I grillini rompono con Crocetta: “Rivoluzione finita prima di cominciare”

Ieri giornata di tensione e musi lunghi all’Ars. Ormai è rottura totale tra il Movimento 5 Stelle e la vecchia e clientelare politica siciliana. La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo – Pd, Pdl, Udc e lo stesso Governo di Rosario Crocetta – hanno fatto quadrato sul bilancio. Va in frantumi il “Metodo Sicilia” sbandierato dal presidente della Regione e trionfa il metodo delle vecchie clientele.

Al di là delle chiacchiere, ieri il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha chiamato ad uno ad uno i parlamentari della “sinistra” per verificare la tenuta del suo Governo. Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me e vissero tutti felici e contenti. Della serie: “Compagni, la Rivoluzione è sospesa. Prima ci facciamo i cavoli nostri con la Finanziaria, poi si vedrà”.

Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati del Movimento 5 Stelle. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S.

La cosa che più stupisce è che il taglio degli emendamenti è avvenuto in pochissimo tempo e senza che gli stessi emendamenti siano stati esaminati e discussi. La scusa adottata è che il bilancio, quest’anno contiene solo spese di funzionamento della ‘macchina’ regionale. Cosa in parte vera, perché tutte le cose di peso sono state piazzate in Finanziaria.

In ogni caso, il segnale è preciso: quando la Commissione Finanze aprirà il dibattito sulla Finanziaria gli emendamenti dei grillini non avranno vita facile. Alla vecchia partitocrazia siciliana e al Governo Crocetta dà molto fastidio la freschezza dei giovani deputati innovatori e picconatori del Movimento di Grillo. I giorni in cui il governatore si vantava del “Metodo Sicilia” da portare avanti con i grillini è morto e sepolto. E’ il prezzo che Crocetta deve pagare al Pd e al Pdl che a Roma si accingono a governare insieme e sono, alla fine, gli unici che potranno allargare i cordoni della borsa per dare ‘ossigeno’ al bilancio asfittico della Sicilia?

Per i tanti parlamentari che frequentano da varie legislature il Parlamento siciliano, infastidisce avere intorno giovani che viaggiano a doppia velocità e hanno le idee chiare. Si verifica , quindi, che a seguito di un lavoro intenso e certosino il M5S ha rastrellato circa 330 milioni di euro dalle pieghe truffaldine del bilancio regionale, colpendo sprechi e spese inutili. Clientele che, da anni, si dividono Governo e parlamentari di “comodo”.

Una somma cospicua recuperata e utilizzabile per l’avvio di concrete politiche di rilancio economico, sostegno sociale ed equità tra diverse fasce di cittadini. Ecco perché il Movimento 5 Stelle dà fastidio. Il taglio ai “tagli di bilancio” è figlio di una Commissione Finanze a guida democristiana: come dire, cambiano i tempi ma restano incancreniti meccanismi da Prima Repubblica.

Cosa avrebbero fatto i grillini di queste risorse? Sicuramente una parte, circa 110 milioni, sarebbero andati a sostegno del sistema Piccole e medie imprese; una parte per finanziare il reddito di dignità (circa 440 euro per qualche migliaio di siciliani “poverissimi”), riduzione Irap, finanziamento della legge regionale n.24 del 6 marzo 1976 in favore dei lavoratori della formazione professionale. Risorse che avrebbero potuto dare sostegno a politiche finalizzate al rispetto dell’ambiente e del territorio come il disincentivo all’estrazione di idrocarburi o a quella praticata nelle cave.

O, ancora, iniziative come quella volta alla riduzione della commercializzazione dell’acqua in bottiglie di plastica e molto altro.

In tarda serata di ieri, dopo una lunga riunione di gruppo, i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno elaborato un pensante comunicato stampa di denuncia sulla conduzione dei lavori in Commissione Finanze sul taglio “politico” dei loro emendamenti. Iniziativa poi stoppata dai “saggi” parlamentari di un partito – l’Udc – che non esiste a Roma e che non si spiega come possa ancora reggere in Sicilia.

Ieri sera il Parlamento siciliano ha perso l’ennesima occasione di mostrarsi rinnovato, gli emendamenti presentati dai deputati del Movimento 5 stelle miravano a fare “cassa” e, senza aggiungere nuove spese, puntavano a scelte volte al rilancio dell’economia siciliana e all’attuazione di politiche sociali eque e di contrasto al disagio sociale.

