28 e 29 ottobre: #Cataniaday e #Palermoday con Beppe Grillo #SceglieteilFuturo #CancelleriPresidente #M5S

di Giancarlo Cancelleri

Il 28 e il 29 ottobre lo #SceglieteIlFuturo tour fa tappa a Catania e Palermo, per noi saranno il #Cataniaday e il #Palermoday.

Sabato 28 a Catania arriveranno tantissimi portavoce nazionali ed europei, arriverà Beppe Grillo e anche Alessandro Di Battista che si uniranno a me e a Luigi Di Maio nel nostro giro in Sicilia per raccontare il programma. Il #Cataniaday partirà dalla mattina con eventi e banchetti sparsi in tutta la città. Ci sarà anche una passeggiata di 10 chilometri, a cui parteciperanno Beppe e vari parlamentari nazionali e siciliani, con partenza alle 15.30 da Acitrezza, Via Lungomare dei Ciclopi (altezza Porto Nuovo) e arrivo alle 19 circa in Piazza Università, dove ci incontreremo tutti alle 21 per il comizio.

Il 29 ci sposteremo tutti insieme a Palermo, dove ci fermeremo tutto il giorno per parlare con i cittadini. Ci sparpaglieremo per piazze, strade e mercati per incontrare il maggior numero possibile di persone.

Stiamo facendo il massimo per informare i cittadini e portarli a votare perché il 5 novembre sarà un’occasione irripetibile. I siciliani potranno decidere se continuare con Miccichè, Cuffaro e Genovese (nascosti dietro Musumeci) oppure cambiare rotta dando fiducia a noi che abbiamo un programma serio, liste pulite e assessori competenti (non imposti dai partiti).

Il 5 novembre è un ballottaggio tra due idee di Sicilia. La nostra che è proiettata nel futuro e quella di Musumeci, Miccichè e Cuffaro che è riportare la Sicilia indietro riconsegnandola alla peggior classe politica siciliana degli ultimi 15 anni.

O scegliete chi ha distrutto la nostra terra o scegliete il futuro. Non c’è via di mezzo, non ci sarà un’altra possibilità. Il momento è ora.

Ci vediamo il 28 e il 29 ottobre a Catania e Palermo con Beppe Grillo e Alessandro Di Battista!

Ps: sostienici con una donazione —> http://www.giancarlocancelleri.it/donazioni/

ECCO TUTTE LE TAPPE DEL TOUR IN SICILIA #SCEGLIETEILFUTURO. PASSATE PAROLA E RAGGIUNGETECI!

OGGI 24 ottobre
Ore 18:00 Caltagirone
Piazza Municipio
Ore 21:00 Enna
Piazza Vittorio Emanuele

27 ottobre
Ore 15:30 Villafranca Tirrena
Ore 18:00 Milazzo
Piazza Caio Duilio
Ore 21:00 Messina
Piazza Cairoli

28 ottobre
Ore 16:00 fino alle 23:00 Catania Day
Pomeriggio a Catania in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei
Ore 18:00 Augusta
Piazza Duomo
Ore 21:00 comizio a Catania
Piazza Università

29 ottobre
Ore 9:00 fino alle 22:00 Palermo Day
Intera giornata a Palermo in compagnia dei portavoce regionali, nazionali ed europei

30 ottobre
Ore 21:00 Trapani

31 ottobre
Ore 18:00 Alcamo
Corso VI Aprile (attraverso Piazza Ciullo d’Alcamo)
Ore 21:00 Sciacca

1 novembre
Ore 21:00 Agrigento
Piazza Cavour

2 novembre
Ore 18:00 Niscemi
Ore 21:00 comizio a Caltanissetta

3 novembre
Ore 21:00 comizio finale a Palermo
Piazza Verdi

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Inaugurazione sede del M5S a Sciacca il prossimo 23 ottobre, alle ore 18.30

