Cancelleri (M5S): Comincia sabato a Ragusa la rincorsa verso palazzo d’Orleans. Il 5 novembre sia la nuova festa della liberazione

Cartina con l’aggiornamento di luoghi e date

CARTINA CON AGGIORNAMENTO DI LUOGHI E DATE

L’aspirante governatore per tutto il mese di agosto sarà Con Di Maio e Di Battista in giro per la Sicilia per quello che definisce un antipasto della campagna elettorale: “Racconteremo la nostra idea di Paese e gli aneddoti vissuti dentro al Palazzo. Sentendoli i siciliani non potranno che prendere ancora di più le distanze dalla vecchia politica. Se daranno fiducia a noi, sarà svolta epocale e potranno finalmente affrancarsi dalla schiavitù degli interessi dei partiti, che li hanno condotti alla rovina”.

Partirà da Marina di Ragusa, sabato prossimo, la lunga rincorsa del M5S verso palazzo d’Orleans, che entro ottobre toccherà tutti i 390 Comuni della Sicilia, dal più piccolo al più grande. Si parte con un ricchissimo antipasto, battezzato #aTuttaSiciliatour, un lunghissimo giro estivo che porterà per tutto il mese di agosto il candidato governatore M5S, Giancarlo Cancelleri, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e il deputato a Montecitorio Alessandro Di Battista nelle spiagge e nelle piazze isolane in occasione delle feste di paese.

“Sarà – dice Cancelleri – una full immersion nei luoghi e negli eventi più belli e caratteristici dell’isola, con visite a sagre e festival, piazze e spiagge. Arriveremo fin sotto gli ombrelloni delle persone a parlargli di futuro, di quel futuro che i partiti hanno negato e stanno negando ai nostri figli”.

Queste le prime tappe: si parte il 5 agosto da Marina di Ragusa, prima città siciliana con un sindaco a 5 stelle, seconda tappa a Marzamemi (6 agosto), poi Acitrezza (7 agosto), Giardini Naxos (8 agosto), Patti (9 agosto), Sant’Agata di Militello (10 agosto) . Si chiuderà nel Palermitano il 28, 29 e 30 agosto (orari ed aggiornamenti saranno pubblicati nella pagina facebook Movimento 5stelle Sicilia).

“La sera- dice Cancelleri – con due casse e un microfono, racconteremo nelle piazze quello che abbiamo fatto in questi 5 anni da opposizione e quello che faremo al governo. Di giorno saremo nelle spiagge e tra le vie del centro per respirare e condividere la voglia di cambiamento. I nostri interlocutori saranno i cittadini. Racconteremo la nostra idea di Paese e il modo in cui si fa, o meglio non si fa, politica oggi. Ai siciliani basterà ascoltare uno dei tanti aneddoti della vita di Palazzo che abbiamo raccolto in questa legislatura per prendere ancor più le distanze da chi ci ha amministrato finora. Ne cito solo uno: a luglio di due anni fa in occasione della Finanziaria, in commissione Bilancio presentai un emendamento per la ristrutturazione di un appartamento privato a Caltanissetta. Quando il presidente Dina chiese quale fosse, candidamente risposi: ‘è casa mia’. Ovviamene fu dichiarato inammissibile, ma servì a denunciare il clima da suk arabo in cui si opera spesso in commissione, dove la coltivazione del proprio orticello è lo sport più praticato, a dispetto dei veri bisogni delle persone”.

“Se il 5 novembre i siciliani ci daranno fiducia – continua Cancelleri – sarà svolta epocale, e quella data potrebbe essere ricordata come il nuovo giorno della liberazione dalla schiavitù degli interessi dei partiti. Siamo stanchi di vedere partire i nostri giovani, che qui non hanno futuro, perché chi ci ha governato glielo ha rubato. A loro, sopratutto, un eventuale governo 5stelle dedicherà le maggiori attenzioni. Cominceremo subito con l’istituzione di numerose borse di studio che saranno finanziate con il taglio del vitalizi degli ex deputati dell’Ars, che sarà una delle prime cose che faremo”.

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Le tappe di #aTuttaSicilia Tour del M5S

di Giancarlo Cancelleri

#aTuttaSicilia perché la Sicilia è un’isola magica: energia allo stato puro che ricarica la mente e il cuore di chi ci vive o semplicemente la visita.

#aTuttaSicilia perché parleremo a tutta la Sicilia, sarà una campagna elettorale capillare, estensiva, che ci vedrà impegnati in tutti i 390 comuni siciliani: da Acate a Zafferana Etnea, passando da Ciminna e arrivando fino a Petrosino.

Questo meraviglioso viaggio inizia il 5 agosto insieme a Luigi Di Maio e ad Alessandro Di Battista. La sera, con due casse e un microfono, racconteremo nelle piazze quello che abbiamo fatto in questi 5 anni da opposizione e quello che faremo al governo. Di giorno saremo nelle spiagge e tra le vie del centro per respirare e condividere la voglia di cambiamento.

Chi ha perso il lavoro a 50 anni, chi il lavoro non ce lo ha mai avuto, chi è dovuto scappare, chi a fatica prova a rimanere, chi ha esperienza da vendere, chi vorrebbe mettere in pratica tutto quello che sa e per cui ha studiato. Saranno loro i nostri interlocutori. Saranno loro a ispirare il nostro programma e il nostro cammino.