La verità è che sono stati diversi gli “interessi” messi a rischio dai tagli praticati nei capitoli di bilancio dai “ragazzi” siciliani di Beppe Grillo. Uno per tutti, una quota interessante di risorse si potrebbe liberare ponendo fine ai contratti per la dirigenza esterna, uno scandalo di regime che va avanti da anni nel silenzio generale. O il taglio di una parte delle’indennità dei dirigenti regionali. Quindi i soldi per pagare consulenze d’oro spesso ingiustificate, ma che rispondono a precise evidenze clientelari. O, ancora, l’eterno scandalo della sede della Regione a Bruxelles, un “Carrozzone mangiasoldi” difeso dal presidente della Regione in persona per motivi ancora tutti da chiarire. E la sede di Roma, sempre della Regione, altra fonte di sprechi. Scandali vecchi e nuovi coperti e avallati da un Governo – il Governo Crocetta – che mostra con sempre maggiore chiarezza il volto del clientelismo da vecchia Sicilia tardo democristiana.

di Giuseppe Messina (23/4/2013)

Fonte: linksicilia.it

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Porci senza ali – Sen. Elio Lannuti

“Questi fanno le cose contro Beppe Grillo, tra l’altro anche questo aumento al 42,5% è in funzione anti Grillo, uno non può fare una legge Anti Grillo! Uno fa la legge nell’interesse della governabilità, del paese, non anti Grillo. Io non faccio parte della Commissione Affari Costituzionali, però ogni senatore può andare in tutte le commissioni e sono andato a ascoltare. Ci sono senatori che hanno detto una volta: “Noi pensavamo di aumentare dal 4% al 5% la soglia per accedere al Parlamento, quando abbiamo iniziato questa legge per, diciamo, fare uno sbarramento anti Grillo. Attualmente invece poiché l’area di voto di Grillo è intorno al 30% ci dobbiamo attrezzare per evitare quanto più possibile che Grillo possa andare al governo”. Perché se dovesse restare questa legge elettorale il MoVimento 5 Stelle diventa il primo partito, con il premio di maggioranza va al governo del Paese! Sen. Elio Lannutti