Sarà inaugurata lunedì 23 ottobre, con un meeting aperto al pubblico e a tutti i cittadini interessai, la nuova sede di Piazza Marconi del M5S di Sciacca.
I pentastellati hanno messo a disposizione di attivisti e non questo spazio di incontro e confronto in vista delle elezioni regionali fissate per il prossimo 5 novembre, per fornire informazioni sul programma regionale del M5S, sulle modalità di voto, ecc.
“Sarà l’occasione – afferma Matteo Mangiacavallo, deputato saccense uscente, in corsa per la riconferma all’Ars – per incontrarsi e tornare sui punti salienti del programma del M5S di particolare interesse per Sciacca e per la Regione, cari a Giancarlo Cancelleri e allo staff siciliano del Movimento.”
L’appuntamento è in Piazza Marconi a Sciacca, lunedì 23 ottobre, alle ore 18.30.

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Non lasciamo la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre: andiamo a votare #CANCELLERIPRESIDENTE

di Giancarlo Cancelleri

Il voto del 5 novembre è un voto fondamentale, per la mia regione e per tutta l’Italia. I siciliani hanno la possibilità di cacciare quelli che l’hanno devastata per anni (i vari Miccichè, Cuffaro, Genovese) e che ora si nascondono dietro foglie di fico come Musumeci che non fa nulla se non quello che gli viene detto: non può neppure scegliersi gli assessori! E sarà fondamentale il voto dei siciliani perché se succederà qua, potrà succedere in tutta Italia.

Siamo molto preoccupati per la regolarità di queste elezioni, come abbiamo già detto. Nelle liste di Musumeci e Micari ci sono ‘impresentabili’, indagati e condannati e, da ultimo, anche un arrestato. Fra questi ci sono personaggi che si sarebbero macchiati proprio di reati legati al voto. Penso, ad esempio alla condanna per corruzione elettorale o al processo per voto di scambio di due dei candidati che appoggiano Musumeci. Queste premesse possono pregiudicare il voto e i diritti dei siciliani.

Per questo abbiamo chiesto la presenza di osservatori dell’Osce alle elezioni del 5 novembre in Sicilia. Abbiamo scritto al direttore dell’ufficio Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani. Il nostro portavoce alla commissione esteri alla Camera, Emanuele Scagliusi, ha interrogato in merito il ministro dell’Interno nel question time di oggi. Il ministro Marco Minniti ha fatto spallucce, sostenendo che gli osservatori Osce non vengono inviati per elezioni locali ma solo per quelle a carattere generale, che siano, quindi, parlamentari o presidenziali. Al ministro però ha risposto il nostro Alessandro Di Battista e l’ha inchiodato alle sue ‘balle’: gli osservatori Osce, infatti, sono stati inviati in Albania e in Ucraina per le amministrative del 2015. Non solo, è impegno degli osservatori quello di vigilare su procedimenti elettorali svolti a un livello inferiore a quello nazionale come si evince dal “Documento di Copenaghen“.

Dunque, prendiamo atto che al Governo non interessa nulla del regolare svolgimento delle elezioni in Sicilia, nonostante le terrificanti premesse che abbiamo illustrato e che denunciamo da giorni. Quasi ci viene da pensare che per loro va tutto bene così. Di quello che succede qua non interessa neppure ai media nazionali, che complici dei partiti, non hanno neppure riportato la notizia del candidato arrestato. Ai siciliani non resta che un’unica possibilità per difendersi dal voto controllato e dall’indifferenza del Governo italiano e non lasciare la Sicilia da sola con gli impresentabili di sempre. Bisogna andare a votare in massa e scegliere chi ha le mani libere per portare la Sicilia nel futuro: il MoVimento 5 Stelle.

Di seguito trovate il testo del Question Time che abbiamo presentato al governo e della magistrale risposta di Alessandro Di Battista al ministro Minniti. Diffondete il più possibile!