Mentre i partiti giocano al gioco della sedia nel disperato tentativo di non perdere le loro poltrone, il MoVimento 5 Stelle viaggia spedito verso una nuova straordinaria idea di paese. Un’idea che in questi anni ha dimostrato con i fatti, e con il buon esempio. Come il taglio e le restituzioni delle indennità. In Sicilia, per citarne uno, supera i 3 milioni di euro la somma a cui il gruppo parlamentare del MoVimento 5 stelle ha rinunciato. Perché il buon esempio vale più di un quintale di parole.

Queste sono tutte le piazze serali del tour. Ma durante il giorno saremo sotto il vostro ombrellone a sfiancarvi di ottimismo! Troverete maggiori dettagli man mano che il tour sarà iniziato. Non vi resta che seguirci e sognare insieme a noi.

Perché il futuro è dentro il presente, ma tocca a noi sprigionarlo! #aTuttaSicilia!

Ecco tutti gli appuntamenti di questo agosto siciliano a 5 Stelle:

  • 5 Agosto
    • ore 21:00 – Marina di Ragusa comizio: Piazza Torre
  • 6 Agosto
    • ore 16:30 – Noto Marina (passeggiata)
    • ore 20 – Marzamemi comizio:Piazza Giardinella
  • 7 Agosto
    • ore 21 – Acicastello comizio: Piazza Castello
    • ore 21 – Acitrezza (passeggiata)
  • 8 Agosto
    • ore 19 – Taormina (passeggiata)
    • ore 21 – Giardini Naxos comizio San San Pancrazio
  • 9 Agosto
    • ore 21 – Patti Marina: comizio Piazzetta Garibaldi
  • 10 Agosto
    • ore 21 – Sant’Agata di Militello
    • ore 22 – Torrenova (Me)
  • 11 Agosto
    • ore 18:00 – Cefalù (passeggiata)
    • ore 21:00 – Castelbuono (passeggiata)
  • 19 Agosto
    • Grammichele
    • Gela (comizio)
  • 20 Agosto
    • Licata
    • Favara (comizio)
  • 21 Agosto
    • Porto Empedocle
    • Sciacca (comizio)
  • 22 Agosto
    • Castelvetrano
    • Mazara del Vallo (comizio)
  • 23 Agosto
    • Favignana
    • Marsala (comizio)
  • 24 Agosto
    • Castellammare
    • Alcamo Marina (comizio)
  • 25 Agosto
    • Corleone
    • Mussomeli (comizio)
  • 26 Agosto
    • Caltanissetta
    • Pietraperzia (comizio)
  • 27 Agosto
    • Piazza Armerina
    • Enna (comizio)
  • 28 Agosto
    • Caltavuturo
    • Termini Imerese (comizio)
  • 29 Agosto
    • Bagheria (comizio)
  • 30 Agosto
    • Palermo (chiusura)
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Cancelleri (M5S): “Riesumazione delle Province solo per creare nuove poltrone. Se andremo al governo le aboliremo noi, salvaguardando servizi e dipendenti”

“Altro che stipendi dei dipendenti, manutenzione di scuole e strade, l’unica cosa che riesce a trovare la quadra tra questa squinternata maggioranza e sterile opposizione è la poltrona. La riesumazione delle Province, con annessi consiglieri provinciali e gettoni di presenza, ha solo ed esclusivamente questa chiave di lettura”.

Commenta così, il “vergognoso voto” in commissione Affari istituzionali all’Ars di tutti i partiti tranne il M5S che reintroduce la componente politica elettiva nei liberi consorzi e nelle città metropolitane.

“L’abolizione delle province senza se e senza ma, la salvaguardia dei dipendenti e la totale rivitalizzazione dei servizi al cittadino in tutto il territorio siciliano – afferma Cancelleri – saranno tra le priorità del M5S, qualora dovesse governare questa Regione. Lo faremo in tempi strettissimi. Con una legge che abbiamo già scritto”.

“Questa operazione – commenta il deputato Salvatore Siragusa, componente M5S della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars – è solo una manovra di bassa clientela elettorale per consentire ai portatori di voti dei deputati regionali di potere continuare a sperare in uno strapuntino politico lautamente retribuito, che poco ha a che vedere con la democrazia”.

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Per la Sicilia una #RivoluzioneGentile dei cittadini

Domenica 9 luglio alle 19:30 ci vediamo al Castello a mare a Palermo, insieme a Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Luigi Di Maio e tanti parlamentari nazionali, per proclamare il risultato delle regionarie online con le quali sceglieremo questa settimana la nostra squadra e il nostro candidato presidente. Non mancate, sarà una festa di democrazia, sarà l’inizio della storia in cui racconteremo al mondo che la Sicilia è fatta di uomini e di donne, straordinariamente normali, che hanno deciso di voltare pagina, e che nessuno potrà fermarli! L’evento avrà inizio ore 19:30, fine ore 21:30. Il Castello a Mare si trova in via Filippo Patti n. 25 a Palermo, qui trovate tutte le info.

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Questa settimana, a partire da domani, ci saranno le “Regionarie”, la selezione attraverso il metodo online con il quale il M5S sceglie i propri candidati per le elezioni. Credo che sia un grande momento di democrazia reale, sono infatti quasi 700 i partecipanti che si sono messi a disposizione per questa sfida. Questo dato, se da un lato è meramente numerico, dall’altro è invece indice di grande cambiamento culturale. Prima erano le sezioni di partito, attraverso i loro segretari, a decidere chi candidare, e per i partiti è ancora così, purtroppo, fatto che li porta a scegliere gente senza meriti o professionalità precise, senza la minima idea di quel che li aspetta e, in alcuni casi, senza che sappiano parlare neanche in italiano. Con il M5S, un cittadino normale può proporsi e sottoporsi al voto di altri cittadini, che lo valuteranno, e statene certi che lo faranno, sulla base delle competenze, del curriculum e del modo di porsi: è quasi una selezione darwiniana, insomma.

