Ddl acqua pubblica, non passa la pregiudiziale di incostituzionalità. M5S: “Adesso difendiamo e approviamo il testo così com’è”

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In discussione in queste ore all’Ars il ddl sull’Acqua pubblica “mentre, intanto, non passa la vergognosa, quanto ridicola, quanto pretestuosa pregiudiziale di incostituzionalità”. Così i deputati del Movimento 5 Stelle che, sin dal primo giorno di insediamento al parlamento regionale, hanno sostenuto la battaglia per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. “Un banco di prova sulla agibilità a Sala d’Ercole della legge che da domani sarà votata, – afferma Angela Foti, deputata Cinquestelle componente della commissione Ambiente – che è stata brillantemente superata con l’archiviazione di una pregiudiziale che la dice lunga sugli interessi che questo testo sta andando a muovere proprio per i principi innovativi introdotti”.

“35 mila firme raccolte per il referendum, 150 delibere consiliari e 2 disegni di legge di iniziativa popolare, – ricorda il presidente della IV commissione Giampiero Trizzino, deputato Cinquestelle – hanno dimostrato che la Sicilia vuole che l’acqua torni ad essere un bene comune. I deputati siciliani hanno adesso il potere di dare seguito a quella volontà. Fare politica significa avere il coraggio di operare scelte responsabili, significa essere portavoce dell’espressione dei cittadini”.

Interviene anche l’altra deputata del M5S Valentina Palmeri: “Sull’acqua non si devono fare utili – dice la parlamentare – perché è un bene comune oltre che pubblico, si deve sancire questo principio universale in Sicilia, terra da sempre oggetto di forti speculazioni private, per non dire altro”. “Abbiamo inserito, inoltre, nel ddl tutta una serie di principi rivoluzionari – aggiunge Palmeri – e innovativi a sostegno del cittadino, della risorsa acqua e dell’ambiente”.

“Da domani si fa sul serio, – conclude, quindi, il deputato dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – entrando nel merito della norma che ci auguriamo non venga stravolta, soprattutto sulla scelta della modalità di gestione che deve essere affidata in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. Noi del M5S adotteremo una linea dura contro gli emendamenti che vanno nella direzione opposta o che aprano ai privati che stanno già vessando i cittadini siciliani da troppi anni”.

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Ddl Acqua pubblica domani in discussione all’Ars, M5S: “Approvare il testo così com’è altrimenti avranno vinto i privati”

La denuncia del deputato Cinquestelle: “Gli interessi dei privati sono ben difesi dentro l’Ars e a Palazzo d’Orleans”. Il parlamentare invita tutte le forze politiche dei Comuni della provincia a fare pressioni sui propri referenti al parlamento regionale.

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Domani in sala d’Ercole sarà avviata la discussione generale del disegno di legge per la ripubblicizzazione dell’acqua in Sicilia. Sono grandi le aspettative dei cittadini e crescono i timori tra le forze politiche per l’esito di una legge contrastata da lobby e poteri forti. Il primo scoglio da superare sarà la pregiudiziale di incostituzionalità, presentata dal gruppo degli ex MPA e sostenuta dal governo Crocetta. Ecco il commento del deputato del M5S, Matteo Mangiacavallo: “La legge per l’acqua pubblica incardinata in aula – commenta Mangiacavallo – è una legge per certi aspetti rivoluzionaria. Ribadisce i principi dello statuto siciliano e definisce un percorso attraverso il quale nessun privato potrà più gestire l’acqua nella nostra isola. E’ chiaro che questa va a colpire i cosiddetti poteri forti e che dovremo contrastare le loro resistenze, rappresentate in aula da forze politiche di maggioranza e opposizione, come ad esempio parte del PD, Forza Italia, NCD”.

