Terme di Sciacca, M5S presenta emendamento in finanziaria

Il deputato saccense Matteo Mangiacavallo: “Serve percorso comune tra Governo regionale e cittadini”.

Il M5S annuncia oggi la presentazione in Commissione Bilancio ARS di un emendamento alla finanziaria, a firma dei deputati Angela Foti e Matteo Mangiacavallo ed approvato in terza Commissione, col quale si obbliga la Regione Siciliana a completare la concessione dei beni termali ai Comuni di Acireale e Sciacca. Ad intervenire è il parlamentare saccense Matteo Mangiacavallo: “Si tratta di una modifica alla norma che offriva la possibilità alla Regione di concedere i beni termali ai Comuni di appartenenza. E’ una iniziativa, però, occorre dirlo, che non trova i favori del governo regionale. Ho avuto infatti un’interlocuzione con l’assessore Armao che non è d’accordo al trasferimento in concessione dei beni dalla Regione al Comune di Sciacca. Noi, che abbiamo avviato, nel corso degli ultimi 5 anni, un percorso diverso, dobbiamo essere pronti anche a questa evenienza”.

Il M5S di Sciacca – continua Mangiacavallo – un anno fa, aveva avanzato una proposta al sindaco per l’istituzione di un tavolo tecnico politico, stilando un crono-programma da mettere in atto per trovare soluzioni alla vicenda Terme, ma quell’idea non ha avuto seguito. Oggi, con piacere, noto che altre forze politiche condividono quel percorso ed è il momento giusto per rilanciarlo a livello regionale”.

Come saccense, ciò che voglio e che perseguirò a livello politico – conclude il deputato regionale Matteo Mangiacavallo – sono soluzioni concrete per riaprire le Terme prima possibile. Se l’assessore Armao rimane dell’idea che deve essere la Regione a pubblicare il bando per l’affidamento della gestione, allora occorre avviare subito quel tavolo di concertazione tecnico-politico nella nostra città, alla presenza di tutti gli interlocutori principali. Sciacca deve avere un ruolo di primo piano e i cittadini saccensi non possono essere esclusi dalle scelte – conclude il deputato – che riguardano le nostre Terme.

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WiFi4EU – Wi-fi gratuito per gli europei

La Commissione Europea ha finalmente lanciato il bando per promuovere le connessioni wi-fi gratuite per i cittadini negli spazi pubblici come parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta l’Europa.

Il bando WI-FI4EU uscirà il 15 MAGGIO 2018 ed è già possibile per gli Enti locali registrarsi attraverso questo portale https://goo.gl/4PKkJj.

La registrazione è il passo preliminare che consentirà ai Comuni di partecipare al bando e ottenere il voucher.

I comuni che vogliono partecipare al bando devono:

  1. REGISTRARSI sul portale https://www.wifi4eu.eu/#/home. Senza la registrazione non sarà possibile partecipare al bando.
  2. PRESENTARE la propria candidatura, a partire dal 15 Maggio 2018 alle ore 13:00, per avere un voucher WiFi4EU. Solo i Comuni precedentemente registrati potranno presentare la propria candidatura.

I voucher saranno assegnati secondo la modalità “a sportello” (“first-come, first-served”), cioè in base all’ordine di arrivo della richiesta. Sarà quindi fondamentale la data e l’orario di inoltro della candidatura.

Il voucher coprirà i costi materiali e di installazione degli hotspot Wi-fi.

Ai beneficiari spetterà impegnarsi per pagare i costi per la connessione e il mantenimento dell’infrastruttura per offrire una connessione Wi-fi libera e di alta qualità per almeno 3 anni.
L’ammontare del voucher equivale a 15.000 euro per ciascuna municipalità.

A questo link trovate l’elenco dei Comuni italiani ammessi a partecipare: https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/list-eligible-entities-wifi4eus-first-call .

Per maggiori informazioni sul bando, collegatevi alla pagina del nostro portavoce a Bruxelles Ignazio Corrao o cliccate qui per le domande e le risposte elaborate dalla Commissione per chiarire tutti gli aspetti dell’iniziativa https://goo.gl/yMrhba .

#M5S #WiFi4EU

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PROGETTO TRASPARENZA RANDAGISMO

https://www.facebook.com/moVimento5stellesciacca/videos/969868536524251/
In seguito ai tristi avvenimenti di contrada Muciare e spenti i riflettori dei media, riteniamo sia necessario che si continui a lavorare sia per mantenere alta l’attenzione sul tema sia per risolvere il grande problema del randagismo, seppure a piccoli passi successivi. A nostro avviso è necessario mettere in atto provvedimenti che in maniera strutturale possano consentire di risolvere definitivamente il problema nel lungo periodo, ma attuare anche piccole azioni immediate.

La prima questione da risolvere, così come evidenziato dalla Amministrazione, dalle associazioni animaliste e dallo stesso governatore Musumeci, è di trovare il modo di incentivare le adozioni per fare spazio nei canili che attualmente risultano stracolmi. Il canile deve essere una tappa temporanea per ciascun animale, in cui deve rimanere per un breve periodo prima di essere adottato.