E’ chiaro che un metodo del genere applicato al PD, a Forza Italia o ai partiti in generale genererebbe la scomparsa dei notabili che da 20, 30 o anche 40 anni siedono nei vari parlamenti e nelle istituzioni, quindi la parola d’ordine è denigrare questo metodo. Il PD ci accusa, ad esempio, che siamo solo click, dimenticandosi delle loro disastrose primarie, dove cinesi, immigrati e “donatori di 2 euro” vengono ripresi dalle telecamere di tutte le televisioni nazionali.

Ma quei click non sono frutto di un algoritmo. Dietro ogni voto online c’è un volto, una vita, una storia. Ci sono sogni, speranze, a volte anche rabbia, ci sono mogli, mamme, mariti, padri. Ci sono figli, nonni, ci sono uomini e donne, insomma. In buona sostanza non è il metodo a scegliere, ma chi sceglie lo fa attraverso quel metodo.

Il 9 luglio ci incontreremo a Palermo per proclamare la nostra squadra e il nostro candidato presidente, e non c’è orgoglio più grande nel dimostrare che il Movimento è un progetto politico serio che sa affrontare con grande civiltà e serenità le sfide che lo attendono, mentre gli altri litigano per i nomi che, probabilmente, arriveranno, come sempre, all’ultimo minuto.

Sarà l’ennesima tappa di quella “rivoluzione gentile dei cittadini”, avviata in Sicilia nel 2012, e da lì andremo avanti, cercando di raccogliere quante più persone possibili. Il primo passo è proprio questo, riportarle a votare, farle partecipare al momento democratico del voto, poi dovremo conquistare la loro fiducia con i fatti. Al bando le promesse, i cittadini vogliono i fatti e noi in questi anni abbiamo dimostrato di farli sempre seguire alle parole: avevamo detto che ci saremmo tagliati lo stipendio e lo abbiamo fatto, mettendo a frutto oltre 3 milioni di euro, che in questi anni hanno creato lavoro con il microcredito alle aziende, hanno permesso la costruzione di una strada per superare il crollo del ponte sulla Catania-Palermo e altre iniziative di rilancio della nostra terra.

Conquistare la fiducia dei cittadini non sarà facile, lo sappiamo bene, ma voglio ricordare a tutti che il voto è come un martello, voi dateci il martello e noi inchioderemo i responsabili dello sfacelo che ci circonda alle loro responsabilità, li inchioderemo ai loro sontuosi stipendi, ai loro privilegi, al lavoro che non hanno mai dato e alle strade che non hanno mai costruito né sistemato. Li inchioderemo agli ospedali che hanno chiuso e inchioderemo chiunque si metterà fra i cittadini e il loro futuro, fra i cittadini e la Sicilia.

La rivoluzione gentile dei cittadini porta con sé una grande responsabilità, che tutti insieme dobbiamo prenderci: raccontare al mondo come la Sicilia sia semplicemente la terra degli uomini e delle donne di buona volontà.

Fonte: ilblogdellestelle.it

 

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“Visioni, la Sicilia che vogliamo”, il 15 luglio il convegno targato M5S Sicilia e Boom Polmoni Urbani, protagoniste la rigenerazione urbana e l’innovazione sociale

Scade giorno 7 la call “Visioni Urbane”, raccogliamo idee, esperienze e progetti. I poster selezionati verranno stampati ed esposti durante la giornata.

Il 15 luglio prossimo il M5S Sicilia va a teatro e sperimenta un nuovo modo di parlare ai cittadini. L’obiettivo è quello di raccontare agli spettatori le eccellenze più innovative progettate e realizzate nella nostra Isola. L’evento vedrà salire sul palco giovani legati al mondo della rigenerazione urbana e dell’innovazione sociale, protagonisti anche i progetti vincitori del concorso di idee finanziato con le restituzione di parte degli stipendi dei deputati all’Ars Cinquestelle, Boom Polmoni Urbani. Appuntamento a Catania, presso il Palazzo della cultura, sabato 15 luglio, dalle ore 11 alle 19.

Attraverso la diretta testimonianza dei protagonisti, si parlerà di una Sicilia mossa dall’entusiasmo e che deve rappresentare un esempio e un modello di sviluppo, il cui fine è il miglioramento della qualità della vita. Da un lato analizzando le criticità e gli ostacoli che oggi incontrano gli “addetti ai lavori” e dall’altra proponendo soluzioni realizzabili e modifiche al quadro normativo vigente.

“Visioni – affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – vuole raccontare attraverso i protagonisti dell’innovazione culturale, sociale e tecnologica quella parte di Sicilia che viene spesso ignorata da mass media e Istituzioni, nonchè da una classe dirigente troppo spesso non in grado di interpretare le esigenze del territorio”.

