarebbe vera). L’area oggetto della reale estensione ricadrebbe infatti nell’ambito della piattaforma continentale dell’isola di Malta.

E, ancora a rendere nulla la validità del decreto ci sarebbe l’incompetenza del Ministro dello Sviluppo Economico in materia. L’allargamento del mare territoriale – secondo quanto è scritto nel ricorso – è infatti palesemente un atto di politica estera che, ovviamente, non rientra nelle competenze del Ministro dello Sviluppo Economico. Peraltro, il governo Monti aveva perso la fiducia il 6 dicembre 2012 e, da quel giorno in poi, era abilitato a curare solo gli affari correnti. E “un atto di politica estera di questa portata – si legge nel ricorso – non può essere considerato un affare corrente”.

Infine il decreto sarebbe carente nelle motivazioni poiché non viene in alcun modo giustificata la decisione di ampliare la zona C, sia la decisione di estenderla nel modo scelto.

A sostegno dell’azione si sono schierati anche i deputati regionali del M5S:

Ci troviamo – afferma Valentina Palmeri – di fronte all’ennesimo insensato tentativo di usurpazione del nostro territorio, peraltro con atti ministeriali che presumibilmente possono essere definiti contra legem, il M5S Sicilia seguirà da vicino l’evolversi del ricorso presentato dai ragazzi del M5S Pantelleria e lo sosterrà con piena forza. Con questa azione popolare gli attivisti stanno cercando di difendere l’equilibrio naturalistico di una delle più belle aree del pianeta, fattispecie che, evidentemente, non sembra interessare più di tanto all’amministrazione pantesca”.

A livello regionale intanto – continua Palmeri – stiamo ancora aspettando che si dia vita al tavolo tecnico che l’assessore Lo Bello ha promesso di avviare alla presenza della commissione Ambiente e delle associazioni ambientaliste per risolvere in modo definitivo la questione delle trivellazioni a mare”.

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