Durante la riunione informale svoltasi lo scorso 18 febbraio, presso l’aula consiliare del Comune di Sciacca, il M5S aveva suggerito una soluzione che sappiamo essere stata accolta dall’amministrazione Valenti. Il laboratorio 5 stelle ha pertanto elaborato un progetto, cui abbiamo assegnato l’epiteto TRASPARENZA, che si pone due obiettivi:

  • garantire ai cittadini la necessaria trasparenza sul servizio erogato dalle ditte che gestiscono i canili convenzionati;
  • incentivare le adozioni aprendo i canili al territorio e, perché no, al mondo, attuando quanto di fatto prescritto dalla legge regionale n. 15 del 2 luglio 2000 che afferma testualmente che queste strutture vanno aperte al pubblico al fine di incentivare le adozioni.

La nostra idea è che i canili siano non solo aperti al territorio ma anche alla grande platea della rete Internet, realizzando una sorta di canile online contenente tutte le schede anagrafiche degli animali, comprensive di foto, oltre che di tutte le informazioni e i regolamenti utili a chi li vuole adottare.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento di associazioni animaliste e dei cittadini e può essere realizzato in tempi brevi e a costo zero, utilizzando i dati di cui il Comune di Sciacca già dispone.
Tale strumento rimarrebbe a disposizione delle associazioni animaliste che potrebbero promuovere le adozioni in tutta Italia mediante il lavoro dei loro volontari .

Sarebbe un bell’esempio di trasparenza amministrativa che darebbe lustro alla città in seguito alla triste vicenda che ha messo in cattiva luce, in maniera ingiustificata, tutta la nostra comunità e, inoltre, attiverebbe la partecipazione dei cittadini che, sentendosi parte attiva potrebbero dare il loro contributo, di idee.

Ritenendo questo un piccolo passo in avanti, sappiamo anche quanto sia fondamentale mettere in atto tutte le altre azioni fondamentali che ci consentano di uscire dall’emergenza perenne, incrementando le sterilizzazioni, attuando maggiori controlli, maggiore informazione e coinvolgimento delle associazioni animaliste fino alla creazione di un moderno rifugio aperto alla città. Sono idee che ritroviamo nella proposta di Mizzica che ci sentiamo di appoggiare e sostenere pubblicamente.

Come non mai questo tema necessita la partecipazione e l’unione di tutte le forze. Insieme possiamo farcela!

Link al documento di presentazione

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TERME DI SCIACCA, M5S: “TUTTO BLOCCATO PER COLPA DEL COMUNE. L’AMMINISTRAZIONE CHIEDA SCUSA PER LA FARSA DA CAMPAGNA ELETTORALE”

A 6 mesi dalla farsa politica da campagna elettorale inscenata dal PD per annunciare il trasferimento dei beni termali al Comune di Sciacca, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione il verbale dell’incontro avvenuto il 13 dicembre 2017 presso l’Assessorato regionale all’Economia durante il quale il Comune di Sciacca si era impegnato a svolgere le attività necessarie per la redazione e la verifica dello stato di conservazione e manutenzione degli immobili appartenenti al patrimonio termale, sotto la supervisione della Regione Siciliana.

Questa operazione è partita giusto ieri, 14 marzo 2018, a distanza di tre mesi da quell’incontro. Non è pertanto la Regione perdere tempo prezioso ma il Comune di Sciacca, e mentre lo fa invoca pure l’intervento della Regione.

A farci scoprire la magagna è stata la stessa prima cittadina che in questi giorni aveva sollecitato la Regione a completare l’iter di un passaggio mai avvenuto. Infatti, il contratto di concessione stipulato il 25 ottobre 2017 tra Regione Siciliana e Comune di Sciacca obbliga le parti soltanto dopo che lo stesso sarà approvato e reso esecutivo a norma di legge, previa acquisizione in consistenza dei beni, oggetto dell’accordo. Tutto ciò non è ancora avvenuto.

Due giorni fa, in Assemblea Regionale Siciliana, il deputato regionale Matteo Mangiacavallo, che aveva gia’ indirizzato una nota al dipartimento competente, ha incontrato l’assessore Armao cui ha chiesto verbalmente di accelerare il processo per il trasferimento anche dei beni siti sul monte San Calogero, ottenendo rassicurazioni sulla disponibilità degli uffici regionali a seguire il Comune di Sciacca anche nella stesura del bando di affidamento.

Ci dissociamo da chi, come fa la CGIL, vorrebbe tornare indietro e vorrebbe restituire finanche la gestione del bando alla Regione Siciliana, che in questi anni ha mostrato totale disinteresse verso un bene così prezioso come le Terme di Sciacca. Sarebbe come certificare l’incapacità di questo sindaco e della sua amministrazione. Noi del M5S vogliamo le Terme riaperte e vogliamo che il Comune di Sciacca abbia un ruolo di primo piano. Ma si dia una mossa e faccia le cose in fretta.

Nel frattempo, questo lo pretendiamo, il PD, che oggi invoca la Regione, chieda scusa per quella festa elettorale di 6 mesi fa che oggi risuona come una beffa, che va oltre il danno delle Terme chiuse da ormai tre anni.

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RIFIUTI E TARI, M5S: AMMINISTRAZIONE E DITTA GIOCANO ALLO SCARICABARILE, MENTRE AI CITTADINI ARRIVA LA STANGATA

Quello che temevamo è accaduto. La città di Sciacca non solo sta già pagando per un servizio di raccolta dei rifiuti a tariffa piena a fronte di una parziale erogazione dei servizi pattuiti con la ditta SEA-BONO SLP in fase di gara, ma a breve si vedrà anche aumentata la Tari del 14.52%. Minori i servizi ricevuti, maggiore la pressione fiscale. Come dire, la beffa oltre il danno!