Provengo da una provincia, quella di Agrigento, – continua il deputato del M5S – in cui il problema della privatizzazione dell’acqua è molto sentito, in cui i cittadini pagano bollette care e amare usufruendo di un pessimo servizio, gestito da una società che riscuote i canoni di depurazione anche nelle zone non servite; e che se non paghi, ti stacca il contatore”. “All’ARS sono difesi bene, – denuncia Mangiacavallo – c’è sicuramente Vincenzo Fontana dell’Ncd che quando era presidente dell’ATO aveva sottoscritto la convenzione e continua ad accarezzarsela; e Roberto Di Mauro che dopo aver fatto di tutto per far saltare la discussione di questo disegno di legge, ha fatto presentare la pregiudiziale di incostituzionalità al suo collega Giovanni Greco. Se non fosse un problema serio saremmo alle comiche, gli ex autonomisti dichiarano che lo statuto siciliano non vale nulla di fronte allo Sblocca Italia di Renzi, lo stesso decreto che tradisce l’esito referendario sull’acqua e trivella i nostri mari”.

“La verità è che buona parte dei partiti politici dimenticano gli interessi della collettività e si concentrano su quelli di pochi, su interessi privati, e per quelli fanno di tutto. Sono schifato e disgustato – conclude il parlamentare M5S Matteo Mangiacavallo – da domani ci aspettiamo diverse rappresaglie in aula per far saltare la legge. Tutti si improvviseranno costituzionalisti e fra questi ci saranno pure gli assessori di Crocetta. Il M5S ha chiesto al presidente della Regione di essere presente in Aula già dalla discussione generale. Vedremo chi difenderà, se il testo, e quindi i siciliani, o il suo governo e gli interessi di pochi”.

Così, un ultimo appello prima della discussione: “Chiedo a tutte le forze politiche di ogni Comune della provincia di Agrigento, ed a tutti i cittadini di fare pressioni sui propri referenti all’Ars. Nessuno tocchi i principi basilari di questa legge e la stessa venga approvata in tempi rapidissimi. Dalla nostra, daremo testimonianza di chi si opporrà e di chi, invece, favorirà l’approvazione del ddl, affinché la gente sappia la verità e quali azioni portano avanti i loro rappresentanti. Non esiste, ad esempio, il “renziano” che non vuole trivellare il mare, che non privatizza l’acqua e che non ammazza la “buona scuola” a meno che non scelga un altro partito. La finiscano di dichiararsi per l’acqua pubblica ed inserire norme che, invece, continuano a favorire i privati”.

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Il ddl per l’Acqua pubblica approda in aula. Grandi Manovre, manovrine, mezzucci e piccolezze del governo e del parlamento siciliano per difendere la gestione privatizzata in Sicilia

Il deputato M5S Matteo Mangiacavallo: “La legge siciliana sull’acqua continua a dar fastidio ai poteri forti e le loro risposte non si sono fatte attendere”.

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Mentre Crocetta si dichiara a favore dell’acqua pubblica e assicura la sua presenza in aula martedì prossimo, l’assessore all’Energia del suo governo, Vania Contrafatto, unitamente al dirigente Armenio hanno espresso parere negativo al ddl 455, insistendo col commissariamento del Consorzio Tre Sorgenti e della Voltano, con l’intento di far cedere le reti al gestore privato Girgenti Acque Spa.

“Stupiscono i tempi, – afferma il deputato M5S Matteo Mangiacavallo – un’accelerazione alquanto sospetta sulla quale aleggia l’ombra di possibili pressioni dall’alto, nonché il comportamento irrispettoso del governo nei riguardi dell’Assemblea Regionale Siciliana che, nel frattempo, concluso l’iter delle varie commissioni, ha incardinato in Aula il testo sulla ripubblicizzazione dell’acqua”.

