Ddl acqua pubblica, non passa la pregiudiziale di incostituzionalità. M5S: “Adesso difendiamo e approviamo il testo così com’è”

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In discussione in queste ore all’Ars il ddl sull’Acqua pubblica “mentre, intanto, non passa la vergognosa, quanto ridicola, quanto pretestuosa pregiudiziale di incostituzionalità”. Così i deputati del Movimento 5 Stelle che, sin dal primo giorno di insediamento al parlamento regionale, hanno sostenuto la battaglia per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. “Un banco di prova sulla agibilità a Sala d’Ercole della legge che da domani sarà votata, – afferma Angela Foti, deputata Cinquestelle componente della commissione Ambiente – che è stata brillantemente superata con l’archiviazione di una pregiudiziale che la dice lunga sugli interessi che questo testo sta andando a muovere proprio per i principi innovativi introdotti”.

“35 mila firme raccolte per il referendum, 150 delibere consiliari e 2 disegni di legge di iniziativa popolare, – ricorda il presidente della IV commissione Giampiero Trizzino, deputato Cinquestelle – hanno dimostrato che la Sicilia vuole che l’acqua torni ad essere un bene comune. I deputati siciliani hanno adesso il potere di dare seguito a quella volontà. Fare politica significa avere il coraggio di operare scelte responsabili, significa essere portavoce dell’espressione dei cittadini”.

Interviene anche l’altra deputata del M5S Valentina Palmeri: “Sull’acqua non si devono fare utili – dice la parlamentare – perché è un bene comune oltre che pubblico, si deve sancire questo principio universale in Sicilia, terra da sempre oggetto di forti speculazioni private, per non dire altro”. “Abbiamo inserito, inoltre, nel ddl tutta una serie di principi rivoluzionari – aggiunge Palmeri – e innovativi a sostegno del cittadino, della risorsa acqua e dell’ambiente”.

“Da domani si fa sul serio, – conclude, quindi, il deputato dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – entrando nel merito della norma che ci auguriamo non venga stravolta, soprattutto sulla scelta della modalità di gestione che deve essere affidata in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. Noi del M5S adotteremo una linea dura contro gli emendamenti che vanno nella direzione opposta o che aprano ai privati che stanno già vessando i cittadini siciliani da troppi anni”.

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Ddl Acqua pubblica approvato in Commissione Ambiente, grande la soddisfazione del M5S: “Fuori il lucro, no alla mercificazione dell’acqua”

Il presidente della IV commissione Trizzino (M5S): “Abbiamo chiesto tempi brevi perché il commissariamento è alle porte, il testo andrà in Aula già la prossima settimana”.

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E’ giunto ieri il SI dalla Commissione Ambiente e territorio all’Ars al ddl n.455 – discipline in materia di risorse idriche, col solo voto contrario del deputato di FI Giorgio Assenza. Esprimono grande soddisfazione il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino e le due deputate componenti della stessa commissione Angela Foti e Valentina Palmeri, tutti parlamentari M5S che continuano, senza riserve, a difendere il carattere pubblico del servizio idrico. “Tariffa unica, quantitativo minimo vitale e una disciplina agevolata per i meno abbienti” – interviene così la Cinquestelle Valentina Palmeri che spiega le battaglie su cui il Movimento non intende assolutamente cedere. “Adesso attendiamo il passaggio in Aula – aggiunge il presidente Trizzino – che avverrà già la prossima settimana. Abbiamo chiesto tempi brevissimi per l’approvazione visto il rischio di commissariamento alle porte”. Interviene anche la deputata Angela Foti: “Nonostante il parere negativo da parte degli uffici del dipartimento regionale, – conclude – questo ddl contiene uno dei principi su cui non intendiamo derogare: Fuori il lucro, No alla mercificazione dell’acqua”.

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Lo spot M5S “Un giorno qualunque a Lampedusa”. Secondo e ultimo giorno di riprese

I deputati si recano anche a Linosa, grazie a mezzi di fortuna: “Il governo ha abbandonato la piccola isola e i suoi abitanti, la disperazione è diffusa”. La denuncia: “Anche noi #vogliamolaliscafo”.

