Nuova rete ospedaliera siciliana: cònzala comu voi, sempri cucuzza è!

Foto prelevata dal sito del Corriere di Sciacca (http://www.corrieredisciacca.it/default.asp?id=39864)
Foto prelevata dal sito del Corriere di Sciacca (http://www.corrieredisciacca.it/default.asp?id=39864)

Leggendo la nota congiunta di PD e Sciacca Democratica non possiamo che prendere atto dell’incapacità manifesta della vecchia politica di chiamare le cose con il loro nome. Nascondersi dietro ai giochi di parole, alla denominazione “documento metodologico”, per opportunismo politico o per conclamata miopia, significa negare l’evidenza dei fatti.

Verba volant, scripta manent. I fatti ci dicono chiaramente quali sono le intenzioni del Presidente Crocetta e del suo braccio operativo Assessore Gucciardi e sono riportati nero su bianco. Le rassicurazioni verbali restano “aria fritta” dinanzi a un documento che “metodologicamente” relega l’ospedale di Sciacca a struttura di base. Nel frattempo si mantengono come spoke la struttura di Agrigento, città di Angelino Alfano, la struttura di Salemi (10.794 abitanti), città natale del caro Assessore alla Sanità, la struttura di Gela, del Presidente Crocetta, affiancata a quella di Mazzarino (12.145 abitanti) e di Niscemi (27.558 abitanti).

La verità è che la gestione della Sanità in Sicilia è ormai legata a interessi politici che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze dei territori e soprattutto dei cittadini.

Accusare Matteo Mangiacavallo e il M5S di sciacallaggio politico è un tentativo maldestro e, come testimoniato dall’azione del deputato in questi anni, privo di alcun fondamento.

Allora lasciamo che, insieme a tutte le forze politiche che oggi sono maggioranza di governo alla Regione, il PD e Sciacca Democratica continuino, come loro stessi hanno sostenuto qualche giorno fa, a “lavorare in silenzio”, così non li sentirà nessuno, e “a fari spenti”, così continueranno a non vedere alcunché, aspettando che la bozza diventi definitiva e che sia poi sottoposta a sindacati e sindaci per mera presa d’atto.

Noi riteniamo invece che la cittadinanza vada informata da subito e che questo possa contribuire a una mobilitazione generale a difesa della sanità saccense.

Assemblea M5S Sciacca

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Rete ospedaliera siciliana, bozza o non bozza, è comunque arrivata a Roma!

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Tra smentite e rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità Gucciardi, è confermata l’esistenza di una bozza di rete ospedaliera strutturata in base a linee guida che lo stesso assessore aveva inviato a Roma lo scorso 29 Luglio. In quel documento, disponibile nella versione integrale a questo link, si conferma un “declassamento” del Giovanni Paolo II, che viene inquadrato come ospedale di base rispetto al San Giovanni Di Dio, ed iscritto a DEA di secondo livello.

Tutto ciò suona male, come affermato dal deputato regionale del M5S all’ARS Matteo Mangiacavallo nei giorni scorsi, saremo rassicurati solo da un’altra carta che mette nero su bianco il fatto che Sciacca sia posta sullo stesso piano di Agrigento e il Giovanni Paolo II sia inteso come Spoke.

Con buona pace di chi a Sciacca, riparandosi dietro bandiere dei partiti come NCD e PD, continua a giocare fingendosi oppositore quando nella realtà sostiene Crocetta. A costoro, che si pongono finti oppositori, verrebbe da chiedere se hanno veramente compreso quanto tali scelte stiano facendo veramente male alla nostra città.

Assemblea permanente del M5S di Sciacca

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Rifiuti, M5S: “Autocompattatori del comprensorio di Sciacca a Lentini? Ennesima decisione paradossale di Crocetta, basterebbe riavviare l’impianto di Siculiana”

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“E’ di ieri l’ennesima decisione paradossale di Crocetta di dirottare gli autocompattatori di 17 comuni del comprensorio di Sciacca alla discarica di Lentini, piuttosto che a quella di Siculiana”. Lo dice il deputato Cinquestelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo. Il parlamentare del M5S parla di scelte incomprensibili e spiega che per raggiungere Lentini, gli autocompattatori devono compiere un percorso di circa otto ore andata e ritorno, con spese oltremodo insostenibili per le già disastrate casse dei Comuni; “per non parlare – aggiunge Mangiacavallo – del danno ambientale che arrecano i rifiuti quando attraversano un territorio così vasto”.