La ditta SEA-BONO SLP tenta di avviare il PORTA A PORTA dopo oltre 9 mesi dall’avvio dell’appalto.

Non era interesse dell’Amministrazione fare pressing perché venisse avviato immediatamente il porta a porta che avrebbe determinato un aumento del livello di raccolta differenziata con minori conferimenti in discarica e pertanto una diminuzione dei costi per tutti noi cittadini?

Ci chiediamo dove sia stata l’Amministrazione in questi 9 mesi in cui avrebbe dovuto controllare e vigilare sull’operato della ditta aggiudicataria di un appalto di milioni di euro.

E ci chiediamo dove si trovi l’Amministrazione ancora oggi visto che, mentre la città subisce un aumento della tassa sui rifiuti, la ditta continua a trascurare altri servizi fondamentali compresi nel piano ARO.

Come segnalato più volte in passato dal M5S, tali servizi, insieme all’attivazione di una campagna di comunicazione mirata prevista sin dal primo giorno di avvio del contratto e fino ad oggi non ancora attivata, avrebbero consentito un incremento della raccolta differenziata fino al 65% al fine di conferire nelle discariche una quantità minima di scarti (-82%) e quindi ridurre la tariffa.

Già nel dicembre 2017 il M5S chiedeva all’Amministrazione di utilizzare gli importi previsti per i servizi dell’ARO non erogati per ridurre l’incremento previsto della TARI.

Oggi, dopo nove mesi, si preferisce invece adottare la strategia dello scaricabarile: la responsabilità è della Regione, della ditta e, in ultimo, dei cittadini che, come sempre, oltre al danno subiranno pure la beffa di pagare per intero un servizio parziale, di trovarsi la città di tanto in tanto sommersa dai rifiuti e, forse, di essere sanzionati dalla Regione per la modesta percentuale di raccolta differenziata raggiunta. Perché alla fine è sempre più facile dimostrare che la colpa è dei cittadini!

Per questi motivi il M5S dice NO all’aumento della Tari!

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M5S: Sciacca perde ancora un finanziamento. Il Comune spieghi il perché dell’ennesima bocciatura

Abbiamo appreso nelle ultime ore che il Comune di Sciacca non è stato ammesso ai finanziamenti messi a bando dalla Regione per la “viabilità interaziendale e strade rurali per l’accesso ai terreni agricoli e forestali” con il PSR Sicilia 2014/2020. Mentre sono stati ammessi diversi comuni della provincia tra cui Ribera, Menfi, Canicattì e Montevago, quest’ultimo aggiudicandosi addirittura quasi un milione di euro grazie ad alcuni progetti seguiti dall’architetto Giuseppe Neri, attuale assessore ai lavori pubblici presso il comune di Sciacca.

È stato reso noto che il Comune di Sciacca, sotto l’amministrazione Di Paola, aveva presentato un progetto per un importo di 400.000 euro che sembra non sia stato ammesso al finanziamento per la mancanza di alcuni nulla osta. Il progetto riguardava la sistemazione della strada del Nadore, arteria rurale molto transitata ed in pessime condizioni e la sua concretizzazione avrebbe avuto quindi grande importanza per le tante attività agricole che insistono nella zona.

Purtroppo, in questo come in altri casi, assistiamo alla bocciatura del comune e delle attività dei suoi uffici che perdono opportunità preziose che altri comuni, diligentemente, guadagnano. Ma aldilà del fatto che, nel caso di specie, mancassero due nulla osta, ci chiediamo come possa il comune farsi trovare impreparato davanti ad occasioni come questa. Come mai si arrivi in ritardo con gli adempimenti necessari richiesti da bando e ci si permetta, con tale “leggerezza”, di perdere chances come questa per permettere alla città di migliorarsi e progredire o quantomeno non seguitare in un degrado strutturale che, alla luce di risorse sempre più esigue per i comuni, può essere arginato solo con la loro abilità ad intercettare le risorse messe a disposizione dall’Europa.

Che cosa non ha funzionato questa volta? Come giudica l’amministrazione una simile defaillance e come intende evitare che insuccessi del genere si ripetano in futuro?

Restiamo fiduciosi in attesa di una risposta ma prima ancora speranzosi di non dover più assistere a “bocciature” del genere che Sciacca non può più permettersi!

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La fantastica storia di Piera Aiello in Parlamento con il MoVimento 5 Stelle: la mafia ha perso

Di Roberto Galullo

Sul suo profilo Facebook Piera Aiello, 51 anni di Partanna (Trapani), ha ringraziato i siciliani per aver dimostrato, con la matita, che quella cappa che premeva sul cielo della Sicilia «è stata soffiata via da una corrente inarrestabile di speranza e onestà». Il 30 luglio 1991 Piera Aiello ha dovuto lasciare la Sicilia. Il 4 marzo 2018, scrive, “sono tornata da cittadina libera, con lo scopo di far riscoprire a tutti noi, siciliani, quel fresco profumo di libertà che ostacolerà il puzzo di compromesso morale”.

La storia di Piera Aiello, testimone di giustizia, che potrà riavere pubblicamente indietro il suo volto dopo aver messo faccia e cuore per il M5s con il quale ha raccolto 77.950 voti, quasi il 52% dei voti nel collegio uninominale di Marsala, si incrocia a filo doppio con quella di Paolo Borsellino.