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Palermo, 22 giugno 2015 – Seconda ed ultima giornata a Lampedusa per i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars che si trovano sull’isola per realizzare un video spot e un documentario insieme ai cittadini lampedusani, oltre le realtà locali che popolano l’isola. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri e Gianina Ciancio. “Lo scopo del viaggio – commentano i deputati all’Ars direttamente da Lampedusa – è far vedere l’Isola e le sue meraviglie. Far capire ai più, attraverso le immagini, che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa”. Lo spot dei Cinquestelle sarà pubblicato nei prossimi giorni in tutti i canali del Movimento, una diramazione capillare su blog e social per raggiungere quanti più cittadini.

Oltre a riprendere luoghi incantevoli e registrare lo spirito di accoglienza tipico di questa popolazione, sono emerse anche le prime riflessioni rispetto a quelle che sono le vere problematiche per lo sviluppo turistico dell’isola. In un primo incontro con i pescatori emergono difficoltà e sacrifici. L’isola si regge su un delicato equilibrio, turismo e pesca, la crisi di questi due settori sta danneggiando tutti i cittadini. “Ed è impossibile, inoltre, – affermano i parlamentari del M5S – ancor prima di mettere piede a Lampedusa, non notare un aereo di andata praticamente vuoto. Solo noi a bordo. In un volo di linea da 68 posti, una decina di passeggeri a stento”.  “E’ ovvio che i costi elevati per raggiungere l’isola, – continua Mangiacavallo – scoraggino il turismo. Non è concepibile che un volo di andata e ritorno non possa costare meno di 155 euro a persona e che il traghetto costi poco meno con più di 15 ore di viaggio”. “Tutto ciò è assurdo, e pensare che stiamo parlando di cosiddette ‘tratte sociali’. La Regione siciliana e lo Stato italiano dovrebbero assicurare la continuità territoriale con Lampedusa e Linosa”. E la denuncia è ancora più forte in queste ore, Linosa infatti è abbandonata, nessun aliscafo raggiunge l’isola da mesi. Da due giorni i cittadini sono in assemblea permanente, travolti dalla disperazione, bloccati sulla loro terra, addirittura senza nemmeno carne, ormai da 21 giorni. I linosani sono affidati al semplice trasporto privato che ovviamente ha costi esorbitanti, pochi posti a disposizione e difficoltà logistiche evidenti come quelle legate al meteo; un solo traghetto al giorno, anche esso in balia del vento che spesso finisce per non attraccare sull’isola per più di tre settimane. Proprio in questo momento i deputati stanno raggiungendo la piccola isola nel mediterraneo con un traghetto. Obbligati all’affitto di un mezzo privato per il ritorno perché, appunto, non sono previsti altri collegamenti. “Ci batteremo affinché si possa rientrare nella normalità, sia dei collegamenti con Linosa, sia dei costi di trasporto per raggiungere Lampedusa”. I deputati registreranno in un video apposito la denuncia degli abitanti di Linosa che sarà sottoposta immediatamente alla visione dell’assessore regionale ai Trasporti Pizzo, spettatore silenzioso del disfacimento di questa terra.

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“Un giorno qualunque a Lampedusa” – I parlamentari del M5S gireranno uno spot il 21 e 22 giugno

Sette parlamentari del M5S raccolgono il grido d’allarme dell’Isola e gireranno uno spot il 21 e 22 giugno. “Occorre riqualificare l’immagine mediatica e politica di quella terra”. I deputati all’Ars Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio saranno protagonisti delle riprese di “Un giorno qualunque a Lampedusa”, domenica e lunedì – 21 e 22 giugno. Sarà prodotto uno spot della durata di 90 secondi ed un breve documentario per raccontare le vere problematiche dell’Isola in provincia di Agrigento.

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Il Movimento 5 Stelle Sicilia aveva effettuato un sopralluogo a Lampedusa meno di due settimane fa. Una serie di incontri tenutisi in quei giorni con associazioni, cittadini e realtà locali hanno evidenziato diverse criticità comuni a tutte le isole, così come comuni alle cittadine siciliane. Ma tra le tante voci si era elevato un grido di allarme: ”Lampedusa è stata ‘sedotta e abbandonata’, soprattutto dalla politica. A Lampedusa è stata creata “l’emergenza migranti” e il “business” che sta sotto gli occhi di tutti. Ma Lampedusa com’è? Cosa è rimasto di un isola che viveva di pesca e turismo? Lampedusa è diversa da come viene dipinta e quel “molto altro”, va oltre la naturale accoglienza degli isolani e dei siciliani in genere”.