E il fronte del NO alle norme per l’acqua pubblica sta emergendo anche all’interno dello stesso parlamento siciliano. Interviene anche la deputa Udc Margherita La Rocca Ruvolo. “Parte della maggioranza renziana, – afferma La Rocca – infatti, potrebbe far gruppo con l’opposizione di centro destra affiancando gli onorevoli Fontana (NCD) e Di Mauro (PDS) entrambi di Agrigento (provincia dove l’acqua è più costosa che altrove in Italia) che, dalla prima linea, chiedevano invano, a margine delle scorse sedute d’aula, il rinvio della trattazione del testo a settembre”. Il presidente dell’Ars Ardizzone, infatti, è consapevole che non potrà essere oltrepassata la date del 15 agosto per approvare la legge, sì da scongiurare il commissariamento e la conseguente automatica applicazione dello “Sblocca Italia.

L’azione dell'”ex autonomista” Di Mauro, per posticipare oltre ferragosto l’esame del testo, non si è fermata lì. Infatti, lo stesso deputato, dopo aver chiesto di rimandare di quasi una settimana l’incardinamento del ddl, dopo aver insistito sul rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti (ottenendone solo il differimento di qualche ora) ha presentato, tramite l’on. Giovanni Greco una pregiudiziale di incostituzionalità.

“Fa specie – continua Mangiacavallo –  che la pregiudiziale di incostituzionalità sia stata presentata dai componenti dell’ex Mpa; quelli che un tempo erano autonomisti vorrebbero riportare le competenze sulla materia “acqua pubblica” a Roma quando sono e devono rimanere alla Regione siciliana. Finiscono, perfino, per difendere lo “Sblocca Italia” già oggetto di diversi ricorsi per incostituzionalità da parte di numerose regioni italiane, Sicilia esclusa ovviamente. Noi del M5S difenderemo il testo esitato dalla commissione Ambiente che rivendica i principi sanciti dall’art.14 dello Statuto e certamente non ci piegheremo a queste dinamiche alla stregua di altri deputati regionali che stanno difendendo la nefasta gestione privata dell’acqua”.

In conclusione, così la deputata La Rocca: “Se l’assessore Contrafatto parla di profili di incostituzionalità nel ddl, non capiamo come mai difenda così tenacemente gli stessi Aro frutto della frammentazione degli Ato”.

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Mangiacavallo risponde a Girgenti Acque: “Vogliono incontrarci? Prima rispettino i cittadini e ci forniscano l’elenco del personale che avevamo richiesto”

Interviene il deputato all’Ars del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo in merito alla nota diffusa dalla Girgenti Acque Spa il 28 luglio scorso, in risposta alle azioni parlamentari, regionali e nazionali, del M5S contro la gestione privatizzata dell’acqua in provincia di Agrigento.

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“Prendo atto della formale disponibilità della Girgenti Acque ad incontrare me e il Senatore Mario Giarrusso – commenta Mangiacavallo – per fornirci dati e informazioni sul servizio idrico gestito, al fine di evitare la diffusione, da parte nostra, di notizie fuorvianti e preoccupanti ma tengo a precisare che quanto da noi documentato, attraverso atti parlamentari, non risponde a “dicerie di paese” ma sono inadempienze e disservizi testimoniati da fatti”.

“Se la Girgenti Acque intende riqualificare la propria immagine di fronte ai cittadini – continua il deputato regionale del M5S – sospenda, tanto per cominciare, immediatamente, la pratica barbara e incivile dei distacchi delle utenze e la smetta di far pagare, in maniera indiscriminata, i canoni di depurazione e fognatura anche nelle zone non servite e dove tali servizi sono fatiscenti, a dispetto di quanto falsamente dichiarato attraverso un precedente comunicato stampa”

“Se poi vuole fare la cosa ancora più giusta – conclude Matteo Mangiacavallo – ci fornisca quel famoso elenco del personale, misterioso quanto il segreto di Pulcinella, che continua a negarci. Stia tranquilla che successivamente sia io che il senatore Giarrusso saremo altrettanto disponibili ad incontrarli.”

