Trasporto pubblico su gomma. La denuncia M5S: In Sicilia, mai una gara d’appalto e affidamenti diretti dagli anni ‘30

La deputata regionale Stefania Campo incalza Musumeci. La Sicilia regala 157 milioni ad alcune ditte e fa concorrenza a se stessa. Mettere subito ordine al comparto.

Stefania Campo, portavoce all’ARS del M5S

“In Sicilia non si sono mai svolte gare ordinarie per il rilascio delle concessioni alle ditte che si occupano del trasporto pubblico su gomma per conto della Regione Siciliana. Le ditte che gestiscono tali servizi hanno ricevuto le concessioni addirittura negli anni ‘30. Una situazione tutt’altro che normale”. A denunciarlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che annuncia una serie di azioni parlamentari per incalzare il governo regionale a mettere ordine nel comparto. “Ho voluto approfittare della pausa lavorativa di questo mese – spiega la deputata Campo – per fotografare nel dettaglio una questione di grande interesse e che merita grande attenzione da parte di una politica che invece è rimasta sempre sorda. Mi riferisco al trasporto pubblico, regionale e locale, che scontenta abitualmente tutti i pendolari ed è ancora peggiore nei mesi estivi, quando scontenta anche i turisti che vorrebbero andare da una parte all’altra dell’Isola, ma che giocoforza, sono costretti a fare i conti con tutta una serie di disagi derivanti da tempi d’attesa e di percorrenza di tratte che, altrove, vengono coperte in tempi assolutamente minori”.

“Prendendo i bus di mezza Sicilia – spiega Campo – cercando le coincidenze orarie, ipotizzando normalissimi tragitti turistici e studiando le carte del Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità, vigente dal giugno 2017, ci si accorge, con estrema evidenza, che il tutto conduce ad una serie di incredibili e assurde scoperte, prima fra tutte, quella che in Sicilia le tratte del trasporto pubblico su gomma non sono mai state assegnate attraverso gare d’appalto. Sembra incredibile ma è così. Le ditte che gestiscono il trasporto pubblico, hanno ricevuto le concessioni addirittura nel 1939 e nel 1964. Ho scoperto inoltre che in Sicilia non si sono mai svolte gare ordinarie per il rilascio delle concessioni alle ditte che si occupano del trasporto su gomma per conto della Regione Siciliana. Tali concessioni, vecchie rispettivamente di 70 e 55 anni, nel 2005 furono trasformate dal governo Cuffaro in contratti di affidamento provvisorio (quindi ben 14 anni fa). Ebbene, tali contratti di affidamento provvisorio con il ‘sicilianista’ governo Lombardo, nel 2009, sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2015 e che anche il ‘rivoluzionario’ governo Crocetta, come tutti i suoi predecessori, ha prorogato nuovamente i contratti provvisori fino al 31 dicembre 2017. Sempre il governo Crocetta, ancora nel 2017, ri-prorogò servizi e privilegi alle stesse ditte, fino al 3 dicembre 2019”. La deputata regionale, esamina poi i dati del servizio costi e benefici per i passeggeri, mettendoli a paragone con quelli di altre regioni italiane di pari dimensioni.

“La Regione Siciliana – sottolinea Stefania Campo – a fronte di un servizio scarso, inefficiente, antiquato, realizzato con mezzi in gran parte sporchi, malfunzionanti, obsolescenti e da rottamare, ha elargito la somma di ben circa 74 milioni di euro solo per il trasporto pubblico extraurbano (a parte, quindi, altri 82 milioni per il trasporto urbano). La Regione Siciliana garantisce direttamente, tramite l’AST, solo il 24% delle percorrenze, mentre da decenni finanzia profumatamente la SAIS Trasporti, la SAIS Autolinee e l’Interbus che gestiscono, insieme, un ulteriore 24%. Sempre per non farsi mancare nulla, ‘mamma Regione’ mantiene in vita altre ben 79 aziende disseminate in tutto il territorio siciliano, scoordinate fra loro, con tratte non coincidenti, facendo inutile e dannosa competizione alla ferrovia, accavallando orari di partenza dei propri bus con quelli dei treni stessi e costringendo i propri utenti a viaggiare in condizioni, a volte, a dir poco sconvolgenti.

“La Regione – spiega ancora la deputata – nonostante l’enormità della spesa (in totale 157 milioni), del numero di concessionari (83), degli anni passati dalle prime ed ingiustificabili proroghe (14 anni) e della inesistenza di gare dal 1939, comunque, nonostante tutto ciò, riesce scandalosamente a garantire un numero di corse pari solo a meno della metà di quelle della Regione Lombardia, solo un terzo rispetto a quelle di Roma e meno di un terzo rispetto addirittura alla Regione Marche”.

“Altro aspetto non secondario – spiega ancora la deputata –  è che la Regione non ha mai recepito la legge nazionale che impone di parametrare i rimborsi alle aziende private esclusivamente per compensare i bassi ricavi; finora invece le corse vengono pagate dalla Regione (circa un euro a chilometro) e i concessionari, cioè le aziende, incassano anche i biglietti. Fortunatamente tale “sistema” ha una scadenza improrogabile, fissata dalle disposizioni contenute nel Regolamento 1370/2007 dell’Unione Europea. Entro la data del 3 dicembre 2019 infatti si dovrà procedere all’affidamento dei servizi di trasporto su gomma mediante (finalmente) l’espletamento di procedure concorsuali aperte. Quindi niente più proroghe, contratti di affidamento provvisori, concessioni datate 1939 ed altre cose simili. Ma a quella data, non solo a nostro parere, il governo Musumeci dovrà arrivare in tempo ma dovrà anche essere capace di ridisegnare il sistema complessivo della mobilità nella nostra Isola. Stavolta – conclude la portavoce Ars – ne va veramente del nostro futuro, del futuro di un settore economico “strategico” come quello del turismo e del futuro dei tanti giovani che stanno scommettendo sul loro rimanere in Sicilia puntando proprio su questo definitivo decollo”.

