Strade provinciali disastrate, pioggia di interrogazioni all’Ars targate M5S

L’invito al Ministro Alfano: “Venga a percorrere le strade della sua stessa provincia prima di parlare di Ponte sullo Stretto, in Sicilia mancano le infrastrutture di base”. Così il primo firmatario, il deputato Cinquestelle Mangiacavallo che sta inoltrando tante interrogazioni quante sono le strade al collasso.

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Sono la Sp24 e la Sp26, o la Sp44 e la Sp45, giusto per citarne alcune, le strade interessate dall’azione condotta dal deputato M5S dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo. Il parlamentare Cinquestelle chiede l’intervento urgente del governo regionale e presenta così tante interrogazioni quante sono ad oggi le strade provinciali al collasso.

Mangiacavallo parte con la sua provincia, quella di Agrigento appunto. “Mi sono trovato a percorrere la Sp 24, –afferma il deputato M5S – che collega Cammarata alla SS 189 Palermo-Agrigento, giusto pochi giorni fa. Già un anno fa avevamo segnalato allo stesso governo regionale lo stato disastroso in cui si trovava. Non abbiamo ancora ricevuto risposte”. “Ho avuto modo di constatare che la situazione – aggiunge – è ulteriormente peggiorata e lo stato del manto stradale è in condizioni pessime. Con la collaborazione degli attivisti dei Meetup di San Giovanni Gemini e Cammarata, che hanno realizzato un dossier fotografico, ho deciso di interrogare ancora una volta l’assessore al ramo”.

strade-provinciali-2Trovo assurdo – continua Mangiacavallo – che si continui a parlare di Ponte sullo Stretto quando in Sicilia mancano le infrastrutture di base. Esistono strade ridotte a trazzere e la nostra trazzera che funge da strada. Mentre le arterie principali sono interrotte dalle frane, le strade provinciali dimostrano l’incapacità amministrativa di chi doveva provvedere alla loro manutenzione e se n’è disinteressato per anni“.

Inviterei Alfano, e tutti coloro che vogliono collegare la Sicilia alla Calabria con grandi opere, – conclude il deputato – a percorrere la Sp24 o la Sp26, o la Sp44, o ancora la Sp45, giusto per citarne alcune, che sono tutte della sua provincia, prima di pensare al ponte. Inoltreremo tante interrogazioni quante sono queste strade, giusto per capire quanto tempo deve passare ancora prima di vedere in chi governa l’interesse per le piccole opere, quelle che servono ai cittadini, quelle che sono utili nel quotidiano, quelle che spesso salvano la vita della gente“.

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L’ARS dice no al ponte sullo stretto

PONTE STRETTO: L’ARS MOVIMENTISTA, DOPO ‘NO’ AL MUOS STOP A OPERA

(AGI) – Palermo, 22 gen. – L’Ars di lotta e di governo. Due settimane fa lo stop unanime al Muos, il sistema di difesa satellitare degli Stati Uniti che si vorrebbe realizzare a Niscemi. Adesso il no al ponte sullo stretto. Posizioni che hanno trasformato, almeno in queste circostanze, il piu’ antico parlamento del mondo in un’assemblea movimentista. Complice il pressing dei grillini e dei settori piu’ avanzati del Pd.
L’aula di Sala d’Ercole ha infatti approvato oggi pomeriggio il testo “Interventi finalizzati al ritiro del progetto relativo alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”, presentata da alcuni deputati del Pd, primo firmatario Fabrizio Ferrandelli. Il centrodestra al momento del voto ha abbandonato polemicamente l’Aula al termine di un acceso dibattito. Il governo Crocetta, attraverso l’assessore alle Infrastrutture Antonino Bartolotta, aveva spiegato che l’opera “non e’ prioritaria nell’agenda del governo regionale, rimettendosi all’Aula. Il documento impegna la giunta “a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina ed alla contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo sviluppo e la sostenibilita’ del nostro territorio”. Approvato anche l’emendamento sullo scioglimento della Societa’ Stretto di Messina con la previsione che sull’argomento, il presidente della Regione partecipi al Consiglio dei ministri, come prevede lo Statuto, con il rango di ministro. Il presidente dell’Ars Giovani Ardizzone ha annunciato la possibile formazione di una Commissione di studio e di approfondimento. (AGI) Mrg