“Lampedusa è stata lasciata sola a soffrire l’unica emergenza rimasta, quella di una necessaria riqualificazione mediatica e politica. Lampedusa chiede che si torni ad investire su un territorio ricco di bellezze naturali”. Sono queste le parole dei sette deputati, accogliendo il grido d’allarme rimasto sino ad ora inascoltato, si recheranno, tra domenica e lunedì, 21 e 22 giugno, sull’isola per realizzare un video spot ed un documentario insieme ai lampedusani. I deputati sono Matteo Mangiacavallo, Salvatore Siragusa (capogruppo M5S), Giampiero Trizzino (presidente IV commissione), Claudia La Rocca, Valentina Palmeri, Sergio Tancredi e Gianina Ciancio.

Lo scopo del viaggio è far vedere Lampedusa e le realtà locali. Far conoscere a chi è rimasto fermo all’immaginario collettivo di un’isola “invasa” da ogni tipo di emergenza che l’unica emergenza concreta è quella che gli operatori turistici e la Regione Sicilia tornino ad investire su quella che è rimasta una grande risorsa.

“Lampedusa non è quella di cui parlano i giornali – dichiarano i sette deputati – qualche giorno fa ne siamo rimasti incantati, nello stupore di assistere alla realtà dei fatti e nel constatare coi nostri occhi la verità. Andremo a Lampedusa per farlo vedere a tutti. L’isola ha bisogno della giusta visibilità e ha bisogno che se ne parli nel modo giusto. A chi non crede che Lampedusa sia “altro”, faremo vedere il nostro video. E a tutti, operatori turistici e politica in primis, chiederemo di investire su questa fantastica isola, sedotta e abbandonata.”

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Legge sull’acqua esitata in IV Commissione Ars. Le dichiarazioni dei deputati Palmeri e Mangiacavallo: “E’ stata una vera e propria corsa ad ostacoli”

A commento della seduta di Commissione Ambiente svoltasi ieri, che ha esitato l’intero testo della legge di iniziativa parlamentare per il riordino del servizio idrico integrato in Sicilia  (legge che adesso passa il vaglio della Commissione Bilancio per un parere rispetto alla copertura delle norme aventi carattere finanziario) queste le dichiarazioni dei due deputati M5S Valentina Palmeri e Matteo Mangiacavallo, la prima componente proprio della IV Commissione.

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Nella norma uscita dalla IV commissione – afferma Valentina Palmeri – sono rimasti molti dei principi che difendiamo tenacemente da più di due anni, come i 50 litri gratuiti giornalieri per cittadino, gli enti di diritto pubblico come scelta gestionale, forme partecipative democratiche dei cittadini, la coincidenza degli ambiti territoriali ottimali con i bacini idrogeografici piuttosto che con le province, il ciclo chiuso dell’acqua nei processi industriali, ecc. Una battaglia, comunque, che purtroppo rischia di essere vanificata dai continui tentativi di stravolgimento del testo operati da altre forze politiche, tentativi, temo, che continueranno sia in commissione bilancio che in aula. Siamo riusciti a fare entrare nuove norme nel testo che spingono fortemente verso una gestione pubblica, come il concetto che l’acqua è bene pubblico “privo di rilevanza economica”, e quello che non si possono fare guadagni sull’acqua ma si deve ottenere il “pareggio di bilancio”: l’equilibrio, ovvero che sul computo della tariffa non deve essere recuperato il capitale investito secondo una visione capitalistica finalizzata al guadagno, ma si devono calcolare i soli costi necessari all’espletamento del servizio. Inoltre abbiamo introdotto la previsione delle protezioni catodiche alle condutture di adduzione in acciaio, allo scopo di prevenire, risparmiando notevolmente, le perforazioni delle stesse dovute ai processi di ossidazione“.

