La sindaca Valenti abbia rispetto per gli elettori della sua città

La sindaca Valenti qualifica le preferenze al M5S come voto di protesta, legato alla stanchezza e alla disaffezione per la politica. A parte che ci piacerebbe capire come qualifica l’immenso popolo degli astenuti, riteniamo la sua affermazione un giudizio di parte proveniente da un sindaco part-time. Nelle sue dichiarazioni Francesca Valenti trascura volutamente le quasi 15.000 preferenze assegnate a Matteo Mangiacavallo, testimonianza tangibile del suo lavoro svolto per il territorio, dell’attività portata avanti dal gruppo che lo sostiene e del valore del progetto del M5S. A proposito, la Sindaca di Sciacca dovrebbe ben conoscere l’esistenza dei progetti del M5S, in particolare quello di Sciacca che ha dato origine a un programma da cui lei stessa, durante le scorse amministrative, ha ammesso di voler attingere per rimpinguare il proprio.

Questa città merita un sindaco full-time che, con imparzialità, mostri rispetto verso la maggioranza dei cittadini che hanno deciso di puntare sul M5S, consapevoli della nostra proposta per la Sicilia.

Con le sue dichiarazioni, questa volta, la Sindaca di Sciacca non si è dimostrata all’altezza del ruolo istituzionale che ricopre. Non ci resta che sperare in un comportamento migliore in futuro.

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LETTERA APERTA ALLA SINDACA DI SCIACCA FRANCESCA VALENTI SULLA VICENDA TERME DI SCIACCA

Molti dubbi, poche certezze e, soprattutto, l’ombra che l’improvvisazione con la quale il governo Crocetta ha gestito tutta la questione “Terme di Sciacca” possa transitare, insieme ai beni in concessione, all’amministrazione comunale saccense. Ovviamente ci auguriamo di no, ma le dichiarazioni sull’argomento della nostra prima cittadina non ci lasciano ben sperare e l’assenza di programmazione sul futuro della gestione non sono un buon segnale. I cittadini sono stanchi dei giochi di certi politicanti e vogliono conoscere la verità.

Pochi giorni fa, a Palermo, è stato sottoscritto un atto davanti al Notaio tra Terme di Sciacca Spa e Regione Siciliana per la restituzione dell’usufrutto residuo e il ricongiungimento dei beni, tra i quali però non risultano annoverati alcuni elementi pregiati, tra i quali le stufe di San Calogero. Pertanto, ammesso che la Regione abbia l’intenzione di concedere al Comune di Sciacca anche le stufe, si dovrebbero attendere circa due mesi, tempo necessario per l’accatastamento degli immobili mancanti, per poi redigere un nuovo inverosimile atto notarile tra Terme di Sciacca Spa e Amministrazione regionale.

La verità è che il governo Crocetta, l’amministrazione Valenti e la maggioranza che la sostiene non possono lasciar trascorrere questi due mesi di attesa per un motivo ben preciso. Il 5 Novembre si svolgeranno le elezioni regionali e il testimone passerà al nuovo governo e, nel caso di attesa, la giunta Crocetta, l’amministrazione Valenti e i partiti che le sostengono non potranno intestarsi la concessione di parte dei beni termali al Comune di Sciacca come risultato da potersi vendere in campagna elettorale.

E’ questa la verità che bisogna dire ai saccensi. La sindaca non ha nulla da attendere, come invece dichiara. Le stufe non faranno parte della concessione tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca perché la volontà dei partiti, ancora una volta, prevale su quella dei cittadini.

Noi del M5S, in linea di continuità con quanto hanno fatto i nostri rappresentanti all’Assemblea Regionale Siciliana, Matteo Mangiacavallo in primis, durante questi 5 anni fallimentari di governo Crocetta, lotteremo affinché anche i beni termali, che rimarranno esclusi dalla concessione per “esigenze elettorali” dei partiti di maggioranza che sostengono Crocetta e Valenti, possano essere inclusi all’insediamento del nuovo governo regionale per diventare parte integrante di un’offerta che oggi si presenta tristemente e incredibilmente monca.

