Sicilia, il parlamento più costoso d’Europa: solo in caffetteria se ne vanno 800mila euro

Spesi 165 milioni di euro nel 2013 dall’Assemblea Regionale Siciliana. Contro i 68 milioni di Regione Lombardia, che ha quasi il doppio degli abitanti dell’isola. Il Piemonte si ferma a quota 62 e la Campania, che ha contenuto le uscite, è a quota 66 milioni. Ecco la lista di tutte le spese: dalle tende alla manutenzione di Palazzo Normanni, dal costo dei dipendenti in servizio a quelli in pensione. E poi le spese di rappresentanza: ogni onorevole si fa rimborsare 27 caffè al giorno.

di Giuseppe Pipitone

È il parlamento più antico del mondo, convocato per la prima volta da re Ruggero I addirittura nel 1097. Il 10 maggio del 1947 fu anche il primo parlamento a riunirsi nell’Italia repubblicana. Oggi, dieci secoli dopo la prima convocazione, ambisce anche a un altro primato: quello di parlamento regionale più costoso d’Europa. E forse anche del mondo intero. È l’Assemblea Regionale Siciliana, il più speciale dei consigli regionali italiani e non solo perché i suoi componenti sono gli unici, fuori da Montecitorio e Palazzo Madama, a potersi fregiare del titolo di onorevoli. A Palazzo dei Normanni, tra le scalinate percorse nei secoli da Angioini e Borbone, di onorevole c’è anche la lista della spesa.

Se il Parlamento italiano è il più costoso d’Europa, quello siciliano infatti è il parlamento regionale che costa di più non solo in Italia, ma anche nel resto del continente. Le cifre parlano da sole: nel 2013 l’Ars è costata quasi 165 milioni di euro. A poco è servita la spending review da una decina di milioni operata dal nuovo presidente Giovanni Ardizzone (nella foto): nell’ultimo bilancio varato da Palazzo dei Normanni si sottolinea che, rispetto al 2012, l’Ars ha fatto risparmiare 11.135.656 euro, per una spesa corrente di 164.077.563. Un piccolo taglio su una cifra che rimane comunque spropositata e fuori mercato, se si pensa agli appena 68 milioni di euro spesi dalla Regione Lombardia, che ha quasi il doppio degli abitanti dell’isola, al Piemonte, che si ferma a quota 62 milioni, e alla Campania che ha contenuto le uscite a quota 66 milioni.

In realtà la situazione è molto peggiore di come appare: fatti due conti, si scopre infatti che il parlamento siciliano costa ad ogni cittadino più del Senato e della Camera dei Deputati, che pure non brillano certo per sobrietà. Montecitorio e Palazzo Madama, infatti, costano ad ognuno di noi 27 euro e 15 centesimi (più di quanto costano insieme i parlamenti di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra ai rispettivi cittadini), mentre ogni siciliano spende ben 33 euro all’anno per mantenere in funzione Palazzo dei Normanni, che quindi ha un costo pro capite superiore del 25 per cento rispetto al Parlamento nazionale. Gran parte delle spese dell’Ars sono dovute alle indennità dei novanta deputati che costano 20.425.000 euro all’anno. Dal 2017, ovvero dalla prossima legislatura, gli onorevoli rimarranno soltanto in settanta, nel frattempo però l’Ars continuerà a spendere altri venti milioni all’anno per previdenza e vitalizi degli ex onorevoli.

Esorbitante il costo dei dipendenti di Palazzo dei Normanni: 37.895.000 euro per quelli in servizio, più 45.580.000 euro per quelli in pensione. Sette milioni e duecentomila euro sono invece serviti nel 2013 per far funzionare i gruppi parlamentari, cifra ridotta rispetto al passato, dopo che l’inchiesta della procura di Palermo ha squarciato il velo sulle spese pazze e fuori controllo rimborsate agli onorevoli della scorsa legislatura. Oltre ai fondi per i gruppi, però, Palazzo dei Normanni spende anche tre milioni e settecentomila euro per imprecisate “collaborazioni esterne per il Consiglio di Presidenza e per le Commissioni parlamentari”. Dispendiosa anche l’attività istituzionale: 600 mila euro ai quali ne vanno aggiunti altri 150 mila per la celebrazione della prima seduta dell’Ars, più l’acquisto di generiche “pubblicazioni di carattere storico-politico- sociale”. Libri, pubblicazioni e giornali sono un vero pallino per gli onorevoli siciliani che solo di abbonamento alle agenzie di stampa spendono 585mila euro all’anno, mentre 120mila euro servono per abbonarsi a quotidiani e riviste. Abbonamenti multipli dato che altri 52 mila euro all’anno per i giornali sono inseriti anche nei 220 mila euro previsti per il funzionamento della biblioteca, dove la rilegatura dei quotidiani costa 65 mila euro, mentre la promozione culturale pesa sulle casse di Palazzo dei Normanni per 80 mila euro ogni anno.