Piera era la moglie di Nicola Atria, figlio del boss don Vito, ucciso il 18 novembre 1985 a soli nove giorni da matrimonio. Nicola – «immischiato nello spaccio di droga, che girava armato e che quando provavo a dirgli di smettere con questa vita lui mi picchiava», ha raccontato tante volte Piera – venne ucciso il 24 giugno 1991 sotto gli occhi della moglie. Quel giorno lei, nel ristorante aperto da soli tre giorni, si salvò per miracolo. Il marito neanche si accorse di morire, passando dalla vita alla morte in pochi secondi, ammazzato a colpi di fucile a canne mozze.

Piera non ci pensò due volte. Denunciò gli assassini e da quel giorno la sua vita non fu, né poteva essere, più la stessa. Una scelta naturale per chi rifiutava la cultura mafiosa, sigillata dal fatto che qualche mese prima dell’omicidio del marito aveva partecipato ad un concorso per diventare agente di polizia. Nicola Atria non fu contrario. «Mi disse che poteva far comodo, dopo tutto, un poliziotto in famiglia, ma quando gli dissi che se non si sistemava la testa, lui sarebbe stato il primo che avrei sbattuto in galera, quel giorno, per l’ennesima volta, mi picchiò».

Un amico carabiniere e l’allora sostituto procuratore di Sciacca, Morena Plazzi, la condussero a Terrasini per conoscere il Procuratore capo di Marsala, Paolo Borsellino.

Dopo quell’incontro Borsellino, scrive Piera Aiello sul suo profilo Facebook, «non rappresentò solo il magistrato che si occupava delle mie testimonianze, ma diventò un amico, un padre a cui aggrapparsi nei momenti di sconforto (e sono stati tanti!)». Fu Borsellino a convincere Piera Aiello a ricevere il contributo che lo Stato eroga ai testimoni di giustizia e che lei non voleva. «Borsellino si fece una gran risata – scrive ancora Piera – dicendomi di prenderli perché io ero diventata una collaboratrice di giustizia, cioè ero sotto tutela dello Stato e dovevo considerare quest’ultimo come un padre che mi manteneva». Quando iniziò a collaborare non c’era il servizio centrale di protezione ma l’Alto commissariato, alle cui carenze Borsellino cercava di sopperire «dandoci qualche soldo per arrivare alla fine del mese».

Poi il silenzio di una donna costretta a vivere con un’altra identità fuori dalla Sicilia, costretta persino a usare il codice fiscale di un’amica per le ricevute fiscali. Un silenzio che uccide, lei stessa ricorda. Dal 1991 al febbraio ‘97 per lo Stato era solo un fantasma. La situazione si sbloccò in meglio per lei solo nel febbraio ‘97, dopo le pressioni dell’Associazione Rita Atria, di don Luigi Ciotti e di Rita Borsellino.

Lo stesso silenzio e la stessa solitudine spinsero la cognata Rita Atria, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui perse la vita Borsellino con gli uomini della scorta e alla quale si era legata come una figlia ad un padre, a suicidarsi lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Roma, dove viveva in segreto.

Piera Aiello, che il 10 dicembre 2016 è stata nominata presidente onorario dell’associazione antimafie e antiracket “Paolo Borsellino onlus” e il 23 maggio 2017 è stata eletta Presidente dell’associazione antimafie e antiracket “La verità vive! Onlus” si è sentita chiedere tante volte perché si è candidata con il Movimento 5 Stelle e la risposta è sempre la stessa: «In questo preciso momento della politica è l’unico movimento che mi dà fiducia, ha gli stessi miei ideali, ossia, verità, giustizia, legalità, trasparenza. È un movimento giovane, con idee innovative e concrete, che pensa di fare il bene dei cittadini con concretezza, che non fa false promesse come tanti hanno fatto. E’ un movimento che non ha paura di nulla e di nessuno, che non scende a compromessi, proprio come me, sicuramente io e il movimento porteremo la questione testimoni di giustizia alla luce, con la mia voce, ossia la voce di chi ha vissuto da 26 anni le fatiche che un testimone affronta, i disagi, le negazioni, esule dal proprio paese, la Sicilia».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Politiche 2018: M5S, 53 eletti in Sicilia

Valanga voti ai 5 Stelle manda in tilt sistema elettorale.

Sono 53 tra deputati e senatori i portavoce del Movimento 5 Stelle eletti a Montecitorio (36)  e Palazzo Madama (17). Il Movimento 5 Stelle, in Sicilia, ha di fatto più che raddoppiato, nella tornata elettorale delle Politiche 2018, il numero di voti ottenuti alle regionali di quattro mesi fa. Nonostante la bassa affluenza registrata nell’isola, il Movimento si attesta ancora una volta la prima forza politica dell’Isola con una media regionale che sfiora il 50% . Non solo,  in alcuni comuni i Cinquestelle hanno raggiunto oltre il 70% dei consensi. Il Movimento 5 Stelle in Sicilia ha scritto una pagina di storia che inaugura di fatto l’inizio della “Terza Repubblica”, quella dei cittadini. Una valanga di voti che ha mandato in tilt persino il sistema elettorale, facendo emergere tutte le criticità di una legge, il Rosatellum, scritta ad arte per fermare il Movimento 5 Stelle. Intanto in queste ore a Caltanissetta si è tenuto un incontro tra i neo eletti ed i deputati del gruppo Parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana.

A seguire l’elenco degli eletti.

