La ‘terra dei fuochi’ di Sciacca

Anche la nostra ridente e spensierata cittadina ha la sua ‘Terra dei fuochi’. Non parliamo di un’area nascosta e irraggiungibile che possa sfuggire all’occhio ‘attento’ della nostra Amministrazione o alla SOGEIR (sono presenti alcuni cassonetti nelle vicinanze) bensì di un’intera trazzera, a pochi passi dal centro abitato, in cui rifiuti pericolosi di ogni genere giacciono alla luce del sole, sparsi lungo i bordi della carreggiata.

È bastato un semplice sopralluogo, sotto il viadotto all’uscita di Sciacca in direzione Palermo, per documentare la presenza di quintali di amianto sotto forma di serbatoi o elementi di copertura, gomme d’auto, elettrodomestici, sfabbricidi, contenitori in plastica per oli, e chissà quali altri rifiuti pericolosi per le colture (uliveti) nelle vicinanze e per le persone che vi transitano.

Quanto scoperto configura gravissimi reati ambientali che, probabilmente, coinvolgono non soltanto singoli privati, ma anche imprese dell’ultima ora, dedite allo smaltimento ‘fai da te’. Su tali circostanze auspichiamo che le autorità competenti possano fare luce.

Temiamo che quella scoperta sia soltanto una delle tante discariche abusive, nata dalla scarsa sensibilità ambientale che purtroppo ancora ci contraddistingue, e sfuggita al controllo di chi ha la responsabilità di tutelare il nostro territorio e la salute dei suoi abitanti.

Il Meetup Sciacca 5 stelle chiede all’Amministrazione Comunale di prendere immediati provvedimenti per il risanamento dell’area in questione e, contestualmente, di sporgere denuncia contro ignoti presso le autorità competenti per i gravi reati ambientali rilevabili.

Meetup Sciacca 5 stelle – M5S

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Isole ecologiche, in Sicilia un fallimento. Il 70% è out. Interrogazione M5S

Deludente anche la riuscita dei centri comunali di raccolta. Per cercare di conoscere le intenzioni del governo regionale e lo stato degli impianti nell’isola i parlamentari del Movimento hanno presentato un’ interrogazione. Fatta pure una richiesta di accesso agli atti.

Angela Foti

Un fallimento, o quasi. Il 70% delle isole ecologiche per la raccolta differenziata realizzate in Sicilia non è in funzione. Poco più fortunata la sorte dei centri comunali di raccolta, dei quali “solo” il 35% è fermo.

La mappa che fotografa l’impiantistica della Regione siciliana, realizzata dal Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, è impietosa e racconta di un sistema di trattamento rifiuti in Sicilia scadente.

Delle 259 isole ecologiche esistenti, infatti, ben 183 sono out, mentre solo 63 dei 98 centri comunali di raccolta siciliani sono in attività.

Dati per nulla incoraggianti, che hanno indotto il Movimento Cinque Stelle a capirci di più con una interrogazione rivolta al Presidente della Regione e all’assessore all’Energia, che vede tra le prime firmatarie le deputate Claudia La Rocca e Angela Foti.

Ai rappresentanti del governo regionale i parlamentari chiedono il perché del mancato funzionamento degli impianti e se è in programma la loro attivazione. I Parlamentari chiedono inoltre di sapere quali misure il governo stia portando avanti per prevenire la produzione dei rifiuti ed innalzare il livello di raccolta differenziata, che vede la Sicilia ancora agli ultimi posti in Italia con una percentuale pro capite annua del 9,4 per cento, a fronte della media nazionale del 35,5 per cento.

Dal governo La Rocca, Foti e gli altri 12 parlamentari a sala d’Ercole vogliono sapere anche se sono stati predisposti interventi per affrontare le problematiche legate al riutilizzo dei rifiuti e lo stato d’attuazione del programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti.

Per raccogliere altri dati in merito alla gestione dei rifiuti in Sicilia i parlamentari siciliani del Movimento hanno fatto anche una richiesta di accesso agli atti all’assessorato all’Energia per avere l’elenco completo degli impianti per il recupero e trattamento dei rifiuti pubblici e privati.

“I rifiuti – afferma Claudia La Rocca – sono una risorsa, sono oro, e solo quando lo capiremo la Sicilia farà sul serio un passo avanti. Qui non si parla soltanto di tutela dell’ambiente e della salute, già comunque importanti, si parla di economia reale, di lavoro. L’Europa ci chiede il rispetto di una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti e ricordo che ai primi 3 posti sono previsti la prevenzione, il riutilizzo ed il riciclo”.

“Il 90 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia – aggiunge Angela Foti – oggi finisce in discarica con un danno enorme per l’economia e per  l’ambiente. Un terzo di questi sono definiti frazione organica e andrebbero a compostaggio (il processo biologico/aerobico che porta alla produzione di una miscela di sostanze umidificate, il compost) se non fosse che l’impiantistica in Sicilia è sottodimensionata o inutilizzata”.