Inoltre, i Cinquestelle invitano a rispondere presto alla call di Visioni, aperta a tutti coloro che stanno realizzando un progetto o che abbiano una esperienze nel settore da raccontare. La scadenza è il 7 luglio, alle 11. “Raccogliamo idee, progetti, esperienze, con l’obiettivo di realizzare una sessione di poster che raccontino l’intraprendenza del tessuto associativo e imprenditoriale in Sicilia” dicono dal Movimento. I poster selezionati verranno stampati ed esposti durante la giornata.

E’ possibile avere maggiori info consultando sul sito web www.polmoniurbani.it

La selezione delle proposte e la successiva stampa dei poster sarà effettuata da Boom Polmoni Urbani.

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Ridiamo speranza alla Sicilia

m5s_sicilia

di Giancarlo Cancelleri

La Sicilia è la terra più bella del mondo in mano alle persone peggiori del mondo, incapaci amministrativi che la stanno distruggendo.
Ogni giorno combattiamo la politica, anzi la malapolitica dei partiti che, grazie al M5S, hanno gettato la maschera. Non esistono più centro-destra e centro-sinistra, non esistono più PD, Forza Italia, NCD, UCD, non esiste più la loro contrapposizione sui temi, si sono mostrati per quello che sono davvero: correnti all’interno dello stesso partito, quello degli affari e degli interessi personali.
Crocetta e il PD stanno chiudendo oltre 150 fra presidi ospedalieri e pronto soccorso in Sicilia, stanno tagliando l’assistenza e il servizio di trasporto per i disabili, vogliono fare 8 inceneritori nell’isola e hanno sottoscritto mutui per 4 miliardi di euro (da pagare fino al 2045), mentre rinunciano a 7,5 miliardi di euro di contenziosi nei confronti dello Stato, contenziosi con sentenza favorevole della Corte Costituzionale.
Tagliano tutto fuorché i loro stipendi, tagliano tutto fuorché i loro privilegi e mentre i disabili non avranno il servizio di trasporto, Crocetta va in AutoBlu affittata a 10.000 euro al giorno, mentre chiudono gli ospedali pubblici, vengono foraggiate le cliniche private, mentre la gente non arriva alla fine del mese, loro non accettano neanche la nostra proposta di tagliarsi lo stipendio per destinarlo alle famiglie in difficoltà.
I 14 deputati del M5S in 4 anni hanno messo da parte 3 milioni di euro dalle rinunce a parte dello stipendio e altri benefit, se tutti i 90 deputati regionali lo avessero fatto, oggi avremmo un fondo da quasi 20 milioni di euro.
È un dramma ed è targato “partiti” comunque lo si voglia guardare.
La loro voglia di far qualcosa per i siciliani e per la Sicilia è come le presenze dei cittadini alla loro festa dell’Unità a Catania: ZERO!

Il prossimo anno si vota ed il M5S si candida a governare la Regione Siciliana in modo serio e impegnato, vogliamo riportare i cittadini al centro dell’agire politico e vogliamo ridare alla nostra terra dignità e decoro, dobbiamo riuscire a estirpare il concetto che dice “Sicilia=Mafia” e piantarne uno totalmente nuovo “Sicilia=terra di cittadini onesti” e sapete tutti voi che è possibile, i siciliani sono molto meglio di chi li amministra.

Sabato 17 settembre, dalle 16 alle 23, ci vediamo in Piazza Università a Catania per parlare di politica, di idee, di problemi e di soluzioni a quei problemi, nell’attesa di Italia 5 Stelle a Palermo il 24 ed il 25 settembre. Con noi ci saranno anche Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Ferdinando Imposimato. Vi aspettiamo!

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M5S: “Altro che vittoria di Crocetta e del Pd. Per avere l’elemosina dallo Stato pure un ‘mutuo’ da 900 milioni di euro”

La conferma dal dossier sulla legge di stabilità 2015, realizzato congiuntamente dai servizi del Senato e della Camera. Cancelleri: “L’ennesima manovra lacrime e sangue sulla pelle dei siciliani”. Cappello. “Hanno congelato lo statuto fino alla prossima legislatura”.

Crocetta-Faraone-Renzi

Sarà un mutuo vero e proprio da rimborsare con tanto di interessi quello che permetterà di restituire allo Stato la tranche di 900 milioni trasferiti da Roma all’interno dell’accordo da un miliardo e 685 milioni firmato ieri tra Stato e Regione. A togliere ogni dubbio è il dossier sulla legge di stabilità 2015 realizzato congiuntamente dai servizi del Senato e della Camera, sul finanziamento dei contributi alle regioni Sicilia e Valle d’Aosta.

“Il comma 689 delle legge 208/2015, infatti, prevede che il contributo di 900 milioni attribuito alla Regione siciliana sia restituito con accantonamenti crescenti di 9,9 milioni per il 2016, 14,8 milioni per il 2017, 18,2 milioni per il 2018 e 21,2 milioni di euro a decorrere dal 2019”.

“Quella che il governo Crocetta, Faraone e il Pd hanno spacciato per una grande vittoria – dice il deputato Giancarlo Cancelleri – in realtà è l’ennesimo bluff di questo governo, con ricadute sanguinose sulla pelle dei siciliani. Innanzitutto una quota parte sarà da restituire con gli interessi. La concessione di gran parte della restante porzione, 500 milioni circa, invece, è subordinata a una serie di prescrizioni e di politiche lacrime e sangue che, ovviamente, lasceranno il segno sulla pelle dei siciliani”.

