Manager sanità, M5S: “Bene la non riconferma di Ficarra”

Il deputato Mangiacavallo: “Troppe divergenze tra il direttore e gli organi istituzionali, inopportuna sarebbe stata la nomina di commissario”.

Al latrato segui’ il morso!

“Il gruppo parlamentate del Movimento 5 Stelle all’Ars accoglie con favore la decisione assunta dall’assessore alla Salute Gucciardi di non incaricare quale commissario dell’Asp di Agrigento il dottore Ficarra, già direttore generale della stessa Asp”. Così il deputato Matteo Mangiacavallo che aveva manifestato più volte perplessità sull’operato dell’ex manager mediante la presentazione di numerosi atti parlamentari e attraverso una diretta interlocuzione con l’assessorato, in ordine alle diverse e numerose disfunzioni all’interno dei vari presidi ospedalieri ricadenti sotto l’amministrazione dell’Asp agrigentina. “Questo gruppo – afferma il deputato 5Stelle – ha monitorato il lavoro del direttore generale in questi anni, evidenziando appunto le divergenze e le conflittualità con gli organi istituzionali del territorio”. “Pertanto, – conclude Mangiacavallo – sarebbe stata inopportuna la nomina anche solo da commissario”.

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Ospedale Sciacca, pronto soccorso senza primario. Mangiacavallo (M5S) “Stallo incomprensibile”

Il deputato regionale saccense interviene su avviso interno scaduto da oltre tre mesi: “Chiediamo risposta al direttore generale”.

Era stato pubblicato dall’ASP di Agrigento, in data 22/09/2016,  l’avviso interno per il conferimento incarico di sostituzione, ex art. 18, del primario del Pronto Soccorso di Sciacca, dott. Michele Carlino, andato in pensione. Bando scaduto da oltre tre mesi e al quale hanno manifestato il loro interesse sei dirigenti medici degli Ospedali riuniti di Sciacca e Ribera: Angelo Di Rosa, Gaspare Marinello, Giuseppe Spallino, Ida Oliviero, Umberto Marsala e Vincenzo Bonomo.

Della questione si è interessato il deputato regionale Matteo Mangiacavallo che più volte, in questi mesi, ha interpellato l’ASP di Agrigento per ottenere notizie in merito. Con l’ultima risposta datata 21/11/2016, il direttore generale, dott. Lucio Ficarra, faceva sapere che ai curricula pervenuti, e dunque in fase di valutazione, se n’era aggiunto un settimo, quello del dott. Ignazio Galizia, giunto da Palermo al Pronto Soccorso di Sciacca e addirittura accreditato dalla stampa come primario in pectore. Notizia mai confermata, tant’è che dal 23 settembre tali funzioni vengono svolte dal direttore sanitario Dott. Gaetano Migliazzo.

“La situazione è chiara, chiarissima – afferma Matteo Mangiacavallo – e non capiamo il motivo per cui il direttore generale non abbiamo ancora scelto. O forse si, perché a pensar male, diceva qualcuno, si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

“Abbiamo fatto presente all’ASP – continua il deputato saccense – che non esiste un settimo candidato. L’ultimo arrivato non ha partecipato all’avviso interno e non è un medico già in servizio. Motivo per il quale la scelta deve ricadere tra i sei dirigenti che hanno manifestato interesse a ricoprire quel ruolo e che ad oggi vedono mortificata la loro legittima aspettativa”.

“Purtroppo siamo alle solite – conclude Mangiacavallo – anche se siamo sicuri che la nomina arriverà presto, pur se in ritardo, e su base meritocratica. E’ un obiettivo del Movimento 5 Stelle, far sì che non prevalgano scelte parentocratiche o partitocratiche, a partire proprio dalle nomine dei direttori generali delle ASP”.

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Mangiacavallo: «All’ospedale di Sciacca non è cambiato nulla»

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Ospedale di Sciacca, nulla di nuovo rispetto alle rassicurazioni fornite dall’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi il 29 aprile scorso. Lo denuncia oggi il parlamentare del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo in riferimento ai concorsi per le nuove assunzioni ancora bloccati ed alle diverse criticità che erano state evidenziate per il Giovanni Paolo II.

Il parlamentare saccense punta i riflettori oggi sulla situazione relativa al reparto di medicina trasfusionale del presidio ospedaliero saccense e lo fa analizzando i dati che era stati richiesti alla direzione generale e attraverso una comparazione con le analoghe strutture degli ospedali di Agrigento e Canicattì.