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Un incubo chiamato Girgenti Acque, il M5S presenta un’interrogazione anche al Senato

17 gli atti parlamentari e decine le richieste di accesso agli atti già presentate all’Ars dal Cinquestelle Mangiacavallo che unitamente al senatore Giarrusso chiede di stoppare definitivamente l’attuale gestione del servizio idrico nella provincia di Agrigento.

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Le inadempienze di Girgenti Acque Spa sbarcano al Senato. Dopo ben 17 atti parlamentari e decine di richieste di accesso agli atti presentati dal deputato regionale M5S Matteo Mangiacavallo a Palazzo dei Normanni, anche il Cinquestelle Michele Giarrusso, senatore della Repubblica, porta il caso dell’ente gestore dei servizi idrici a Palazzo Madama.

Un’azione sinergica – afferma Mangiacavallo – condotta da parlamentari regionali, deputati alla Camera e senatori M5S che darà delle risposte ai cittadini dell’Agrigentino, un modus operandi tipico dei Cinquestelle anche in altri contesti”.

Interviene così il senatore Giarrusso: “Definire pessima la gestione di Girgenti Acque sarebbe riduttivo. Diverse inottemperanze, infatti, sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque; risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; ed, ovviamente, è stata pure riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio”.

Ma le denunce del Movimento 5 Stelle contro la Girgenti non finiscono qui: “La Girgenti Acque SpA – continua Giarrusso – risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il “San Giovanni di Dio”; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque S.p.A., Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40milioni di euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature, quali 90 mila contatori commissionati direttamente alla società correlata, senza alcuna procedura volta a garantire i principi di economicità, trasparenza, pubblicità, efficacia ed efficienza a tutela del cittadino, cui tutti i gestori di pubblici servizi debbono attenersi. E’ tuttora in corso un’indagine a carico dell’ex amministratore delegato Giuseppe Giuffrida, unico indagato, dal 2013, per fatti relativi all’inquinamento dei mari. Campione, già condannato, risulta inoltre indagato dalla Direzione distrettuale Antimafia per associazione a delinquere di stampo mafioso, a seguito delle dichiarazioni rese da due pentiti, Di Gato e Cacciatore, e sulla base di quanto esposto dal colonnello dei Carabinieri Lucio Arcidiacono durante le udienze del processo a carico dell’allora presidente della Regione Lombardo”.

Ma non appaiono chiari nemmeno i criteri di assunzione del personale”, aggiunge il deputato Mangiacavallo che nei mesi scorsi aveva ricevuto un diniego alla richiesta di prendere visione della pianta organica e degli elenchi del personale.

Quindi il diktat del senatore Giarrusso e del parlamentare regionale Mangiacavallo: “Bisogna mettere un punto a questa esperienza maledetta – affermano ii Cinquestelle – il presidente del Consiglio ed i Ministri di competenza dicano stop definitivamente alla gestione targata Girgenti del servizio idrico nella provincia di Agrigento”.

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Ddl Acqua pubblica approvato in Commissione Ambiente, grande la soddisfazione del M5S: “Fuori il lucro, no alla mercificazione dell’acqua”

Il presidente della IV commissione Trizzino (M5S): “Abbiamo chiesto tempi brevi perché il commissariamento è alle porte, il testo andrà in Aula già la prossima settimana”.