Fonte: agi.it

Passa la mozione anti-Ponte – C’è il sì di un pidiellino

Martedì 22 Gennaio 2013 – 21:27

Oltre al voto favorevole dei democratici, la mozione è stata approvata con i voti del centrosinistra, del Movimento Cinque Stelle e del deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo.

PALERMO – L’Ars ha approvato una mozione che impegna il governo della Regione “a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e alla contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio”.
La mozione, presentata dal Pd, con primo firmatario Fabrizio Ferrandelli, è stata approvata col voto favorevole del centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle, che ha presentato tre emendamenti accolti dal governo e passati al voto d’aula. A favore anche il deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo, che a differenza degli altri parlamentari del centrodestra che hanno abbandonato l’aula al momento del voto, Vinciullo è rimasto e ha votato a favore della mozione. I deputati del centrodestra hanno abbandonato sala d’Ercole, dopo che il Parlamento non aveva approvato la proposta della Lista Musumeci di rinviare il voto sulla mozione chiedendo la presenza del governatore Rosario Crocetta, rappresentato in aula dall’assessore Nino Bartolotta. Intervenendo, Nello Musumeci ha sollevato il problema dell’articolo 21 dello Statuto inserito in uno dei tre emendamenti dei ‘grillini’ che prevede lo scioglimento senza costi aggiuntivi della società Stretto di Messina Spa: Musumeci ha ricordato che non esistono le norme di attuazione della legge che concede al governo della Regione la rappresentanza del potere centrale dello Stato e dunque non potrebbe commissariare la società Stretto di Messina. Dopo la votazione, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha affermato la necessità di costituzione di una commissione d’indagine e di studio sulle eventuali penali a carico della Regione in seguito alla revoca del progetto del Ponte.
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Il M5S e il ponte sullo Stretto

“In aula si respirava un’atmosfera surreale. Noi e i tesserini. Noi e pochi altri deputati. Noi e la battaglia storica per la città di Messina: il solito, stanco, inutile leit motiv “il ponte porterà sviluppo e turismo!!!”. Oppure ripensare una seria destinazione di denaro pubblico a infrastrutture, al recupero edilizio in chiave antisismica, alla messa in sicurezza del territorio, all’attraversamento pubblico dello Stretto di Messina? E’ facile capire da quale parte stare. Solo alcuni interventi sono stati focalizzati sul problema reale: per il resto l’aula riecheggiava vuote parole e discorsi che risvegliano memorie amare. Aspettiamo martedì pomeriggio, aspettiamo che i deputati dimostrino, con la loro presenza in aula, il senso di responsabilità e la volontà di pervenire a chiari impegni politici, è cioè quello per cui anche loro sono stati eletti.” Antonio Venturino, Vice Presidente ARS, M5S

L’intervento di Antonio Venturino sul ponte di Messina. Seduta dell’ARS N 15 del 17-01-2013.

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Duplicati dei tesserini inseriti nel banchetto di votazione all’ARS

La questione viene denunciata dal Capogruppo M5S Cancelleri
Questione Ponte sullo Stretto. Venturino: il ponte serve sicuramente a qualcuno, ma non alla maggioranza dei siciliani che vorrebbero strade e ferrovie

“57 tesserini di altrettanti deputati inseriti sui banchi all’ARS, ma soli 27 Presenti. Non mi sembra una bella forma di rispetto per i deputati presenti in aula, per i cittadini siciliani, oltre che un buon metodo per risparmiare sui costi della politica”. Questa la denuncia del Capogruppo del Movimento 5 Stelle all’ARS Giancarlo Cancelleri che durante l’odierna seduta d’aula solleva la questione dei deputati assenti in aula ma formalmente presenti grazie ai duplicati dei tesserini, schede magnetiche che vengono inserite nei banchetti di votazione, facendo risultare i deputati formalmente presenti, anche se questi non ci sono, falsando così la possibilità dell’Assemblea di potersi esprimere per mancanza di numero legale e consentendo però ai deputati di percepire per intero la diaria.