“Questa situazione – continua Foti – è inaccettabile, a maggior ragione se si è consapevoli del fatto che a pesare, puzzare e rendere inservibili tutti gli altri materiali è proprio ” l’umido” che finisce nel sacchetto e comporta costosi pretrattamenti. Il rimedio è sbloccare immediatamente i centri di compostaggio il cui iter autorizzativo è fermo in assessorato da mesi. E’ fondamentale, poi,  incentivare e promuovere il compostaggio domestico, possibilmente predisponendo un albo dei compostatori con delibera comunale, specialmente nei piccoli comuni e in tutte le zone rurali. Il fertilizzante naturale ottenuto  sarebbe utilissimo per il crescente ritorno all’agricoltura biologica”.

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I dodici tir affondati (e dimenticati) al largo di Capo Zafferano

Affondati 4 mesi fa, il M5S lancia un appello alla Regione per recuperarli. Una potenziale bomba ecologica ad una ventina di chilometri dalla costa palermitana.

Da quasi quattro mesi 12 tir giacciono dimenticati al largo di Capo Zafferano, a circa a due miglia nord est, dove si trovano in seguito a quanto accaduto il 9 dicembre scorso, quando un traghetto – partito da Livorno alla volta del capoluogo siciliano – appartenente all’azienda “Grimaldi” e denominato “Euro Cargo Cagliari”, trovatosi in balia della burrasca riversò in mare una dozzina di autoarticolati e di rimorchi.

I tir, due dei quali contenevano generi alimentari e pacchi di varia natura, mentre uno era vuoto, si trovano ancora lì, in un tratto di mare con una profondità di 500 metri: ma adesso, quando sono trascorsi più di 100 giorni, qualcosa si muove e la vicenda torna finalmente d’attualità tra i banchi della politica. A riportarla alla ribalta è Salvatore Siragusa, deputato del Movimento 5 Stelle, che lancia un appello alla Regione: “Si recuperino al più presto i tir affondati al largo di Capo Zafferano”, ha sottolineato l’esponente M5S chiedendo alla giunta Crocetta, di trovare un modo per disinnescare “una grande, potenziale, bomba ecologica”.

“Studieremo – ha detto Siragusa – un atto politico che impegni il Governo a muoversi per risolvere il problema che, oltre a compromettere l’ambiente, rischia di penalizzare particolarmente i pescatori del luogo, che già in qualche caso hanno visto danneggiate le loro attrezzature dai mezzi adagiati sul fondo”.
In attesa di risposte concrete da Palazzo d’Orleans Siragusa, assieme ad un altro collega del Movimento 5 Stelle, Matteo Mangiacavallo, ha sollevato il problema dei tir nel corso di un incontro all’Ars con una delegazione di pescatori di Porticello. Nell’occasione, sono stati anche affrontati le difficoltà che da tempo sta attraversando la categoria.

Fonte: Italpress – Corriere del Mezzogiorno

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Gestione dei rifiuti a 5 Stelle

“Salve a tutti sono Angela Foti, cittadina a 5 Stelle eletta all’ARS. Con la Legge votata il 29 Dicembre un altro importante passo è stato fatto per la realizzazione del programma del MoVimento voluto fortemente dai cittadini sull’argomento “Rifiuti“. Finalmente i comuni possono organizzarsi in forma singola o associata per studiare i piani di raccolta dei rifiuti sulla città e con un iter burocratico alleggerito tornare ad avere la responsabilità e scegliere i metodi per come fare la raccolta dei rifiuti. Questo è molto importante, un passo che ci avvicina alla “Strategia Rifiuti Zero” perchè se siamo noi cittadini a volere, i comuni possono finalmente attuare dei piani di raccolta efficienti ed efficaci. Solo così potremo avere dei piani di recupero delle materie ed emplementare i posti di lavoro, che non si avranno se continuiamo a sversare nelle discariche che oramai sono sature. Il processo di responsabilità dei comuni e dei cittadini va sempre più avanti. Il MoVimento 5 Stelle mantiene le promesse!” Angela Foti

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Compostiamoci bene – 15 Dicembre 2012

La crisi del sistema dei rifiuti è ormai sotto gli occhi di tutti. Gli ATO hanno creato buchi di bilancio impressionanti a fronte di una cattiva gestione dei rifiuti in tutta la Sicilia.

L’unico modo per uscire da questo sistema è ripensare il modello dei rifiuti, attraverso la riprogettazione e il coinvolgimento dei cittadini.

Per questo la strategia Rifiuti Zero è la strada da seguire. In particolare, sabato prossimo al Murphy’s Pub, in Piazza Inveges a Sciacca, alle ore 18:00, verrà affrontato il terzo punto della strategia che prevede il compostaggio presentando la campagna Compostiamoci Bene.

Il compostaggio, sia domestico che di comunità, è sicuramente una strada immediatamente percorribile, in quanto l’umido costituisce il 40% dei nostri rifiuti e, in un territorio come quello Siciliano a prevalente vocazione agricola, sarebbe facilmente gestibile.

Relazionerà il Dott. Chim. Danilo Pulvirenti – Consulente Ambientale e, a seguire, un dibattito aperto sul tema.

MeetUp Sciacca 5 Stelle

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