“Basterebbe riavviare l’impianto di Siculiana, a ridosso dei 17 comuni di Sciacca, – continua il portavoce all’Ars – per risolvere il problema, ma è chiaro che la volontà del governo Crocetta/PD è quella di cavalcare questa emergenza affinché si possa costringere i siciliani ad accettare i termovalorizzatori”.

Interviene anche l’ex presidente della commissione Ambiente all’Ars, il deputato Giampiero Trizzino: “Crocetta pensi a risolvere i problemi della nostra Isola, piuttosto che dare improbabili consigli ad altri amministratori. Affermazioni come quelle apparse ieri sui giornali, non sono accettabili, non sono rispettose nei confronti dei siciliani che stanno subendo l’ennesima emergenza sanitaria per evidente incapacità di questo governo”. Il portavoce 5 Stelle si riferisce alle dichiarazioni apparse ieri sulla stampa regionale, attraverso le quali il presidente Crocetta sostiene di aver risolto la crisi rifiuti della nostra regione in un solo mese e propone, addirittura, eventuali consulenze all’amministrazione comunale romana. “A volte – conclude Trizzino – abbiamo come l’impressione che il governatore Crocetta viva in un altro mondo, legga giornali che non esistono e pensi ad azioni politiche che nemmeno il miglior scrittore di fantascienza avrebbe mai immaginato”.

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M5S: “Altro che vittoria di Crocetta e del Pd. Per avere l’elemosina dallo Stato pure un ‘mutuo’ da 900 milioni di euro”

La conferma dal dossier sulla legge di stabilità 2015, realizzato congiuntamente dai servizi del Senato e della Camera. Cancelleri: “L’ennesima manovra lacrime e sangue sulla pelle dei siciliani”. Cappello. “Hanno congelato lo statuto fino alla prossima legislatura”.

Crocetta-Faraone-Renzi

Sarà un mutuo vero e proprio da rimborsare con tanto di interessi quello che permetterà di restituire allo Stato la tranche di 900 milioni trasferiti da Roma all’interno dell’accordo da un miliardo e 685 milioni firmato ieri tra Stato e Regione. A togliere ogni dubbio è il dossier sulla legge di stabilità 2015 realizzato congiuntamente dai servizi del Senato e della Camera, sul finanziamento dei contributi alle regioni Sicilia e Valle d’Aosta.

“Il comma 689 delle legge 208/2015, infatti, prevede che il contributo di 900 milioni attribuito alla Regione siciliana sia restituito con accantonamenti crescenti di 9,9 milioni per il 2016, 14,8 milioni per il 2017, 18,2 milioni per il 2018 e 21,2 milioni di euro a decorrere dal 2019”.

“Quella che il governo Crocetta, Faraone e il Pd hanno spacciato per una grande vittoria – dice il deputato Giancarlo Cancelleri – in realtà è l’ennesimo bluff di questo governo, con ricadute sanguinose sulla pelle dei siciliani. Innanzitutto una quota parte sarà da restituire con gli interessi. La concessione di gran parte della restante porzione, 500 milioni circa, invece, è subordinata a una serie di prescrizioni e di politiche lacrime e sangue che, ovviamente, lasceranno il segno sulla pelle dei siciliani”.

L’accordo “che ancora una volta – dice Cancelleri – ci viene fatto passare sulla testa, bypassando il parlamento” prevede tra le altre cose, dal 2017 al 2020, la riduzione strutturale della spesa corrente in misura non inferiore al 3 per cento e il completo recepimento della legge del Rio, “cosa che – commenta Cancelleri – di fatto azzera tre anni di lavoro a sala d’Ercole”.

“L’accordo – dice il deputato Francesco Cappello – di fatto congela lo statuto speciale fino alla prossima legislatura, visto che il governo regionale non ha il coraggio di metterlo in pratica, e quello nazionale non ha la forza di abolirlo. E tutto questo in cambio di briciole e di grandi privazioni per i siciliani. Continuiamo a contribuire in misura rilevante al risanamento delle casse dello Stato in cambio del nulla. I siciliani sono la merce di scambio per la sopravvivenza di questo governo regionale. Ci chiediamo come mai la Valle d’Aosta, pure a Statuto speciale, sempre nel medesimo tavolo abbia raggiunto notevoli vantaggi economici a differenza nostra?”.

