Grillo riempie piazza Magione: “E’ arrivato il momento di cambiare”

Folla per il comizio finale del leader del Movimento 5 Stelle. “Oggi mi trovo in questa piazza importante dove hanno giocato Falcone e Borsellino e dobbiamo ripartire da qui per cambiare le cose”

Ennesimo bagno di folla per Beppe Grillo, che sta concludendo il suo tour elettorale con un affollatissimo comizio a piazza Magione. Dopo un giro nei pressi di via Lincoln, il leader del Movimento 5 Stelle è salito sul palco allestito in piazza Magione e ha attaccato il comizio finale della campagna elettorale a sostegno del candidato alla Presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri.

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In piazza Magione Grillo ha nomina subito Falcone e Borsellino, forse per scacciare via l’ombra di quella battuta infelice secondo cui “la mafia non strangola, lo Stato sì” criticata persino dal suo candidato Giancarlo Cancelleri (“Sulla mafia ha sbagliato”, ha detto Cancelleri alla trasmissione radiofonica La Zanzara). “Sono venuto qui sei mesi fa – ha detto Grillo – c’erano tante persone che non si avvicinavano e mi guardavano con diffidenza. Ora forse siete cambiati voi, siete tanti e mi mostrate affetto. Oggi mi trovo in questa piazza importante dove hanno giocato Falcone e Borsellino e dobbiamo ripartire da qui per cambiare le cose”, afferma.

“Sei mesi fa non è cambiato nulla – ha proseguito – e infatti avete eletto a Palermo lo stesso sindaco di vent’anni fa. Io mi sono allenato per sei mesi per attraversare lo Stretto a nuoto e ho impiegato venti minuti meno del traghetto. Ciò dimostra che quando si desidera qualcosa si può ottenere. Il cambiamento è possibile ma deve partire da voi. Bisogna azzerare classe politica perchè è un sistema che è marcio”. “Ognuno di noi deve rischiare qualcosa, Bisogna andare a votare. Se non si vota si fa il gioco di Cuffaro che diceva ‘non andate a votare, tanto noi i voti li abbiamo lo stesso – ha detto ancora Grillo – Cuffaro ci costa 300 euro al giorno in galera, che esca e faccia lavori socialmente utili. Volete cadere in questa trappola? Basta…”.

(25 ottobre 2012)

Fonte: palermo.repubblica.it

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