L’accordo “che ancora una volta – dice Cancelleri – ci viene fatto passare sulla testa, bypassando il parlamento” prevede tra le altre cose, dal 2017 al 2020, la riduzione strutturale della spesa corrente in misura non inferiore al 3 per cento e il completo recepimento della legge del Rio, “cosa che – commenta Cancelleri – di fatto azzera tre anni di lavoro a sala d’Ercole”.

“L’accordo – dice il deputato Francesco Cappello – di fatto congela lo statuto speciale fino alla prossima legislatura, visto che il governo regionale non ha il coraggio di metterlo in pratica, e quello nazionale non ha la forza di abolirlo. E tutto questo in cambio di briciole e di grandi privazioni per i siciliani. Continuiamo a contribuire in misura rilevante al risanamento delle casse dello Stato in cambio del nulla. I siciliani sono la merce di scambio per la sopravvivenza di questo governo regionale. Ci chiediamo come mai la Valle d’Aosta, pure a Statuto speciale, sempre nel medesimo tavolo abbia raggiunto notevoli vantaggi economici a differenza nostra?”.

“Di fatto – commenta il parlamentare Sergio Tancredi – si congelano le entrate della Sicilia ad un livello che ne garantisce la mera sopravvivenza, senza possibilità di sviluppo e di recupero del gap economico pluriennale imposto dallo Stato con la compiacenza della politica siciliana”.

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Crocetta finge o non ha compreso. Per i siciliani l’accordo è un disastro

Il governatore ha usato toni trionfalistici dopo l’intesa sui 500 milioni, ha ignorato l’Ars e ha nascosto le pesanti rinunce della Sicilia.

Crocetta-Faraone-Renzi

Di Accursio Sabella

Ha esultato, brindato e utilizzato i soliti toni trionfalistici per descrivere la firma dell’accordo a Palazzo Chigi che ha dato il via libera ai 500 milioni ancora bloccati nella finanziaria regionale. E proprio quei toni, quell’entusiamo di Rosario Crocetta suggeriscono dubbi e interrogativi. Due, in particolare. Il bivio di questa vicenda è tutto lì: il presidente della Regione non si è accorto, ha ignorato, sottovalutato alcuni passaggi di quell’intesa o, semplicemente, in piena consapevolezza ha rifilato un “pacco” ai siciliani? Oltre questa biforcazione non c’è nulla. Non c’è una terza strada possibile, a guardar bene i termini dell’accordo. Che ha, sostanzialmente, riconosciuto alla Sicilia il diritto ad avere soldi propri, ma solo a condizione di buttare nel cestino un bel pezzo di autonomia, di considerare il parlamento come una sorta di ufficio protocollo e soprattutto di costringere i siciliani a tagli sanguinosi nei prossimi anni.

E allora, questo trionfalismo? Il presidente della Regione, insomma, ha compreso di avere rinunciato ai ricorsi contro lo Stato dinanzi alla Corte costituzionale? Si è reso conto, ad esempio, di aver rinunciato persino a quelli già vinti? E di aver detto addio alle possibili, future vittorie scaturenti da cause in corso?

La rinucia ai contenziosi

Nei giorni scorsi, per fare un esempio, il governo Renzi ha riconosciuto alla Valle d’Aosta un trasferimento di 70 milioni di euro per le accise impropriamente incamerate dallo Stato. Stiamo parlando di una Regione a Statuto speciale, ma di 120 mila abitanti o poco più. Quella sentenza che ha portato al riconoscimento dei 70 milioni, riguardava anche la Sicilia. Ma per l’Isola gli effetti sono stati già neutralizzati dalla prima scelta di Crocetta di rinunciare ai contenziosi: quella del giugno del 2014. Una storia assai simile a quella recente. “La Regione si impegna a ritirare, entro il 30 giugno 2014, – questo il testo del vecchio accordo – tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi o di atti conseguenziali in materia di finanza pubblica, promossi prima del presente accordo, o, comunque, a rinunciare per gli anni 2014-2017 agli effetti positivi sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini di indebitamento netto che dovessero derivare da eventuali pronunce di accoglimento”. Passa meno di un anno e la Consulta riconosce alla Sicilia e alle altre Regioni a Statuto speciale il diritto a incassare le entrate relative alle accise sull’energia. Somme che invece, dal 2012, col decreto “Cresci Italia” il governo romano aveva avocato a sé. Per un totale, in questo caso, di 235 milioni annui per le Regioni interessate. La quota annuale spettante alla Sicilia si aggirava intorno ai 73 milioni di euro, da moltiplicare per sei anni. E sono già oltre 400 milioni. Quasi equivalenti alla cifra liberata trionfalmente due giorni fa.