“Di fatto – commenta il parlamentare Sergio Tancredi – si congelano le entrate della Sicilia ad un livello che ne garantisce la mera sopravvivenza, senza possibilità di sviluppo e di recupero del gap economico pluriennale imposto dallo Stato con la compiacenza della politica siciliana”.

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Dieci milioni di italiani poveri, ma il Pd fa i favori alle banche

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Di MoVimento 5 Stelle

Gli italiani alle amministrative hanno dato un segnale di cambiamento: vogliono che si pensi ai loro interessi, non a quelli delle lobby e dei banchieri. Il Pd se ne frega e continua a fare favori alle banche ai danni dei cittadini, in questo caso dei piccoli imprenditori. Con un decreto vogliono consentire alle banche di espropriare più facilmente i capannoni e i beni delle piccole imprese italiane.

Prima era arrivato dal governo l’esproprio rapido forzato delle abitazioni dei cittadini che ritardano con le rate del mutuo. Ora lo stesso meccanismo si estende ai capannoni e agli asset strumentali delle aziende, prese per il collo dagli istituti che erogano loro dei prestiti.

Il governo costringe a occuparsi dell’ennesimo decreto a favore delle banche mentre nulla viene fatto per i dieci milioni di italiani in povertà. Non si potrà neppure discutere perché in commissione Finanze, alla Camera, stanno ghigliottinando i tempi di analisi degli emendamenti e si preparano ad azzerare le prerogative del Parlamento con l’ennesima fiducia che serve a coprire le schifezze contenute nel testo.

Basteranno nove mesi dopo tre rate non pagate e la banca potrà portarsi via il capannone: una vergogna che loro chiamano “patto marciano”. Inoltre, basterà un inadempimento che sarà deciso dalla banca nel contratto di finanziamento e l’istituto potrà anche prendersi macchinari, brevetti, scorte di magazzino o altri beni mobili non registrati dell’imprenditore. Uno scandalo che loro chiamano “pegno non possessorio”.

E’ così che si pensa di favorire il credito alle Pmi? Stringendo loro un cappio intorno al collo? Stiamo parlando di quelle stesse imprese che poi hanno enormi difficoltà a recuperare in tempi brevi i loro crediti (soprattutto verso la Pubblica Amministrazione).

Non faremo passare l’ennesimo regalo alle banche.

In più, oltre al danno per le attività economiche, ecco la beffa per i risparmiatori colpiti dal ‘salva-banchieri’: rimborsi automatici non per tutti gli obbligazionisti e solo fino all’80%. Gli altri? Dovranno ricorrere agli arbitrati dell’Anticorruzione di Cantone secondo una procedura che ancora nemmeno si conosce.

Il M5S continua a lavorare per i cittadini e le Pmi, il Pd pensa solo alle banche.

Ps: I consiglieri eletti del MoVimento 5 Stelle all’opposizione non accettano nessun incarico di giunta nè deleghe consiliari da parte dei sindaci eletti con altre forze politiche, ma voteranno le proposte di buon senso per la città da qualsiasi parte politica provengano.

Fonte: ilblogdellestelle.it

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PD di Sciacca: il risveglio del bello addormentato nel bosco

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Sotto l’effetto defibrillatore del risultato elettorale conseguito alle ultime elezioni europee il PD saccense sembra voler tornare in vita dall’oblio. Dopo anni di litigiosità interna inconcludente e deleteria, per ben due anni i “democratici” saccensi sono rimasti assopiti in un letargo assoluto, incapaci della minima azione degna di una forza di opposizione in Consiglio comunale. Adesso, illusi da un risultato elettorale (nazionale più che locale) ottenuto malgrado loro, sperano di trovare nel M5S e nei suoi rappresentanti istituzionali, la naturale valvola di sfogo per dare aria alle trombe… ma il risultato è decisamente stonato.

Semplicemente ridicole le accuse di aggressività al deputato regionale Matteo Mangiacavallo, quando lo si costringe a rispondere agli attacchi, quelli sì personali, rivolti nei suoi confronti dal consigliere Deliberto. Confermiamo tra l’altro che Deliberto e, a questo punto, tutto il defibrillato PD saccense, prima di lanciarsi in proclami propagandistici contro la presunta inattività del portavoce saccense, avrebbero fatto meglio a informarsi sul reale stato delle cose, prevenendo le farneticazioni rese.