Questo diventerà un palazzo di vetro” disse Ardizzone insediandosi sulla poltrona più alta dell’Ars. Ma promuovere ciò che avviene dentro il palazzo di vetro vuol dire mettere mano al portafogli, dato che a bilancio ci sono 220 mila euro per “studi, ricerche, documentazione e informazione dell’Amministrazione” e 70 mila euro per la stampa degli atti parlamentari. Ben 1.295.000 euro occorrono invece per la duplicazione dei documenti: logico dunque che a bilancio siano messi anche 130 mila euro per l’acquisto di carta, 30 mila di spese postali, mentre 480 mila euro vengono girati alla Fondazione Federico II, che ha come scopo “la diffusione dell’attività istituzionale e la promozione dei beni monumentali”. Sfogliando il bilancio del parlamento siciliano sembra quasi di tornare indietro nel tempo, alla scintillante corte di Federico II, il sovrano che amava a tal punto vivere nello sfarzo, che arrivò a meritarsi l’appellativo di Stupor Mundi. Un millennio dopo, a Palazzo dei Normanni, i tempi non sembrano essere granché cambiati. Non si spiegano altrimenti i 590.000 euro spesi per l’acquisto di arredi e opere d’arte, o i 50 mila euro investiti nella confezione dei tendaggi. E che dire dei 50 mila euro messi a bilancio alla voce “facchinaggio”? Senza considerare che solo per il noleggio di automobili l’Ars ha speso 320 mila euro, mentre un nuovo bando per l’affitto di sette nuove fuoriserie è finito nei giorni scorsi nel mirino del Movimento Cinque Stelle. La voce più costosa del bilancio di Palazzo dei Normanni però è costituita dal palazzo stesso, che deve le sue origini agli arabi, autori della prima costruzione nel ontano IX secolo dopo Cristo. Sarà per questo che oggi Palazzo dei Normanni ha bisogno di continui lavori: solo nel 2013 la manutenzione ordinaria è costata due milioni di euro. Enorme invece il costo della manutenzione straordinaria: quasi sei milioni di euro, con 250 mila euro prosciugati dal riadattamento del giardino interno. È un capitolo a parte invece il costo del caffè: nel 2013 sono stati destinati alla caffetteria ben 800mila euro. Considerato il costo medio di un espresso (90 cent), diviso per il numero dei deputati (90) e per i giorni dell’anno (365) si arriva alla conclusione che ogni parlamentare regionale siciliano beve tra i 27 e 28 caffè al giorno, tutti i giorni, inclusi i festivi. Numeri che fanno di Palazzo dei Normanni non solo il Parlamento più antico e costoso d’Europa, ma probabilmente anche il più vigile e insonne.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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La corruzione travolge la Regione siciliana

Bruxelles taglia dirigenti immobili

di Carlo Alberto Tregua

Gli scandali della Formazione e del Turismo sono finalmente emersi, dopo dieci anni di inchieste serrate che abbiamo sviluppato senza guardare in faccia a nessuno. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato e il verminaio è venuto alla luce, perché non c’è fumo senza arrosto, nonostante i tentativi di giustificazione e le smentite dei presunti colpevoli. Tutti hanno utilizzato le risorse pubbliche: deputati, dirigenti, imprenditori, senza limiti e senza vergogna.
Saranno individuate le responsabilità penali, ma non è questo che importa ai siciliani. Importa individuare le responsabilità di assessori e dirigenti regionali che hanno consentito questi comportamenti e i relativi reati, eventualmente appurati. La responsabilità di assessori e dirigenti è evidente quando si guarda l’altra questione che ha ridotto in miseria la Sicilia: la mancata utilizzazione dei fondi europei.
Ciò è accaduto, in primo luogo, per l’incuria e l’incapacità degli stessi; in secondo luogo, perché le Giunte regionali di Cuffaro e Lombardo non avevano risorse per co-finanziare i progetti cantierabili e non hanno effettuato i doverosi controlli.