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E’ giunto ieri il SI dalla Commissione Ambiente e territorio all’Ars al ddl n.455 – discipline in materia di risorse idriche, col solo voto contrario del deputato di FI Giorgio Assenza. Esprimono grande soddisfazione il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino e le due deputate componenti della stessa commissione Angela Foti e Valentina Palmeri, tutti parlamentari M5S che continuano, senza riserve, a difendere il carattere pubblico del servizio idrico. “Tariffa unica, quantitativo minimo vitale e una disciplina agevolata per i meno abbienti” – interviene così la Cinquestelle Valentina Palmeri che spiega le battaglie su cui il Movimento non intende assolutamente cedere. “Adesso attendiamo il passaggio in Aula – aggiunge il presidente Trizzino – che avverrà già la prossima settimana. Abbiamo chiesto tempi brevissimi per l’approvazione visto il rischio di commissariamento alle porte”. Interviene anche la deputata Angela Foti: “Nonostante il parere negativo da parte degli uffici del dipartimento regionale, – conclude – questo ddl contiene uno dei principi su cui non intendiamo derogare: Fuori il lucro, No alla mercificazione dell’acqua”.

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Ddl Acqua pubblica, questa mattina l’ok in commissione Bilancio all’Ars. La soddisfazione del M5S

Continua l’iter per la pubblicizzazione dell’acqua in Sicilia. Il presidente della commissione Ambiente Giampiero Trizzino (M5S): “Il disegno va approvato entro luglio, stiamo lottando contro il tempo perché il commissariamento è alle porte”. Interviene anche la deputata Cinquestelle Valentina Palmeri: “Basta rallentamenti, adesso dobbiamo pensare solo agli interessi dei siciliani”.

La IV Commissione è convocata per giovedì 16 luglio, a quel punto il testo sarà trasmesso in conferenza Capigruppo e, quindi, discusso in Aula martedì 21 luglio.

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La nostra battaglia per l’approvazione di una legge per l’acqua pubblica in Sicilia ha incassato questa mattina anche il parere favorevole della commissione Bilancio; i componenti, infatti, hanno espresso voto favorevole all’unanimità”. Grande la soddisfazione dei deputati M5S Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente e territorio, e Valentina Palmeri, componente della stessa Commissione. “Non è stato semplice – afferma Valentina Palmeri – dal momento in cui abbiamo dovuto fare i conti con il parere del ragioniere generale Sammartano, il quale poneva, comunque, solo qualche criticità sulla quantificazione dei costi del personale e sull’accantonamento dello 0,2% dei ricavi del servizio per la creazione di un fondo per i meno abbienti, per l’alleggerimento della bolletta di queste categorie di utenti”. “Si tratta di criticità – aggiunge – che saranno facilmente superabili con degli emendamenti ad hoc”. Interviene anche il presidente Trizzino, che sottolinea: “Dalla nostra, continueremo a difendere instancabilmente la tariffa per i meno abbienti”. “Il dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti Armenio, invece, – continua Palmeri – non presentandosi in commissione, ha inviato una nota con la quale poneva un mare di criticità che si riassumevano nel concetto dell’incostituzionalità del concetto di “servizio pubblico” e soprattutto della parte dove noi ribadiamo che il servizio idrico non ha connotazione di servizio “a rilevanza economica”. Considerazioni – precisa la parlamentare M5S – che comunque non entravano nel merito della scelta della commissione Bilancio. Adesso bisogna pensare solo al bene dei siciliani”. In conclusione, il deputato Giampiero Trizzino rende noti i prossimi passaggi di questo ddl: la IV Commissione, infatti, è convocata per giovedì 16 luglio, a quel punto il testo sarà trasmesso in conferenza Capigruppo e, quindi, discusso in Aula martedì 21 luglio: “Stiamo lottando contro il tempo perché il commissariamento è alle porte”.

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Legge sull’acqua esitata in IV Commissione Ars. Le dichiarazioni dei deputati Palmeri e Mangiacavallo: “E’ stata una vera e propria corsa ad ostacoli”

A commento della seduta di Commissione Ambiente svoltasi ieri, che ha esitato l’intero testo della legge di iniziativa parlamentare per il riordino del servizio idrico integrato in Sicilia  (legge che adesso passa il vaglio della Commissione Bilancio per un parere rispetto alla copertura delle norme aventi carattere finanziario) queste le dichiarazioni dei due deputati M5S Valentina Palmeri e Matteo Mangiacavallo, la prima componente proprio della IV Commissione.