L’attività dell’unità di medicina trasfusionale di Sciacca è più complessa e con un carico di lavoro molto più consistente rispetto alle altre strutture agrigentine che, però, dispongono di maggiore personale medico in servizio.

E’ all’assessore regionale alla salute che Matteo Mangiacavallo chiede di intervenire presso la direzione generale dell’ASP di Agrigento per incrementare il personale in servizio al reparto di medicina trasfusionale di Sciacca.

Intanto sono arrivati i voti per i manager della sanità siciliana, sulla base dalla valutazione dell’agenzia ministeriale per i servizi sanitari regionali. Tutti promossi, ma c’è chi ha ottenuto il podio. E’ il caso del direttore generale dell’ASP di Agrigento Salvatore Lucio Ficarra che si è classificato al secondo posto.

Fonte: rmk.italiabit.net

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Matteo Mangiacavallo (M5S): “Cauto ottimismo per la vicenda dell’Ospedale di Sciacca”

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L’ordine del giorno sull’Ospedale di Sciacca, presentato dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo durante la seduta dello scorso 2 luglio in aula all’Ars e accettato come raccomandazione dall’assessore al ramo Dott. Lucia Borsellino, ha avuto un primo interessante riscontro.

Lo stesso assessore regionale aveva sentito, nei giorni scorsi, il nuovo direttore generale dell’Asp, dott. Ficarra, per discutere in ordine alle criticità rappresentate nell’atto parlamentare ed oggi il dott. Ficarra, alla presenza del direttore medico del presidio saccense, dott. Migliazzo, ha ricevuto il portavoce del M5S Matteo Mangiacavallo.

Durante l’incontro sono state sviscerate tutte le tematiche riguardanti il nosocomio saccense e sono state concordate diverse soluzioni per tamponare principalmente le urgenze in attesa dell’imminente approvazione del piano sanitario.

In ordine alla mancanza di medici nel reparto di anestesia e rianimazione il direttore Ficarra sta provvedendo all’approvazione della graduatoria relativa all’avviso rivolto ai neo specializzati e già nelle prossime settimane dovrebbero essere sottoscritti i primi contratti. Due medici saranno destinati a sopperire le carenze del reparto di cardiologia, sarà inoltre nominato (anche se per un periodo di 60gg.), il direttore dell’unità complessa di Ortopedia ed è stata altresì garantita la nomina di un primario per il reparto di anatomia patologica.

Al reparto di emodinamica sarà garantito, in attesa della rimodulazione della rete ospedaliera, e quindi della nomina del primario, il supporto del direttore della stessa Unità del San Giovanni di Dio nonché di un medico cardiologo che nella fase di addestramento affiancherà i colleghi per acquisire le specifiche competenze necessarie.

Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle ha colto con compiacimento lo spirito fattivo con il quale il direttore Ficarra sta affrontando le problematiche relative all’Ospedale di Sciacca e ha percepito l’interesse, anche dello stesso governo regionale, di porre fine alle criticità che interessano la struttura saccense.

Mangiacavallo è stato rassicurato infine che, rientrate le emergenze, tra cui la carenza del personale infermieristico, si affronteranno altre questioni importanti come la convenzione tra l’Asp e la Fondazione Maugeri e la banca del sangue cordonale di Sciacca. Nelle prossime settimane il portavoce regionale del M5S tornerà ad Agrigento per fare un ulteriore punto della situazione.

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Esito dell’incontro tra il nuovo direttore dell’ASP di Agrigento e Matteo Mangiacavallo (M5S)

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“E’ durata circa un’ora la mia conversazione nonché visita istituzionale al nuovo direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Agrigento, dott. Salvatore Lucio Ficarra.

Dopo i saluti e gli auguri per il nuovo incarico ho voluto farmi portavoce delle istanze dei numerosi cittadini saccensi e con essi le associazioni, i comitati civici e i rappresentanti della politica locale che in queste ultime settimane, visto l’aggravarsi della situazione in essere, si stanno mobilitando, stanno protestando e stanno sottoscrivendo la petizione popolare per impedire che l’Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca possa subire un depotenziamento o, addirittura, rischiare la soppressione. Appare chiaro che la struttura ospedaliera saccense si trova a fronteggiare una situazione senza precedenti: mancanza di anestesisti, di personale medico in genere, con reparti che chiudono o che non si potenziano. La gente che sta manifestando lo fa per tutelare il proprio diritto alla salute e occorre dimostrare alle comunità locali che non vi è alcuna intenzione di emarginare la struttura ospedaliera saccense. Sono queste le risposte che ho chiesto al direttore nella mia premessa.