Interviene anche il parlamentare Mangiacavallo: “Usciamo da questa seduta soddisfatti per l’esito ma sconfortati ancora una volta per l’atteggiamento del governo regionale. Abbiamo approvato questa legge, per diversi aspetti innovativa su scala nazionale, col voto contrario dell’assessore all’Energia. Contrario all’impianto normativo di una legge per un ritorno dell’acqua pubblica in Sicilia e contrario finanche ai principi sanciti dallo Statuto siciliano. L’atteggiamento remissivo di Crocetta e dei suoi assessori nei confronti dei dictat renziani e dalle imposizioni che arrivano dal Decreto Sblocca Italia sono disarmanti. Invece che lottare col parlamento che tenta di legiferare in ossequio alla nostra autonomia, tanto declamata, si schiera apertamente con privatizzatori e privati, contro un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Tutto questo è sconcertante per noi del M5S che certamente non abbiamo votato questo presidente ma lo deve essere anche per tutti coloro che, avendogli dato fiducia, stanno verificando come le tante promesse e i proclami della campagna elettorale si stanno scontrando con l’evidenza dei fatti“.

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“Acqua pubblica? Si, grazie!” Grande successo per il convegno organizzato dal gruppo parlamentare all’Ars del M5S

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Si è tenuto sabato 21 febbraio, presso la Sala Cerere ad Enna, l’atteso convegno dal titolo “Acqua pubblica? Si, grazie!”, organizzato dal Gruppo parlamentare all’Ars del Movimento 5 Stelle. Dinnanzi ad una sala colma di cittadini desiderosi di informarsi e di tutti i meetup della provincia ennese, sono intervenuti con ricchezza e qualità di contenuti diverse personalità influenti in materia, tra cui la deputata all’Ars Valentina Palmeri e il Prof.re Riccardo Petrella, presidente dell’Istituto europeo di ricerca sulla politica dell’acqua e fondatore del Comitato internazionale “Contratto mondiale dell’Acqua” nonché autore del “Manifesto dell’Acqua”.

Dopo una breve introduzione del Movimento 5 stelle di Enna che ospitava l’evento, l’intervento di apertura ha visto un referente del gruppo Cinquestelle di Pietraperzia che ha illustrato brevemente alcune delle “falle” nelle gestione del servizio idrico da parte di Acqua Enna, tra cui le voci in bolletta delle “partite pregresse” e gli oneri di deposito cauzionale non dovuti alla stessa società.

Al suo intervento ha fatto seguito quello del deputato dell’Agrigentino all’Ars Matteo Mangiacavallo che ha illustrato come ad Agrigento si sia operato concretamente contro la Girgenti Acque, società che gestisce il servizio nella provincia di riferimento, con apposita interrogazione parlamentare chiedendo spiegazioni sul distacco forzato ai contatori di famiglie morose per piccole somme, sulle piante organiche della stessa società, e sulle condizioni per risolvere i contratti con gestori morosi verso gli enti comunali.

Interessante e chiarificatore l’intervento della deputata all’ars Valentina Palmeri la quale, dopo una breve introduzione storico-giuridica sulle tappe che ci hanno condotto nell’attuale situazione in materia di privatizzazioni del bene acqua, ha illustrato il disegno di legge che consentirebbe di tornare ad una gestione pubblica del servizio idrico ed a una equiparazione delle tariffe tra i comuni della Sicilia. Tra le proposte menzionate quella che prevede l’erogazione di 50 lt di acqua giornalieri pro capite gratuiti, come quantitativo minimo assicurato, a tutela di tutte quelle famiglie che versano in condizioni economiche di disagio e delle apposite interrogazioni a fini chiarificatori sulle diverse gestioni fallimentari delle società d’ambito, nonché sull’opera di controllo degli Ato di competenza.

A sostegno tecnico del convegno è intervenuto il Prof.re Riccardo Petrella che in un interessante intervento ha illustrato possibili modelli nazionali di gestione dell’acqua pubblica specificando l’importanza del finanziamento pubblico per la gestione del servizio idrico che deve essere partecipato da un soggetto pubblico e fondato sui comuni, così come la necessità di capire che nessuno può essere proprietario del bene “acqua”. Il Professore  ha inoltre tenuto a sottolineare l’importanza dell’educazione al risparmio di una risorsa che da tempo non si può considerare rinnovabile e la gravità nella concezione del “chi inquina paga”, mentre afferma “chi inquina finisce in galera” in quanto priva altri di una risorsa che va sempre più scarseggiando e che non si potrà ovviamente riprodurre con il denaro ricavato da una possibile multa per inquinamento.