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Nella norma uscita dalla IV commissione – afferma Valentina Palmeri – sono rimasti molti dei principi che difendiamo tenacemente da più di due anni, come i 50 litri gratuiti giornalieri per cittadino, gli enti di diritto pubblico come scelta gestionale, forme partecipative democratiche dei cittadini, la coincidenza degli ambiti territoriali ottimali con i bacini idrogeografici piuttosto che con le province, il ciclo chiuso dell’acqua nei processi industriali, ecc. Una battaglia, comunque, che purtroppo rischia di essere vanificata dai continui tentativi di stravolgimento del testo operati da altre forze politiche, tentativi, temo, che continueranno sia in commissione bilancio che in aula. Siamo riusciti a fare entrare nuove norme nel testo che spingono fortemente verso una gestione pubblica, come il concetto che l’acqua è bene pubblico “privo di rilevanza economica”, e quello che non si possono fare guadagni sull’acqua ma si deve ottenere il “pareggio di bilancio”: l’equilibrio, ovvero che sul computo della tariffa non deve essere recuperato il capitale investito secondo una visione capitalistica finalizzata al guadagno, ma si devono calcolare i soli costi necessari all’espletamento del servizio. Inoltre abbiamo introdotto la previsione delle protezioni catodiche alle condutture di adduzione in acciaio, allo scopo di prevenire, risparmiando notevolmente, le perforazioni delle stesse dovute ai processi di ossidazione“.

Interviene anche il parlamentare Mangiacavallo: “Usciamo da questa seduta soddisfatti per l’esito ma sconfortati ancora una volta per l’atteggiamento del governo regionale. Abbiamo approvato questa legge, per diversi aspetti innovativa su scala nazionale, col voto contrario dell’assessore all’Energia. Contrario all’impianto normativo di una legge per un ritorno dell’acqua pubblica in Sicilia e contrario finanche ai principi sanciti dallo Statuto siciliano. L’atteggiamento remissivo di Crocetta e dei suoi assessori nei confronti dei dictat renziani e dalle imposizioni che arrivano dal Decreto Sblocca Italia sono disarmanti. Invece che lottare col parlamento che tenta di legiferare in ossequio alla nostra autonomia, tanto declamata, si schiera apertamente con privatizzatori e privati, contro un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Tutto questo è sconcertante per noi del M5S che certamente non abbiamo votato questo presidente ma lo deve essere anche per tutti coloro che, avendogli dato fiducia, stanno verificando come le tante promesse e i proclami della campagna elettorale si stanno scontrando con l’evidenza dei fatti“.

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La Regione invia gli ispettori all’Ato Idrico di Agrigento e alla Girgenti Acque. La soddisfazione del M5S: “Era ora! Adesso si riducano le tariffe, da tempo insostenibili”

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Era stata presentata, lo scorso mese di novembre, un’interpellanza parlamentare, a firma del parlamentare Matteo Mangiacavallo e degli altri 13 deputati regionali del M5S, con la quale si richiedevano misure urgenti per calmierare le tariffe idriche in tutti quei Comuni che, loro malgrado, in provincia di Agrigento, avevano dovuto consegnare le proprie reti alla Girgenti Acque Spa. Per fronteggiare quella che si rappresenta come una vera e propria emergenza sociale, dovuta ai frequenti distacchi delle utenze morose, con l’atto parlamentare si chiedeva di verificare i conteggi relativi ai costi sostenuti dalla Girgenti, che, di conseguenza, incidono sull’aumento tariffario.

Stavolta, la risposta del governo non si è fatta attendere. Con decreto del dirigente generale del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, per quanto contenuto nell’interpellanza n.229, nella giornata di ieri è stata costituita una commissione ispettiva che avrà lo specifico compito di eseguire le verifiche richieste dal M5S e dal deputato saccense.