Il Meetup Sciacca 5 Stelle, i saccensi e gli abitanti del territorio provinciale conoscono bene l’attività svolta costantemente e senza squilli di trombe da Matteo Mangiacavallo, a tutela non solo della sanità saccense, ma di tutte le reali necessità del nostro territorio. Le chiacchiere stanno a zero in tal senso.

Nel PD tanti dirigenti e rappresentanti istituzionali ad ogni livello sono abituati a spendersi insieme o singolarmente per fare ciò che ritengono utile per le loro tasche e quelle dei loro amici e lo fanno pensando di essere in piena libertà. I nomi è facile reperirli informandosi sui recenti scandali di Expo 2015, del Mose di Venezia o dell’uso dei soldi dei gruppi parlamentari all’ARS.

I signori del PD prima di guardare a casa di altri guardino la propria dove di padroni se ne trovano vecchi e nuovi, come dimostra il tanto saputello quanto fastidioso richiamo all’ordine di Debora Serracchiani al Presidente del Senato Piero Grasso di qualche mese fa, gli ordini perentori quotidiani di Maria Elena Boschi e di Anna Finocchiaro o le scelte autoritarie di Matteo Renzi, per ultima la sostituzione del senatore Corradino Mineo in Commissione Affari Costituzionali.

Infine, nonostante le allusioni circa la temporaneità del fenomeno M5S, definito casuale ed estemporaneo, vogliamo ringraziare il PD saccense, tutti i suoi dirigenti e rappresentanti istituzionali, passati e presenti, perché se non avessero rappresentato così male il territorio di cui si illudono essere espressione, forse non ci sarebbe stato bisogno di noi.

Meetup Sciacca 5 Stelle

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Sanità, Matteo Mangiacavallo: “Deliberto farnetica. Io lavoro in silenzio, senza foto e comunicati stampa”

“Il lavoro può anche svolgersi nel silenzio di incontri istituzionali, non sbandierati ai quattro venti, soprattutto quando si crede che vadano documentati i risultati invece che le azioni demagogiche e strumentali”.

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Trovo doveroso replicare a chi decide di svegliarsi un bel giorno dal torpore politico e, evidentemente, senza cognizione di causa, inizia a sproloquiare alla stampa, approfittando di un’occasionale visita del proprio parlamentare nazionale“. Lo afferma il deputato pentastellato Matteo Mangiacavallo in risposta ad una dichiarazione del consigliere comunale Cinzia Deliberto inerente il mancato interessamento alla “battaglia” sulla sanità locale intrapresa dalla Commissione consiliare alla Sanità.

Al consigliere Deliberto, del PD, ricordo che l’attività politica di un parlamentare regionale non si misura dal numero di comunicati stampa o dalle “passerelle” svolte alla ricerca di visibilità.“- continua Mangiacavallo – “Il lavoro può anche svolgersi nel silenzio di incontri istituzionali, non sbandierati ai quattro venti, soprattutto quando si crede che vadano documentati i risultati invece che le azioni demagogiche e strumentali“.

Mangiacavallo cita la sua attività parlamentare: “Ricordo che il sottoscritto ha presentato diversi atti parlamentari che riguardano l’argomento sanità in Sicilia, pur occupandomi prevalentemente dei lavori della commissione “attività produttive” alla quale sono stato assegnato e, nella fattispecie, per quanto concerne le problematiche relative all’ospedale di Sciacca, ha prodotto un’interpellanza, alla quale è stata data una risposta vaga ed elusiva, tipica di un governo delle chiacchiere come quello di Crocetta, ed una mozione di indirizzo che attende da un anno la calendarizzazione. A questi due atti aggiungo numerosi colloqui e partecipazioni a tavoli tecnici e sedute specifiche che trattavano l’argomento“.

La settimana scorsa – continua Matteo Mangiacavallo – senza foto e comunicazioni alla stampa, sono stato, per l’ennesima volta, in visita tra i reparti dell’ospedale di Sciacca per verificarne le criticità coi diretti interessati e giusto domani sarò, sempre per l’ennesima volta, a colloquio con il commissario straordinario dell’ASP di Agrigento per evidenziare le urgenze e proporre le soluzioni del caso. Capirà bene, però, lo stesso consigliere Deliberto che tutte le problematiche vissute attualmente dall’ospedale di Sciacca sono il frutto dell’azione di un governo dalle mille promesse mai mantenute, governo sostenuto dal PD, cui lei fa riferimento, e non certo dal M5S che svolge il proprio ruolo di minoranza propositiva e costruttiva all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana“.