Question Time di Emanuele Scagliusi per chiedere all’OSCE di monitorare le elezioni del 5 novembre in Sicilia

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale

Premesso che:
– le elezioni regionali siciliane del 5 novembre sono un momento di vitale importanza per la comunità territoriale interessata e per l’intera Nazione;
– la presenza di diversi candidati “impresentabili” – ricompresi nelle liste che sostengono gli aspiranti presidenti della giunta regionale sia della coalizione di centrodestra che di centrosinistra – desta particolare preoccupazione ai fini della regolarità del voto;
– vi sono personaggi colpiti da accuse gravissime. Solo per citare le più eclatanti: un notaio sotto processo con l’accusa di aver rogato atti pubblici falsi per favorire una organizzazione criminale; adulterazione delle acque; frode nell’esercizio del commercio; falsa testimonianza; estorsione. Nei giorni scorsi un candidato è stato addirittura arrestato;
– l’aspetto più preoccupante è che vi sono anche numerosi casi di candidati sotto inchiesta per reati legati specificamente al procedimento elettorale: molti sono colpiti da accuse come truffa aggravata, corruzione elettorale e voto di scambio. Si tratta di situazioni che tipicamente conducono a una atmosfera di intimidazione nei confronti della cittadinanza che turba il regolare svolgimento della competizione elettorale;
– casi preoccupanti di inquinamento del procedimento elettorale si verificano da tempo in Italia e nulla lascia presagire che le imminenti elezioni siciliane, data la loro primaria rilevanza anche dal punto di vista nazionale, saranno libere da inquinamenti estranei alle logiche proprie di una competizione in un Paese democratico;
– soprattutto alla luce di quanto sino ad ora esposto, l’attività di monitoraggio elettorale costituisce una componente fondamentale della politica dell’Unione europea ed essa ha avuto e ha a oggetto eventi elettorali di tutti i Paesi, a prescindere dal loro tasso di sviluppo democratico, come avvenuto recentemente in Stati Uniti e in Gran Bretagna;
– preme segnalare, infine, che a luglio 2016 con decisione unanime, i 57 Paesi membri dell’Osce hanno conferito all’Italia la presidenza per l’anno 2018. Sarebbe importantissimo anche in vista dell’anno di presidenza italiana dare l’esempio e far monitorare le elezioni siciliane, visto che il nostro paese sarà già impegnato ad ospitare il 24 e 25 ottobre, proprio a Palermo, una conferenza OSCE che avrà come tema il Mediterraneo.

Si chiede:

se il Governo non ritenga di adottare tempestivamente iniziative, anche normative, per avanzare all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) la richiesta di invio di osservatori elettorali in occasione delle prossime elezioni regionali siciliane del 5 novembre, al fine di assicurare la loro presenza presso gli uffici elettorali di sezione