Intanto, oggi, il M5S di Sciacca, con la speranza di ottenere risposte basate integralmente su verità, sincerità e trasparenza, chiede al Sindaco di Sciacca, Prof.ssa Francesca Valenti, quanto segue:

  • se ritiene opportuno comunicare, per necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini che ricordano ancora lo slogan elettorale “con me il sindaco sei tu”, quali saranno i termini della concessione che il Comune di Sciacca sottoscriverà con la Regione Siciliana nei prossimi giorni;
  • se non ritiene alquanto improbabile avere fede nelle dichiarazioni in salsa elettorale dell’assessore regionale Baccei sulla riapertura delle Terme di Sciacca prima della prossima estate, visto che le stufe rimarranno sicuramente chiuse, che gli impianti dello stabilimento termale richiedono investimenti per una seria manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • se ha idea di come ottenere le risorse economiche necessarie per la gestione e la manutenzione degli impianti del complesso termale;
  • se non ritiene inoltre inopportuno festeggiare in pompa magna, come peraltro già ha annunciato, la firma della concessione di solo una parte dei beni termali dato che il pezzo più pregiato, le stufe di San Calogero, non ne farà parte e riaprire il solo albergo delle Terme con piscina annessa non vorrà dire “riaprire le Terme”.

Il M5S di Sciacca

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TERME DI SCIACCA, LE STUFE RESTANO ALLA SOCIETA’ IN LIQUIDAZIONE. MANGIACAVALLO (M5S): “RICONGIUNGIMENTO FARLOCCO DEI BENI. GLI INTERESSI ELETTORALI PREVALGONO SU QUELLI DEI CITTADINI”

Non è ancora arrivato il giorno in cui il patrimonio termale viene restituito al Comune di Sciacca, anche se in concessione, ma è arrivato il giorno in cui sta per avvenire il ricongiungimento dei beni presso la Regione Siciliana. Ricongiungimento farlocco, visto che parte degli immobili nonché, udite bene, tutti i mobili di proprietà e in usufrutto delle Terme di Sciacca Spa resteranno nella disponibilità dell’attuale proprietario.

Oggi pomeriggio, infatti, la Regione Siciliana e la Società Terme di Sciacca in liquidazione si vedranno per sottoscrivere un atto in cui non saranno inclusi il Motel Agip e i due alberghi di San Calogero (il grande e il piccolo) con annesse stufe. Questi ultimi beni, dunque, non potranno transitare in concessione al Comune di Sciacca. Viene smentita così l’amministrazione Valenti che aveva parlato di “bando unico”, adesso monco.

Interviene sull’argomento il deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo che in questi anni ha seguito personalmente l’intera vicenda.

“Per l’ennesima volta le Terme vengono utilizzate per scopi elettorali e vengono anteposte le esigenze dei partiti a quelle dei cittadini. – commenta Mangiacavallo – Sarebbe bastato un mese, tempo tecnico occorrente per sistemare i problemi di accatastamento degli immobili di San Calogero, stufe comprese, e produrre un inventario dei mobili di tutte le altre strutture, per ottenere il ricongiungimento di tutto il patrimonio e il transito completo al Comune di Sciacca. Ma il PD regionale, il governo Crocetta e chi lo sostiene a livello locale, amministrazione compresa, a quanto pare non possono attendere. Hanno l’urgente bisogno di chiudere il passaggio prima del prossimo 5 novembre per intestarsi un risultato più che discutibile, da vendersi in campagna elettorale. Trovo questo modo di ragionare vergognoso e irrispettoso nei confronti della città”.

“Per quanto in maniera raffazzonata tentino di spiegare ai cittadini saccensi che il passaggio da Regione a Comune di parte dei beni, e non di tutti, sia un risultato di cui vantarsi – continua Matteo Mangiacavallo – dimenticano di ricordare che le Terme di Sciacca, aperte da sempre, sono chiuse da tre anni per mano di questo stesso governo. Abbiamo lavorato cinque anni per arrivare al ricongiungimento completo dei beni e questa operazione viene vanificata poiché non si può attendere oltre data l’imminenza delle elezioni regionali. Ve le immaginate le Terme di Sciacca senza le stufe? Il risultato di anni di cattiva gestione politica è sotto gli occhi di tutti. La politica deve rimanere fuori dalla Terme. Non può essere accettato un passaggio in cui la politica regionale cede spazio alla politica locale perché sarebbe la continuazione di una gestione fallimentare”.