CAMERA DEI DEPUTATI UNINOMINALE

SICILIA 1

SICILIA 1 – SICILIA 01
  • Collegio uninominale 01 – Palermo – Resuttana- San Lorenzo Leonardo Salvatore Penna detto Aldo
  • Collegio uninominale 02 – Palermo – Libertà – Giorgio Trizzino
  • Collegio Uninominale 03 – Palermo – Settecannoli  – Roberta Alaimo
SICILIA 1 – SICILIA 02
  • Collegio Uninominale 05 – Bagheria – Vittoria Casa
  • Collegio Uninominale 06 – Monreale  – Giuseppe Chiazzese detto Mongiovi’
  • Collegio Uninominale 08 – Marsala  – Piera Aiello
SICILIA 1 – SICILIA 03
  • Collegio Uninominale 04 – Gela  Dedalo Cosimo Gaetano Pignatone Detto Dedalo Pignatone
  • Collegio Uninominale 07 – Agrigento  – Michele Sodano
  • Collegio Uninominale 09 – Mazara Del Vallo  – Vita Martinciglio

SICILIA 2

SICILIA 2 – SICILIA 01
  • Collegio uninominale 01 – Messina – Francesco D’Uva ( Eletto anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 02 – Barcellona Pozzo Di Gotto – Alessio Mattia Villarosa  (Eletto anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 03 – Enna – Andrea Giarrizzo
SICILIA 2 – SICILIA 02
  • Collegio uninominale 04 – Acireale  – Giulia Grillo (Eletta anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 05 – Catania  – Laura Paxia
  • Collegio Uninominale 06 – Misterbianco –  Simona Suriano  (Eletta anche al plurinominale)
SICILIA 2 – SICILIA 03
  • Collegio uninominale 07 – Paternò  – Eugenio Saitta
  • Collegio Uninominale 08 – Ragusa  – Marialucia Lorefice (Eletta anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 09 – Avola  – Maria Marzana (Eletta anche al plurinominale)
  • Collegio Uninominale 10 – Siracusa –  Paolo Ficara

CAMERA DEI DEPUTATI PLURINOMINALE

SICILIA 1

SICILIA 01 –  SICILIA 1-01
  • Adriano Varrica
  • Valentina D’Orso
SICILIA 01- SICILIA 1-02
  • Antonio Lombardo
  • Caterina Licatini
  • Davide Aiello
SICILIA 01 – SICILIA 1- 03
  • Azzurra Pia Maria Cancelleri
  • Filippo Giuseppe Perconti
  • Rosalba Cimino

SICILIA 2

SICILIA 2 – 01
  • Alessio Mattia Villarosa (*)
  • Angela Raffa
  • Francesco D’Uva (Potrebbe subentrare Antonella Papiro).
SICILIA 2 – SICILIA 2 – 02
  • Giulia Grillo (*)
  • Santi Cappellani
  • Simona Suriano (Potrebbe subentrare Luciano Cantone)
SICILIA 2 – SICILIA 2 – 03
  • Marialucia Lorefice (Potrebbe subentrare Filippo Scerra)
  • Gianluca Rizzo
  • Maria Marzana  (*)

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO UNINOMINALE

SICILIA 01 – SICILIA 01
  • Palermo –  Resuttana – Stanislao Di Piazza detto Steni
  • Palermo – Bagheria –  Loredana Russo
  • Marsala – Francesco Mollame Detto Franco
  • Agrigento  – Gaspare Antonio Marinello Detto Rino
  • Gela – Pietro Lorefice
SICILIA 02 – SICILIA 02
  • Messina  – Grazia D’Angelo
  • Acireale – Tiziana Carmela Rosaria Drago in Stivala
  • Catania  – Nunzia Catalfo  (Eletto anche al plurinominale)
  • Siracusa – Giuseppe Pisani detto Pino

SENATO PLURINOMINALE

SICILIA 01
  • Antonella Campagna
  • Vincenzo Santangelo Detto Maurizio
  • Cinzia Leone
  • Fabrizio Trentacoste
SICILIA 02
  • Mario Michele Giarrusso
  • Nunzia Catalfo (*)
  • Cristiano Anastasi
  • Barbara Floridia

(*) Data l’elezione di tutti i candidati della lista, il seggio resta attribuito al M5S.  Si tratta in totale di 3 Seggi alla Camera dei Deputati e 1 al Senato della Repubblica.  

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M5S Sciacca: “Il silenzio di Musumeci è lo stesso di Crocetta. Il Comune di Sciacca invece interrompa il proprio sul bando di affidamento delle Terme”

Il sindaco Francesca Valenti interviene sulla questione Terme e parla di “silenzio assordante da parte della Regione”. Ma è lo stesso che noi saccensi avevamo percepito durante il governo regionale PD-Crocetta che, silenziosamente appunto, quasi tre anni fa, decideva di chiudere le nostre Terme.

E’ il gioco delle parti di una politica che non ci piace, dove i silenzi, a parti invertite, diventano “silenzi di parte”. E non si muove foglia perché cambia l’ordine dei fattori ma il prodotto non cambia.