Matteo Mangiacavallo conclude ricordando al consigliere Deliberto che in occasione della “visita” dell’Assessore Borsellino a Sciacca – e della V Commissione legislativa all’ARS, “il Governo regionale, sostenuto dal partito cui appartiene, ha sciorinato anche lì le solite promesse a sostegno dell’ospedale di Sciacca, ovviamente puntualmente disattese. Se critiche vanno ricercate e mosse, queste vanno dunque indirizzate al partito e al governo di cui lei fa parte e non certo al mio movimento che si sta battendo, in tutta la Sicilia, per una Sanità a misura di cittadino“.

Fonte: corrieredisciacca.it

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Inciucio programmato. Il PD non ha mai voluto un governo col M5S.

Le incredibili dichiarazioni di Marina Sereni, vicepresidente della Camera. Stupito persino Bruno Vespa

Dichiarazioni che, a questo punto, spazzano via ogni dubbio. Il PD chiese al Movimento 5 Stelle soltanto i voti necessari alla fiducia. Nessuna proposta per un Governo insieme, nessuna proposta per un programma condiviso. Incredulo, in studio, persino il conduttore Bruno Vespa che non riesce a capacitarsi delle parole di Marina Sereni.

Il giornalista del Fatto Andrea Scanzi commenta così su Facebook:

Nuova perla del Pd, che con Marina Sereni ammette candidamente di non avere mai pensato a un governo con M5S, ma di avere chiesto al M5S di dare la fiducia rimanendo esterni e di fatto non rompendo le scatole. Cade (ma era già caduto) anche un altro alibi del Partito Disastro, che voleva fare sin dall’inizio l’inciucione. E lo ha fatto. (sono meravigliosi).

Fonte: cadoinpiedi.it

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I grillini rompono con Crocetta: “Rivoluzione finita prima di cominciare”

Ieri giornata di tensione e musi lunghi all’Ars. Ormai è rottura totale tra il Movimento 5 Stelle e la vecchia e clientelare politica siciliana. La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo – Pd, Pdl, Udc e lo stesso Governo di Rosario Crocetta – hanno fatto quadrato sul bilancio. Va in frantumi il “Metodo Sicilia” sbandierato dal presidente della Regione e trionfa il metodo delle vecchie clientele.

Al di là delle chiacchiere, ieri il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha chiamato ad uno ad uno i parlamentari della “sinistra” per verificare la tenuta del suo Governo. Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me e vissero tutti felici e contenti. Della serie: “Compagni, la Rivoluzione è sospesa. Prima ci facciamo i cavoli nostri con la Finanziaria, poi si vedrà”.

Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati del Movimento 5 Stelle. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S.

La cosa che più stupisce è che il taglio degli emendamenti è avvenuto in pochissimo tempo e senza che gli stessi emendamenti siano stati esaminati e discussi. La scusa adottata è che il bilancio, quest’anno contiene solo spese di funzionamento della ‘macchina’ regionale. Cosa in parte vera, perché tutte le cose di peso sono state piazzate in Finanziaria.

In ogni caso, il segnale è preciso: quando la Commissione Finanze aprirà il dibattito sulla Finanziaria gli emendamenti dei grillini non avranno vita facile. Alla vecchia partitocrazia siciliana e al Governo Crocetta dà molto fastidio la freschezza dei giovani deputati innovatori e picconatori del Movimento di Grillo. I giorni in cui il governatore si vantava del “Metodo Sicilia” da portare avanti con i grillini è morto e sepolto. E’ il prezzo che Crocetta deve pagare al Pd e al Pdl che a Roma si accingono a governare insieme e sono, alla fine, gli unici che potranno allargare i cordoni della borsa per dare ‘ossigeno’ al bilancio asfittico della Sicilia?

Per i tanti parlamentari che frequentano da varie legislature il Parlamento siciliano, infastidisce avere intorno giovani che viaggiano a doppia velocità e hanno le idee chiare. Si verifica , quindi, che a seguito di un lavoro intenso e certosino il M5S ha rastrellato circa 330 milioni di euro dalle pieghe truffaldine del bilancio regionale, colpendo sprechi e spese inutili. Clientele che, da anni, si dividono Governo e parlamentari di “comodo”.