Risposta di Alessandro Di Battista al ministro Minniti

Ministro Minniti lei non può scaricare tutta la responsabilità sulla Regione Sicilia, lei è ministro dell’Interno è responsabile della legalità della sicurezza sul nostro Paese, e non può ignorare quello che sta avvenendo in Sicilia e in tutta Italia. Nello specifico in Sicilia voglio ricordare che gli ultimi due presidenti della regione prima del presidente Crocetta sono stati Cuffaro e Lombardo. Cuffaro è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato all’associazione mafiosa, Lombardo è stato condannato a 2 anni di carcere per voto di scambio. Il voto di scambio è un cancro enorme e nelle liste che sostengono il candidato Musumeci ci sono una serie di impresentabili tra cui il sindaco di Priolo che è stato da poco arrestato e fa campagna elettorale dagli arresti domiciliari. E’ qualcosa di vergognoso. Se ci fosse volontà politica e ci fosse reale certezza del pericolo di inquinamento delle prossime elezioni siciliane, lei come Ministro dell’Interno potrebbe parlare, potrebbe chiedere anzi dovrebbe chiedere una missione di monitoraggio da parte dell’OSCE. Lei poc’anzi ha detto che l’OSCE non si occupa di elezioni inferiori alle nazionali, mi duole smentirla esiste il documento di Copenhagen del 1990attraverso il quale gli stati membri dell’OSCE si sono impegnati, leggo testualmente, a promuovere la presenza di osservatori, di monitoraggio delle elezioni anche ad un livello inferiore a quello nazionale. Tanto è vero che recentemente sono state monitorate le elezioni amministrative in Albania e Ucraina nel 2015.
Quindi è soltanto questione di volontà politica, ministro. Noi siamo estremamente preoccupati, il voto di scambio è un dramma, cambiano soltanto le tariffe tra nord e sud. Ci sono cittadini costretti, purtroppo la povertà non dovrebbe giustificarlo mai ma spinge alcuni cittadini a vendersi il proprio voto per un pacco di pasta, un buono spesa di 50 euro. E’ suo dovere riuscire ad adottare qualsiasi misura necessaria per far sì che le elezioni, che sono elezioni amministrative regionali ma sono estremamente importanti anche su scala nazionale, le ultime elezioni prima delle prossime elezioni politiche, siano al riparo da inquinamenti. Gli ultimi due presidenti condannati e anche arrestati, uno finito in carcere per reati gravissimi, dimostrano la possibilità che c’è di inquinamento delle prossime elezioni siciliane, e lei come ministro responsabile della legalità sul territorio ne deve tenere conto.

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Video | E’ ora di una ”due diligence” per la Regione Siciliana

La prima cosa che farò da presidente della Regione, dopo aver eliminato i vitalizi, le pensioni da privilegiati e dimezzato gli stipendi degli onorevoli siciliani, sarà quella di avviare una ”due diligence” con la Corte dei Conti, cioè un controllo approfondito sul bilancio della Regione. Se qualcuno in questi anni ha mentito ai siciliani dovrà prendersi le proprie responsabilità davanti alla legge. In Sicilia tutto ció non è mai stato fatto ed è giunto il momento di farlo, è giunto il momento di mettere le cose a posto. Giancarlo Cancelleri

di Pietrangelo Buttafuoco

Dopo buttanissima Sicilia, strabuttanissima Sicilia, e neppure ci potevo credere. Spero, speravo e spererò, di essere contraddetto dei fatti rispetto a quello che si vede, a quello che capita davanti agli occhi, a quello che accade in questa meravigliosa terra qual è la Sicilia, che è diventata, si è confermata, e ahinoi temo possa continuare a essere, la fogna del potere. Il luogo di tutti i trasformismi, ma anche il garbuglio dietro la quale si nascondono tutte le imposture.

Abbiamo lasciato alle spalle l’impostura della rivoluzione affidata a Rosario Crocetta, il più incredibile dei governatori che si potessero immaginare per quella terra che è comunque il luogo di Pirandello, di Camilleri, il luogo di tutte le contraddizioni, il luogo di tutte le grandezze, della raffinatezza di pensiero di Giovanni Gentile, condensata in un’istantanea: in una fotografia -sarebbe il caso di farla vedere- dove lui è nudo come un sirenetto a coprire il pisellino con il giornale di carta, vanta e decanta una inimmaginabile bellezza dell’isola. Ecco, questo è stato il destino di questa terra che era buttanissima nel pittoresco, strabuttanissima quando non si vede la possibilità di cominciare a costruire un futuro.

Il vero dramma di questa terra, il vero rovello della Sicilia, è quello di rassegnarsi a un destino ancora una volta uguale a quello che avevamo lasciato dei libri di scuola. Quando ai tempi di Verre, con Cicerone che scriveva, raccontava dei saccheggi, raccontava di quello che era diventato il lucrare della corruzione, raccontava qualcosa che si è confermato nella storia recente, quando di questa meravigliosa terra se n’è fatto il granaio elettorale di satrapie lontana e vicine. Di una casta, quella casta con le sarde, che ha confermato se stessa attraverso i gabelloti del potere.