Ma a questa analisi manca la parte finale: la Giunta Crocetta non ha insediato una Commissione d’inchiesta indipendente, composta da persone di alta levatura morale, per portare alla luce dell’opinione pubblica i responsabili, ripetiamo, non dei reati penali, che hanno creato i disastri: Formazione e Turismo e mancata spesa dei fondi Ue.
Cosicché Bruxelles comincia a tagliare i rimborsi, a cominciare dai 60 milioni di euro di fondi per i grandi eventi. Nessuno venga a dire che le difficoltà risiedono nei regolamenti comunitari complessi, perché vi sono state Regioni che li hanno utilizzati fino all’ultimo euro.
C’è un ulteriore rilievo da fare: giornali e televisioni regionali non si sono occupati di questi gravissimi fatti se non quando la Magistratura ha aperto le inchieste, mentre erano a tutti noti il marasma, il disservizio e la corruzione presenti alla Regione.
Crocetta ha fatto un turn over di dirigenti, spostandoli dalla vecchia alla nuova posizione, ma non ha messo nessuno di essi sotto inchiesta amministrativa.

Si dice che la criminalità organizzata abbia una grave responsabilità nella corruzione della Regione e dei Comuni, nonché di altri Enti. Questo fatto è stato ben delineato dalla Corte dei Conti. E così sarà nel prossimo Giudizio di parificazione che essa presenterà in Sicilia venerdì prossimo.
E’ inutile continuare a pensare alla mafia con la coppola, perché non esiste più. Oggi agisce mediante professionisti e imprenditori apparentemente incensurati che entrano in combutta con i dirigenti pubblici di vario livello. è inutile nasconderlo, se questi ultimi fossero integerrimi, la corruzione nella Pubblica amministrazione non potrebbe attecchire.
Fra le sirene della corruzione ora sono state inserite anche le escort, presenti un po’ ovunque, persino nel regno di Matteo Renzi, vale a dire il Municipio di Firenze.
Occorre pulizia, netta e radicale. Crocetta risulta essere persona onesta e, dunque, non può esimersi dall’impugnare la frusta e andare fino in fondo per fare pulizia. Egli sa che la corruzione è anche sostenuta dalla lentezza delle procedure che obbligano i richiedenti a cercare scorciatoie.

Il presidente della Regione deve capire se i fascicoli rimangono sui tavoli di dirigenti e dipendenti più del tempo necessario. Lo può appurare soltanto se i fascicoli sono totalmente digitalizzati e se può verificarne l’andamento attraverso una traccia che indichi giorno e ora dei loro spostamenti, nonché l’intervento dei dirigenti e dei dipendenti. Il controllo è essenziale e va affidato a persone integerrime, possibilmente esterne all’amministrazione.
Sappiamo che in Regione la situazione è magmatica, volutamente per evitare che la trasparenza vinca. Ma senza l’inserimento dei quattro valori fondamentali di una Comunità, merito, responsabilità, crescita e solidarietà, la Sicilia è destinata a competere col Terzo Mondo.
L’Etna è diventata Patrimonio Unesco dell’Umanità, ma su questo ci torneremo. Ora ci preme sapere dal presidente della Regione se intenda utilizzare questo importantissimo riconoscimento per attirare in Sicilia almeno 5 milioni di turisti, e come intenda farlo.

Articolo pubblicato il 25 giugno 2013

Fonte: qds.it

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Arrivano i parchi locali, le frecce all’arco dei comuni per riqualificare e recuperare l’ambiente urbano

Li prevede un disegno di legge presentato dal Movimento Cinque Stelle.

Dopo i parchi e le riserve naturali potrebbero arrivare i parchi locali. La battaglia per la riqualificazione territoriale potrebbe avere altre frecce al suo arco, grazie ad un disegno di legge presentato dal Movimento 5 Stelle che mira ad istituire i parchi locali in ambito urbano o peri-urbano.