Unica pecca del convegno è stata l’assenza di tutti i sindaci facenti parte dell’Ato idrico ennese, che nonostante l’invito a partecipare hanno declinato senza alcun avviso, ad eccezione del comune di Calascibetta, che ha delegato il Vice Sindaco, e di due consiglieri comunali ennesi.

Ha infine chiuso il dibattito Davide Solfato attivista del gruppo di Enna che ha rivolto apprezzamenti sull’iniziativa del M5S Sicilia e sulla nuova voglia di onestà e trasparenza che il Movimento garantisce ai cittadini assicurando che da questo momento a Enna è apparsa una nuova ventata di legalità che porterà la città ad una rinascita culturale ed economica.

Le medesime tematiche saranno affrontate in un ciclo di convegni che il Movimento 5 Stelle all’Ars predisporrà in tutta la Sicilia.

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“Stop alle trivellazioni in Sicilia”. Passano due mozioni e un odg M5S all’Ars

Le mozioni a firma delle deputate Valentina Palmeri e Angela Foti prevedono il blocco delle attività di ricerca di idrocarburi per mettere la Sicilia al riparo dal rischio sismico e per salvaguardare l’ecosistema e le attività produttive nell’area del Canale di Sicilia. L’ordine del giorno, a firma di Mangiacavallo, mira a scardinare lo Sblocca Italia con un ricorso alla Corte costituzionale e con un referendum.

foto gruppo m5s no triv

Si va verso lo stop della trivellazioni in Sicilia. L’Ars ha approvato oggi due mozioni e un ordine del giorno targati M5S che mirano a rendere difficilissima la vita ai petrolieri. Le mozioni (prime firmatarie Valentina Palmeri ed Angela Foti) impegnano il governo a fermare la ricerca  di idrocarburi nell’isola. Questo per mettere l’isola al riparo da eventuali rischi sismici connessi alla ricerca e per salvaguardare l’ecosistema e le attività produttive nel canale di Sicilia. Lo stop vale anche per le ricerche in corso. L’ordine del giorno, primo firmatario Matteo Mangiacavallo, cerca di scardinare invece gli articoli 37 e 38 del decreto Sblocca Italia, che rischiano di mettere in moto le trivelle un po’ dovunque in Sicilia.

“Con questo odg – dice Mangiacavallo – si impegna il governo a fare ricorso alla corte Costituzionale e ad indire un referendum abrogativo”.

La palla passa ora al governo regionale che, si spera, non farà orecchie da mercante, come ha fatto con altre mozioni approvate dall’Aula nel recente passato.

Le mozioni M5S sono state approvate nonostante il tentativo messo in atto dalla maggioranza di bloccare la votazione con la verifica del numero legale e col tentativo di rimandare in commissione il testo “per ulteriori approfondimenti”.

“L’argomento – ha detto Giampiero Trizzino – è stato affrontato abbondantemente in commissione. L’aula semivuota non è colpa nostra, anzi dimostra il grado di sensibilità della maggioranza”.

“Oggi in quest’aula – ha affermato il capogruppo Valentina Zafarana – si è cercato di difendere l’indifendibile e cioé che gli assenti hanno ragione e i presenti torto. E’ il ribaltamento della realtà. La maggioranza è morta, sempre che sia mia stata in vita”.

La mozione Palmeri nasce dall’esigenza di mettere al sicuro i territori siciliani da eventuali rischi sismici, connessi alle attività di ricerca ed estrazione.

“Questo tipo di attività – afferma la parlamentare, prima firmataria della mozione – potrebbe produrre una sismicità indotta o innescata, anche a diversi chilometri di distanza. Le estrazioni e le attività di ricerca potrebbero essere molto pericolose in una terra ad alto rischio sismico come la Sicilia, dove sono ancora vivi i ricordi dei disastrosi sismi di Messina nel 1908 e della Valle del Belice del 1968, e, per andare più indietro nel tempo, quello della Val di Noto del 1693”.

La mozione a firma Palmeri prende le mosse da quanto successo in Emilia Romagna, dove tutte le attività estrattive in via di autorizzazione sono state bloccate in seguito alle risultanze di una commissione di inchiesta (ICHESE), istituita dopo il sisma del maggio 2012, che sulla base della revisione di una ricca letteratura scientifica e dei rapporti disponibili, ha evidenziato, tra le altre cose, che “estrazioni e/o iniezioni legate allo sfruttamento di campi petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicità indotta o innescata”.