Quei soldi erano già della Sicilia

È, quello, solo uno degli esempi di pronunce della Corte costituzionale a favore dell’Isola. Lo Consulta lo ha fatto per otto volte negli ultimi due anni e mezzo. Ma a quelle “vittorie” non è seguito nulla. Nessun introito per l’Isola, proprio a causa di quell’accordo. E adesso, Crocetta ci è ricascato. Nonostante persino la Corte dei conti, che non ha mai risparmiato critiche alla gestione finanziaria del governo regionale, avesse segnalato lo squilibrio dei rapporti tra Stato centrale e Regione siciliana. “Nel corso del 2014, – annotava un anno fa il procuratore generale d’Appello Diana Calaciura – la Struttura di gestione dell’Agenzia delle entrate ha ‘trattenuto’ le entrate riscosse nella Regione per complessivi 585,5 milioni di euro, riversandole direttamente al bilancio dello Stato a titolo di accantonamenti tributari e, per di più, in assenza di qualsiasi comunicazione formale alla Regione”. Lo Stato si era “preso” già 585 milioni che spettavano alla Regione. Più o meno gli stessi soldi ai quali Crocetta ha brindato nei giorni scorsi. “Ancora una volta, – sottolineavano le Sezioni riunite della Corte dei conti – in un momento di affanno finanziario per i conti della Regione siciliana, somme statutariamente spettanti non vengono erogate dai competenti organi statali”. E non manca proprio un passaggio sulla rinuncia del presidente della Regione ai contenziosi con lo Stato e alla sentenza della Corte costituzionale che ha riconosciuto il diritto della Sicilia a trattenere le somme legate all’aumento delle accise su energia e carburanti fin dal 2011. Soldi che, almeno per gli anni precedenti alla firma dell’accordo, dovevano essere risconosciuti alla Sicilia: “La disposizione dichiarata costituzionalmente illegittima – spiegano i giudici contabili – risale al 2011, appare evidente che, laddove le entrate spettanti fossero state prontamente restituite alla Regione, quest’ultima avrebbe potuto utilizzarle, nell’ambito della propria autonomia statutaria”. Soldi della Sicilia, quindi, che lo Stato non ha mai restituito: una parte a causa della rinuncia di Crocetta, dall’altra per una scelta volontaria del governo centrale, censurata dai magistrati contabili.

Le rinunce di Crocetta e dei siciliani

Per assicurarsi i “nuovi” cinquecento milioni, poi, Crocetta ha “condannato” la Sicilia a tagli pari a oltre 400 milioni l’anno per i prossimi anni, al recepimento acritico di alcune riforme statali, alla riduzione delle spese per il personale, persino a ignorare il voto dell’Assemblea regionale che aveva impegnato il governo a ritirare la rinuncia ai contenziosi del 2014. E invece, il governatore non solo non ha ritirato quella rinuncia, ma ne ha presentata un’altra, persino “preventiva” sulle cause che la Regione potrà vincere in futuro.

E allora, a quali soldi deve brindare la Sicilia? Visto che Crocetta, dopo quelle rinunce dannose ha deciso di arrendersi pure in vista delle prossime pronunce? E a chiederlo sono esponenti di settori assai diversi. Oltre, ovviamente, alle forze di opposizione, come Forza Italia, ecco l’affondo della Cgil: “Le dichiarazioni del Presidente Crocetta sull’accordo Stato-Regione – ha detto il segretario regionale Michele Pagliaro – trasudano di un trionfalismo non giustificato, considerando le reali conseguenze che avrà e soprattutto le contropartite che sono state fornite che comporteranno per i prossimi 4 anni tagli per 500 milioni l’anno”. Non solo un problema di tagli, poi: “Questo accordo – prosegue Pagliaro – sancisce di fatto la cancellazione dell’Autonomia e fa specie il fatto che il Parlamento siciliano non proferisca in merito parola” Quanto alle contropartite dell’accordo, il segretario della Cgil rileva che “c’è la riduzione del 3% ogni anno della spesa corrente (esclusa sanità) dal 2017 al 2020; l’ulteriore riduzione della spesa per il pubblico impiego; l’ adozione dei fabbisogni standard per i comuni; l’applicazione totale delle leggi Delrio e Madia”. “Quelle – ribadisce il deputato alla Camera di Sinistra Italiana, Erasmo Palazzotto – sono somme dovute e non nuove risorse, frutto della rimodulazione di fondi che già spettavano alla Sicilia, come le mancate entrate Irpef. C’è quindi poco da festeggiare adesso vedremo se Crocetta e la sua litigiosa maggioranza sapranno far fruttare lo scongelamento di questi fondi, attesi per un anno”.

In pratica i citati tagli di 500 milioni l’anno per i prossimi 4 anni. E così, ecco arrivare anche le critiche dei movimenti autonomisti-sicilianisti, come quello di Sicilia Nazione, che parla di “circonvenzione di incapaci politici”. “Renzi obbliga l’imbelle Crocetta – prosegue la nota – a firmare un ulteriore accordo che condanna la Sicilia all’asfissia finanziaria. Dopo quello del 2014 che costò alle casse siciliane oltre 5 miliardi, Crocetta fa il bis rinunciando ancora una volta ai contenziosi con lo Stato e agli altri diritti previsti dallo Statuto. Si tratta di un raggiro che costa alla Regione Siciliana almeno altri 8 miliardi, e che in più determina anche una forte riduzione di quello che per Statuto toccherebbe alla nostra isola. Siamo di fronte al tradimento e al totale azzeramento dell’Autonomia, avvenuto senza neanche coinvolgere il Parlamento siciliano che a questo punto assume, insieme alla Commissione Paritetica, il triste ruolo di passacarte”. Pare che oggi Crocetta incontrerà Ardizzone per spiegare i termini dell’accordo. Ma il bivio è sempre lì: Crocetta illustrerà un accordo che non ha compreso del tutto, o si presenterà al parlamento siciliano, ancora una volta ignorato, per una sorta di recita, che somiglia a una beffa, se non a un raggiro? Una terza via non c’è.