Il dott. Ficarra mi ha immediatamente rappresentato che non sussiste alcun rischio per l’ospedale di Sciacca e che è suo interesse quello di smentire categoricamente ogni voce che paventi la chiusura o il ridimensionamento di quel presidio ospedaliero; voci che non fanno altro che generare un pericoloso, quanto inutile, allarme sociale.

Ho concordato con lui che chi cavalca a fini speculativi le problematiche del nosocomio saccense contribuisce esclusivamente a creare un danno di immagine.

Con questa mia nota, allora, colgo l’occasione per girare alla politica, che ruota attorno all’argomento, l’invito ad evitare squallide passerelle o interventi finalizzati ad acquisire esclusivamente visibilità. Occorre stringersi attorno ad una struttura, che rappresenta l’eccellenza per tutto l’hinterland e il suo bacino d’utenza evitando, giusto nel tentativo di evidenziare le problematiche che l’attanagliano, di farla apparire come inefficiente ed inadeguata. Esistono criticità che dovranno essere affrontate e risolte, soprattutto nell’immediato, ma l’Ospedale di Sciacca, il suo personale e i suoi medici rappresentano l’eccellenza di un sistema sanitario che stenta a funzionare.

Diverse sono state le questioni che ho voluto porre all’attenzione del nuovo direttore generale dell’ASP di Agrigento. Tra queste, in primis, quella relativa alla carenza di organico in determinate unità nevralgiche e in secondo luogo, ma non meno importanti, quelle legate alle vicende della Banca del Cordone ombelicale di Sciacca, all’attenzione, mi è stato rassicurato, dell’assessore regionale alla salute, e dell’apertura di un centro di riabilitazione ambulatoriale presso il Maugeri, argomento che il dott. Ficarra dovrà approfondire nei prossimi giorni, prima di poter procedere ulteriormente.

Sul fronte della carenza di personale non si può non tenere conto che le criticità dell’azienda saccense trovano origine nel decreto Balduzzi che, innestandosi in un sistema ospedaliero già compromesso dal mancato avvio delle procedure concorsuali del 2009, ha avuto un effetto dirompente sulla consistenza della pianta organica ospedaliera. Lo stesso decreto, infatti, stabilisce che le aziende sanitarie non possono procedere alla copertura di eventuali posti vacanti se prima non viene completato il procedimento di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e non vengano riassorbiti eventuali esuberi accertati in esito alla suddetta procedura.

Com’è noto a tutti, benché sia in fase di definizione, il decreto relativo alla nuova rete ospedaliera regionale non è stato ancora emesso e pertanto appare impossibile procedere a nuove assunzioni prima della sua pubblicazione poiché sarebbe come cercare di riempire un contenitore di cui non si conosce la capienza.
In questo contesto critico, una circolare assessoriale datata 24 giugno 2014 ha prorogato i contratti a tempo determinato per ulteriori dodici mesi dando una, seppur flebile, boccata di ossigeno che non rappresenta certo la cura alla patologia del fenomeno ma di certo appare un primo passo verso la soluzione.

L’ASP di Agrigento, come riferitomi dal dott. Ficarra, nel frattempo, pubblicherà un bando per il reclutamento di “specializzandi” (comunque in procinto di conclusione del percorso di specializzazione) al fine da garantire la futura occupazione dei posti vacanti proprio perché uno dei maggiori problemi che si profilano all’orizzonte (ossia subito dopo la pubblicazione della rete ospedaliera) è proprio l’assenza di un numero di medici specializzati tali da consentire la copertura delle carenza di organico.

E’ stato un incontro che ho voluto affrontare con spirito collaborativo e che mi ha moderatamente rassicurato. Ho avuto coscienza di aver sicuramente interloquito con una persona preparata e determinata a cui, visti i pochi giorni dal suo insediamento, occorre dare il giusto tempo e la necessaria serenità per poter rendersi conto e agire conseguentemente. Mi aspetto, riponendo in lui fiducia massima, una pronta soluzione a tutte le problematiche rappresentate.”

Matteo Mangiacavallo (M5S)

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