Una somma cospicua recuperata e utilizzabile per l’avvio di concrete politiche di rilancio economico, sostegno sociale ed equità tra diverse fasce di cittadini. Ecco perché il Movimento 5 Stelle dà fastidio. Il taglio ai “tagli di bilancio” è figlio di una Commissione Finanze a guida democristiana: come dire, cambiano i tempi ma restano incancreniti meccanismi da Prima Repubblica.

Cosa avrebbero fatto i grillini di queste risorse? Sicuramente una parte, circa 110 milioni, sarebbero andati a sostegno del sistema Piccole e medie imprese; una parte per finanziare il reddito di dignità (circa 440 euro per qualche migliaio di siciliani “poverissimi”), riduzione Irap, finanziamento della legge regionale n.24 del 6 marzo 1976 in favore dei lavoratori della formazione professionale. Risorse che avrebbero potuto dare sostegno a politiche finalizzate al rispetto dell’ambiente e del territorio come il disincentivo all’estrazione di idrocarburi o a quella praticata nelle cave.

O, ancora, iniziative come quella volta alla riduzione della commercializzazione dell’acqua in bottiglie di plastica e molto altro.

In tarda serata di ieri, dopo una lunga riunione di gruppo, i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno elaborato un pensante comunicato stampa di denuncia sulla conduzione dei lavori in Commissione Finanze sul taglio “politico” dei loro emendamenti. Iniziativa poi stoppata dai “saggi” parlamentari di un partito – l’Udc – che non esiste a Roma e che non si spiega come possa ancora reggere in Sicilia.

Ieri sera il Parlamento siciliano ha perso l’ennesima occasione di mostrarsi rinnovato, gli emendamenti presentati dai deputati del Movimento 5 stelle miravano a fare “cassa” e, senza aggiungere nuove spese, puntavano a scelte volte al rilancio dell’economia siciliana e all’attuazione di politiche sociali eque e di contrasto al disagio sociale.

La verità è che sono stati diversi gli “interessi” messi a rischio dai tagli praticati nei capitoli di bilancio dai “ragazzi” siciliani di Beppe Grillo. Uno per tutti, una quota interessante di risorse si potrebbe liberare ponendo fine ai contratti per la dirigenza esterna, uno scandalo di regime che va avanti da anni nel silenzio generale. O il taglio di una parte delle’indennità dei dirigenti regionali. Quindi i soldi per pagare consulenze d’oro spesso ingiustificate, ma che rispondono a precise evidenze clientelari. O, ancora, l’eterno scandalo della sede della Regione a Bruxelles, un “Carrozzone mangiasoldi” difeso dal presidente della Regione in persona per motivi ancora tutti da chiarire. E la sede di Roma, sempre della Regione, altra fonte di sprechi. Scandali vecchi e nuovi coperti e avallati da un Governo – il Governo Crocetta – che mostra con sempre maggiore chiarezza il volto del clientelismo da vecchia Sicilia tardo democristiana.

di Giuseppe Messina (23/4/2013)

Fonte: linksicilia.it

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Rigassificatore: no alla mozione del M5S. Funziona l’asse PD-PDL contro Agrigento.

 

Bocciata dal Pdl e dal Pdmenoelle la mozione contro il rigassificatore di Porto Empedocle che il deputato agrigentino Matteo Mangiacavallo del movimento cinque stelle ha presentato ieri all´assemblea regionale siciliana.

Bersani e Berlusconi hanno punti in comune anche nella provincia agrigentina e portano all´incasso l´Enel, che gratificherà con il piatto di lenticchie delle compensazioni i Comuni che parteciperanno ai tavoli delle previste elargizioni, col beneplacito persino dei sindacati dei lavoratori,oltre che della Confindustria.

Nonostante l´elettorato agrigentino solo pochi giorni fa con un voto straordinario abbia mandato a casa gran parte di quella classe dirigente che da decenni ha abbandonato e distrutto uno degli angoli più belli del mondo, i residui già putridi della morente casta hanno emesso gli ultimi rantolii, bloccando la mozione contro il rigassificatore.