E quindi strabuttanissima, perché ahimé ahinoi ahivoi non sarà attraverso un passaggio elettorale che la Sicilia potrà trovare un futuro, non sarà attraverso i meccanismi attuali, ma attraverso la consapevolezza di un fatto rivoluzionario, che è quello di porre la questione a un ascolto il più eclatante possibile. Giusto in questo periodo, quando abbiamo assistito a quello che è accaduto in Catalogna, a quello che accade continuamente attraverso le mille piccole patrie che reclamano un’identità, uno spazio, trovare la conferma dell’inutilità di quello che è stato elargito a suo tempo da Umberto II di Savoia: lo statuto speciale siciliano. L’autonomia è la cosa più bella che ci possa essere, ancora più bella è l’indipendenza, ma bisogna meritarsele, bisogna guadagnarsele, bisogna saperle costruire con un atto e un fatto di maturità. Cosa che la Sicilia nei lunghi anni (pensate, è il collaudo più antico rispetto alle altre storie, perché appunto è un atto del Regno d’Italia che prosegue nella Repubblica Italiana) ha confermato di non funzionare, semplicemente non funzionando.

Quando ci sarà un nuovo governo per la Regione Siciliana, e un nuovo governo ci sarà, un nuovo presidente con la nuova giunta, con un nuovo Parlamento, la prima azione politica, il primo atto fondativo di questa nuova stagione, dovrebbe essere, anzi è urgente che sia, soltanto una decisione: quella di predisporre la “due diligence”, cioè la gestione fallimentare della cosa pubblica.

Non c’è altra possibilità che seguire l’esempio di Detroit, e poi il segreto della politica è nel copiare le cose che funzionano. Detroit era combinata se non peggio, come La Sicilia: è una metropoli, una megalopoli nell’orizzonte contemporaneo, totalmente travolta dalla corruzione, dall’inefficienza, dallo sfascio della propria burocrazia. Bene, la decisione fu quella di adoperarsi nella “due diligence”, cioè nella gestione fallimentare, perché in Sicilia è inconcepibile reggere la politica con il ricatto del consenso. In Sicilia è necessario attraversare le forche caudine delle storie più spinose, perché bisogna comunque sfasciare mille clientele, perché bisogna comunque irrompere la dove i fortilizi di antiche conventicole hanno stabilito logiche di potere altrimenti impossibili da smantellare con un semplice percorso elettorale.

C’è bisogno di un commissariamento lungo e più lungo possibile. Certo secondo la Costituzione non si può fare, potrebbe durare solo tre mesi e indire nuove elezioni. Sì tutto giusto, ma quello che serve è una consapevolezza, aprire un dibattito, chiedere a Roma di ridiscutere il titolo V della Costituzione e cambiare la faccia della storia. Perché c’è un orologio, è l’orologio della storia che segna i passaggi fondamentali.

Va bene, l’altra volta è capitato a Barcellona in Catalogna, a un certo punto s’è sfasciato qualcosa. Ma poi c’è il l’urto di realtà, e l’urto di realtà è molto più forte di quanto possa essere l’orologio della storia, perché con un atto di decisione politica stabilisce quello che le carte geografiche non riescono a contenere, e significa che questa mia meravigliosa terra disperatissima, buttanissima, strabuttanissima, è comunque quella che ha il buco di bilancio più spaventoso, è quella che ha i tassi disoccupazione più alti, è quella che in assoluto ha il maggior numero di ragazzi costretti a scapparsene via. E’ quella il cui prodotto interno lordo regionale, badate bene, è inferiore a quello che la Sicilia aveva nell’immediato dopoguerra, quando le case erano bombardate, c’erano gli sfollati per strada. Questa è la realtà siciliana, ahinoi fatta anche di fame, fame vera, che la propaganda politicante non vuole raccontare. Per cui una presa di coscienza forte, fortemente politica, perché la politica non passa solo attraverso le elezioni: la politica è sempre un atto di coscienza pubblica, collettiva, civica.

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