Fonte: livesicilia.it

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Imprese siciliane, grazie al M5S, finito l’incubo: via alla compensazione di debiti e crediti con la pubblica amministrazione

“Ripartimpresa” è una iniziativa originata da una proposta dei deputati 5 stelle all’Ars: sarà attivata da Riscossione Sicilia a partire dal prossimo 6 giugno. Cancelleri: “Coinvolgerà una miriade di aziende e liberi professionisti. E’ assurdo, il governo Crocetta mendica le briciole da Roma e poi ignora una manovra di questa portata che può rivitalizzare l’economia siciliana”. Fiumefreddo: “Il Movimento 5 stelle unica forza politica che ha sollevato la questione. Ascoltare è fare il bene dell’isola ed è dovere di educazione istituzionale”.

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Quarantaseimila aziende, 50 mila professionisti, 12 miliardi in gioco: sono i clamorosi numeri, di “Ripartimpresa”, l’operazione che a partire dal 6 giugno prossimo, grazie a nove sportelli dedicati, consentirà alle imprese e ai liberi professionisti siciliani di compensare le cartelle esattoriali con i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione. L’iniziativa è stata messa in piedi da Riscossione Sicilia sulla base di una proposta del M5S, sempre ignorata dal governo. Un emendamento in tal senso, targato M5S, è infatti stato bocciato dall’Ars in occasione delle ultime finanziarie regionali.
L’operazione è stata presentata oggi a Palazzo dei Normanni nel corso di una conferenza stampa tenuta dal capogruppo del M5S Angela Foti, dal deputato Giancarlo Cancelleri e dall’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo.

I requisiti per potere mandare in porto l’operazione, che garantirà ossigeno puro a tantissime imprese boccheggianti, sono pochi ma ferrei: i crediti nei confronti  di Stato, Regioni, Comuni e aziende sanitarie ed ospedaliere dovranno essere non prescritti, certi, liquidi, esigibili e, soprattutto, certificati.

“Ripartimpresa” (che poggia sul robusto pilastro normativo dell’articolo 28 quater del D.P.R. 602/73 e successive modifiche e integrazioni) nasce da una proposta del M5S lanciata in commissione Bilancio all’Ars, raccolta da Riscossione Sicilia, dopo essere stata colpevolmente e reiteratamente ignorata dal governo regionale e dalla maggioranza.

“La richiesta della compensazione debiti/crediti delle imprese – ha affermato Giancarlo Cancelleri – era stata avanzata da noi anche in occasione delle ultime finanziarie, ma l’emendamento relativo è stato sempre bocciato. Fa sorridere leggere ora la nota con la quale Crocetta plaude sostanzialmente all’iniziativa, quando proprio il governo, in prima battuta, ha sempre bocciato la nostra proposta. Ora, però, non voglio fare polemiche, l’unica cosa che conta è che l’operazione sia partita. Sappiamo anche che qualcuno polemizzerà sull’operazione e sulle persone sedute a questo tavolo, cercando di imbastire qualche gossip. Non ci importa. Ripeto, l’importante è fare le cose e se ci riusciamo ora da opposizione, la gente può fare benissimo due conti e immaginare quello che saremo capaci di fare quando saremo al governo”.

“Finalmente – ha detto il capogruppo Angela Foti – si parte anche in Sicilia. L’operazione, infatti, dovrebbe essere una realtà in tutta Italia grazie ad un emendamento del nostro deputato alla Camera, Mattia Fantinati, approvato nel contesto della legge di stabilità. Invece, a parte qualche piccola compensazione, valutabile nell’ordine di un centinaio di migliaia di euro, l’operazione qui da noi è rimasta praticamente lettera morta”.

“E’ doveroso riconoscere – ha affermato – l’amministratore unico di riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo – che il M5S è stata l’unica forza politica a caldeggiare l’operazione nel silenzio generale, ancorché in Commissione io abbia provato a richiamare l’attenzione di tutti. Riscossione non poteva non prenderla in considerazione, visti gli enormi vantaggi che comporterà per le aziende e per l’economia isolana e anche in considerazione del fatto che con questa operazione si adempie ad un obbligo di legge. Riscossione Sicilia è un’istituzione e lavora per tutti. Noi non abbiamo problemi a sederci con nessuno. Senza il M5S, probabilmente, non avrei avuto la forza di portare in porto l’operazione”.

La compensazione debiti/crediti dovrebbe togliere anche parecchie castagne dal fuoco a Riscossione Sicilia, ridando ossigeno ai suoi asfittici bilanci, visto che la società beneficerà, per ogni operazione andata in porto, dell’aggio dell’8 per cento.

I numeri che “Ripartimpresa” porta in dote sono a dir poco clamorosi. I dati forniti da Banca d’Italia, MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) e Unimpresa raccontano di un debito di circa 12 miliardi della pubblica amministrazione nei confronti della aziende siciliane. Da questo dato, tra l’altro, sono fuori i professionisti (che potranno pure beneficiare della compensazione) che sono valutabili nell’ordine di 50 mila unità.

“Dodici miliardi – afferma Cancelleri – è una cifra spaventosa. Se solo si riuscisse a compensarne una parte, l’intera economia isolana ne trarrebbe un enorme beneficio, evitando anche il possibile tracollo di numerose imprese; non sono poche, infatti, quelle che sono andate incontro a fallimenti per mancanza di liquidità, in attesa di pagamenti da parte della pubblica amministrazione che in Sicilia non arrivano mai”.

La Sicilia è, infatti, tra le Regioni più lente a pagare le imprese. Nell’elenco dei 500 enti più veloci a saldare le pendenze con le aziende, stilato dal MEF e relativo al 2015, appena undici sono in Sicilia, con il primo (Comune di Gravina di Catania) solo all’ 86° posto.