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Ambiente, allarme M5S: progetto Eni per ricerca di idrocarburi con esplosioni in mare tra Gela e Licata

Interpellanza dei deputati della Commissione ambiente all’Ars: “Musumeci non prosegua la svendita avviata da Crocetta. Il progetto Eni è disarmante, tra l’altro la Sicilia riceve meno di 300 mila euro l’anno di royalties, praticamente un piatto di lenticchie”.

“Esplosioni in mare per la ricerca di idrocarburi nel canale di Sicilia davanti alle coste tra Gela e Licata. Musumeci non prosegua la svendita della Sicilia ai petrolieri per un piatto di lenticchie e neghi le autorizzazioni”.

A dichiararlo sono i deputati della Commissione Ambiente del Movimento 5 Stelle all’Ars Giancarlo Cancelleri, Stefania Campo, Giovanni Di Caro, Nuccio Di Paola e Matteo Mangiacavallo, che avendo accolto l’appello di cittadini e dell’associazione Stoppa la Piattaforma con in testa l’ingegnere Mario Di Giovanna, hanno depositato interpellanza urgente con la quale si chiede al governo Musumeci se ha intenzione di opporsi all’istanza dell’Eni.

“La nuova istanza presentata dalla ENI Divisione Exploration & Production – spiegano i deputati – ha riattivato le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale lo scorso 29 novembre. Il programma dei lavori mette i brividi, si prevedono infatti l’acquisizione di circa 120 Kmq nel golfo di Licata e Gela di sismica 3D attraverso la tecnica dell’airgun, una serie di esplosioni in mare che hanno effetti devastanti nella delicata flora e fauna marina, ed una fase finale con la perforazione di un pozzo esplorativo, il tutto finalizzato alla ricerca di gas e petrolio in mare. Quest’ultima istanza è l’ultima di una lunga serie che a varia titolo sono state richieste ed in molti casi ottenute nel Canale di Sicilia, che rischiano in caso di incidente rilevante di distruggere l’ambiente e l’economia Siciliana.

A peggiorare il tutto – sottolineano i deputati – le ricadute economiche per la Regione Siciliana sono praticamente nulle, a titolo d’esempio le Royalty pagate alla nostra Regione per tutte le piattaforme attive nel canale di Sicilia nel 2017 sono ammontate a soli 296.347,75 euro, meno di 6 centesimi a Siciliano, per mettere a rischio di disastro ambientale un’intera Regione”.

“Con la nostra interpellanza – spiegano i deputati – chiediamo al Presidente Musumeci se, nei termini previsti dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che scadevano lo scorso 3 febbraio, si è opposto a questo ennesimo progetto di ricerca e se più in generale vuole intraprendere un opposizione politica e legale contro lo sfruttamento petrolifero ed industriale del Canale di Sicilia oggetto di numerosissime istanze e permessi di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare o se vuole come il passato presidente Crocetta, svendere il nostro mare e mettere a rischio il nostro ambiente e la nostra economia – concludono – per pochi centesimi di euro a siciliano”.

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Istruzione, “la Regione azzera contributo a quattro Convitti”. Interpellanza M5S a Musumeci

La deputata regionale Stefania Campo: “Inaccettabile decapitazione finanziaria senza preavviso. L’esecutivo faccia marcia indietro”.

“Abbiamo appreso che lo scorso 22 novembre i quattro Convitti di Modica, Caltanissetta, Giarre e Sciacca sono stati esclusi dagli impegni di spesa per il funzionamento amministrativo e didattico delle Istituzioni Scolastiche funzionanti in Sicilia per l’anno scolastico 2017/2018. Una inaccettabile decapitazione finanziaria senza comunicazione preventiva”.

A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, prima firmataria di una interpellanza del gruppo M5S e sottoscritta anche dal deputato Giorgio Assenza di Diventerà Bellissima. Un’interpellanza urgente al Presidente Musumeci, all’Assessore all’Istruzione Lagalla e all’Assessore all’Economia Armao, per conoscere le motivazioni che hanno condotto ad una simile sciagurata scelta e per chiedere conseguenzialmente il ripristino immediato del suddetto finanziamento.

“A fine novembre – spiega Campo – con un decreto del dirigente generale del dipartimento regionale dell’istruzione, tutto il personale dipendente e gli alunni stessi, ospiti dei Convitti, hanno, improvvisamente, scoperto di non poter più godere del contributo regionale. I Dirigenti Scolastici dei Convitti siciliani, fra l’altro, ci hanno espressamente confermato di non aver ricevuto nessuna comunicazione formale, né tantomeno sono stati contattati per un confronto istituzionale, da cui magari far sorgere orizzonti alternativi di auto-sostegno economico. Risulta evidente che avendolo saputo per tempo – continua Stefania Campo – i Dirigenti Scolastici si sarebbero adoperati per valutare coscienziosamente se offrire o meno il servizio per l’anno scolastico in corso”.

“Che sia questa la grandiosa prospettiva della Buona Scuola, tanto declamata dal fu presidente Renzi e dall’indimenticabile governatore Crocetta? – aggiunge il Deputato nisseno Nuccio Di Paola.

“Sarà necessario – aggiunge il deputato Matteo Mangiacavallo – aprire un confronto serio e ponderato sulle future prospettive di contribuzione da parte della Regione Siciliana, coinvolgendo in primo luogo le direzioni scolastiche dei Convitti”.

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