Sono soddisfatto di questo piccolo risultato – dichiara Matteo Mangiacavallo – e della risposta indiretta ricevuta attraverso questo decreto. Durante questa prima parte del mio mandato, ho prodotto 14 azioni tra atti ispettivi e parlamentari, riguardanti la materia della privatizzazione dell’acqua in provincia di Agrigento. Tra questi anche tre risoluzioni approvate all’unanimità ma sistematicamente disattese. Finalmente, però, le nostre sollecitazioni al governo regionale stanno producendo i loro frutti”.

Adesso non ci resta che attendere che gli ispettori vadano in fondo alla questione – conclude Mangiacavallo – mi auguro che possano riscontrare anomalie tali da determinare un ribasso immediato delle tariffe del servizio idrico, ormai arrivate alle stelle e non più sostenibili per le famiglie agrigentine. Tutto questo nelle more di addivenire alla risoluzione del contratto con la Girgenti Acque, sia per le inadempienze contrattuali e i numerosi disservizi, sia per effetto della legge regionale, adesso in discussione presso la IV Commissione all’ARS”.

Decreto costituzione della commissione ispettiva.

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Ars, acque minerali: canoni ridotti alle piccole imprese, nessun ‘regalo’ alle multinazionali. Passa la linea del M5S

I deputati Cinquestelle hanno anche inviato un fascicolo alla Procura della Repubblica contenete i dati anomali e le discrepanze tra l’acqua estratta e quella imbottigliata.

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E’ stato discusso e approvato ieri in commissione Attività produttive all’Ars il ddl 878 che regolarizza i canoni della concessione delle acque minerali in Sicilia. Sarà ora trasmesso in commissione Bilancio per il parere, e quindi approderà in sala d’Ercole per l’esito finale. Un testo di legge nuovo, praticamente stravolto, rispetto all’originale che fu bocciato senza mezzi termini a dicembre scorso proprio dal Movimento 5 Stelle, oggi fautore e promotore di una legge più equa. Nella sua stesura iniziale, infatti, il ddl tentava di “regalare” l’acqua minerale alle società multinazionali azzerando l’attuale canone di 2 euro. Ne prevedeva uno di 30 centesimi a metro cubo per l’acqua imbottigliata, uno di 20 centesimi per l’acqua “non imbottigliata ma comunque utilizzata” mentre nessuno per quella “non imbottigliata e non utilizzata”.

La commissione ieri ha accolto e votato all’unanimità due emendamenti presentati dai deputati Cinquestelle Matteo Mangiacavallo e Claudia La Rocca che istituiscono una soglia di 30 mila metri cubi di consumo. Tariffe inferiori, di circa un euro, per le società che si mantengono sotto la soglia, vicine ai due per chi la supera.

“Le logiche industriali, – ha commentato Claudia La Rocca – secondo le quali i costi si riducono a fronte di un maggiore quantitativo prodotto, non si possono applicare all’acqua che è un bene essenziale e non è certo infinito”. “Grazie ai nostri emendamenti, – aggiunge – siamo andati incontro alle esigenze delle piccole aziende siciliane senza fare regalie alle multinazionali dell’acqua, come forse avrebbe voluto Confindustria”.

“Il canone andrà calcolato sull’acqua estratta – continua Matteo Mangiacavallo – chi ne utilizza un quantitativo ridotto deve pagare meno, chi invece sfrutta le nostre risorse deve pagarla senza sconti”. “Abbiamo richiesto dati precisi sull’acqua estratta ed imbottigliata – conclude il deputato M5S – ma non ce li hanno forniti. Quelli parziali di cui siamo in possesso evidenziano come solo una parte dell’acqua estratta venga imbottigliata. Ci siamo chiesti: e l’altra che fine fa? Visto che gli uffici non sanno come risponderci, ci siamo rivolti alla Procura della Repubblica di Palermo. Ci risponderanno loro”.

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