Intervento in Aula di Matteo Mangiacavallo sul “Rigassificatore di Porto Empedocle”

Nonostante il gruppo parlamentare del MoVimento 5 stelle all’ARS, mediante il cittadino Matteo Mangiacavallo, ha presentato una puntuale mozione nella quale è stato evidenziato il pericolo per la salute pubblica e per l’intero territorio rappresentato dalla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle a pochi passi dalla casa natale di Luigi Pirandello e dalla Valle dei Templi, ieri l’Assemblea regionale siciliana ha votato contro la mozione proposta, manifestando una volontà cieca e anacronistica a fronte delle reali esigenze di crescita economica e turistica della popolazione e del territorio.

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Ars: approvata la mozione Terna del M5S – Zafarana: Governo ora faccia rivedere il progetto

Valentina Zafarana

Il Governo dovrà convincere Terna a rivedere il progetto sull’elettrodotto della Valle del Mela. Ha avuto il via libera dall’ARS la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle che impegna il governo a diffidare la società dal completamento dei lavori in corso e a provvedere all’interramento dell’elettrodotto in galleria schermata per le zone Aerca e zona protezione speciale al fine di salvaguardare il diritto alla salute delle popolazioni del luogo e le caratteristiche ambientali.

Questa mozione – ha detto Valentina Zafarana, prima firmataria del documento approvato dall’ARS – non vuole ostacolare la realizzazione del progetto, mira soltanto a impegnare il governo ad operarsi perché vengano superate le criticità ambientali e sanitarie che riguardano l’area di Pace del Mela e la zona di protezione speciale Monti Peloritani”.

L’esaustiva esposizione della mozione della deputata a cinque stelle ha messo in luce in Aula tutte le criticità del progetto Terna. Queste le principali: mancanza della verifica di ottemperanza, il frazionamento del progetto in contrasto con le norme di impatto ambientale (che impone una valutazione unitaria del progetto), la mancata attenzione al principio di precauzione (che dice che in caso di rischio grave ed irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive), la presenza nell’area di aspetti sanitari ad elevato rischio di crisi ambientale (per l’emissione inquinante nell’atmosfera da parte delle industrie presenti nel territorio) e, infine, l’incompatibilità col piano paesaggistico di parte della provincia di Messina.

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Audizione pubblica all’ARS – Trivellazioni nel canale di Sicilia dannosissime e nemmeno remunerative

Canale di Sicilia, audizione pubblica all’ARS per fermarle. L’incontro tenuto oggi nella sala rossa dell’Assemblea regionale è stato organizzato dal presidente della commissione Ambiente su invito di Greenpeace. “Guadagni per la Sicilia inesistenti. Le compagnie pagano la ridicola cifra di 5 euro l’anno per perforare un km quadrato”.

Trivellazioni nel canale di Sicilia dannosissime e nemmeno remunerative”. Il presidente della commissione Ambiente dell’ARS, Giampiero Trizzino, ha commentato duramente le risultanze di un’audizione – tenuta oggi a palazzo dei Normanni, su invito di Greenpeace – con tecnici e associazioni ambientaliste.

E’ scandaloso, stanno distruggendo l’ambiente – ha detto Trizzino – e senza che la Sicilia abbia il minimo ritorno. Basti pensare che alcune compagnie hanno franchigie per l’estrazione fino 50 mila tonnellate di greggio e che per la perforazione di aree di un chilometro quadrato pagano cifre assurde, valutabili nell’ordine di 5 euro l’anno”.

Per cercare di risolvere il problema secondo Trizzino è opportuno creare un raccordo tra Stato e Regione che razionalizzi il sistema delle normative e delle autorizzazioni.

Cercheremo al più presto – ha affermato Trizzino – di coinvolgere nella nostra azione il prossimo governo nazionale

Bisogna decidere – ha sottolineato Giannì, responsabile delle campagne di Greenpeace – cosa vogliamo fare del nostro mare. Se vogliamo farne una fonte di ricchezza e reddito o andare in direzione opposta, con l’imbrattamento costante e con la creazione di inquinamento che sta producendo sconvolgimenti climatici, i cui segni già sono evidentissimi”.

In questa fase – ha proseguito – è importante che la Regione siciliana sposi la lotta anti trivelle assieme alle altre regioni italiane. E’ una causa comune e solo unendo le forze si può arrivare a bersaglio”.

Per cercare di fermare le trivelle nel canale di Sicilia e di salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterraneo, Greenpeace ha già raccolto le adesioni di 49 sindaci siciliani, del precedente governo regionale, di numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini.

Se esistono zone indenni dalle perforazioni nel canale di Sicilia – ha detto Giannì – è grazie alle lotte che abbiamo fatto assieme alla gente”.