“La votazione di oggi – ha detto Valentina Palmeri – rappresentava un bivio di una importanza politica fondamentale, ognuno di noi era chiamato a prendersi una responsabilità politica grandissima perché si trattava di scegliere tra sicurezza e tutela per la salute ambientale, agricoltura, falde idriche salubri, pesca e futuro, da un lato e scarse quantità di petrolio dall’altra, la cui estrazione ci espone a immotivati e pericolosi rischi”.

La mozione Foti mira invece a salvaguardare l’ambiente, che l’inquinamento rischia di compromettere irrimediabilmente.

“Le trivellazioni – ha detto la Foti – pongono in concreto pericolo non solo tutto l’ecosistema del Mediterraneo, ma anche il lavoro dei pescatori e di sistemi economici, come il turismo, che dipendono strettamente dalla salute del mare”.

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“Potrebbero innescarsi terremoti. La Regione blocchi tutte le trivellazioni in Sicilia”. Mozione M5S all’Ars

Lo stop per le nuove attività è già avvenuto in Emilia Romagna, dove è stata istituita una commissione di inchiesta dopo il sisma del 2012. La deputata Palmeri, prima firmataria dell’atto: “Le attività estrattive potrebbero essere pericolose in una terra a rischio sismico come la nostra isola”.

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“Potrebbero innescarsi terremoti, la Regione blocchi tutte le trivellazioni in via di autorizzazione, come avvenuto in Emilia Romagna, e pure quelle in corso”. Il Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars ha presentato una mozione per chiedere al governo regionale di fermare la ricerca e il prelievo di idrocarburi nell’isola, terra ad alto rischio sismico.

In particolare, il Movimento mira ad impegnare il presidente della Regione e la giunta regionale a stoppare tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi sul territorio regionale in via di rilascio e a revocare quelle già rilasciate.

“Questo tipo di attività – afferma la parlamentare Cinquestelle Valentina Palmeri, prima firmataria della mozione – potrebbe produrre una sismicità indotta o innescata, anche a diversi chilometri di distanza. Le estrazioni e le attività di ricerca potrebbero essere molto pericolose in una terra ad alto rischio sismico come la Sicilia, dove sono ancora vivi i ricordi dei disastrosi sismi di Messina nel 1908 e della Valle del Belice del 1968, e, per andare più indietro nel tempo, quello della Val di Noto del 1693”.

L’atto del Movimento 5 Stelle prende le mosse da quanto successo in Emilia Romagna, dove tutte le attività estrattive in via di autorizzazione sono state bloccate in seguito alle risultanze di una commissione di inchiesta (ICHESE), istituita dopo il sisma del maggio 2012, che sulla base della revisione di una ricca letteratura scientifica e dei rapporti disponibili, ha evidenziato, tra le altre cose, che “estrazioni e/o iniezioni legate allo sfruttamento di campi petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicità indotta o innescata”.

La commissione ha concluso i suoi lavori con una serie di raccomandazioni che in Sicilia non trovano applicazione (le nuove attività di esplorazione per idrocarburi devono essere precedute da studi preliminari, devono essere accompagnate da attività di monitoraggio, etc).

Lo stop della attività estrattive e di indagine in Emilia Romagna era stato chiesto invano già nel 2011 (prima del terremoto, quindi) dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea De Franceschi, con un emendamento (bocciato) al piano energetico regionale.

“Fermare le trivellazioni – afferma Valentina Palmeri – è necessario, considerato che la politica europea in materia ambientale è fondata sul principio di precauzione, come strategia di gestione del rischio, quando i dati disponibili non consentono una valutazione completa del rischio per l’ambiente o per la salute degli esseri umani”.

La necessità di fermare le trivellazioni non nasce solo da pericolo terremoti.

“Continuare a discutere di trivellazioni ed estrazione di idrocarburi senza considerare le conseguenze sul territorio – afferma il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampietro Trizzino – è fuori da ogni logica. Chiederemo la trattazione d’urgenza della mozione che abbiamo depositato: è necessario votarla il prima possibile per dare modo all’Assemblea di determinarsi su un tema che non può più essere differito”.