Tutti ricordiamo il “rumore da campagna elettorale” prodotto nel mese di ottobre dello scorso anno, quando, a ridosso delle elezioni regionali, l’amministrazione Valenti aveva festeggiato il successo (mai raggiunto) del trasferimento dei beni termali dalla Regione al Comune. E il recente sollecito della prima cittadina saccense rivolto alla Regione per concludere il passaggio (mai avvenuto) è la conferma che era stata tutta un’operazione elettorale. Tanta era la fretta di “festeggiare” che avevano lasciato per strada il pezzo più pregiato: le stufe di San Calogero. Così oggi ci ritroviamo, nel “silenzio”, senza le stufe, senza il resto dei beni e senza neppure l’idea di un bando di affidamento.

In attesa di Musumeci, cosa sta facendo il governo della nostra città per farsi trovare pronta al vero trasferimento del patrimonio termale? A che punto è la stesura del bando di affidamento?

Sono domande che noi del M5S abbiamo rivolto più volte all’amministrazione comunale senza ottenere mai risposte concrete.

Avevamo avanzato una proposta, bocciata dal Consiglio Comunale, di istituire un tavolo tecnico-politico, che avrebbe sicuramente costruito soluzioni concrete soprattutto rispetto al nulla prodotto da una Commissione speciale, fortemente voluta dalla maggioranza consiliare, che si insedierà per la prima volta tra qualche giorno, ma dalla quale non ci aspettiamo alcun risultato. Nessuno si illuda. Perderemo altro tempo prezioso prima di rivedere riaperte le nostre Terme.

Nel frattempo il nostro deputato regionale Matteo Mangiacavallo ha inoltrato una nota indirizzata all’Assessorato regionale al Bilancio per sollecitare le operazioni di verifica della consistenza dei beni oggetto dell’accordo sottoscritto dal Comune di Sciacca nel mese di ottobre scorso. Contestualmente, con una interrogazione, il parlamentare saccense ha chiesto alla Regione di completare l’iter per l’accatastamento dei beni siti sul Monte San Calogero (le stufe vaporose, il piccolo e il grande albergo) per procedere al ricongiungimento di tutto il complesso termale.

In attesa che anche il Comune interrompa il suo silenzio su bando di affidamento dei beni delle Terme.

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M5S, Il Futuro in Programma

20 PUNTI PER LA QUALITÀ DELLA VITA

VIA SUBITO 400 LEGGI INUTILI

Stop alla giungla delle leggi, meno burocrazia per imprese e cittadini. L’obiettivo è rendere la vita dei cittadini, delle famiglie e delle imprese più semplice, con l’abolizione di 400 leggi inutili. Le prime le abbiamo già individuate: sono gli studi di settore, il redditometro e lo spesometro. Proponiamo l’istituzione di Comitato Parlamentare di Controllo e una Commissione di Studio per procedere a una ricognizione delle norme vigenti, verificare gli effetti delle leggi già approvate e quindi decidere modificarle o abrogarle. Per disboscare ‘giungla normativa italiana” raccoglieremo le leggi per materia, elaborando testi unici.

SMART NATION: NUOVO LAVORO E LAVORI NUOVI

Qualità della vita significa meno burocrazia, migliori servizi pubblici e più opportunità di lavoro e impresa. Per riuscire a centrare l’obiettivo proponiamo investimenti in nuove tecnologie, nuove figure professionali, internet delle cose, auto elettriche, digitalizzazione Pa. Si tratta di investimenti ad alto moltiplicatore occupazionale.

REDDITO DI CITTADINANZA: RIMETTIAMO L’ITALIA AL LAVORO

Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno al reddito non assistenziale che ha l’obiettivo di garantire alle persone che vivono sotto la soglia di povertà un reddito minimo di avere una vita dignitosa e ricollocarsi nel mondo del lavoro. L’erogazione della misura è condizionata a una serie di obblighi relativi alla formazione, alla riqualificazione e al reinserimento nel mondo del lavoro e nel contesto sociale: se questi impegni non vengono rispettati si perde per sempre il diritto al beneficio. In Italia i beneficiari del reddito sono circa 9 milioni di persone (2 milioni 789 mila famiglie). Il costo complessivo stimato dall’Istat per attivare nel primo anno la misura è di 17 miliardi di euro (14,9 mld per il sostegno al reddito e 2,1 mld per rafforzare le politiche attive del lavoro e i Centri per l’impiego. Il M5S ha già individuato le coperture e sono state più volte dichiarate ammissibili dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Esempi di sostegno economico alle famiglie. Single: 780 euro netti al mese; coppia di pensionati o giovani: 1.170 euro netti al mese; coppia con 1 figlio minori di 14 anni: 1.404 euro netti al mese; coppia con 2 figli minori di 14 anni: 1.638 euro netti al mese; coppia con 2 figli maggiori di 14 anni: 1.950 euro netti al mese.

PENSIONE DI CITTADINANZA: MAI PIÙ SOTTO I 780 EURO

La pensione di cittadinanza è contenuta nel ddl sul reddito di cittadinanza. In questo caso, però, il beneficiario è una persona che non è più in età lavorativa, e dunque non sarebbe costretto a rispettare gli obblighi relativi all’inserimento nel mondo del lavoro. La copertura economica è quella indicata per il reddito di cittadinanza. La misura è rivolta ai pensionati che non arrivano a percepire la pensione minima ed è pari a 780 euro netti al mese per tutti pensionati che vivono da soli; 1.170 euro netti al mese per una coppia di pensionati.