I parchi oggetto del ddl sono aree naturali che presentano condizioni di naturalità e di valore storico culturale o del paesaggio tradizionale . Possono ricadere all’interno di un comune o in più comuni limitrofi. Il progetto di legge, partorito da una delle commissioni parallele del M5S, guidata dall’architetto Dario Gueci, vede il fulcro nei Comuni e nei cittadini, i quali diventerebbero i soggetti principali per la individuazione delle aree da assoggettare ai vincoli di tutela.

“Questo disegno di legge – afferma il presidente della Commissione Ambiente Giampiero Trizzino, primo firmatario del ddl – si pone l’obiettivo di tutelare quelle aree verdi all’interno delle città che, per mancanza di regolamentazione, subiscono il degrado dell’ incuria. Penso al parco dell’Oreto a Palermo, oggetto di centinaia di progetti partoriti soprattutto dall’Università che non hanno mai visto la luce. Ridare dignità a polmoni naturali come questi è un passo in avanti per i siciliani e per tutti coloro che vengono a visitare la nostra terra”.

“Il ddl – spiega Dario Gueci – punta a valorizzare aree di valore naturale e storico-culturale attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali. In un territorio complesso e frammentato dall’urbanizzazione come quello siciliano, la possibilità di individuare parchi locali può rappresentare per le amministrazioni locali un’occasione per delineare una strategia ambientale di gestione del territorio”.

Secondo i dettami del disegno di legge i parchi locali vengono istituiti dai comuni, singoli o associati, anche sulla base di petizioni popolari. Una volta istituiti saranno inseriti in un apposito elenco di parchi locali della regione siciliana che la giunta provvederà a deliberare entro il 31 dicembre di ogni anno.

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Distretti agroalimentari trascurati dalle Istituzioni

La denuncia arriva dai deputati del  Movimento cinque Stelle all’Ars, che hanno raccolto l’invito dei rappresentanti del distretto Agrumi di Sicilia per un’attenta valutazione del problema.

I distretti – afferma il capogruppo Giancarlo Cancelleri – sono stati un’ottima intuizione del legislatore e  potrebbero risultare una grande risorsa se opportunamente valorizzati dalle istituzioni. Invece abbiamo notizia di Distretti convocati una sola volta in cinque anni, di mancanza di dialogo con gli assessorati, di fondi comunitari non spesi e via discorrendo. La nostra economia non può permetterselo. Per questo dobbiamo fare qualsiasi cosa per porvi riparo

Per cercare di rivitalizzare queste aggregazioni e metterle in condizioni di operare al meglio il Movimento ha chiesto all’assessore alle attività produttive Linda Vancheri e all’assessore alle risorse agricole Dario Cartabellotta di incontrarne al più presto i rappresentanti.

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Diretta streaming, nulla di fatto in Commissione Ambiente

La diretta streaming della commissione Ambiente si arena davanti al numero legale. Ciaccio: “Chiederemo la decadenza dei deputati assenteisti”.

La questione, messa al quarto punto  dell’ordine  del giorno dal presidente della Commissione, il 5 Stelle Giampiero Trizzino, si è bloccata davanti alla richiesta del numero legale, avanzata dal deputato PD Concetta Raia.

Evidentemente – afferma Trizzino  – questo è l’interesse che i nostri deputati hanno per la trasparenza, visto che ben 10 dei 15 componenti non hanno ritenuto di dovere presenziare”.

Durissimo l’attacco di Giorgio Ciaccio, il deputato M5S che ha portato avanti la battaglia per portare le telecamere  nelle commissioni, incassando il “sì” per le riprese in commissione  Bilancio: “Le commissioni sono spessissimo disertate senza che accada nulla. Chiederemo il report ufficiale delle presenze per vedere se, ai sensi dell’articolo 36 del regolamento, ci sono i presupposti per la censura dei deputati assenteisti e, addirittura, della decadenza. L’articolo, infatti, prevede che il deputato non può assentarsi, senza giustificato motivo, per tre volte di fila, pena la censura prima e, in caso di ulteriore assenza ingiustificata, la decadenza

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Interpellanza del M5S al Governo regionale circa la trasparenza delle procedure di selezione dei Direttori Generali delle ASP siciliane e i criteri di merito adottati

I cittadini a 5 stelle all’ARS (primo firmatario Matteo Mangiacavallo) hanno presentato un’interpellanza al Governo Regionale circa la trasparenza delle procedure di selezione dei Direttori Generali delle ASP siciliane e i criteri di merito adottati.

