Commento di M. Mangiacavallo sull’attuale situazione politica nazionale

Ecco il commento del cittadino a 5 stelle eletto all’ARS, Matteo Mangiacavallo, sull’attuale situazione politica nazionale pubblicato sul suo profilo Facebook.

“Credetemi… capisco le buone ragioni di tutti coloro che, dal 25 Febbraio scorso, invitano, sollecitano, suggeriscono ai nostri ragazzi eletti nel M5S al Parlamento Italiano (neo-senatori in primis) la votazione a favore di una possibile fiducia ad un “governo Bersani”, in nome di un senso di responsabilità che quella classe politica italiana, che adesso sembra richiederlo, negli ultimi vent’anni non ha mai avuto.

E in questi giorni mi sono fatto le mie idee sull’argomento, anche se non dovete aspettarvi grandi analisi politiche dal sottoscritto, visto che sono lontano anni luce da logiche politiche strutturate. E’ chiaro che il cosiddetto “modello Sicilia” non risulta facilmente esportabile a livello nazionale proprio per quel necessario “voto di fiducia” che serve ad “accendere la legislatura”.

Cosa dovrebbe fare allora il prossimo presidente del consiglio di PD e SEL per ottenere il nostro voto di fiducia? “Promettere”, o meglio “giurare”, di piazzare come primi punti dell’agenda politica: il taglio ai costi della politica (stipendi, mandati e numero dei parlamentari), la rinuncia ai rimborsi elettorali, una legge elettorale degna di tale nome, una legge anticorruzione, quella sul conflitto di interesse, l’introduzione del referendum senza quorum, l’abolizione delle province, il blocco della grandi opere inutili, l’acqua pubblica “senza SE e senza SPA” e quant’altro? E ammesso che lo faccia, chi di voi è disposto a credergli?

Chi di noi semplici cittadini, presi in giro per decine di anni, sarebbe disposto a concedere un’altra semplice chance a coloro i quali non sono neppure capaci di dimostrare la loro buona volontà nel venire incontro alle nostre richieste rinunciando, giusto per iniziare e “cominciare a far gradire”, ai milioni di euro di rimborsi elettorali “spettanti” per le politiche 2013? Se si tengono stretti quelli, e “non servono leggi per rinunciarli”, figuriamoci se potrebbe essere semplice discutere sul resto!!!

Concedere la fiducia ad un nuovo “governo dei fatti loro” non credo sia mai stato il massimo a cui noi potessimo ambire. E sono sempre più convinto che le riforme rivoluzionarie richieste dal popolo possano essere fatte solamente dal popolo. Quella classe politica, giunta quasi al capolinea, non le farebbe mai!!!

E allora? Fatta la doverosa premessa, quanti e quali scenari potrebbero aprirsi nell’immediato?
A mio avviso potrebbero essere solamente i seguenti due:
1) L’ennesima “presa in giro” di un “governo tecnico”, o “governissimo” (o altri stupidi neologismi, fate voi), dove un “novello Monti” metterebbe d’accordo tutti gli schieramenti politici, eccetto il nostro, lasciandoli liberi di “inciuciare, come sempre hanno fatto (vedi IMU, TARES, riforma Fornero e quant’altro), in nome di un “bene del Paese” che bene ha fatto solo alle loro tasche.
2) Un Presidente del Consiglio scelto dal popolo, garante del popolo e del programma che il popolo (quello vero) vorrebbe attuare. Un Presidente che si dimetta immediatamente nel caso in cui non fosse possibile attuarlo per colpa di uno scontato ostruzionismo che la classe politica, ancorata ai propri privilegi, metterebbe in azione.

Mi sembra chiaro che senza il nostro appoggio, le altre forze politiche opteranno per lo scenario 1, cercando di far ricadere colpe e responsabilità sul M5S. Siamo pronti a “sopportare anche questo”.
L’alternativa, che ho indicato nello scenario 2, l’abbiamo già proposta. A noi piace giocare a carte scoperte e ho buone ragioni di pensare che, nonostante vogliano ancorarsi alle poltrone appena “conquistate”, si andrà nuovamente e presto alle urne! E questa volta li mandiamo tutti a casa, definitivamente!”

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