“I vantaggi di questa operazione – ha sottolineato Cancelleri – sono molteplici. E non solo per i titolari delle imprese. A beneficiarne saranno infatti anche tantissimi dipendenti, su cui spesso finiscono per riverberarsi i ritardi dei pagamenti ai loro datori di lavoro. Senza contare che in caso di fallimento sarebbero i primi a finire per strada”.

L’azzeramento dei debiti previdenziali, inoltre, consentirà a tantissime imprese di risalire sulla giostra degli appalti, da cui erano state estromesse a causa del durc (il documento che attesta la regolarità contributiva) non in regola.

“E’ assurdo – ha commentato Cancelleri – il governo Crocetta mendica le briciole da Roma e poi ignora il tesoretto che custodisce in casa”.

Le aziende creditrici. Il totale delle aziende che in Sicilia vantano un credito nei confronti della pubblica amministrazione sono 46.118. Di queste 28.723 operano nel settore dell’edilizia, 16.567 in quello dei servizi e 828 in quello industriale. Non è noto il dato relativo ai professionisti che può essere valutato nell’ordine di 50 mila unità.

I tipi di debito che possono essere compensati. Le pendenze nei confronti della PA che possono essere azzerate dai crediti vantati sono praticamente tutti i tipi di tributo: Iva. contributi previdenziali, Ici, Tari, Tasi, multe automobilistiche, etc.

Le modalità della compensazione. A partire dal 6 giugno in tutti i nove capoluoghi capoluoghi di provincia siciliani sarà attivato uno sportello “Ripartimpresa”, a questo potranno fare riferimento i cittadini per chiedere la compensazione. Lo sportello, in conferenza di servizio con le amministrazioni interessate, chiederà agli enti debitori la certificazione dei crediti vantati da imprese e professionisti per le prestazioni fornite mai pagate. La richiesta di compensazione potrà essere fatta dai cittadini anche tramite il sito internet di Riscossione Sicilia.

Gli uffici dove saranno attivati gli sportelli Ripartimpresa. Agrigento, piazza Metello, 28; Caltanissetta, viale della Regione, 79/C; Catania, via Luigi Rizzo, 39; Enna, piazza Villadoro, 1/3; Messina via Ugo Bassi n.126 Isol.137; Palermo, via Orsini, 9; Ragusa,via Archimede,112; Siracusa, viale Santa Panagia, 141; Trapani, piazza XXI Aprile, 1.

A breve Riscossione Sicilia attiverà anche un numero dedicato per dare informazioni ai cittadini sull’operazione.

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M5S: “Viadotto Himera agibile da tempo. Ora risarcimenti per le aziende”

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“La riapertura della carreggiata sul ponte Himera è la prova che quello che dicevamo da sempre era corretto. Il tratto autostradale era agibile, ne andava testata subito la staticità, dopo aver abbattuto la carreggiata collassata. Chi ha sbagliato paghi e, soprattutto, risarcisca le imprese siciliane per gli enormi danni subiti inutilmente”. Attacca a testa bassa il M5s all’Ars dopo l’annuncio di Renzi per una cosa di cui “dovrebbe vergognarsi” e che, “evidentemente, non conosce nemmeno a grandi linee”.

“Non si spiegano altrimenti – dice il deputato Giancarlo Cancelleri – le fantomatiche 4 corsie che, in Sicilia, esistono solo nella sua testa, assieme al Gottardo italiano. La corsa ad infinocchiare gli italiani è uno sport che il premier pratica con costanza ed abnegazione, ma non sempre è destinata a regalare soddisfazioni. Quando si corre troppo i capitomboli sono dietro l’angolo. E questo siciliano, mi sa tanto, che sarà molto rovinoso. Oltre al danno dell’ignavia e dell’imperizia, i siciliani non possono tollerare la beffa della presa per i fondelli”.

Per questo Il M5s metterà al lavoro il suo staff legale, che cercherà di capire chi e come dovrà risarcire le imprese e la Sicilia per “danni gravissimi, ma in gran parte evitabili”. “I tempi impiegati per mettere una pezza a questo sfacelo – dice il deputato Stefano Zito – sono ingiustificabili e questo ha gonfiato le perdite e i danni alle imprese e alla Sicilia. I test sulla carreggiata andavano fatti subito dopo l’abbattimento della carreggiata danneggiata,cosa che andava pure nettamente anticipata rispetto ai tempi inaccettabili tenuti. Lo abbiamo sempre detto”.

A suffragare i suggerimenti del M5s era stata anche l’Università di Palermo e in particolare il professore Vincenzo Liguori, docente della facoltà di ingegneria che, come lui stesso ha affermato, si era messo a disposizione per le prove di staticità, ma senza successo: “Siamo stati ignorati”, ha detto il professore. Per cercare di “ricucire” in temi brevi la Sicilia Il M5S regionale, in collaborazione con alcuni deputati nazionali e alcuni professionisti del meetup di Caltanissetta, aveva redatto anche un dettagliato progetto riconosciuto dall’università di Palermo migliore rispetto a quello statale, ma anche questo era stato ignorato

“Tutto questo – chiosa Cancelleri -non può passare sotto silenzio. Andremo a fondo. Siamo in attesa ancora di capire chi dovrà pagare anche per quanto accaduto. Ricordiamo inoltre che sul fronte frana, cosa che ha causato tutto ciò, non è stato fatto praticamente nulla”.

Fonte: livesicilia.it

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