Tutto questo avveniva ieri a Palermo quando l´assessore agrigentino al territorio e all´ambiente Mariella Lo Bello abbandonava l´aula mentre si discuteva la mozione, per tornare solo quando era in corso la votazione. Sono sempre assenti quando si tratta di affrontare i problemi della nostra terra. La stessa Lo Bello ha chiesto nuovi accertamenti sul Muos di Niscemi, sull´elettrodotto del messinese e sulle trivellazioni nel mare di Sicilia per meglio tutelare la salute e la sicurezza della gente di quei paesi, ma non ha mosso un solo dito per chiedere le stesse cose quando si è trattato del rigassificatore di Porto Empedocle. La sua posizione era nota e non ci sorprende. Quello che ci amareggia è il fatto che si sia allontanata dall´aula. Ma cosa aspettarsi dagli esponenti di un partito, quello Democratico, che ha fatto alleanze con Mpa e Fli alle comunali e con Udc alle regionali. Che attendersi da quel Pd che ha sostenuto un Presidente della Provincia eletto dal centro-destra, per partecipare comunque al governo del territorio, nonostante D´Orsi avesse un pesante procedimento giudiziario in corso ?

Il Pd perde voti ad ogni elezione in città ed in provincia. Anche per la vicenda del rigassificatore nel capoluogo ha perso la fiducia di tantissimi giovani e persino di ambientalisti che prima erano vicini al partito di Bersani.

Che la destra miope di Alfano, Gentile, Cimino, Firetto apra le braccia all´Enel e alle varie multinazionali non fa storia in questa terra devastata da sempre dagli interessi incrociati tra questi poteri senz´anima, dediti solo ad egoistici e clientelari interessi di bottega. Ma speravamo davvero che il Pd e il Megafono di Crocetta avrebbero almeno riaperto una discussione sul rigassificatore per coinvolgere più ampiamente il territorio, le popolazioni, per stringere sulle richieste di maggiori controlli su ogni versante ed in particolare sulla salute e sulla sicurezza.

L´asse Pd-Pdl, vecchia sinistra e vecchia destra, ad Agrigento si ricompatta e fa muro contro la rivoluzione che li sta spazzando via. Lo hanno già fatto: ad Agrigento con il Pd che ha portato un giovane avvocato appena uscito dall´Udc a diventare Sindaco di una città che oggi non ha neppure le strade a posto; in provincia con il sostegno al governo del lombardiano D´Orsi che resta in piedi grazie al sostegno del segretario provinciale del Pd Emilio Messana; a Palermo dove il Pd ha sostenuto Lombardo senza sentirsi imbarazzato per quel processo sul governatore a tutti noto; a Roma con il Pd che insieme al Pdl, al Fli, all´Udc ha retto il moccolo al governo Monti e portato i suoi voti per approvare una manovra che salva le banche e affama le famiglie e le imprese. Seguendo la stessa logica, adesso il Pd agrigentino non può dire no al Sindaco di Porto Empedocle,l´on. Firetto, leader dello scomparso Udc, che ha sostenuto Crocetta.

Non può dire no a tante cose il Pd; non può dire no a tante cose la Cgil agrigentina da sempre favorevole al rigassificatore.

Ormai da tempo altri interessi (vedi Mps, vedi la famosa intercettazione “abbiamo una banca ?”) portano il Pd più verso la destra pseudo europeista e filo-tedesca che non verso questo nostro territorio. Dalle nostre città il Pd è d´altra parte è scomparso di fatto, persino nei dettagli: nelle campagne di tesseramento, nelle sue riunioni di circolo e in quelle primarie in cui i giovani non hanno potuto votare e hanno fanno fuoco e fiamme ma poi si sono arresi per evitare di uscire da un sistema in cui anche loro intendono ben collocarsi, avendo ben visto come i vecchi di oggi, un tempo giovani,di benefici anche trentennali ne hanno ottenuti, (eccome !). E tutto ciò grazie ai privilegi della politica e della inamovibilità, piuttosto che grazie al duro lavoro in officina o in un ufficio pubblico con gli stipendi bloccati. E allora sì al rigassificatore e vaffan…la Valle dei Templi, la Casa di Pirandello, la salute della gente, del mare, l´impatto ambientale, i pericoli di un disastro. E quando ci fosse da discutere di queste cose, basta lasciare l´aula al momento giusto.

Il Becero

Fonte: bellaciaoag.it

 

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