MENO TASSE, PIÙ QUALITÀ DELLA VITA

Riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese che pesa ancora per il 42,9% del Pil. Lo faremo approvando un pacchetto completo, che prevede la riduzione delle aliquote Irpef per tutte le fasce di reddito favorendo in particolare la classe media. Niente tasse per redditi fino a 10 mila euro. Manovra choc per piccole e medie imprese (con la riduzione del cuneo scale e dell’Irap). Abolizione degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia. Inversione dell’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria.

TAGLI AGLI SPRECHI E AI COSTI DELLA POLITICA: 50 MILIARDI CHE TORNANO AI CITTADINI

Con lo stop a pensioni d’oro, vitalizi, privilegi, sprechi della politica e opere inutili, riorganizzazione delle partecipate, spending review della spesa improduttiva otteniamo a regime un risparmio di 50 mld di euro. Approveremo subito un provvedimento per commisurare la pensione di ex parlamentari ed ex consiglieri regionali ai contributi effettivamente versati, così come accade per il resto dei cittadini. Il M5S ha dimostrato che è possibile perché è l’unica forza politica che è entrata in Parlamento dimezzandosi i propri stipendi e rinunciando al vitalizio. Grazie a questi tagli ha restituito oltre 90 milioni di euro di cui 37,3 mln tra Camera, Senato e consigli regionali (24,8 mln in parlamento e 12,4 mln nelle regioni).

SICUREZZA E LEGALITÀ

Vogliamo assumere 10 mila nuovi agenti nelle forze dell’ordine, tra cui 5 mila nella polizia; costruire due nuove strutture carcerarie e dire basta ad amnistie, indulti, depenalizzazioni, leggi ad personam e depotenziamento delle norme penali. Proponiamo l’equiparazione delle rappresentanze dei Vigili del Fuoco a quelle dei Corpi dello Stato. Il costo degli interventi è di 2,2 miliardi di euro così ripartiti: un miliardo per l’assunzione di 10 mila nuovi agenti; 1,2 mld di euro per i vigili del fuoco di 1,2. La sicurezza passa anche dagli investimenti in cyber security e intelligence.

STOP AL BUSINESS DELL’IMMIGRAZIONE

La proposta contempla l’assunzione di 10 mila professionisti (psicologi, mediatori culturali, assistenti legali, educatori e altre figure specializzate) per rendere più veloce ed efficiente le procedure per valutare se un migrante ha diritto o meno a stare in Italia, da inserire nelle commissioni territoriali. Proponiamo, altresì, il superamento del regolamento di Dublino perché il meccanismo di redistribuzione dei migranti deve essere automatico e obbligatorio, potenziando la cooperazione internazionale finalizzata anche alla stipula di trattati per i rimpatri.

TUTELA DEI RISPARMI DEI CITTADINI

I salvataggi bancari degli ultimi anni sono stati realizzati sulla pelle di decine di migliaia di piccoli azionisti e risparmiatori. Il M5S intende risarcire gli obbligazionisti subordinati retail che si sono visti azzerare le obbligazioni acquistate. A questo si aggiunga la creazione della Procura nazionale per i reati bancarie e la riforma bancaria “Glass Steagall act”. Per attuare queste proposte servono poco meno di 400 milioni di euro. La copertura arriva dalle polizze dormienti e dai fondi “mis-selling” (“vendita fraudolenta”).

LA SANITÀ SI PRENDE CURA DI TE

Basta tagli. Proponiamo l’aumento delle risorse per la Sanità Pubblica e riduzione sostanziale delle liste di attesa per tutti gli esami medici. In Italia ci sono circa 11 milioni di persone che nel 2016 hanno rinunciato a curarsi almeno una volta per mancanza di risorse economiche o per le liste d’attesa troppo lunghe. Proponiamo il superamento del 6,5% del Pil per la spesa sanitaria pubblica, l’aumento degli investimenti in prevenzione e sulla digitalizzazione, l’incremento del Fondo non autosufficienze; 10 mila assunzioni; interventi in formazione e ricerca scientifica, lotta alla corruzione e agli sprechi, stop ai ticket sanitari.

17MLD PER AIUTARE LE FAMIGLIE CON FIGLI

Proponiamo l’applicazione del modello francese per aiutare le famiglie: rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter. Il M5S pensa alla costruzione di un welfare familiare serio. Si tratta di riorganizzare i sostegni per il babysitting e per l’acquisto dei prodotti dell’infanzia; e ancora l’introduzione Iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età e l’innalzamento dell’importo detraibile per assunzione di colf e badanti e delle indennità di congedo parentale (dal 30% all’80% della retribuzione) e di maternità (dall’80 al 100%).

BANCA PUBBLICA PER GLI INVESTIMENTI

Creazione di una Banca pubblica per gli investimenti per piccole imprese, agricoltori e famiglie, erogando credito paziente a tassi agevolati. Il capitale iniziale su cui far leva per i prestiti sarà di 10 miliardi di euro e il credito verrà indirizzato in settori strategici (abitazione, adeguamento sismico degli edifici, mobilità sostenibile, cultura, energia e ambiente, nuove filiere produttive).

LOTTA A CORRUZIONE, MAFIE E CONFLITTI D’INTERESSE

Il pacchetto di misure prevede la riforma della prescrizione; l’utilizzo delle intercettazioni, anche quelle informatiche, per i reati di corruzione; la celebrazione dei reati di mafia in tutte le 26 sedi di Corte d’Appello; modifiche all’articolo 416 ter sul voto di scambio politico- mafioso, eliminando l’attuale previsione secondo la quale il reato è da escludere sempre, qualora non vengano provati i cosiddetti metodi intimidatori tipici mafiosi, e ancora introduzione del DASPO (cioè l’interdizione perpetua dai pubblici incarichi) per i condannati in via definitiva per reati di corruzione. Il M5S propone di aumentare le pene per tutti i reati di corruzione e contro la PA e l’istituzione della figura di “agenti sotto copertura” per i reati di corruzione.