Intervento del Sen. Elio Lannutti, Senatore indipendente Italia dei Valori

“Ciao a tutti gli amici del Blog di Beppe Grillo e faccio un grande in bocca al lupo, io ritengo e penso che la forza del cambiamento sarà più forte delle resistenze di palazzo.
Io sono Elio Lannutti, Presidente dalla Adusbef. Beppe Grillo ha fatto la prefazione a un mio libro: “La Repubblica della Banche”, ho partecipato al primo V Day, quello sul Parlamento pulito nella raccolta delle firme per raccogliere 350.000 mila firme che poi sono rimaste lettera morta. Beppe Grillo è venuto anche in Commissione Affari Costituzionali a presentare un sollecito a quella legge, ma non c’è stato nulla da fare. Sono senatore indipendente dell’Italia dei Valori e soprattutto ho partecipato, con Beppe Grillo a tantissime assemblee degli azionisti, dalla a Torino alla Telecom, a molte assemblee degli azionisti dove c’era anche l’azione di responsabilità verso il tronchetto dell’infelicità, come lo aveva ribattezzato Beppe Grillo, che era Marco Tronchetti Provera.
Questi fanno le cose contro Beppe Grillo, tra l’altro anche questo aumento al 42,5% è in funzione anti Grillo, uno non può fare una legge Anti Grillo! Uno fa la legge nell’interesse della governabilità, del paese, non anti Grillo.
La paura che io ho colto (poi nei resoconti le cose scomode vengono tolte), ho sentito con le mie orecchie, ero presente. Io non faccio parte della Commissione Affari Costituzionali, però ogni senatore può andare in tutte le commissioni, sono andato a ascoltare, e ci sono senatori che hanno detto una volta: “Noi pensavamo di aumentare dal 4% al 5% la soglia per accedere al Parlamento, quando abbiamo iniziato questa legge per, diciamo, fare uno sbarramento anti Grillo”, questo testualmente. “Attualmente invece poiché l’area di voto di Grillo è intorno al 30% ci dobbiamo attrezzare per evitare quanto più possibile che Grillo possa andare al governo”, perché se dovesse restare questa legge elettorale il MoVimento 5 Stelle diventa il primo partito, con il premio di maggioranza va al governo del Paese! Quindi questa è la situazione.
Più volte in aula ho affermato che i Movimento 5 Stelle non rappresenta l’antipolitica, ma il bisogno di milioni di cittadini di liberare l’Italia da cricche, da faccendieri, da un ciarpame di lestofanti e affaristi, combriccole che hanno occupato le istituzioni e hanno prodotto uno dei più grandi debiti pubblici del mondo, quasi duemila miliardi di debito pubblico. Questa politica che ha portato il Paese sull’orlo del precipizio e della bancarotta, al punto da avere avuto bisogno di un commissario, di un tecnocrate, che risponde al nome di Monti, un commissario scelto dalle tecnocrazie, da Goldman Sachs, nel gruppo Bildberg, per commissariare l’Italia e cedere quella residua sovranità. Voglio ricordare che la sovranità in Italia, lo prevede la Costituzione, appartiene al popolo, invece noi la cediamo ai tecnocrati, agli oligarchi, ai cleptocrati europei e i cittadini restano in balia di se stessi, i giovani non trovano lavoro, abbiamo una disoccupazione che è la più elevata, soprattutto a livello giovanile, abbiamo un Paese allo sbando e come si può fare per rimediare? Solo al basso, solo dai cittadini che si organizzano, perché la gente non crede più ai ladri, ai mariuoli, ai faccendieri.
Quello che è accaduto ieri è grave. Questa paura, questo terrore sacro per gente pulita, che vuole sostituire gli indagati, i condannati, i trafficanti da parte di chi viene qui semplicemente non per essere al servizio dei cittadini, ma di qualche cricca e combriccola, amicale. Mi auguro che il popolo saprà valutare anche quello che il Palazzo sta facendo.
L’Italia dei Valori si è opposta, e anche il Partito Democratico non era d’accordo su questo sbarramento al 42 e mezzo per cento. C’è una ricostruzione molto interessante che ha fatto Repubblica e che chiama in causa anche il Presidente della Repubblica, fa insinuazioni, io però queste cose non sono in grado di confermarle. Probabilmente non era d’accordo (IL PD) perché aveva fatto degli accordi in precedenza con Casini e con il Popolo della Libertà e questo accordo non è stato mantenuto, perché è rientrata in gioco la Lega e hanno la maggioranza in commissione, con l’UDC , e quindi si sono approvati un “porcellinum”: il 42,5 %, ma chi ci arriva per avere il premio? Oggi nell’attuale “porcellum” se una coalizione prende il trenta per cento, e potrebbe essere anche il MoVimento di Beppe Grillo, con la attuale legge, prende il premio di maggioranza e governa il Paese! Con questa riforma invece bisogna arrivare al 42,5 % per il premio di maggioranza e adesso stanno discutendo se dare un piccolo premio dal 7 al 10% al primo partito. Questa è la situazione.
Si sono compattati, è rinata la maggioranza del porcellum, ossia UDC di Casini, che qui il capogruppo è D’Alia, Lega Nord rappresentata da Calderoli, autore della prima porcata e allora c’era Forza Italia e adesso è Popolo della Libertà, con l’aggiunta di Api, Rutelli, che ha proprio affermato, anche alla stampa, che bisogna fermare Beppe Grillo.
C’è un clima di paura, terrore verso liste pulite, verso un Parlamento pulito! Verso la possibilità che come dice Beppe Grillo: “Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere !” non è solo un auspicio, ma sarà la realtà, quando si voterà a aprile. Io lo dico spesso ai miei colleghi, Beppe Grillo esoderà, per utilizzare il linguaggio della Fornero, l’80% dell’attuale Parlamento.
Non è vero come dice Cesa, abbiamo messo una soglia alta perché la stessa Corte Costituzionale sta lavorando sul premio di maggioranza del Porcellum e non si può prendere un bonus del 25%, “Un tetto va messo, è necessario”, dice Cesa.
A me non risulta che la Corte Costituzionale abbia messo alcuna soglia. Monti sprona i partiti all’intesa, dice “Non costringetemi a intervenire, perché potrebbe essere tecnicamente possibile una nostra iniziativa, ma politicamente non è auspicabile.
Qui o si vuole eliminare i nominati in Parlamento, quindi il porcellum, o fare una riforma, a uso e consumo dell’attuale potere politico, dell’attuale casta politica. Io non so se Monti vorrà intervenire, ma in quel caso non dovrebbe farlo per ricostituire quella alleanza che c’era e che ha fatto il porcellum, ma invece per offrire anche alle nuove forze che non sono mai state presenti in Parlamento stesse possibilità e opportunità”.

Fonte: beppegrillo.it

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