Antonio Venturino cita invece Flaiano aprendo in aula il suo intervento contro la costruzione del ponte sullo stretto di Messina nella seduta odierna dell’Assemblea Regionale Siciliana: “Non è la lettera da leggere, ma il postino da interpretare”. Un intervento accorato quello del Deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Venturino cui viene data la parola dal presidente Ardizzone a seduta inoltrata. Se gli interventi precedenti citavano la possibilità che grazie al ponte sullo Stretto si potesse completare il corridoio Helsinky-Palermo, Venturino così ribatte: “Grazie al ponte saranno milioni i turisti che partendo direttamente da Helsinky arriveranno a Messina e li dovranno stare perché non potranno raggiungere agevolmente le zone interne della Sicilia, dove ci sono patrimoni di inestimabile bellezza, vedi la Villa romana del Casale di Piazza Armerina, città da dove io provengo, percorrendo delle mulattiere, con una viabilità interna praticamente fatiscente, da dopoguerra e dove le linee ferrate mono binario accolgono ancora i treni a gasolio”. Poi Venturino risponde al collega parlamentare che aveva minimizzando i danni ambientali e faunistici. “Il ponte sullo stretto di Messina servirà sicuramente a qualcuno, a pochi intimi insomma e non alla maggioranza dei cittadini siciliani. Non voglio che i nostri figli – continua Venturino- paghino questo debito, vorrei invece che possano ereditare una Sicilia efficiente da un punto di vista delle infrastrutture”. Sulla questione si è fatto apprezzare l’intervento del deputato Valentina Zafarana che dati alla mano cita un aggravio sui costi di progettazione lievitati dai 4,4 agli 8,5 miliardi di euro. Il deputato del Movimento 5 Stelle Valentina Zafarana, cita inoltre la mancata produzione dei nuovi studi sulla sismicità del territorio come imposto dal Cipe che richiedeva invece un costante monitoraggio. “Qualificati studiosi – ha dichiarato Zafarana- hanno scoperto nel 2012 una nuova faglia, la cui sismicità potrebbe scatenare eventi che superano ben oltre la soglia massima del 7,1 gradi della scala Richter cui la rigidezza strutturale del ponte potrebbe resistere”. Ma la seduta odierna non ha visto solo la questione Ponte di Messina all’ODG, ma anche l’applicazione dell’art.6 comma , lettera h, della legge regionale n. 5 del 2009, relativo al potenziamento e al distacco del P.O. di Augusta da quello di Lentini (SR) alla presenza dell’Assessore Regionale al Ramo Lucia Borsellino. A tal proposito è intervenuto il deputato Stefano Zito che ha chiesto interventi urgenti dal Governo regionale contro il depauperamento dell’Ospedale di Augusta, mozione che verrà discussa entro il 14 Febbraio, con un rinvio che consentirà all’Assessore Borsellino di poter valutare la questione nella sua interezza.

Fonte: sicilia5stelle.it

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I soldi non sono l’economia

I soldi non sono l’economia. L’economia è un’altra cosa. “Oikos”, casa, e “nomos”, legge. Le regole della casa, della gestione delle cose. L’economia è pesante. È tangibile, non è evanescente. I partiti vogliono fare autostrade, corridoio cinque per spostare camion o mettere merci sulla ferrovia dagli Urali al Portogallo, il ponte di Messina per collegare la Russia alla Sicilia. Per trasportare cosa? In Sicilia buttiamo via le arance perché la finanza ha truccato il prezzo di quelle tunisine rendendole più convenienti. È questa l’economia che vogliamo?

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