All’incontro di oggi erano presenti rappresentati del WWF, di Legambiente, dell’associazione L’AltraSciacca, del Comitato Stoppa la Piattaforma e di altre associazioni ambientaliste, alcuni rappresentanti della commissione Ambiente e di aree protette. Hanno partecipato all’audizione pure alcuni dirigenti della Regione, inviati a rappresentare il governo regionale in sostituzione del presidente Crocetta e degli assessori Marino e Lo Bello.

Palermo, 12 febbraio 2013

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Fermare le trivellazioni nel canale di Sicilia – Audizione pubblica all’ARS

Il presidente della commissione Ambiente dell’ARS. il deputato del Movimento Cinque Stelle Giampiero Trizzino,  ha convocato per domani, 12 febbraio 2013, alle ore 10.00, una audizione pubblica con associazioni ambientaliste, autorità ed esperti per cercare di fermare le trivellazioni nel canale di Sicilia.

L’incontro – che si terrà nella sala rossa dell’Assemblea regionale siciliana – fa seguito ad un appello lanciato da Greenpeace per cercare di salvare una delle aree più ricche di storia e di diversità biologiche del Mediterraneo.  A tal fine l’associazione ambientalista ha già  raccolto le adesioni di 49 sindaci siciliani, del precedente governo regionale, di numerose associazioni di categoria e di quasi 60.000 cittadini.

In questa fase – sostiene Greenpeace – è importante che la nuova giunta regionale confermi al più presto l’opposizione della Regione Sicilia a questi progetti che mettono a rischio non solo l’ambiente, ma anche  l’economia delle comunità locali. E’ importante creare un fronte comune contro questa minaccia e rilanciare una discussione pubblica e informata sui temi dell’energia, del cambiamento climatico e della protezione del mare”.

All’incontro  parteciperanno anche rappresentanti del WWF e di Legambiente.

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Regione sul MUOS: via al procedimento di revoca. Brinda il M5S.

Trizzino: “E’ Davide che vince contro Golia”. Cappello: “Fatto quello che c’era da fare, la palla ora al Governo”. Domani a Niscemi seduta straordinaria del Consiglio comunale.

Il Movimento Cinque Stelle brinda alla vittoria sulla questione MUOS. La delibera di giunta del Governo regionale che dà mandato all’assessore al Territorio, Maria Lo Bello, di avviare immediatamente il procedimento di revoca per i lavori del sistema satellitare americano è arrivata stamattina sul tavolo del presidente della IV Commissione dell’ARS (Territorio e Ambiente), Giampiero Trizzino, che della lotta al MUOS, assieme a tutto il Movimento, ha fatto uno dei punti cardini della sua attività. Per fermare l’installazione delle parabole Usa il M5S ha portato in trasferta a Niscemi i lavori della commissione Ambiente e tre volte ha fatto mancare il numero legale in Aula durante la votazione del Dpef per tenere alta l’attenzione sulla questione Usa. Per bloccare le opere statunitensi il Movimento 5 Stelle ha anche presentato una mozione votata all’unanimità dall’Ars.

Per celebrare la notizia domani nella cittadina nissena il presidente del Consiglio comunale, Luigi Licata, ha convocato una seduta straordinaria del civico consesso, alla quale presumibilmente assisteranno tantissimi cittadini.

Dire che siamo felici per la gente di Niscemi – dice Trizzino – è riduttivo. Sapevamo di essere il Davide di turno che sfidava il Golia americano. Siamo consci che la guerra probabilmente non finisce qui e che gli Usa non si fermeranno. E’ comunque la vittoria di una importatissima battaglia che in tempi brevissimi porterà allo stop definitivo dei lavori. Non sappiamo con precisione quanto ci vorrà, ma è ormai questione di giorni”.

Soddisfatto anche Cappello – sua la firma sulla mozione anti MUOS – che invita comunque alla prudenza. “Noi – dice –abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare. Ora la palla passa al Governo, ma noi vigileremo”.

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Mozione all’Ars del M5S per fermare le trivelle nel Belice

Giampiero Trizzino, portavoce del M5S all’A.R.S., Presidente della Commissione Ambiente e Territorio
Giampiero Trizzino, portavoce del M5S all’A.R.S., Presidente della Commissione Ambiente e Territorio

No alle estrazioni nella Valle del Belice. Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars, raccogliendo le istanze dei comuni della zona e del comitato No Trivelle, ha dichiarato guerra alle attività di estrazione nell’area del Trapanese e ha chiesto al governo regionale di revocare le autorizzazioni già rilasciate, di fermare le attività di ricerca in corso e sospendere i procedimenti ancora in attesa di autorizzazione.

Per stoppare le trivelle i 15 deputati stellati, primo firmatario il presidente della commissione Ambiente Giampiero Trizzino, hanno presentato una mozione all’Assemblea, preparata assieme all’ingegnere Mario Di Giovanna e ai dottori Giuseppe Palazzolo e Alessia Cerzoso, esperti in diritto dell’ambiente.