L’appartenenza politica dei Direttori Generali emerge palesemente dall’analisi delle loro nomine ed è stata denunciata da tanti professionisti sanitari attraverso articoli di stampa, testimoniando che, sino a oggi, una politica poco lungimirante ha considerato le strutture sanitarie come fonti da cui attingere consenso elettorale.

Gli amministratori della Sanità sono i principali responsabili della stessa e devono essere in grado di soddisfare le reali esigenze di salute provenienti dal territorio. E’ necessario individuare, tra i soggetti inseriti nell’elenco permanente dei candidati idonei alla nomina di Direttore Generale nelle ASP, i migliori professionisti selezionabili attraverso criteri oggettivi di merito con procedure quanto più possibile trasparenti. Inoltre è opportuno che siano fatte compilare e siano prese in esame schede di valutazione curriculare molto più complete e dettagliate rispetto a quelle proposte dalla Regione Sicilia (vedi ad es. la scheda delle competenze richieste in Emilia Romagna), dalle quali possano emergere le reali esperienze professionali e la competenza dei direttori generali candidati.

Sulla scorta delle precedenti considerazioni, i cittadini a 5 stelle all’ARS chiedono al Governo Regionale se intende introdurre criteri oggettivi di merito, di indiscussa professionalità e capacità manageriale nella selezione dei Direttori Generali delle ASP, rispettando la massima trasparenza, al di fuori di logiche di appartenenza politica, e permettendo l’innalzamento del livello qualitativo della Sanità pubblica così come richiesto a gran voce da tutti i Siciliani.

L’interpellanza è visibile sulla pagina personale del cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo ospitata sul sito dell’ARS e accessibile tramite questo link.

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M. Mangiacavallo presenta un’interpellanza al Governo Regionale circa l’Ospedale di Sciacca e l’attuazione della riforma sanitaria regionale

Matteo Mangiacavallo, cittadino a 5 stelle all’ARS, ha presentato un’interpellanza al Governo Regionale circa le iniziative che intende assumere per l’applicazione della riforma prevista dalla Legge regionale del 14 aprile 2009 n. 5 in modo che tenga conto della conformazione geografica del territorio della provincia di Agrigento.

Da un’attenta analisi dell’attuazione della riforma sanitaria, è evidente che la stessa, pur perseguendo l’equilibrio economico del Servizio Sanitario Regionale, debba necessariamente tenere conto delle peculiarità geografiche di ogni singola provincia. La provincia di Agrigento è caratterizzata da un territorio molto esteso che, oltre al polo sanitario della città di Agrigento, conta anche quello del Distretto di Sciacca, con una propria naturale vocazione territoriale, nell’ambito del Distretto Ospedaliero Ag 2.

L’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca soffre da qualche tempo di una migrazione di risorse umane e strutturali in favore dell’Ospedale di Agrigento e di altre strutture sanitarie del territorio siciliano, lasciandone legittimamente presagire una più ampia destrutturazione. Il depotenziamento della struttura ospedaliera saccense causerà, inevitabilmente, un’emorragia di utenza dell’intera ASP n.1, poiché, proprio a causa della particolare struttura geografica della provincia agrigentina, per questioni di opportunità logistiche, la maggior parte degli utenti preferiranno raggiungere gli ospedali palermitani piuttosto che recarsi nel capoluogo di provincia di riferimento. Basta prendere in considerazione, nel merito, la situazione degli utenti di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia, più vicini e meglio collegati a Palermo piuttosto che ad Agrigento sia per la rete stradale che per il numero di mezzi di trasporto pubblico.

Si deve tenere conto, infine, che una delle finalità della predetta legge è quella di “… rendere compatibile l’equilibrio economico del Servizio sanitario regionale con il mantenimento e la riqualificazione dell’offerta assistenziale complessiva al fine di garantire il diritto all’erogazione appropriata ed uniforme dei livelli essenziali di assistenza”.