“A prescindere dal rischio di eventuali sismi – afferma la deputata Cinquestrelle Angela Foti – la certezza è che questo tipo di trivellazioni danneggia le falde acquifere e ne provoca l’abbassamento . Questo comporta maggiori costi per il raggiungimento delle stesse. Solo questo basta ed avanza ad essere più che cauti con queste attività”.

“L’approvazione da parte dell’ARS della mozione – afferma l’Ing. Mario Di Giovanna, portavoce del comitato ‘Stoppa la Piattaforma’ – è un atto doveroso, occorre puntare decisamente verso forme di produzione di energia alternativa e distribuita nel territorio, che al contrario delle estrazioni petrolifere, non costituiscono un pericolo per l’uomo e che portano un reale sviluppo economico compatibile con l’ambiente”.

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Campagne al collasso senz’acqua, tantissime colture a rischio. M5S: “La norma sui consorzi di bonifica subito in aula”

Il deputato Mangiacavallo: “Stralciamo dalla Finanziaria-bis la norma sui consorzi di bonifica e approviamola subito. La legge di stabilità avrebbe dovuto avere la precedenza sul mutuo che serve a pagare le imprese del Nord”. Palmeri: “Cerchiamo di limitare i danni e diamo risposte a tutto il comparto agricolo”.

Campagne al collasso senz’acqua e tantissime varietà ortofrutticole che rischiano di sparire dalla tavola dei siciliani.

Tra le pieghe dei ritardi della Finanziaria c’è il futuro incerto di tantissime famiglie che lavorano nei campi e di tantissime colture siciliane.

La semina di tante varietà che dovevano essere piantate ai primi di aprile – afferma il deputato Matteo Mangiacavallo – è stata rinviata a causa della mancanza di fondi previsti in Finanziaria per fare partire la campagna irrigua. Coi tempi dilatati che si sono dati governo e parlamento e con quello perso da Crocetta e dalla sua maggioranza in rimpasti e nomine assessoriali, rischiano di rimanere soffocate le istanze di tanti imprenditori agricoli e piccoli coltivatori siciliani che aspettano l’acqua per irrigare i propri campi. Con questi ritardi stiamo provocando un danno enorme all’economia siciliana, fondata prevalentemente sull’agricoltura. Si aspettava l’acqua per gli inizi di aprile, non ci sarà prima di giugno. È una vergogna”.

Il Movimento 5 Stelle – dice Mangiacavallo – aveva chiesto al governo d anticipare l’arrivo in aula delle finanziaria-bis al mutuo miliardario, che rischia di imprigionare per trent’anni il futuro dei siciliani e perlopiù serve a pagare imprese del Nord, ma non ci ha ascoltato nessuno. Ora i nodi vengono al pettine. Cerchiamo di salvare il salvabile, quantomeno in agricoltura, stralciando dall’impalcatura della Finanziaria la norma sui consorzi di bonifica, per portarla immediatamente in aula“.

I danni per l’agricoltura – afferma la deputata Valentina Palmeri – ormai ci sono. Cerchiamo di limitarli al minimo, dando risposte ad alcuni dei tanti problemi che attanagliano il settore, come quello delle reti di distribuzione obsolete o delle tariffe elevate, solo per citare qualche esempio. Passata l’emergenza si potrà prendere in considerazione il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue, opportunamente trattate”.

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Oggi a Sciacca portavoce nazionali e regionali del M5S incontrano i cittadini

Vi ricordiamo che oggi alle ore 17:30, presso l’ex Chiesa della Perriera a Sciacca, si terrà un incontro con alcuni portavoce del MoVimento 5 Stelle. In particolare saranno presenti: Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai e portavoce del Movimento alla Camera, Vincenzo Maurizio Santangelo, attuale capogruppo al Senato, Nunzia Catalfo, membro della Commissione Lavoro nonché prima firmataria della proposta di legge per il reddito di cittadinanza. Prevista anche la presenza dei portavoce all’ARS Matteo Mangiacavallo, Sergio Tancredi e Valentina Palmeri. Si tratterà del primo di una serie di incontri tra cittadini e portavoce del M5S che serviranno a informare sull’attività parlamentare svolta e da svolgere e a raccogliere le istanze provenienti da territorio.

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