La mozione prende le mosse dalla pubblicazione su alcuni quotidiani dell’avviso per la ricerca di idrocarburi, denominato Masseria Frisella, in un area di 681,66 Kmq in piena Valle del Belice, per il quale, nonostante l’opposizione di numerosi comuni della zona, è arrivato il parere favorevole dell’Urig, l’organo di vigilanza nel settore estrattivo.

“Lo sfruttamento industriale del territorio, ed in particolare l’estrazione di idrocarburi – si legge nella mozione – comporta rischi di incidenti, di sversamenti e inquinamento delle falde acquifere e dell’aria, ed è incompatibile con lo sviluppo economico ed ecosostenibile che l’area della Valle del Belice ha da anni intrapreso con successo. E’ inoltre penalizzante per la popolazione che ha già scelto di contribuire allo sviluppo del Paese con l’installazione nel proprio territorio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”.

Il procedimento avallato dall’Urig inoltre presenterebbe irregolarità di carattere amministrativo.

La mozione approderà in Aula a fine mese.

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M. Mangiacavallo presenta un’interpellanza al Governo Regionale circa l’Ospedale di Sciacca e l’attuazione della riforma sanitaria regionale

Matteo Mangiacavallo, cittadino a 5 stelle all’ARS, ha presentato un’interpellanza al Governo Regionale circa le iniziative che intende assumere per l’applicazione della riforma prevista dalla Legge regionale del 14 aprile 2009 n. 5 in modo che tenga conto della conformazione geografica del territorio della provincia di Agrigento.

Da un’attenta analisi dell’attuazione della riforma sanitaria, è evidente che la stessa, pur perseguendo l’equilibrio economico del Servizio Sanitario Regionale, debba necessariamente tenere conto delle peculiarità geografiche di ogni singola provincia. La provincia di Agrigento è caratterizzata da un territorio molto esteso che, oltre al polo sanitario della città di Agrigento, conta anche quello del Distretto di Sciacca, con una propria naturale vocazione territoriale, nell’ambito del Distretto Ospedaliero Ag 2.

L’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca soffre da qualche tempo di una migrazione di risorse umane e strutturali in favore dell’Ospedale di Agrigento e di altre strutture sanitarie del territorio siciliano, lasciandone legittimamente presagire una più ampia destrutturazione. Il depotenziamento della struttura ospedaliera saccense causerà, inevitabilmente, un’emorragia di utenza dell’intera ASP n.1, poiché, proprio a causa della particolare struttura geografica della provincia agrigentina, per questioni di opportunità logistiche, la maggior parte degli utenti preferiranno raggiungere gli ospedali palermitani piuttosto che recarsi nel capoluogo di provincia di riferimento. Basta prendere in considerazione, nel merito, la situazione degli utenti di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia, più vicini e meglio collegati a Palermo piuttosto che ad Agrigento sia per la rete stradale che per il numero di mezzi di trasporto pubblico.

Si deve tenere conto, infine, che una delle finalità della predetta legge è quella di “… rendere compatibile l’equilibrio economico del Servizio sanitario regionale con il mantenimento e la riqualificazione dell’offerta assistenziale complessiva al fine di garantire il diritto all’erogazione appropriata ed uniforme dei livelli essenziali di assistenza”.

Sulla base di tutte queste considerazioni, il deputato Matteo Mangiacavallo chiede al Governo Regionale quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla situazione in cui oggi versa l’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

L’interpellanza è visibile sulla pagina personale del cittadino a 5 stelle Matteo Mangiacavallo ospitata sul sito dell’ARS e accessibile tramite questo link.

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MUOS, Trizzino: “Convoco la commissione Ambiente a Niscemi. La sospensione non basta, si revochino le autorizzazioni”

Commissione Ambiente dell’ARS in trasferta a Niscemi la settimana prossima e chiamata a raccolta di tutte le forze NO-MUOS in campo per stoppare il sistema di comunicazione satellitare americano.

Il presidente della Commissione Ambiente all’ARS, il deputato del Movimento Cinque Stelle, Giampiero Trizzino, mira ad andare oltre al provvedimento di sospensione annunciato dal presidente della Regione Rosario Crocetta e punta alla revoca definitiva di tutte le autorizzazioni all’impianto.

“La sospensione temporanea è già una grandissima cosa – dice Trizzino – ma si può e si deve puntare al bersaglio grosso: lo stop definitivo. Per questo raduneremo attorno a un tavolo tutte le forze in campo: istituzioni, associazioni, comitati ed esperti per studiare ogni opportunità che garantisca ai cittadini della zona e alla Sicilia intera un futuro tranquillo”.

All’incontro saranno presenti anche i due esperti che hanno seguito da vicino la situazione e che potrebbero fornire interessante materiale alla causa No MUOS, i due docenti del Politecnico di Torino, Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu.

Ufficio Stampa

Gruppo Parlamentare M5S

Fonte: sicilia5stelle.it

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