Sulla base di tutte queste considerazioni, il deputato Matteo Mangiacavallo chiede al Governo Regionale quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla situazione in cui oggi versa l’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

L’interpellanza è visibile sulla pagina personale del cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo ospitata sul sito dell’ARS e accessibile tramite questo link.

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Diretta da Palermo: Restitution Day!

I 15 cittadini portavoce a 5 Stelle eletti alla Regione Siciliana, dopo aver restituito quasi un milione di rimborsi elettorali, restituiscono oltre il 70% del loro stipendio alla Regione, esattamente come promesso in campagna elettorale. Solo questo mese il MoVimento 5 Stelle ha restituito 123.000 euro. Ogni mese oltre il 70% di ogni eletto verrà restituito. Alla conferenza stampa in diretta a partire dalle 10.30 parteciperà anche l’Assessore alle Attività Produttive Vancheri che si impegnerà a far partire il fondo regionale di microcredito per l’impresa cui saranno destinati i soldi restituiti.

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Gestione dei rifiuti a 5 Stelle

“Salve a tutti sono Angela Foti, cittadina a 5 Stelle eletta all’ARS. Con la Legge votata il 29 Dicembre un altro importante passo è stato fatto per la realizzazione del programma del MoVimento voluto fortemente dai cittadini sull’argomento “Rifiuti“. Finalmente i comuni possono organizzarsi in forma singola o associata per studiare i piani di raccolta dei rifiuti sulla città e con un iter burocratico alleggerito tornare ad avere la responsabilità e scegliere i metodi per come fare la raccolta dei rifiuti. Questo è molto importante, un passo che ci avvicina alla “Strategia Rifiuti Zero” perchè se siamo noi cittadini a volere, i comuni possono finalmente attuare dei piani di raccolta efficienti ed efficaci. Solo così potremo avere dei piani di recupero delle materie ed emplementare i posti di lavoro, che non si avranno se continuiamo a sversare nelle discariche che oramai sono sature. Il processo di responsabilità dei comuni e dei cittadini va sempre più avanti. Il MoVimento 5 Stelle mantiene le promesse!” Angela Foti

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Ci siamo: i cittadini entrano all’ARS. Appuntamento il 5 Dicembre per la camminata di insediamento

Ci siamo.
Mercoledì 5 Dicembre (ore 11) vedrà l’insediamento ufficiale dei nuovi deputati all’ARS
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I 15 cittadini/portavoce del Movimento 5 Stelle eletti dal 14,9% dei siciliani, proclamandolo così “prima forza politica siciliana”, si recheranno a Palazzo dei Normanni per la cerimonia di insediamento. Una nuova e rivoluzionaria pagina verrà scritta nella storia, una nuova avventura di riscatto sta per cominciare. Sarà dura, sarà difficile ma i nostri 15 portavoce non saranno soli. Dalle strade ai palazzi i cittadini attivi sono uniti, sempre, con l’unico obiettivo di cambiare in meglio la nostra terra, con tutti gli strumenti a disposizione e che negli anni siamo riusciti a conquistare, con perseveranza e sacrificio. Dall’inizio alla fine lotteremo insieme affinché i risultati raggiunti possano essere i migliori. In questi giorni abbiamo ricevuto tanto, forse più di quello che abbiamo dato, dimostrazioni di sostegno, fiducia, speranza, affetto nelle più svariate forme. La vera forza e sorpresa siete tutti voi siciliani che avete deciso di cambiare, il Movimento 5 Stelle è solo lo strumento che vi ha permesso di esprimere questo bisogno da troppo tempo sopito. Vi sentiamo vicini come non mai, e ne abbiamo bisogno, noi saremo il terminale della rete che darà voce ai cittadini, con le vostre competenze, le vostre idee e il vostro impegno.

Allora entriamo insieme nel palazzo: l’appuntamento è per giorno 5 Dicembre alle ore 9.30 ai Quattro Canti per la camminata di insediamento che ci porterà, lungo corso Vittorio Emanuele, fino al Palazzo dei Normanni. A varcare la soglia dell’Assemblea Regionale saranno i nostri 15 portavoce, e tutti noi simbolicamente con loro.

E’ solo l’inizio. Non lasciateci soli, mai.

Fonte: sicilia5stelle.it

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