UNA GIUSTIZIA RAPIDA, EQUA ED EFFICIENTE

Il pacchetto di proposte prevede la riduzione della durata dei processi, utilizzando come modello quello previsto per i processi di Lavoro, che si caratterizza per avere tempi più brevi e celeri rispetto ai procedimenti ordinario, e l’introduzione dello strumento processuale della class action per tutelare i cittadini da abusi e frodi consumate a loro danno da lobby e poteri forti. Una giustizia rapida ed efficiente attira maggiori investimenti, quindi maggiori entrate per lo Stato. Il M5S prevede 4 miliardi di investimenti a legislatura per ricerca e innovazione legati alla cyber security e l’assunzione di 5 mila amministrativi e 1.400 magistrati per rendere più efficiente e rapido il comparto.

GREEN ECONOMY. ITALIA 100% RINNOVABILE

Spingere la raccolta differenziata domiciliare di qualità e tariffa che consenta pagare di meno a chi produce meno rifiuti indifferenziati, serve innanzitutto a creare decine di migliaia di posti di lavoro. Stimiamo la creazione di circa 200mila posti di lavoro dall’economia del riciclo rifiuti; 17mila nuovi posti di lavoro per ogni miliardo di euro investito nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica. L’obiettivo principale è ridurre fortemente il tasso di consumo di suolo fino a portarlo a zero entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo occorre puntare sulla riqualificazione dell’esistente e utilizzare al meglio le aree già urbanizzate. Proponiamo l’uscita dalle fonti fossili entro il 2050 e di raggiungere l’obiettivo di un milione di auto elettriche, a partire dalla riconversione dei mezzi di trasporto del comparto pubblico.

RIDUZIONE DEL RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/PIL DI 40 PUNTI IN 10 ANNI

Proponiamo la riduzione di spese improduttive, tagli agli sprechi, lotta alla grande evasione. Sono i pilastri della strategia di lacrime e sangue e austerity seguita finora. La proposta contempla investimenti pubblici produttivi, finanziati in parte anche a deficit, e riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese, riducendo così il rapporto debito/Pil. Interventi di spending review intelligente e lotta senza quartiere alla grande evasione fiscale.

SUPERAMENTO DELLA COSIDDETTA BUONA SCUOLA

La riforma della “Buona scuola” è stata un fallimento. La formazione obbligatoria prevista per i docenti nella Buona Scuola non è mai partita, la “supplentite” è rimasta tale (in particolare rispetto ai docenti di sostegno), e c’è il problema che riguarda soprattutto la mobilità dei docenti che a causa dell’algoritmo “impazzito” del ministero dell’Istruzione ha comportato che decine di migliaia di docenti siano stati spostati immotivatamente da Nord a Sud e viceversa. Proponiamo un piano assunzioni razionale in base al fabbisogno delle scuola; l’incremento dalla spesa pubblica per l’istruzione scolastica e l’abolizione del precariato

VALORIZZAZIONE E TUTELA DEL MADE IN ITALY

Creazione del ministero del Turismo separato da quello dei Beni Culturali e una maggiore tutela dei beni culturali. Sono le prime due proposte del M5S per valorizzare le bellezze del Belpaese che ogni anno attraggono migliaia di visitatori e turisti. Se il Made in Italy fosse un brand l’Italia sarebbe al terzo posto su scala globale. E dal momento che i nostri prodotti sono ricercatissimi, sinonimo di lusso ed eccellenza all’estero e rappresentano un forte attrattore per i turisti stranieri, per promuovere le eccellenze italiane creeremo Italia.it, la piattaforma e-commerce per i prodotti made in Italy nel mondo. Per tutelare i prodotti italiani e il brand Made in Italy, il M5S intende salvaguardare la qualità dei prodotti italiani minacciati dai trattati internazionali.

INVESTIMENTI PRODUTTIVI: 50 MLD NEI SETTORI STRATEGICI

Per rilanciare l’Italia, proponiamo un piano da 50 miliardi di euro in cinque anni in investimenti pubblici produttivi. I settori su cui puntare sono: green economy, bonifiche, rete idrica, rete elettrica, adeguamento sismico, mobilità pulita e sostenibile, dissesto idrogeologico, riqualificazione urbanistica, edilizia scolastica e sanitaria, banda ultra larga, infrastrutture immateriali. Si tratta di interventi in comparti che, a differenza delle grandi opere inutili, creano centinaia di migliaia di posti di lavoro e non offendono il territorio.

SUPERAMENTO DELLA LEGGE FORNERO

Il M5S ha promesso il superamento della riforma Fornero sulle pensioni. Oggi c’è troppa flessibilità in ingresso del mondo del lavoro e troppa rigidità in uscita. Stiamo lavorando alle seguenti proposte: si va in pensione dopo 41 anni di contributi versati (quota 41) oppure se la tra età anagrafica ed età contributiva equivale (quota 100). E staffetta generazionale; estensione della categoria dei lavori usuranti tramite la creazione di un “Osservatorio sul lavoro usurante”. Opzione donna.

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