“In quest’ottica, il gruppo consiliare del M5S di Sciacca aveva avanzato una proposta al Consiglio Comunale – conclude Mangiacavallo – che prevede la creazione di un tavolo tecnico politico per stabilire un percorso e definire un futuro per le Terme di Sciacca condiviso con la città. Tavolo, che a differenza della commissione proposta dalla maggioranza, deve essere presieduto dall’amministrazione comunale che ha assunto l’onere di prendere le decisioni e deve essere partecipato dalla società civile e dai professionisti. Vogliamo che le decisioni siano prese, in piena trasparenza, davanti a tutti i cittadini. E a chi pensa che i nostri consiglieri sono ingenui, rispondo che ci vedono molto bene perché vedono oltre e leggono anche i loro cattivi pensieri. Per questo non gli consentiremo di fare a Sciacca quello che hanno fatto in Regione Siciliana per tanti, troppi anni”.

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Terme di Sciacca, Valenti preferisca il metodo alle chiacchiere

Guardiamo con grande preoccupazione il comportamento di una maggioranza che continua a barcollare nel buio e a non mostrare idee chiare su come affrontare l’iter che dovrà portare alla riapertura delle Terme.

L’8 settembre i consiglieri di maggioranza hanno comunicato in conferenza dei capigruppo di non condividere la mozione del M5S e hanno chiesto, al posto del tavolo tecnico/politico, la costituzione di una “commissione speciale” formata da soli politici con lo scopo di “condurre un’analisi sulla situazione termale”.

Ci chiediamo allora: chi vogliono prendere in giro? Quali dovrebbero essere i vantaggi concreti per la città di un tavolo cosi costituito?

La città si trova pertanto davanti a due proposte.

Da un lato, la proposta dei consiglieri di maggioranza d’istituire una “commissione speciale” di soli politici, come se i disastrosi risultati dovuti alle ingerenze della politica nel passato non fossero sufficienti. Più che di una proposta, in realtà, si tratta di un’idea vaga, senza un obiettivo chiaro e senza un metodo definito. Una mera e preoccupante perdita di tempo che, a tre anni dalla chiusura delle Terme, quest’Amministrazione non si può più permettere.

Dall’altro, una proposta concreta, puntuale, dotata di metodo, di programmazione degli obiettivi da raggiungere e con un’indicazione chiara delle fasi da percorrere. Il tavolo, per il M5S, ha un obiettivo preciso: la definizione delle linee guida per la stesura del bando di affidamento. Linee guida che possono essere fornite solo da un attento studio da parte di tecnici e professionisti di settore e che devono garantire, prima di tutto, la salvaguardia degli interessi dei cittadini saccensi. Vogliamo impedire il verificarsi di quel “comportamento anti-economico” che ha caratterizzato la gestione del complesso termale per troppi anni in passato, con conseguenze catastrofiche per le Terme e per l’economia della nostra città.

Ecco perché è necessario che attorno a questo tavolo si riuniscano il sindaco Valenti, l’Assessore al Turismo e/o l’eventuale Assessore delegato al Termalismo, un rappresentante per ogni coalizione politica (in rappresentanza dell’intera città), e i tecnici necessari nelle varie fasi dell’iter.

Per la scelta di questi ultimi riteniamo che debbano essere coinvolti gli ordini professionali al fine di uscire dai confini delle scelte politiche ed aprirsi al territorio.

Ed è proprio l’ apertura verso la società civile una delle principali differenze tra la proposta del M5S e la controproposta dei consiglieri di maggioranza, che invece preferiscono ancora una volta optare per una soluzione “chiusa” e relegata alla sola componente politica.

Infine, il M5S propone un metodo concreto che si articola in tre fasi: una fase di censimento per l’individuazione dei tempi e dei costi necessari per far ripartire le strutture; una fase di elaborazione dell’idea business durante la quale si creano interlocuzioni con associazioni di settore e operatori nazionali ed esteri del mercato del turismo termale e si individua la migliore delle idee business possibili per le Terme di Sciacca; una fase di stesura del bando e del piano marketing necessario per “vendere” il nostro prodotto e creare un pacchetto “appetibile” e suscettibile di “manifestazioni d’interesse”.

Chiediamo al sindaco Valenti di mettere in pratica quanto affermato in campagna elettorale e utilizzare dunque il giusto metodo di lavoro: quello basato sulla programmazione di obiettivi chiari, sulla definizione di team di lavoro competenti e professionali e sul controllo dei risultati ottenuti.

Noi del M5S siamo pronti a collaborare, ma solo con l’impiego di metodo e competenze adeguate.

Infine, ci aspettiamo che il sindaco Valenti faccia gli interessi della città, chiedendo all’assessore Baccei le risorse finanziare necessarie per mettere il Comune di Sciacca nelle condizioni di avviare questo iter ed avere, quindi, chances credibili.

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